<?xml version="1.0" encoding="utf-16"?><rss xmlns:a10="http://www.w3.org/2005/Atom" version="2.0"><channel><title>Vestas Win[d]</title><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/RSS.ashx</link><description>Vestas Win[d] Pages</description><lastBuildDate>Fri, 20 Feb 2009 16:02:15 +0100</lastBuildDate><a10:id>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/</a10:id><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/?Page=1</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/?Page=1</link><title>Vestas Win[d] Page 1</title><description>Wind W I N D , O I L A N D G A S N˚. 15 Anno 06 11 Febbraio 2009 Indipendenza energetica : il petroliere miliardario statunitense si converte anche all’eolico Nasce una nuova turbina in casa Vestas La svolta “verde” degli Stati Uniti &amp;#183; Sempre al passo con il mercato cinese Rientro sul mercato offshore &amp;#183; Ridurre l’incidenza dei difetti Maggiore attenzione al cliente &amp;#183; Assistenza in primo piano Le prestazioni “verdi” in numeri</description><a10:updated>2009-02-20T16:02:15+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/?Page=2</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/?Page=2</link><title>Vestas Win[d] Page 2</title><description>Una nuova agenda Il 20 gennaio 2009, giorno dell’inaugurazione di Barack Obama a Presidente degli Stati Uniti d’America, sar&amp;#224; ricordato come una data storica sotto molti aspetti, che potrebbe effettivamente segnare l’inizio di una nuova era nel campo dell’energia moderna. Con il suo piano chiamato “Nuova energia per l’America”, il Presidente Obama ha gi&amp;#224; delineato la sua visione in merito al futuro energetico degli Stati Uniti, ovvero: nel 2012 il 10% del fabbisogno di energia elettrica - il 25% e nel 2025 - dovr&amp;#224; essere soddisfatto da energia proveniente da fonti rinnovabili. Oltre all’ambizioso obiettivo dell’Uione Europea, secondo cui entro il 2020 il 20% dell’energia dovr&amp;#224; provenire da fonti rinnovabili, questo nuovo piano mette in evidenza l’elevato potenziale di crescita dell’energia eolica e supporta il nostro obiettivo che prevede la produzione, il trasporto e l’installazione di 10.000 MW di capacit&amp;#224; nel 2010. Gli argomenti a favore del piano americano rispecchiano esattamente quelli che noi di Vestas consideriamo i beneﬁci pi&amp;#249; importanti derivanti dall’assegnazione di un ruolo chiave all’energia eolica nel mix energetico, ponendola sullo stesso piano del petrolio e del gas, una scelta che contribuisce anche alla creazione di posti di lavoro a livello locale, alla riduzione della dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili e alla salvaguardia dell’ambiente da milioni di tonnellate di CO2 emesse in atmosfera. L’esplicita dichiarazione politica d’intenti apre nuove prospettive per lo sviluppo dell’eolico negli Stati Uniti nell’immediato futuro. Allo stesso tempo, &amp;#232; particolarmente incoraggiante osservare l’esteso interesse verso l’energia eolica, attualmente evidente in ogni area del settore energetico. Il miglior esempio di questa attenzione &amp;#232; forse offerto da T. Boone Pickens, il quale, in questo numero della rivista, spiega le circostanze che lo hanno spinto a convertirsi all’energia eolica, dopo una lunga carriera nell’industria petrolifera. Le stesse tendenze positive, provenienti sia dal settore politico che da quello commerciale, sono evidenti anche in Cina, il secondo paese nella classiﬁca dei maggiori consumatori di energia a livello mondiale. Di fatto, siamo convinti che il mercato cinese rappresenti un enorme potenziale, per questo all’inizio di quest’anno abbiamo riorganizzato la nostra sede in Cina come una unit&amp;#224; di Business, per permetterle di fornire ai nostri clienti cinesi un servizio migliore. Il motivo di tale azione &amp;#232; dato dal fatto che noi di Vestas ci impegniamo per offrire un lavoro speciﬁcamente dedicato ad obiettivi, garantendo cos&amp;#236; un ruolo centrale ai nostri clienti in qualsiasi contesto. Questo vale anche per lo sviluppo di nuove tecnologie, un settore su cui stiamo attualmente investendo moltissimo. &amp;#200; perci&amp;#242; un grande piacere potervi presentare l’ultima nata della nostra gamma di prodotti: la turbina V112-3,0 MW. In questo numero di Vestas Wind troverete informazioni dettagliate sulla nuova turbina, progettata – in misura di gran lunga superiore a tutti i nostri precedenti prodotti – in base ai desideri e alle necessit&amp;#224; dei nostri clienti per i loro parchi eolici, e che consentir&amp;#224; di ridurre ulteriormente il prezzo dell’energia moderna. Con i miei pi&amp;#249; cordiali saluti Ditlev Engel Presidente e CEO 2</description><a10:updated>2009-02-20T16:02:15+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/?Page=3</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/?Page=3</link><title>Vestas Win[d] Page 3</title><description>Sommario 4 Potenti prestazioni Vestas presenta la nuova potente turbina V112-3,0 MW, un modello innovativo e afﬁdabile, progettato speciﬁcamente per acquisire pi&amp;#249; energia dal vento in siti caratterizzati da ventosit&amp;#224; medio-bassa. 24 Ore contate per i componenti difettosi Un nuovo approccio verso i fornitori permette a Vestas di conoscere pi&amp;#249; a fondo i processi produttivi delle aziende fornitrici e pone le basi per ridurre l’incidenza dei difetti. 8 Obama inaugura una nuova era Gli Stati Uniti hanno scelto un nuovo Presidente e un’innovativa politica in materia di energia pulita. Barack Obama, da tempo fervente promotore delle rinnovabili, vede nelle tecnologie verdi le protagoniste della ripresa economica. Le prospettive per l’eolico non sono mai state pi&amp;#249; rosee. 30 Ritorno all’ offshore Dopo il perfezionamento della turbina V90, Vestas riceve un’importante commessa dal Regno Unito. 14 36 Indipendenza energetica: il petroliere miliardario statunitense si converte all’eolico All’invidiabile et&amp;#224; di ottant’anni, T. Boone Pickens ha raccolto una nuova, grande sﬁda: porre ﬁne alla dipendenza degli Stati Uniti dal petrolio estratto nelle regioni ad economia instabile del mondo. Sempre al passo con la crescita del mercato eolico cinese Vestas crea un’unit&amp;#224; di vendita indipendente in Cina, in quello che sta divenendo il mercato pi&amp;#249; competitivo al mondo. 42 Gestione ottimizzata della ricambistica Vestas Spare Parts &amp;amp; Repairs render&amp;#224; il servizio di assistenza pi&amp;#249; snello ad afﬁdabile. Vestas aggiunge cos&amp;#236; un importante tassello nell’ottica della soddisfazione del cliente. 20 Puntare al valore per il cliente Clienti da ogni angolo del mondo hanno discusso con Vestas il tema del valore aggiunto. I loro pareri hanno portato all’individuazione di tre valori chiave che armonizzeranno nuovamente l’azienda con le esigenze della committenza. 48 Le prestazioni “verdi” in numeri Fissare i numeri delle “prestazioni verdi”. Quanto &amp;#232; verde l’energia eolica ? Dettagliati audits ambientali supportano Vestas e i suoi clienti. 3</description><a10:updated>2009-02-20T16:02:15+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/?Page=4</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/?Page=4</link><title>Vestas Win[d] Page 4</title><description>Potenti prestazioni Dopo 18 mesi di sviluppo, Vestas presenta l’innovativa turbina V112-3,0 MW, dimensionata per ottenere la massima potenza da siti a media e bassa ventosit&amp;#224;. 4</description><a10:updated>2009-02-20T16:02:15+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/?Page=5</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/?Page=5</link><title>Vestas Win[d] Page 5</title><description>Una nuova turbina Vestas sta per essere lanciata sul mercato. Un modello potente, afﬁdabile, con un caratteristico design che contraddistinguer&amp;#224; l’orizzonte dei parchi eolici del mondo negli anni a venire. La nuova turbina V112-3,0 MW &amp;#232; progettata per ottenere la massima potenza eolica da siti a media e bassa ventosit&amp;#224;. “Ci&amp;#242; la rende perfetta come aggiunta al nostro portafoglio”, dichiara il Senior Product Manager Klaus Holm. “Il mercato delle turbine che operano in siti caratterizzati da una ventosit&amp;#224; medio-bassa costituisce una potenziale grossa fetta del mercato eolico e siamo convinti che la turbina V112-3,0 MW offrir&amp;#224; ai clienti di questo segmento un rendimento ed un vantaggio economico impareggiabili”. La turbina &amp;#232; stata presentata al pubblico l’11 febbraio e sar&amp;#224; sul mercato a partire da maggio 2010. Tecnologia comprovata Il Presidente di Vestas Technology R&amp;amp;D Finn Strom Madsen, sottolinea come la turbina 5</description><a10:updated>2009-02-20T16:02:15+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/?Page=6</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/?Page=6</link><title>Vestas Win[d] Page 6</title><description>Le tecniche di realt&amp;#224; virtuale, inclusi gli occhiali 3-D indossati da questi ingegneri Vestas, hanno consentito di visualizzare i componenti della turbina V112-3,0 MW molto prima che questa venisse prodotta e assemblata. Ciascuna lente &amp;#232; di fatto un piccolo schermo collegato ad un computer nel quale sono stati inseriti disegni tecnici che rappresentano la turbina da ogni angolazione. Il computer utilizza tutti questi dati per produrre un’immagine tridimensionale che conferisce la sensazione di muoversi effettivamente intorno alla turbina e di lavorare al suo interno. Con una pala eccezionalmente lunga (54,6 metri), il modello V112-3,0 MW cattura il vento che sofﬁa in siti a media e bassa ventosit&amp;#224;. La caratteristica aletta sulla parte posteriore della navicella fa parte del sistema di raffreddamento che, servendosi del vento, consente di non dover assorbire energia elettrica della rete. La collaborazione trasversale all’interno dell’organizzazione Vestas &amp;#232; stata un’altra caratteristica distintiva del processo di sviluppo. I colleghi di aree quali la logistica, la produzione, l’assistenza e gli acquisti hanno fatto V112-3,0 MW, pur vantando una serie di innovazioni, sia anche stata progettata in base a tecnologie di comprovata afﬁdabilit&amp;#224; derivanti dalla precedente generazione di turbine Vestas. Anni di sviluppo e di esperienza sul campo ﬁnalizzati alla riduzione dei tempi di fermo, all’aumento dell’intervallo medio tra le ispezioni e al miglioramento dell’operativit&amp;#224; e degli interventi di manutenzione, rendono la turbina V112-3,0 MW un performer particolarmente afﬁdabile che riduce al minimo il costo dell’energia. “Dal punto di vista del cliente tutto ci&amp;#242; contribuisce alla certezza del business case, fattore che per noi &amp;#232; di fondamentale importanza,” osserva Finn Str&amp;#248;m Madsen. Sviluppo orientato al cliente La turbina V112-3,0 MW &amp;#232; stata sviluppata dal dipartimento Technology R&amp;amp;D nell’arco di circa 18 mesi. Il processo &amp;#232; stato caratterizzato da uno sviluppo integrato del prodotto a livello globale con il coinvolgimento di numerosi stakeholder (azionisti). “Questa linea di condotta &amp;#232; stata scelta per operare in accordo con ci&amp;#242; che noi deﬁniamo ‘The Vestas Way to Market’, ovvero la strategia di penetrazione nel mercato, in cui il processo di sviluppo &amp;#232; suddiviso in una serie di fasi per garantire uno svolgimento controllato nonch&amp;#233; contributi degli azionisti nel momento opportuno”, spiega il Chief Project Manager Finn Kolind Christensen, che ha supervisionato la progettazione della turbina V112-3,0 MW. I contributi dei nostri clienti sono stati una delle pi&amp;#249; importanti fonti di informazioni dall’esterno. Le necessit&amp;#224; dei clienti sono state meticolosamente studiate e valutate, e sono stati presentati modelli dettagliati dei costi/beneﬁci a clienti selezionati per svolgere veriﬁche sulla validit&amp;#224; delle nostre proposte. “Lo sviluppo della turbina V112-3,0 MW &amp;#232; stato realmente orientato al cliente,” asserisce Finn Kolind Christensen. “Ogni aspetto della turbina &amp;#232; stato ottimizzato con uno sguardo rivolto al cliente, non solamente nell’immediato futuro, ma per tutta la durata di vita della turbina, che raggiunge almeno i 20 anni”. attivamente parte del team per lo sviluppo del nuovo modello V112-3,0 MW, per garantire che la nuova turbina rispondesse a necessit&amp;#224; espresse dai clienti, quali la facilit&amp;#224; di trasporto, di assemblaggio, di manutenzione e di sostituzione della componentistica. Una ‘passeggiata’ virtuale Finn Kolind Christensen fa notare come per lo sviluppo della turbina V112-3,0 MW siano state utilizzate importanti nuove tecnologie. Tra l’altro, simulazioni computerizzate e l’impiego di tecniche di realt&amp;#224; virtuale hanno consentito la visualizzazione dei componenti della turbina e la valutazione della facilit&amp;#224; di manutenzione molto prima che qualsiasi componente venisse ﬁsicamente assemblato. Gli ingegneri, indossando speciali occhiali 3-D, hanno quindi potuto fare una ‘passeggiata’ all’interno della turbina, individuando eve</description><a10:updated>2009-02-20T16:02:15+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/?Page=7</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/?Page=7</link><title>Vestas Win[d] Page 7</title><description>Tutti i vantaggi Le innovazioni tecniche della turbina V112-3,0 MW offrono ai clienti una serie di vantaggi che la rendono altamente competitiva. Speciﬁche funzionalit&amp;#224; pensate in base alle esigenze del cliente sono state introdotte in ciascun elemento di progettazione: • N UOVO DESIG N DEL L A PA L A Con un rotore da 112 metri e pale da 54,6 metri, la nuova turbina &amp;#232; capace di generare ancora pi&amp;#249; energia. Le dimensioni della turbina e la potenza nominale garantiscono un alto coefﬁciente di potenza, rendendo l’aerogeneratore adatto a siti con un numero limitato di turbine. Questa caratteristica la rende una scelta eccellente anche per siti sottoposti a limitazioni circa la potenza che pu&amp;#242; essere immessa nella rete. • BA SSE EM ISSION I SON OR E Il modello V112-3,0 MW &amp;#232; stato ottimizzato per offrire un’elevata erogazione di potenza, con un basso livello di emissioni sonore, in particolare in condizioni di scarsa ventosit&amp;#224;. La turbina pu&amp;#242; essere inoltre regolata per ridurre ulteriormente l’inquinamento acustico, senza alterare in modo signiﬁcativo la sua efﬁcienza. • N UOVO marca. Questo laboratorio &amp;#232; stato in precedenza utilizzato per testare diversi aggiornamenti di prodotto, ma la V112-3,0 MW &amp;#232; la prima turbina eolica ad essere stata testata in questa struttura. “Possiamo testare qualsiasi cosa, dalla pi&amp;#249; piccola ruota dentata ﬁno ad una turbina totalmente assemblata, e persino esporla a livelli di stress pari a quelli provocati da una tempesta sulle cime delle montagne spagnole”, osserva Finn Kolind Christensen. Diamo forma al futuro Continuando, Finn Str&amp;#248;m Madsen dichiara che l’esperienza e le competenze acquisite nella progettazione della turbina V112-3,0 MW daranno forma ai futuri processi di sviluppo adottati da Vestas. Per quanto riguarda la turbina, &amp;#232; convinto che stabilir&amp;#224; un nuovo standard nel settore dell’energia eolica: “La turbina V112-3,0 MW sar&amp;#224; un modello competitivo per molti anni a venire, e tutte le nuove turbine si baseranno sugli stessi principi di progettazione nel prossimo futuro. Sono convinto che questa turbina e il duro lavoro che vi abbiamo dedicato renderanno pi&amp;#249; sicura e solida la nostra posizione di leader del mercato dell’energia eolica per lungo tempo”. DESIG N DEL L A N AVICEL L A Grazie al nuovo design snello e mo- dulare, la navicella pu&amp;#242; essere trasportata su normali veicoli, diminuendo i costi energetici ed aumentando la disponibilit&amp;#224; delle attrezzature. • SOF TWA R E DI N UOVA G EN ER A ZION E Il nuovo software modulare del sistema di controllo fornisce maggiore stabilit&amp;#224; a livello di output ed una migliore interfaccia utente. • N UOVO SISTEM A DI R A F F R EDDA M EN TO Diversamente dai precedenti modelli raffreddati tramite ventole elettriche, il sistema di raffreddamento di questa nuova turbina &amp;#232; basato principalmente sull’azione del vento. Ci&amp;#242; si traduce, per i clienti, in un minor consumo di energia per il funzionamento della turbina stessa e in una maggiore quantit&amp;#224; di elettricit&amp;#224; in rete. Ed &amp;#232; proprio il sistema di raffreddamento a conferire alla V112-3,0 MW la sua caratteristica forma: il lato posteriore della navicella &amp;#232; infatti dotato di un’ampia aletta che funge da dispersore di calore. • P R ODUZION E EN ER G ETICA STA BIL E Dato che le centrali eoliche operano con le stesse modalit&amp;#224; delle centrali elettriche convenzionali, &amp;#232; importante per i clienti avere accesso in ogni momento ai dati inerenti alla produzione elettrica delle turbine. Se necessario, e qualora le condizioni esterne lo permettano, la turbina V112-3,0 MW pu&amp;#242; essere regolata in automatico su una potenza nominale temporaneamente superiore, incrementando cos&amp;#236; la stabilit&amp;#224; del parco eolico. • N UOVO CON VERTITOR E DI COR R EN TE Un nuovo e ﬂessibile sistema di conversione perfeziona la capacit&amp;#224; della turbina di soddisfare i requisiti della rete elettrica in termini di gamma di frequenza, recupero energetico, ecc. Il sistema offre inoltre un maggiore controllo della velocit&amp;#224; e della coppia (torque), contribuendo cos&amp;#236; </description><a10:updated>2009-02-20T16:02:15+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/?Page=8</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/?Page=8</link><title>Vestas Win[d] Page 8</title><description>Obama inaugura una nuova era Con una nuova amministrazione e un nuovo Congresso, gli ambienti politici americani non sono mai sembrati pi&amp;#249; favorevoli all’eolico e alle altre fonti di energia rinnovabile. Oltre a proporre un programma a lungo termine dedicato all’energia pulita, si prospetta anche un’azione rapida per i lavori cosiddetti “verdi”, l’ampliamento della rete di trasmissione elettrica, la proroga del Production Tax Credit e rigide misure volte a ridurre le emissioni di CO2. 8</description><a10:updated>2009-02-20T16:02:15+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/?Page=9</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/?Page=9</link><title>Vestas Win[d] Page 9</title><description>Durante la campagna elettorale, Barack Obama present&amp;#242; un audace programma di sostegno all’energia pulita, che prevede lo stanziamento di 150 milioni di dollari in 10 anni per lo sviluppo dell’energia verde, un obiettivo minimo di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili a livello nazionale e la riduzione delle emissioni di gas serra ai livelli del 1990 entro il 2020. Come hanno rimarcato alcuni osservatori, la crisi economica potrebbe spingere il Presidente a posticipare l’attuazione del piano energetico, o quantomeno, a ridimensionarlo. Tuttavia alcuni segnali indicano che, in realt&amp;#224;, il piano potrebbe al contrario essere persino anticipato. Ma dal suo primo discorso alla radio come Presidente neo eletto e sino al suo discorso di insediamento il 20 gennaio 2009, Obama ha dimostrato di dare testimonianza del suo impegno elettorale. “Lavoreremo alla ricostruzione di strade e ponti inagibili, all’ammodernamento degli ediﬁci scolastici che rischiano di crollare sui nostri ﬁgli, alla costruzione di parchi eolici e pannelli solari”, ha dichiarato il Presidente nel suo primo discorso alla radio, nel novembre 2007, annunciando un programma di lavori pubblici che creerebbe 2,5 milioni di posti di lavoro entro il 2011. 9</description><a10:updated>2009-02-20T16:02:15+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/?Page=10</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/?Page=10</link><title>Vestas Win[d] Page 10</title><description>Con il Production Tax Credit l’eolico mette le ali Il PTC &amp;#232; una pietra miliare del settore eolico. Attraverso un sistema chiamato taxequity ﬁnancing, gli operatori che si occupano dello sviluppo delle centrali eoliche possono cedere i crediti ﬁscali alle banche che, a loro volta, forniscono agli investitori il capitale necessario. Gli effetti positivi del PTC sono stati meglio compresi quando il Congresso ha mancato di rinnovare il piano. Nell’anno successivo alla scadenza, le installazioni eoliche sono infatti crollate del 73-93% . Sulla scia di queste dichiarazioni come Presidente egli ha sottolineato che “ogni giorno porta l’evidenza che il modo di usare Production Tax Credit (PTC) l’energia non fa che rafforzare i nostri nemici e danneggiare il nostro pianeta”. Ed ha aggiunto “ Trasformeremo il sole e il vento, e la terra in carburante per le nostre automobili e per far funzionare le nostre fabbriche” . Nel giro di poche ore, la nuova amministrazione ha messo a punto un sito web ufﬁciale che elenca punto per punto il nuovo Piano di Energia per l’America che Obama port&amp;#242; avanti come candidato. Tutte le proposte originali sono rimaste tali, inclusa la promessa Scadenze del Production Tax Credit (PTC) (Fonte: American Wind Energy Association) di 1 milione di automobili ibride entro il 2015 e un programma che reduce drasticamente la dipendenza degli Stati Uniti dalle importazioni di greggio. Basata su tale positivi, politica, e su una serie di altri segnali positivi, gli addetti ai lavoro sono ottimisti per il futuro dell’energia eolica. La prossima scadenza del PTC &amp;#232; prevista per la ﬁne del 2009; tuttavia, il Presidente Obama ha proposto una proroga quinquennale dell’agevolazione ﬁscale, una mossa che gli insider del settore giudicano indispensabile per la tanto agoniata stabilit&amp;#224; del settore. 10</description><a10:updated>2009-02-20T16:02:15+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/?Page=11</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/?Page=11</link><title>Vestas Win[d] Page 11</title><description>gio per il trasporto dell’energia rinnovabile dalle aree scarsamente popolate, dove &amp;#232; possibile produrne in cospicue quantit&amp;#224;, ﬁno ai principali centri abitati. In un rapporto del maggio 2008, il Dipartimento dell’Energia americano (DOE, Department Of Energy) ha pubblicato uno studio in cui si affermava che l’energia eolica &amp;#232; in grado di soddisfare il 20% del fabbisogno energetico americano entro il 2030 (cfr. Win[d], “L’amministrazione Obama sostiene le energie rinnovabili e l’eolico in particolare”, afferma Roby Roberts, Senior Vice President, External Relations in Vestas Americas. “Finalmente si danno risposte ragionevoli e vengono presi degli impegni; ci sono tutte le ragioni per essere ottimisti riguardo ci&amp;#242; che accadr&amp;#224; nei primi cento giorni, cos&amp;#236; come nel primo anno e nel primo mandato di questa nuova amministrazione”. Il giudizio &amp;#232; condiviso da Jon Chase, Senior Policy Advisor della Alston + Bird, LLP e lobbista per Vestas a Washington. “&amp;#200; chiaro che l’economia &amp;#232; in cima all’agenda del nuovo Presidente e lo sviluppo delle energie alternative rivestir&amp;#224; un ruolo di primaria importanza nel pacchetto a sostegno della crescita economica presentato dal Presidente Obama, che intende creare posti di lavoro nel settore dell’energia pulita”. Obiettivo minimo per le energie rinnovabili Jon Chase fa notare che Obama ha proposto un obiettivo minimo per le energie rinnovabili persino superiore a quello del Congresso, ﬁssandolo al 25% entro il 2025, a fronte del 15% proposto dall’unica legislazione che, in tempi recenti, aveva promosso un’azione congressuale. “A questo punto non possiamo ancora essere certi di quale sar&amp;#224; la percentuale deﬁnitiva”, aggiunge Jon Chase, “credo tuttavia di poter affermare con certezza che assisteremo ad una forte spinta verso lo sviluppo delle fonti rinnovabili, forse gi&amp;#224; a partire da marzo o aprile”. Per quanto riguarda gli altri segnali positivi, il Presidente e il Congresso sembrano determinati a rimuovere una serie di rilevanti ostacoli allo sviluppo del settore delle energie alternative. Una delle sﬁde da affrontare &amp;#232; la carenza di linee di trasmissione ad alto voltagno 13, pp. 4-11). Secondo le stime del DOE, afﬁnch&amp;#233; tale obiettivo sia realmente conseguibile, sar&amp;#224; necessario costruire oltre 30.000 km di nuove linee di trasmissione a 675 kV. Alcuni giornalisti hanno paragonato tale infrastruttura alla realizzazione del sistema autostradale degli Stati Uniti d’America, promosso dal Presidente Eisenhower negli anni ‘50. La rete autostradale americana collega quasi tutte le principali citt&amp;#224; degli Stati Uniti ed &amp;#232; considerata uno dei fattori determinanti del boom economico che l’America ha conosciuto a partire dagli anni ’60. Roby Roberts prevede che il potenziamento della rete elettrica produrr&amp;#224; effetti similari. “Dalle alte sfere politiche arriva sempre pi&amp;#249; spesso questo messaggio: se il Paese intende sfruttare al massimo le proprie potenzialit&amp;#224; nella produzione di energia pulita, &amp;#232; necessario un massiccio potenziamento delle reti di trasmissione. 11</description><a10:updated>2009-02-20T16:02:15+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/?Page=12</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/?Page=12</link><title>Vestas Win[d] Page 12</title><description>Il Production Tax Credit Un’altra sﬁda di fondamentale importanza per il settore eolico si gioca sul piano degli incentivi ﬁscali per l’efﬁcienza energetica, noto come Production Tax Credit. Il PTC fornisce un discreto capitale netto iniziale ai soggetti che intendono investire nell’eolico (vedi box nella pagina). Questo incentivo ha rivestito un ruolo primario nella crescita del settore eolico ﬁn dal 1992, anno in cui venne introdotto all’interno dell’Energy Policy Act. Purtroppo il Congresso ha mancato di rinnovare il PTC ben 3 volte negli ultimi 8 anni, provocando serie conseguenze sul mercato eolico. “Non ci pu&amp;#242; essere stabilit&amp;#224; di mercato con una politica cos&amp;#236; intermittente”, afferma Jon Chase. “In assenza di una politica di lungo termine, &amp;#232; difﬁcile crescere per qualunque settore”. L’American Wind Energy Association (AWEA) stima che, nell’arco del primo anno successivo ad ognuna delle tre scadenze del PTC, le installazioni eoliche sono crollate del 73-93% negli Stati Uniti. La prossima scadenza del PTC &amp;#232; prevista per la ﬁne del 2009; tuttavia, il Presidente Obama ha proposto una proroga quinquennale dell’agevolazione ﬁscale. Il Presidente ha inoltre sottolineato l’urgenza di adottare un sistema di permessi di emissione negoziabili. Un simile programma renderebbe le energie rinnovabili molto pi&amp;#249; competitive, poich&amp;#233; al prezzo dei combustibili fossili andrebbero aggiunti i costi relativi alle emissioni di CO2. Secondo la proposta avanzata da Obama, verrebbe ﬁssato un limite alla quantit&amp;#224; di CO2 che un’azienda &amp;#232; autorizzata ad emettere. Il governo, a questo punto, metterebbe all’asta i permessi di emissioni e, qualora un’azienda ne emettesse una quantit&amp;#224; inferiore al limite massimo potrebbe vendere (o scambiare) le quote in eccesso alle aziende che hanno oltrepassato il limite massimo. Ridurre le Emissioni ai livelli del 1990 Il programma che regola i permessi di emissione negoziabili impone che le emissioni di CO2 negli Stati Uniti diminuiscano ai livelli del 1990 entro il 2020, e in seguito di un’ulteriore 80% entro il 2050. Inoltre, i 15 milioni di dollari ricavati dalla vendita delle quote verrebbero stanziati per lo sviluppo dell’energia pulita e dell’efﬁcienza energetica. “Il Presidente Obama ha proposto un solido programma in materia di emissioni”, afferma Jon Chase. “Prevedo che i dettagli della realizzazione pratica saranno oggetto di accesi dibattiti all’interno del Congresso. Il programma potrebbe essere posticipato per dare la precedenza alle questioni economiche, ma credo assisteremo ad un’attivit&amp;#224; legislativa concreta gi&amp;#224; nel 2010”. Le proposte riguardanti i permessi di emissione negoziabili sono state ripetutamente bocciate dagli ultimi due Congressi. Ciononostante, in seguito alle elezioni del novembre scorso, la composizione del nuovo Congresso ha notevolmente rafforzato la possibilit&amp;#224; di tramutare in legge una proposta in materia di permessi di emissione. Forse uno dei segnali pi&amp;#249; incoraggianti a dimostrazione del favore di cui le energie rinnovabili godono presso la nuova amministrazione, risiede nel fatto che il Presidente &amp;#232; da lungo tempo un convinto sostenitore dell’energia pulita. Quando ricopriva la carica di senatore dell’Illinois, Obama vot&amp;#242; a favore di una legislazione in materia di energia pulita, contribuendo cos&amp;#236; al potenziamento del mercato degli aerogeneratori in questo stato. In qualit&amp;#224; di senatore, Obama diede il proprio sostegno all’Energy Policy Act del 2005, che prevedeva incentivi ﬁscali e garanzie sui prestiti per lo sviluppo dell’energia pulita. 12</description><a10:updated>2009-02-20T16:02:15+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/?Page=13</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/?Page=13</link><title>Vestas Win[d] Page 13</title><description>Barriere alla crescita dell’eolico Il Renewables Portfolio Standard Ventisette Stati pi&amp;#249; il Distretto di Columbia (Washington D.C.) hanno gi&amp;#224; adottato il Renewables Portfolio Standard (RPS), un parametro che ﬁssa le quote obbligatorie di energia proveniente da fonti pulite. Il comparto delle rinnovabili preme da lungo tempo per l’adozione di un RPS a livello nazionale che possa favorire la nascita di un mercato sostenibile per l’energia rinnovabile. Come candidato Obama, durante la campagna elettorale, ha proposto un RPS del 10% entro il 2012 e del 25% entro il 2020. Il potenziamento della rete di trasmissione Il vento &amp;#232; una risorsa abbondantemente disponibile nelle aree a bassa Incredibili opportunit&amp;#224; “La Presidenza Obama apre incredibili opportunit&amp;#224; per l’eolico”, afferma Jon Chase. “Resta da sapere quali saranno le tecnologie e i settori economici interessati, ma anche i tempi di decisione del Congresso. Tuttavia, &amp;#232; indubbio che le energie alternative rivestiranno un ruolo di primaria importanza in tutte le questioni chiave, dall’indipendenza energetica al cambiamento climatico. Inoltre, dal momento che le prospettive per l’eolico sono attualmente le pi&amp;#249; promettenti, sono convinto che, con l’attuazione di adeguate iniziative politiche, negli anni a venire assisteremo ad una crescita signiﬁcativa di questo settore”. Roby Roberts concorda. “A giudicare dai primi segnali, l’amministrazione Obama &amp;#232; intenzionata ad attuare un programma che ci dar&amp;#224; l’opportunit&amp;#224; di creare un mercato eolico da 300.000 MW, come preannunciato dal rapporto del DOE (20% di energia da fonte eolica entro il 2030). Il settore eolico statunitense ha dimostrato di essere all’altezza della situazione: nel 2008 ha stabilito un nuovo record di capacit&amp;#224; installata, effettuando le installazioni con puntualit&amp;#224; e mantenendo i costi entro il budget preﬁssato. Ora che le risorse sono state stanziate e che la volont&amp;#224; del mondo politico &amp;#232; dalla nostra parte, posso affermare senza esitazione che ci aspettano giorni felici”. Emissioni di CO2 In America, il costo delle emissioni di CO2 non &amp;#232; generalmente a carico di chi produce e consuma i combustibili fossili. Obama ha invece fortemente promosso l’adozione di un sistema di permessi di emissione che costringa l’industria americana a ridurre le emissioni di CO2 ai livelli del 1990 entro il 2020, e di un ulteriore 80% entro il 2050. In questo modo, non solo la produzione di energia da fonte eolica diventerebbe pi&amp;#249; competitiva in termini di costi, ma si incoraggerebbe l’industria statunitense a ricorrere in modo pi&amp;#249; massiccio alle energie rinnovabili. Incentivi ﬁscali Il trattamento ﬁscale privilegiato, concesso sotto forma di ammortamento accelerato e di crediti ﬁscali &amp;#232; stato quantomeno sporadico per le energie rinnovabili. Il Production Tax Credit (vedi box nella pagina) &amp;#232; stato lasciato scadere ripetutamente, e il Congresso si &amp;#232; dimostrato riluttante a modiﬁcare la normativa ﬁscale in materia di energia pulita. Ora, con la presidenza Obama ed una nuova compagine al Congresso, la situazione &amp;#232; verosimilmente destinata a cambiare. Gli insider del settore auspicano che i futuri incentivi ﬁscali prevedano una maggiore ﬂessibilit&amp;#224;, dando cos&amp;#236; modo anche ad altri operatori, oltre ai proprietari dei parchi eolici, di presentare richiesta. densit&amp;#224; abitativa, come il Sud-Ovest degli Stati Uniti e gli Stati delle pianure centrali. Afﬁnch&amp;#233; il settore possa sviluppare appieno il suo potenziale, &amp;#232; necessario collegare queste aree con i centri abitati tramite potenti linee di trasmissione elettrica, la cui costruzione richieder&amp;#224; tra i 10 e i 15 anni. Nelle sue prime dichiarazioni, Obama ha citato l’ampliamento della rete elettrica come parte del programma di lavori pubblici destinati a potenziare le infrastrutture. Inoltre, i singoli stati e le autorit&amp;#224; regionali competenti in materia di energia, cui compete l’approvazione delle linee guida, stanno lavorando in una stretta e inedita sinergia. 13</description><a10:updated>2009-02-20T16:02:15+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/?Page=14</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/?Page=14</link><title>Vestas Win[d] Page 14</title><description>Un uomo, una missione: il miliardario petroliere supporta l’energia moderna 14</description><a10:updated>2009-02-20T16:02:15+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/?Page=15</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/?Page=15</link><title>Vestas Win[d] Page 15</title><description>Nonostante abbia ormai 80 anni e una lunga ed impegnativa carriera alle spalle, T. Boone Pickens si &amp;#232; lanciato in una nuova sﬁda: porre ﬁne alla dipendenza americana dal petrolio estratto nelle regioni del mondo ad economia instabile. Perch&amp;#233;? Perch&amp;#233; nessun altro se ne sta occupando. 15</description><a10:updated>2009-02-20T16:02:15+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/?Page=16</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/?Page=16</link><title>Vestas Win[d] Page 16</title><description>“Credo di essere stato investito di una missione.” T. Boone Pickens. Mercoled&amp;#236; mattina, Washington D.C. Gli altoparlanti della hall dell’Hay-Adams Hotel diffondono in sottofondo un brano di musica classica. Il d&amp;#233;cor &amp;#232; rafﬁnato ed elegante, gli arredi in stile classico sono in legno di mogano e lussuosi candelabri irradiano un piacevole chiarore in tutta la stanza, ﬁno ad illuminare le decorazioni stampate in oro del sofﬁtto. Uomini d’affari in giacca e cravatta confabulano sottovoce prima di svanire nei corridoi dell’hotel o di oltrepassare la porta d’ingresso, dove due uscieri accompagnano ogni uscita con un vivace “Le auguro una buona giornata, signore”. Anche al secondo piano, dove si trova una delle suite pi&amp;#249; lussuose dell’hotel, freme un’intensa attivit&amp;#224;: alcuni uomini d’affari stanno lasciando la grande tavola apparecchiata per la colazione, attorno alla quale si &amp;#232; appena svolta una riunione mattutina. Fra gli ultimi ad intrattenersi ancora nella suite c’&amp;#232; T. Boone Pickens, ottant’anni, miliardario petroliere texano. Ha tutte le ragioni per essere cos&amp;#236; affaccendato. T. Boone Pickens ha infatti una missione da compiere: porre ﬁne alla dipendenza statunitense dal petrolio estratto nelle regioni del mondo ad economia instabile. Una missione decisamente ambiziosa. Oggi gli Stati Uniti importano il 70% del consumo interno di idrocarburi, una percentuale in continuo aumento – nel 1970 la quota era pari al 24%. Le prime preoccupazioni di Pickens riguardo alla crescente dipendenza statunitense dalle importazioni di petrolio risalgono a circa vent’anni fa. Da allora, ha continuato ad osservare l’evolversi degli eventi da dietro le quinte, sperando che qualcuno si assumesse la responsabilit&amp;#224; di intervenire e valorizzasse le risorse energetiche disponibili sul territorio statunitense. Ma nessuno l’ha fatto. “Ho portato il mio progetto alla Casa Bianca nell’aprile 2008”, afferma T. Boone Pickens. “Ho cercato di convincere il Presidente della gravit&amp;#224; della questione. Disse che mi avrebbe ascoltato, e infatti ebbi con lui un colloquio di un’ora e mezza. In seguito al nostro incontro attesi notizie dalla Presidenza per un intero mese, ma tutto taceva. Al mio intervento non segu&amp;#236; alcun riscontro e non venni pi&amp;#249; ricontattato. Cos&amp;#236; decisi di occuparmene da solo”. Detto, fatto. Nel luglio 2008, T. Boone Pickens ha lanciato nel Paese una campagna autoﬁnanziata per il Piano Pickens, che in soldoni propone di utilizzare il gas naturale americano come combustibile per le automobili e di rimpiazzare il 22% della produzione statunitense di energia elettrica, normalmente ottenuta dal gas naturale, con l’eolico. Secondo alcune stime, in questo modo la dipendenza statunitense dalle importazioni di petrolio si ridurrebbe di un terzo. Da quando il piano &amp;#232; stato lanciato, il sito www.pickensplan.com &amp;#232; stato visitato da milioni di persone; di queste, 1,4 milioni hanno sottoscritto il piano, entrando cos&amp;#236; a far parte di quella che T. Boone Pickens ha ribattezzato “l’Armata Pickens”. “Questo dimostra che le nostre impressioni erano corrette; gli americani sono preoccupati per la questione energetica e vogliono sbarazzarsi del petrolio straniero”. La spinta al cambiamento La motivazione che ha spinto T. Boone Pickens a schierarsi contro la dipendenza dal petrolio proveniente dalle regioni instabili del mondo, 16</description><a10:updated>2009-02-20T16:02:15+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/?Page=17</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/?Page=17</link><title>Vestas Win[d] Page 17</title><description>risiede in una profonda preoccupazione per il futuro del Paese. “Credo che con le importazioni di petrolio al 70%, il Paese stia vivendo una situazione di crisi”, spiega T. Boone Pickens. “Il mio timore pi&amp;#249; grande &amp;#232; che gli approvvigionamenti di petrolio cessino di arrivare dai Paesi Mediorientali”. Il 50% del petrolio importato arriva dal Medioriente, un’area del mondo decisamente instabile. Importiamo anche dall’Africa; anch’esso un continente non immune da situazioni di instabilit&amp;#224;. Un giorno, un qualche fattore potrebbe interrompere la fornitura di petrolio e, se ci&amp;#242; accadesse, cosa ne conseguirebbe? Ci ritroveremmo in una situazione di totale paralisi! Il 70% del petrolio importato &amp;#232; destinato ai trasporti; ci&amp;#242; signiﬁca che l’intero sistema di trasporto delle merci rimarrebbe bloccato. Non oso pensare che un’evenienza del genere possa veriﬁcarsi da un momento all’altro. Soprattutto, ritengo questa situazione davvero paradossale: l’America 17</description><a10:updated>2009-02-20T16:02:15+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/?Page=18</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/?Page=18</link><title>Vestas Win[d] Page 18</title><description>il futuro dominato dal petrolio straniero, il che &amp;#232; inaccettabile. Non tolleriamo la mancanza di un programma in tal senso”, cos&amp;#236; recita il suo lapidario verdetto. Il Piano Pickens e la responsabilit&amp;#224; Uno dei risultati gi&amp;#224; ottenuti grazie al Piano Pickens &amp;#232; stato deﬁnire in maniera inconfutabile le responsabilit&amp;#224; politiche. Ci&amp;#242; ha permesso possiede risorse in grado di scongiurare una tale eventualit&amp;#224;”. Come &amp;#232; gi&amp;#224; stato ribadito, una di queste risorse &amp;#232; il vento, che dovr&amp;#224; assumere un ruolo di gran lunga pi&amp;#249; importante nel mix energetico statunitense. Quando gli viene chiesto quali siano i vantaggi dell’energia eolica, T. Boone Pickens risponde senza esitare: “Sono nostri!”, sottolineando cos&amp;#236; come l’indipendenza energetica sia l’obiettivo pi&amp;#249; importante. “Intendo fare tutto il possibile per valorizzare le risorse americane. E il vento &amp;#232; una di queste. Questo &amp;#232; il mio principale obiettivo”. Per soddisfare le esigenze energetiche del Paese, T. Boone Pickens ritiene fondamentale ricorrere a tutte le fonti energetiche disponibili. Ecco perch&amp;#233; ha inserito l’eolico nel portafoglio energetico, pur non dimenticando il petrolio. Sebbene l’indipendenza energetica sia per lui l’obiettivo numero uno, T. Boone Pickens si dimostra preoccupato anche nei confronti dell’ambiente e del riscaldamento globale. “La priorit&amp;#224; numero uno &amp;#232; ridurre la dipendenza dal petrolio straniero. La numero due &amp;#232; affrontare il riscaldamento globale e le problematiche legate all’ambiente”. Entrambi gli aspetti gli forniscono ragioni sufﬁcienti per nutrire una certa preoccupazione nei confronti del futuro delle prossime generazioni. “Di recente ho affrontato seriamente la questione anche in famiglia. Li ho esortati ad unirsi ai miei sforzi e a trovare insieme una soluzione”. Potrebbe sembrare un progetto facile a dirsi ma difﬁcile da attuare nel concreto, eppure, secondo T. Boone Pickens, si tratta semplicemente di insistere e di continuare a chiedere ai politici di ogni livello quali siano i loro progetti per risolvere il problema. “Se non hanno un progetto da esporre, signiﬁca che immaginano La missione T. Boone Pickens &amp;#232; un uomo di ottant’anni con una lunga carriera alle spalle, e tuttavia ha di catalizzare l’attenzione sulla tematica, attenzione che l’opinione pubblica sta utilizzando per assicurarsi che i politici mantengano le loro promesse. Proprio per questo motivo, T. Boone Pickens &amp;#232; convinto che, con Barack Obama alla Casa Bianca, verr&amp;#224; presto elaborato un piano energetico, nonostante molti presidenti prima di lui abbiano promesso di porre ﬁne alla dipendenza energetica, senza tuttavia dare seguito alle belle parole con riscontri concreti. Il Presidente eletto ha affermato che entro dieci anni le importazioni di petrolio dal Medioriente cesseranno. “Tutti i giornalisti e i media ricordano le affermazioni del Presidente e chiederanno costantemente notizie sullo stato di avanzamento del piano”, afferma T. Boone Pickens. 18</description><a10:updated>2009-02-20T16:02:15+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/?Page=19</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/?Page=19</link><title>Vestas Win[d] Page 19</title><description>ancora l’energia per voler cambiare il mondo. Come mai non ha scelto la meritata pensione e di passare le consegne, come farebbero tutti? “Mi considero una persona che ha ancora qualcosa da dare. E poi c’&amp;#232; la questione della leadership. Generalmente sono le parole dei leader a trascinare le folle. Io mi considero ancora in grado di poter assumere una posizione di leadership”. Pickens considera questo suo ruolo di leader un incarico a “tempo determinato”. “La mia &amp;#232; una missione, ma in realt&amp;#224; spetta ai giovani la responsabilit&amp;#224; di impegnarsi, non ad un ragazzone di ottant’anni. Potrei anche condurre la mia missione al traguardo e la qualit&amp;#224; della mia vita non cambierebbe. Ma se la questione petrolife- “Solo allora ho capito davvero il problema e mi sono reso conto di avere la soluzione, cos&amp;#236; mi sono detto: &amp;#232; ora di agire. Ho ottant’anni, e ho pensato che, diamine, poteva essere la mia ultima opportunit&amp;#224;.” T. Boone Pickens. motivazioni di un ottantenne? “Ho sempre molta energia quando mi impegno in progetti come questo. Inoltre sentivo di doverlo fare per il Paese. In un certo senso credo di essere stato investito di una missione che deve essere portata avanti. Mi sono guardato in giro e mi sono chiesto quando qualcuno si sarebbe fatto avanti per dire la sua. Ho conﬁdato nel Presidente, ma le mie aspettative sono state deluse. Solo allora ho capito davvero il problema e mi sono reso conto di avere la soluzione. Non mi piacciono le lamentele: non risolvono i problemi. Ho analizzato la questione in maniera approfondita e sono approdato ad una soluzione, per cui mi sono detto: &amp;#232; ora di agire. Ho ottant’anni, e ho pensato che, diamine, poteva essere la mia ultima opportunit&amp;#224;. &amp;#200; questo il mio modo di fare”. Uno degli uomini a cui T. Boone Pickens si ispira &amp;#232; ra non verr&amp;#224; risolta le giovani generazioni non potranno dire altrettanto. Cerco di coinvolgere i ragazzi, perch&amp;#233; &amp;#232; una questione che li riguarda tutti”. La curiosit&amp;#224; rimane: da dove trarr&amp;#224; Pickens tutta questa energia che non lo fa fermare mai e che gli ha permesso di mettere in piedi una campagna di respiro nazionale? Quali sono le Winston Churchill. Il perch&amp;#233; ce lo rivela lui stesso con voce calma e decisa: “Churchill non accettava la sconﬁtta”. 19</description><a10:updated>2009-02-20T16:02:15+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/?Page=20</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/?Page=20</link><title>Vestas Win[d] Page 20</title><description>Puntare al valore per il cliente Vestas ha intervistato oltre 100 clienti chiedendo loro quali sono le aspettative verso il loro fornitore di turbine. Le risposte raccolte hanno portato all’individuazione di 3 fattori determinanti per la creazione di valore che aiuteranno Vestas a focalizzarsi nuovamente sulla soddisfazione del cliente. 20</description><a10:updated>2009-02-20T16:02:15+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/?Page=21</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/?Page=21</link><title>Vestas Win[d] Page 21</title><description>Qual &amp;#232; il modo migliore per ottenere una visione d’insieme delle esigenze dei clienti? E come fare per soddisfare queste necessit&amp;#224;? Vestas ha meditato su questi interrogativi per tutto il 2008, e le risposte elaborate hanno deﬁnito un nuovo approccio al cliente. Il nuovo approccio che Vestas sta per attuare sar&amp;#224; incentrato sulla creazione di valore per il cliente. Il percorso ha avuto inizio nei primi mesi del 2008, con il lancio di un ampio programma di Eccellenza nelle Vendite. La necessit&amp;#224; di intraprendere un simile percorso &amp;#232; scaturita dal punteggio notevolmente basso evidenziato dal sondaggio annuale sulla fedelt&amp;#224; del cliente, nonostante gli sforzi profusi per invertire la tendenza. La voce del cliente Fin dall’inizio &amp;#232; risultata evidente la mancanza di una componente essenziale nel quadro del processo di vendita: la percezione da parte del cliente di cosa si intenda per valore. Al ﬁne di colmare questa lacuna, un team formato da membri provenienti dalle singole unit&amp;#224; di vendita ha condotto un sondaggio per raccogliere le opinioni dei clienti. “Abbiamo intervistato 105 committenti in tutto il mondo per comprendere le loro esigenze”, afferma Martin Jensen, Chief Project Ma- “Dobbiamo poter valutare se il progetto proposto &amp;#232; stato solido, se siamo riusciti a ridurre il costo dell’energia o, ancora, se abbiamo fornito al cliente un buon servizio che lo ha soddisfatto anche dal punto di vista della comunicazione. Questo signiﬁca offrire valore in cambio di denaro.” Martin Jensen, Chief Project Manager. 21</description><a10:updated>2009-02-20T16:02:15+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/?Page=22</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/?Page=22</link><title>Vestas Win[d] Page 22</title><description>“Afﬁdabilit&amp;#224; e prevedibilit&amp;#224; sono gli imperativi indiscutibili.” Johnny Thomsen, Senior Vice President, Performance Management &amp;amp; Development. nager. “Grazie a questi incontri abbiamo potuto discutere in termini proﬁcui ed interessanti, e siamo riusciti a spingerci oltre le tematiche pi&amp;#249; superﬁciali”. “Abbiamo riscontrato alcune analogie nelle esigenze espresse. E queste analogie sono diventate i nostri value driver, i fattori determinanti per la creazione del valore”. I fattori chiave Fra le esigenze espresse dai clienti sono stati individuati i tre fattori chiave: Garanzia del progetto, Costo dell’energia e Facilit&amp;#224; di collaborare. “Garanzia del progetto &amp;#232; una deﬁnizione generale per deﬁnire la nostra abilit&amp;#224; nel garantire un buon investimento al cliente. Dobbiamo essere sicuri che bilanciando spese e proﬁtti riusciamo a creare un progetto valido e sicuro per il cliente. Eventi e costi imprevisti devono essere ridotti al minimo”, spiega Martin Jensen. Johnny Thomsen, Senior Vice President di Performance Management &amp;amp; Development condivide questa opinione. “I clienti devono sapere esattamente cosa comprano quando acquistano una turbina Vestas”, afferma. “Questo discorso si collega alle nostre prestazioni operative. Se non otteniamo prestazioni tecniche soddisfacenti, il progetto non funziona. Afﬁdabilit&amp;#224; e prevedibilit&amp;#224; sono gli imperativi indiscutibili, mentre le anomalie non rappresentano &amp;#232; un’opzione contemplata”. Gli altri due fattori chiave sono altrettanto importanti. L’enfasi posta sul Costo dell’energia riﬂette la necessit&amp;#224; di progredire costantemente sul piano tecnico e di ideare nuove soluzioni aziendali capaci di abbattere la curva dei costi e di aumentare l’output produttivo, rendendo cos&amp;#236; gli aerogeneratori Vestas sempre pi&amp;#249; competitivi. Facilit&amp;#224; di collaborare signiﬁca possedere ottime capacit&amp;#224; comunicative, processi aziendali rapidi ed efﬁcaci, creare ﬁducia reciproca e una conoscenza condivisa dei risultati attesi. Questi tre fattori determinanti per la creazione del valore sono imprescindibili, come afferma Martin Jensen. “Dobbiamo sempre proporre al cliente un’esperienza proﬁcua”, aggiunge. Dalle parole ai fatti Ma in che modo Vestas si propone di mettere in pratica questa inversione di tendenza per ottenere i risultati preﬁssati ed incrementare la ﬁdelizzazione del cliente? Dag Hinrichs, Senior Business Consultant, ci sta lavorando. “Questi tre fattori sono la nostra priorit&amp;#224; assoluta. Abbiamo ascoltato le esigenze dei nostri clienti, le abbiamo messe su carta e ora ci stiamo impegnando afﬁnch&amp;#233; la nostra organizzazione possa tradurle in fatti”. “Ciascuno di noi, all’interno dell’organizzazione, deve avere ruoli e responsabilit&amp;#224; precise nella creazione della customer experience”. Il processo che porter&amp;#224; tutto il Gruppo a conoscenza di questo progetto &amp;#232; gi&amp;#224; in corso. &amp;#200; stato infatti avviato un programma interattivo di apprendimento per i top manager, corredato da un leadership forum incentrato sull’orientamento al cliente. Dag Hinrichs aggiunge: “I manager devono impartire istruzioni chiare e mirate afﬁnch&amp;#233; i dipendenti comprendano il punto di vista del cliente perch&amp;#233; per noi riveste una grande importanza”. Miglioramenti mirati Johnny Thomsen fa notare che i feedback forniti dai clienti nel corso dell’indagine, hanno gi&amp;#224; indicato una direzione da percorrere ed 22</description><a10:updated>2009-02-20T16:02:15+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/?Page=23</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/?Page=23</link><title>Vestas Win[d] Page 23</title><description>I sette fattori determinanti per la creazione del valore Dai risultati dell’indagine condotta su 105 clienti sono stati individuati sette value driver. I tre fattori considerati “chiave” costituiscono una priorit&amp;#224; per l’intera organizzazione, mentre i quattro fattori “differenziali” hanno un’attrattiva e un’importanza che varia da cliente a cliente. ispirato miglioramenti a livello locale, appositamente formulati per soddisfare le richieste dei clienti. Anche i nuovi contratti di assistenza e l’aumento dell’intervallo medio di tempo tra le ispezioni – introdotti nel corso del 2008 – avevano come ﬁnalit&amp;#224; la soddisfazione del cliente. “&amp;#200; fondamentale non perdere di vista i motivi che spingono un cliente ad investire nell’eolico, le motivazioni possono essere infatti diverse. Alcuni sono incoraggiati da legislazioni nazionali che stabiliscono la quota di energia verde da introdurre nel mix energetico, altri sono ispirati da un senso di responsabilit&amp;#224; verso la societ&amp;#224; e l’ambiente, altri ancora dal mero guadagno”, afferma Johnny Thomsen. “Come fornitori dobbiamo tuttavia rispettare i tre valori chiave, altrimenti saremo tagliati fuori”. Ecco perch&amp;#233; analizzare e documentare il valore creato per il cliente &amp;#232; estremamente importante, come afferma Martin Jensen. “Dobbiamo poter valutare se il progetto proposto &amp;#232; stato solido, se siamo riusciti a ridurre il costo dell’energia o, ancora, se abbiamo fornito al cliente un buon servizio che lo ha soddisfatto anche dal punto di vista della comunicazione con Vestas. Questo signiﬁca offrire valore in cambio di denaro”. Per raggiungere questo obiettivo, Vestas ha introdotto un nuovo strumento a partire dall’estate del 2008. A conclusione della fase di vendita, progettazione e assistenza, i clienti sono invitati ad esprimere una valutazione sull’esperienza intrapresa. Iniziative come queste sono di fondamentale importanza per costruire un rapporto con il committente. Per Vestas &amp;#232; la migliore forma di investimento. Possedere una profonda cultura del valore per il cliente ed una chiara percezione di quale sia l’impegno necessario per crearlo, sono fattori importantissimi per posizionarsi sul mercato eolico come fornitore competitivo di energia moderna e leader nella creazione di valore. ■ Garanzia del progetto Ridurre l’incertezza del potenziale ritorno sull’investimento del cliente. ■ Costo dell’energia Ridurre al minimo i costi di propriet&amp;#224; di un impianto eolico, intesi come rapporto Euro/MWh rispetto al ciclo di vita dell’infrastruttura. ■ Facilit&amp;#224; di collaborare Migliorare costantemente il rapporto tra cliente ed azienda, nonch&amp;#233; la percezione di Vestas all’interno della catena del valore. ■ Leadership nell’innovazione Massimizzare il valore per il cliente attraverso continui miglioramenti. ■ Approccio globale Offrire prodotti e servizi pensati su misura per soddisfare tutte le esigenze del cliente. ■ Partnership Rapporti collaborativi ed azioni volte a soddisfare le esigenze strategiche del cliente sul lungo periodo. ■ Impatto a carico di ambiente e societ&amp;#224; Minimizzare l’impatto ambientale e potenziare i vantaggi per la societ&amp;#224;. 23</description><a10:updated>2009-02-20T16:02:15+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/?Page=24</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/?Page=24</link><title>Vestas Win[d] Page 24</title><description>Ore contate per i componenti difettosi Una nuova consapevolezza dei processi critici per la migliore qualit&amp;#224; avvicina Vestas ai propri fornitori, preparando il terreno per una riduzione dei difetti. Proprio ci&amp;#242; che chiedono i nostri clienti. 24</description><a10:updated>2009-02-20T16:02:15+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/?Page=25</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/?Page=25</link><title>Vestas Win[d] Page 25</title><description>25</description><a10:updated>2009-02-20T16:02:15+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/?Page=26</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/?Page=26</link><title>Vestas Win[d] Page 26</title><description>“I nostri fornitori si dimostrano sempre molto collaborativi e pronti a dare il proprio contributo. Grazie al loro impegno riusciamo a prevenire eventuali problemi.” Mark Colwell, Assistant Vice President, responsabile per la Qualit&amp;#224; dei fornitori. Alcuni guasti precoci ai generatori, sopraggiunti con una modalit&amp;#224; inedita, hanno messo in allerta Vestas Technology R&amp;amp;D. I generatori sono sempre stati una componente particolarmente delicata, ma questo era un caso eccezionale. Bisognava fare qualcosa. Mark Colwell, Assistant Vice President, responsabile della Qualit&amp;#224; dei fornitori, ha creato un team di esperti per vederci pi&amp;#249; chiaro. I risultati sono stati illuminanti. “Abbiamo scoperto che il fornitore aveva modiﬁcato alcuni importanti processi produttivi e che l’impatto di questa variazione non era stato adeguatamente valutato”, afferma. “&amp;#200; risultato che il guasto era riconducibile all’isolamento dell’avvolgimento del generatore, inadeguato a sopportare le condizioni all’interno di una navicella eolica. Invece di una durata minima garantita di 20 anni, il generatore ha subito un guasto dopo appena 100 giorni”. Desiderio di capire L’esperienza ha messo in luce la necessit&amp;#224; da parte di Vestas di conoscere profondamente i processi di produzione dei fornitori, e posto le basi per un ripensamento del rapporto professionale con gli stessi. “Abbiamo trascorso del tempo con il fornitore per comprenderne i processi produttivi e abbiamo scoperto che in alcune aree non conoscevamo nel dettaglio le modalit&amp;#224; di controllo dei processi”, racconta Mark Colwell. “L’episodio ci ha spinto a voler conoscere in maniera approfondita i processi produttivi di tutti i nostri fornitori di generatori”. Oggi questa consapevolezza ha avvicinato Vestas ai propri fornitori, nel tentativo di eliminare i difetti che provocano onerosi tempi di fermo delle turbine per i clienti. Vestas sta gi&amp;#224; operando il miglioramento della qualit&amp;#224; dei processi mediante l’applicazione del livello 4 Sigma – con un massimo di 6.200 difetti per milione. I parametri critici per la qualit&amp;#224; Gli esperti di Vestas hanno visitato tutte le aziende fornitrici di generatori per analizzarne i processi produttivi e le deviazioni dei componenti prodotti. I risultati hanno costituito la base per deﬁnire i CTQ, ovvero i parametri critici per la qualit&amp;#224; che devono essere soddisfatti per garantire la qualit&amp;#224; del prodotto ﬁnale. I CTQ sono soggetti ad una revisione costante, dal momento che nuove opportunit&amp;#224; di perfezionamento emergono regolarmente. Con l’introduzione dei CTQ per i processi di produzione e i prodotti, Vestas si &amp;#232; distac- 26</description><a10:updated>2009-02-20T16:02:15+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/?Page=27</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/?Page=27</link><title>Vestas Win[d] Page 27</title><description>Cos’&amp;#232; il Six Sigma? cata dall’approccio convenzionale solitamente applicato nella valutazione della qualit&amp;#224; del fornitore, dove l’attenzione era esclusivamente incentrata sui componenti ﬁnali. Frank Boutrup Nielsen, Senior Supplier Development Engineer di Supplier Quality &amp;amp; Development, deﬁnisce “reattivo” il comportamento precedentemente adottato per i problemi riguardanti la qualit&amp;#224;. “Non facevamo niente se non al momento di subire un guasto. Se riscontravamo una deviazione nel prodotto, scrivevamo una nota di non conformit&amp;#224;, molto spesso rendevamo i generatori al fornitore, chiedendo di apportare le necessarie correzioni. La differenza fondamentale risiede nel fatto che adesso, da un approccio reattivo stiamo passando ad un approccio proattivo, che signiﬁca condurre un’analisi dettagliata dei processi produttivi del fornitore per conoscerli a fondo ed individuare i fattori che necessitano di essere migliorati”. Un approccio completamente nuovo Frank Boutrup Nielsen e Michael Arbon sono investiti dell’importante responsabilit&amp;#224; di attuare il nuovo approccio alla qualit&amp;#224; del fornitore. Secondo Michael Arbon, i moltiplicatori di giri sono prioritari, vista la loro sensibilit&amp;#224; anche alle pi&amp;#249; piccole deviazioni di qualit&amp;#224;. Come numerose altre aziende, Vestas ha scelto la strategia di sviluppo aziendale Six Sigma, originariamente sviluppata da Motorola, per gestire le variazioni nei processi e ridurre i difetti del prodotto ﬁnale. Ogni livello del Six Sigma indica il grado di gestione della variazione raggiunta. La metodologia principale &amp;#232; il DMAIC – Deﬁne, Measure, Analyse, Improve, Control – ovvero deﬁnire, misurare, analizzare, migliorare, controllare. Il processo ha inizio con la fase di deﬁnizione dei fattori che devono essere perfezionati al ﬁne di migliorare la soddisfazione del cliente e raggiungere gli obiettivi strategici. Successivamente, i parametri CTQ – Critical to Quality – vengono misurati e analizzati. I processi vengono quindi ottimizzati sulla base delle osservazioni formulate e il dipartimento controllo della qualit&amp;#224; si accerta che le deviazioni vengano corrette prima che diano luogo a difetti nel prodotto. Vestas ha molte squadre di Cintura nera Six Sigma per supportare l’integrazione della strategia Six Sigma nelle varie unit&amp;#224; di business. In qualit&amp;#224; di esperti degli strumenti , della metodologia e della ﬁlosoﬁa Six Sigma, i Cintura nera hanno un ruolo chiave in quanto agenti del cambiamento strategico, gestendo i progetti attraverso tutte le funzioni e istruendo sul Six Sigma le altre risorse all’interno di Vestas. 27</description><a10:updated>2009-02-20T16:02:15+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/?Page=28</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/?Page=28</link><title>Vestas Win[d] Page 28</title><description>“La differenza fondamentale risiede nel fatto che adesso, da un approccio reattivo stiamo passando ad un approccio proattivo, che signiﬁca condurre un’analisi dettagliata dei processi produttivi del fornitore per conoscerli a fondo ed individuare i fattori che necessitano miglioramenti.” Frank Boutrup Nielsen, Senior Supplier Development Engineer. Training globale Cintura nera Nell’Ottobre 2008 Vestas ha lanciato un programma di training globale per Cintura nera Six Sigma. L’obiettivo per “I generatori sono tradizionalmente dei componenti particolarmente sensibili a causa delle condizioni presenti nella navicella, dove sono soggetti a vibrazioni, sbalzi di temperatura, condensa e variazioni della velocit&amp;#224; del vento”, afferma. “I problemi riscontrati pi&amp;#249; di frequente riguardano i cuscinetti e l’avvolgimento”. Rilevare con tempestivit&amp;#224; il difetto che da luogo alla deviazione, &amp;#232; essenziale. Al ﬁne di perfezionare questa abilit&amp;#224;, il monitoraggio delle aziende fornitrici di generatori avviene ora con cadenza settimanale e non pi&amp;#249; mensile. Per i fornitori, ci&amp;#242; signiﬁca consegnare ogni settimana i dati dei test basati sui CTQ. Al momento &amp;#232; in fase di sviluppo un nuovo sistema di analisi dei dati relativi alla qualit&amp;#224;, noto come Quality Data Analysis (QDA) per l’elaborazione dei dati in entrata. Questo sistema, la cui introduzione &amp;#232; prevista entro l’anno, far&amp;#224; in modo che i dati CTQ siano visualizzabili con un solo semplice gesto. Deviazioni qualita- il 2009 &amp;#232; quello di formare 20 nuove cinture nere nei siti di tutto il mondo. Poich&amp;#232; il numero di specialisti cinture gialle e verdi Six Sigma cresce, Vestas stima di avere un maggior numero di impiegati che frequenteranno i corsi per cinture nere nei prossimi anni. In ultima analisi, l’obiettivo ﬁnale &amp;#232; di stabilire un maggior numero di gruppi di cinture nere con la capacit&amp;#224; di fornire assistenza specializzata ad ogni livello del processo. 28</description><a10:updated>2009-02-20T16:02:15+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/?Page=29</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/?Page=29</link><title>Vestas Win[d] Page 29</title><description>tive di una certa rilevanza potranno cos&amp;#236; essere individuate e risolte praticamente nel momento stesso in cui insorgono, come spiega Michael Arbon: “Il QDA tradurr&amp;#224; i dati ricevuti in strumenti di controllo, ad esempio graﬁci. Cos&amp;#236; facendo, potremo misurare se tramite i processi in atto riusciremo a raggiungere gli obiettivi preﬁssati”. I Cintura nera del Six Sigma Se Vestas rivede e modiﬁca il settore Qualit&amp;#224; dei fornitori, &amp;#232; inevitabile che anche le aziende fornitrici siano coinvolte. Per questo motivo, &amp;#232; stato istituito un team di specialisti Cintura Nera Six Sigma per fornire loro supporto e indicazioni su quali dati rilevare e con quali modalit&amp;#224;. Non &amp;#232; un caso che molti di questi esperti abbiamo precedentemente lavorato nell’industria automobilistica, il settore che per primo ha adottato il metodo Six Sigma. Presto verr&amp;#224; introdotto anche un altro strumento mutuato dal settore automotive, il Production Part Approval Process (PPAP). Lo scopo &amp;#232; sviluppare una comunicazione efﬁcace con i fornitori e un efﬁciente e tempestivo passaggio di informazioni ai giusti interlocutori. “L’esperienza ci ha insegnato che dobbiamo sostenere ed incoraggiare i fornitori”, afferma Frank Boutrup Nielsen. “Se Vestas alza la soglia dei requisiti, &amp;#232; importante che i fornitori crescano insieme a noi al ﬁne di rispettare le promesse fatte ai clienti”. “Presso i fornitori abbiamo fama di essere un’azienda molto esigente”, aggiunge Michael Arbon. “Ora lo siamo ancora di pi&amp;#249;. Ma i fornitori comprendono che cos&amp;#236; miglioreranno anche loro”. 29</description><a10:updated>2009-02-20T16:02:15+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/?Page=30</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/?Page=30</link><title>Vestas Win[d] Page 30</title><description>Rientro sul mercato 30</description><a10:updated>2009-02-20T16:02:15+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/?Page=31</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/?Page=31</link><title>Vestas Win[d] Page 31</title><description>Dopo il temporaneo ritiro dal mercato della turbina V90 per motivi tecnici, Vestas ha ricevuto una delle commesse pi&amp;#249; signiﬁcative nella storia dell’eolico offshore, insieme ad altri beneﬁci, nonostante lo stop delle vendite. offshore 31</description><a10:updated>2009-02-20T16:02:15+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/?Page=32</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/?Page=32</link><title>Vestas Win[d] Page 32</title><description>Blyth PA E S E P R O P R I E TA R I O A N N O D I I N S TA L L A Z I O N E NUMERO DI TURBINE TIPO DI TURBINE MW Regno Unito E.ON 2009 2 V66-2,0 MW 4 Robin Rigg PA E S E P R O P R I E TA R I O A N N O D I I N S TA L L A Z I O N E NUMERO DI TURBINE TIPO DI TURBINE MW Regno Unito E.ON UK 2009 60 V90-3,0 MW 180 North Hoyle La societ&amp;#224; elettrica svedese Vattenfall ha commissionato a Vestas 100 turbine V90 per il parco eolico offshore da 300 MW di Thanet, Inghilterra. L’ordine sancisce il deﬁnitivo ritorno sul mercato della versione offshore della turbina V90, ritirata dal mercato ad inizio 2007 in seguito a problemi sul moltiplicatore di giri. Dopo aver riprogettato il moltiplicatore, l’aerogeneratore &amp;#232; stato nuovamente collocato sul mercato nel maggio 2008. Il parco eolico di Thanet &amp;#232; destinato a diventare il pi&amp;#249; grande impianto eolico offshore con turbine Vestas, tale da surclassare anche il parco eolico da 180 MW di Robin Rigg, attualmente in costruzione in Scozia. Thanet, il tredicesimo progetto offshore nella storia di Vestas, sorger&amp;#224; a 11,3 chilometri al largo di Foreness Point, localit&amp;#224; sull’estuario del Tamigi e punto pi&amp;#249; orientale della costa del Kent, dove il Tamigi conﬂuisce nel Canale della Manica. Qui la profondit&amp;#224; del fondale marino si aggira tra i 10 e i 25 metri. Un percorso ad ostacoli Vestas lavora a questo progetto gi&amp;#224; da due anni. Le trattative iniziali sono state condotte con il committente originario, l’inglese Warwick Energy. La societ&amp;#224; ha in seguito deciso di vendere il progetto al fondo hedge Christofferson, Robb and Co., che a sua volta lo ha ceduto a Vattenfall nel novembre scorso. PA E S E P R O P R I E TA R I O Regno Unito Npower Renewables 2004 30 V80-2,0 MW 60 Barrow A N N O D I I N S TA L L A Z I O N E NUMERO DI TURBINE TIPO DI TURBINE MW PA E S E P R O P R I E TA R I O A N N O D I I N S TA L L A Z I O N E NUMBER OF TURBINES TIPO DI TURBINE MW Regno Unito Dong Energy 2006 30 V90-3,0 MW 90 Kentish Flats PA E S E P R O P R I E TA R I O A N N O D I I N S TA L L A Z I O N E NUMERO DI TURBINE TIPO DI TURBINE MW Regno Unito Vattenfall 2005 30 V90-3,0 MW 90 Scroby Sands PA E S E P R O P R I E TA R I O A N N O D I I N S TA L L A Z I O N E NUMERO DI TURBINE TIPO DI TURBINE MW Regno Unito E.ON UK 2004 30 V80-2,0 MW 60 32</description><a10:updated>2009-02-20T16:02:15+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/?Page=33</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/?Page=33</link><title>Vestas Win[d] Page 33</title><description>Frederikshavn PA E S E P R O P R I E TA R I O A N N O D I I N S TA L L A Z I O N E NUMERO DI TURBINE TIPO DI TURBINE MW Danimarca Dong Energy 2009 1 V90-3,0 MW 1 Tun&amp;#248; Knob PA E S E P R O P R I E TA R I O A N N O D I I N S TA L L A Z I O N E NUMERO DI TURBINE TIPO DI TURBINE MW Danimarca Dong Energy 1995 10 V39-500 kW 5 Yttre Stengrund PA E S E P R O P R I E TA R I O A N N O D I I N S TA L L A Z I O N E NUMERO DI TURBINE TIPO DI TURBINE MW Svezia Vattenfall 2001 5 NM72-2,0MW 10 Horns Rev PA E S E P R O P R I E TA R I O A N N O D I I N S TA L L A Z I O N E NUMERO DI TURBINE TIPO DI TURBINE MW Danimarca Vattenfall &amp;amp; DONG 2002 80 V80-2,0 MW 160 Egmond aan Zee PA E S E P R O P R I E TA R I O Paesi Bassi Shell &amp;amp; Nuon 2006 36 V90-3,0 MW 108 Offshore Windpark Q7 Paesi Bassi WP Q7 Holding B.V. 2007 60 V80-2,0 MW 120 Thanet PA E S E P R O P R I E TA R I O A N N O D I I N S TA L L A Z I O N E NUMERO DI TURBINE TIPO DI TURBINE MW A N N O D I I N S TA L L A Z I O N E NUMERO DI TURBINE TIPO DI TURBINE MW Regno Unito Vattenfall 2010 100 V90-3,0 MW 300 PA E S E P R O P R I E TA R I O A N N O D I I N S TA L L A Z I O N E NUMERO DI TURBINE TIPO DI TURBINE MW 33</description><a10:updated>2009-02-20T16:02:15+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/?Page=34</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/?Page=34</link><title>Vestas Win[d] Page 34</title><description>“&amp;#201; stato un percorso ad ostacoli”, sostiene Jens-J&amp;#248;rgen Kuhlmann, Senior Sales Manager, Sales Offshore. “Naturalmente anche il ritiro dal mercato della turbina V90 ha inciso, e per un certo periodo siamo stati costretti a interrompere le trattative. Per loro stessa natura i progetti offshore richiedono uno sforzo organizzativo maggiore in termini di tempo”, spiega Jens-J&amp;#248;rgen Kuhlmann. “&amp;#201; fondamentale programmare ogni dettaglio, senza trovare scorciatoie o aggirare gli ostacoli. I soggetti con cui interfacciarsi sono molti: dai fornitori agli ingegneri delle altre societ&amp;#224; coinvolte, dalle banche ai comitati consultivi: tutti devono essere coinvolti. Ma &amp;#232; senz’altro la fase di individuazione di un porto di appoggio appropriato a richiedere il maggior dispendio di tempo”, sottolinea Jan Thomsen, Project Director. “Innanzitutto deve disporre di una vasta superﬁcie – non meno di 50.000 metri quadrati – una banchina resistente con accesso garantito 24 ore su 24, 7 giorni su 7 dove operi una gru molto potente”. Per questo progetto Vestas ha scelto il porto francese di Dunkerque. Per il parco di Tahnet Vestas sar&amp;#224; responsabile della progettazione, costruzione, collaudo e messa in servizio delle 100 turbine; l’accordo prevede inoltre un contratto di service e manutenzione quinquennale. La 34</description><a10:updated>2009-02-20T16:02:15+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/?Page=35</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/?Page=35</link><title>Vestas Win[d] Page 35</title><description>tabella di marcia prevede che la fornitura delle turbine abbia inizio a partire da novembre 2009, l’installazione nel marzo 2010. Le opere dei basamenti, il cablaggio offshore e onshore, le sottostazioni e le piattaforme di installazione in mare aperto saranno a carico di Vattenfall. Il Crown Estate – il Demanio della Corona inglese, ovvero l’ente proprietario di gran parte dei fondali marini territoriali – ha indetto due gare per l’assegnazione delle concessioni di sfruttamento di aree da destinare alla costruzione di installazioni eoliche offshore in Inghilterra. Thanet sar&amp;#224; uno dei primi progetti della seconda tornata di gara ad essere implementato. Lo stop alle V90 Vestas ha maturato la decisione di ritirare il modello V90 dal mercato offshore dopo l’avvio delle trattative con la Warwick. Dopo un intero anno speso per la progettazione e i test sul nuovo componente interno, la turbina &amp;#232; ricomparsa sulla piazza a maggio 2008. “Per quanto riguarda le vendite, abbiamo dovuto tirare il freno a mano”, racconta Anders S&amp;#248;e-Jensen, Presidente di Vestas Offshore A/S. “Per una nuova organizzazione che vedeva il suo mercato ﬁorire, &amp;#232; stata una decisione dolorosa”. Ma Vestas offshore ha saputo sfruttare il tempo al meglio. “In poco tempo abbiamo fatto passi da gigante. Abbiamo anche implementato alcuni miglioramenti sul fronte organizzativo”. L’innovazione pi&amp;#249; importante &amp;#232; stata senza dubbio la messa a punto e l’ottimizzazione di una procedura metodologica con cui testare le turbine prima di inviarle al nuovo centro di collaudo danese. “Disponiamo di uno dei centri pi&amp;#249; avanzati di collaudo, dove turbine e componenti offshore e onshore vengono attentamente testati prima della consegna al cliente”, dice Anders S&amp;#248;e-Jensen. “Il nuovo centro garantisce la massima qualit&amp;#224; dei prodotti Vestas”, aggiunge; “in ambito offshore, il segreto &amp;#232; essere molto cauti. Ad esempio, mai installare un prototipo offshore. Abbiamo anche imparato che in mare aperto servono persone di grande esperienza. In simili contesti l’esperienza &amp;#232; tutto, e fa la differenza”. La collaborazione con Vattenfall Non &amp;#232; la prima volta che Vestas collabora con la svedese Vattenfall. Nel 2006 la societ&amp;#224; ha infatti acquisito la maggior parte dei diritti del parco danese da 160 MW di Horns Rev, un progetto che ha visto l’impiego di turbine V80 da 2 MW. In precedenza, nel 2005, Vattenfall aveva commissionato a Vestas 30 turbine V90 per l’installazione eolica offshore di Kentish Flats, Inghilterra. Alcuni guai con i moltiplicatori di giri delle V90 sono emersi proprio qui. “Abbiamo avuto un lungo confronto con Vestas in merito ai problemi riscontrati con gli aerogeneratori”, ricorda Ole Bigum Nielsen, Project Director in Vattenfall. “In linea di principio, apprezziamo la turbina V90 da 3 MW. Eravamo naturalmente molto preoccupati, ma Vestas ci ha convinto che una volta aggiornato il componente i problemi sarebbero rientrati”. In Vestas, Anders S&amp;#248;e Jensen racconta: “Questa nuova commessa &amp;#232; un segnale di ﬁducia: un committente del calibro di Vattenfall – uno dei big player del comparto dell’energia – ha scelto ancora una volta Vestas”. L’ordine ha risollevato il morale in Vestas Offshore. “Considerato l’attuale andamento dell’economia e il rallentamento del mercato, questa &amp;#232; un’iniezione di ottimismo”, commenta Jens-J&amp;#248;rgen Kuhlmann. “Siamo tornati sul mercato con uno degli ordini pi&amp;#249; ingenti nella storia dell’eolico offshore”. 35</description><a10:updated>2009-02-20T16:02:15+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/?Page=36</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/?Page=36</link><title>Vestas Win[d] Page 36</title><description>Sempre al passo con la crescita del mercato eolico cinese Vestas crea un’unit&amp;#224; di vendita indipendente in Cina, in quello che sta divenendo il mercato pi&amp;#249; competitivo al mondo. 36</description><a10:updated>2009-02-20T16:02:15+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/?Page=37</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/?Page=37</link><title>Vestas Win[d] Page 37</title><description>Vestas ha insediato in Cina una nuova unit&amp;#224; di vendita indipendente (SBU), scorporando la stessa da Asia-Paciﬁc. Per il top management costituir&amp;#224; un legame diretto con le attivit&amp;#224; di Vestas in Cina. “La nuova SBU garantir&amp;#224; ai clienti cinesi una partecipazione diretta nell’azienda”, afferma Lars Andersen, Presidente di Vestas China. “Nel settore dell’energia eolica la Cina &amp;#232; divenuta in breve tempo uno dei mercati pi&amp;#249; grandi e competitivi al mondo”. “&amp;#200; stato un passo naturale che ci consentir&amp;#224; di soddisfare al meglio i nostri clienti e di confermare la nostra competitivit&amp;#224;”, afferma Andersen. “I cambiamenti che stanno avvenendo ora in Cina sono destinati ad avere una grande rilevanza per l’intera organizzazione”. Crescita veloce e travolgente Vestas opera in Cina da oltre vent’anni; la vendita delle prime turbine risale al 1986. “Siamo senza ombra di dubbio l’azienda che vanta la pi&amp;#249; grande esperienza nell’ambito del mercato eolico cinese”, afferma Andersen. Nel 1996 l’azienda apr&amp;#236; un ufﬁcio di rappresentanza a Pechino dotandolo di un esiguo staff addetto alle vendite e al servizio 37</description><a10:updated>2009-02-20T16:02:15+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/?Page=38</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/?Page=38</link><title>Vestas Win[d] Page 38</title><description>38</description><a10:updated>2009-02-20T16:02:15+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/?Page=39</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/?Page=39</link><title>Vestas Win[d] Page 39</title><description>di assistenza ai clienti cinesi. Nel 2005 il Management Vestas decise di rafforzare la presenza del Gruppo in Cina e diede il via alla costruzione di nuovi stabilimenti. Quello stesso anno, Vestas forn&amp;#236; alla Cina 77 MW di eolico, su un totale di 311 MW di capacit&amp;#224; installata nella Repubblica Popolare. Il mercato era in forte espansione. Si prevedeva che, entro la ﬁne del 2008, la capacit&amp;#224; totale di energia eolica installata avrebbe superato i 10 GW, mettendo la Cina nella condizione di strappare agli Stati Uniti il primato di mercato eolico pi&amp;#249; grande al mondo gi&amp;#224; nel 2012, secondo la rivista Windpower Monthly. Gli stabilimenti Vestas in Cina Fabbrica di pale a Tianijn. La produzione &amp;#232; partita nella primavera 2006 Fabbrica di produzione navicelle e hub a Tianijn. La produzione &amp;#232; partita nel Marzo 2007. Fabbrica di produzione generatori a Tianijn. La produzione &amp;#232; partita nel luglio 2007. Fabbrica di produzione macchinari e sistemi di controllo a Tianijn. La produzione &amp;#232; prevista per Aprile 2009. Stabilimento di turbine eoliche per il mercato cinese a Hohho, Mongolia interna. La produzione &amp;#232; stimata per Aprile 2009. Fonderia a Xuzhou. La produzione &amp;#232; prevista per settembre 2009. 39</description><a10:updated>2009-02-20T16:02:15+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/?Page=40</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/?Page=40</link><title>Vestas Win[d] Page 40</title><description>Nel 2006 il governo cinese ha decretato l’eolico il settore industriale prioritario, al ﬁne di supportare il paese a diversiﬁcare il proprio mix energetico e a garantire una maggiore sicurezza energetica, come spiega Lars Andersen. “L’energia eolica &amp;#232; divenuta una priorit&amp;#224; perch&amp;#233; capace di garantire crescita e stabilit&amp;#224;, e perch&amp;#233; i parchi eolici richiedono tempi di installazione brevi”. La Cina rappresenta per Vestas il principale mercato d’investimento al di fuori della Danimarca, con cinque stabilimenti e uno staff di 1.800 persone, di cui 300 addetti alle vendite e all’assistenza. Vestas ha contribuito a creare il knowhow necessario per il settore eolico cinese, in particolare in aspetti quali l’integrazione della rete elettrica e il project management, afferma Lars Andersen. L’azienda si &amp;#232; inoltre adoperata per la creazione di una solida catena di fornitura in Cina. “Ogni anno, Vestas China migliora le proprie capacit&amp;#224; di sourcing”, dichiara. “Le turbine prodotte in Cina sono attualmente costituite per l’80% da materiale cinese; l’obiettivo &amp;#232; arrivare al 100%”. Tutti i fornitori di Vestas in Cina sono membri di una partnership appositamente ideata per incrementare la qualit&amp;#224; e le prestazioni del prodotto, e per permettere ai fornitori di essere competitivi sul mercato globale. “Grazie al nostro aiuto uno dei nostri fornitori cinesi di pale &amp;#232; gi&amp;#224; divenuto un competitor mondiale”, dichiara Lars Andersen, Pronti per la competizione Lars Andersen sottolinea l’importanza di tenersi sempre al passo con il mercato eolico cinese, in costante evoluzione. “Per quanto riguarda le nuove installazioni, la Cina &amp;#232; uno dei mercati pi&amp;#249; grandi al mondo, e ben presto diverr&amp;#224; la forza motrice del settore eolico mondiale”, dichiara. “Il nostro compito &amp;#232; preparare Vestas a questa sﬁda”. aggiungendo che Zhenshi Group Hengshi Fibreglass Fabrics Co. Ltd., &amp;#232; una delle aziende incoronate da Vestas “Fornitore dell’anno” per il 2008. E’ stata la prima volta che un fornitore cinese &amp;#232; insignito di un tale onore. 40</description><a10:updated>2009-02-20T16:02:15+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/?Page=41</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/?Page=41</link><title>Vestas Win[d] Page 41</title><description>Vestas in Cina Anno 2003 2004 2005 2006 2007 2008 86 501 1.199 1.903 Numero di impiegati Numero di turbine 77 39 91 68 405 452 Totale MW 58 34 77 75 470 596 Mercato eolico in Cina Capacit&amp;#224; eolica installata in Cina 1995-2007 Previsioni di sviluppo dell’eolico in Cina 2008-2012 41</description><a10:updated>2009-02-20T16:02:15+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/?Page=42</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/?Page=42</link><title>Vestas Win[d] Page 42</title><description>Gestione ottimizzata della ricambistica 42</description><a10:updated>2009-02-20T16:02:15+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/?Page=43</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/?Page=43</link><title>Vestas Win[d] Page 43</title><description>La nuova unit&amp;#224; Vestas Spare Parts &amp;amp; Repair ottimizza il servizio di assistenza e riduce i tempi di fermo delle turbine. 43</description><a10:updated>2009-02-20T16:02:15+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/?Page=44</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/?Page=44</link><title>Vestas Win[d] Page 44</title><description>Vestas ha creato la nuova unit&amp;#224; Spare Parts &amp;amp; Repair il primo gennaio 2009 e, insieme ad essa , una nuova struttura per offrire interventi pi&amp;#249; rapidi di assistenza e manutenzione sulle turbine. Questa unit&amp;#224; &amp;#232; la principale referente per l’intera catena di fornitura dei ricambi, un ruolo di grande importanza, considerato quale sar&amp;#224; l’impegno principale di Vestas nei prossimi anni: potenziare il settore dell’assistenza. “I ricambi sono una componente essenziale per contenere i tempi di fermo delle turbine, e pertanto fondamentali anche per la soddisfazione del cliente”, afferma Phil Jones, Presidente di Vestas Spare Parts &amp;amp; Repair. Un’oculata gestione della ricambistica permetter&amp;#224; inoltre a Vestas di vendere una quantit&amp;#224; maggiore di turbine, aggiunge. “Ora che Vestas &amp;#232; riuscita con successo nell’intento di incrementare il proprio business, &amp;#232; arrivato il momento di sviluppare e rafforzare l’unit&amp;#224; Spare Parts per supportare questa crescita”. Un sistema pi&amp;#249; snello “Abbiamo percorso molta strada per arrivare dove siamo ora”, afferma John Nielsen con un sorriso. John &amp;#232; il Vice Presidente di Service Excellence e, precedentemente, responsabile generale di Spare Parts. In passato, ogni qualvolta una turbina necessitava un intervento di riparazione, l’unit&amp;#224; 44</description><a10:updated>2009-02-20T16:02:15+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/?Page=45</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/?Page=45</link><title>Vestas Win[d] Page 45</title><description>“I ricambi sono una componente essenziale per contenere i tempi di fermo delle turbine e pertanto fondamentali anche per la soddisfazione del cliente.” Phil Jones, President, Vestas Spare Parts &amp;amp; Repair. di vendita locale doveva contattare Vestas Nacelles in Danimarca. Vestas Nacelles forniva i ricambi all’unit&amp;#224; di vendita che ne aveva fatto richiesta e che quindi poteva procedere con la riparazione della turbina. Inizialmente il sistema aveva funzionato bene, ma in seguito alla rapida espansione di Vestas &amp;#232; sorta l’esigenza di creare un sistema pi&amp;#249; diretto, in grado di integrare pianiﬁcazione avanzata e strumenti di previsione, come spiega John Nielsen. “Man mano che Vestas cresceva, il processo si &amp;#232; fatto sempre pi&amp;#249; burocratizzato, lento e macchinoso. Era assolutamente necessario ripensare una nuova struttura per l’unit&amp;#224; Spare Parts. Avevamo bisogno di una accurata visione d’insieme del processo e di un migliore ﬂusso di informazioni lungo tutta la ﬁliera per sostenere e promuovere la strategia che vede Vestas come No. 1 in Modern Energy”. Nell’indagine sulla fedelt&amp;#224; del cliente del 2008, i settori assistenza e manutenzione hanno ottenuto il punteggio pi&amp;#249; basso dell’intera catena del valore di Vestas. “Era assolutamente necessario intervenire”, continua Nielsen. “I clienti acquistano turbine per produrre elettricit&amp;#224;. Il fermo macchina di una turbina si traduce per il cliente in mancati ricavi”. Nonostante il servizio di fornitura fosse signiﬁcativamente migliorato negli ultimi due anni – con una percentuale di successo Figura 1: Turbine ferme nell’unit&amp;#224; Spare Parts 2007-2008 Numero di turbine 160 140 120 100 80 60 40 20 0 Febbraio 07 Settembre 07 Novembre 07 Dicembre 07 Febbraio 08 Marzo 07 Maggio 07 Ottobre 07 Marzo 08 Maggio 08 Giugno 08 Luglio 08 Agosto 08 Settembre 08 Gennaio 07 Gennaio 08 Ottobre 08 Agosto 07 Aprile 07 Aprile 08 dell’85% alla ﬁne del 2008 – i contratti stipulati tra Vestas e la committenza prevedevano tempi pi&amp;#249; dilatati, proprio perch&amp;#233; tutti i componenti e i ricambi arrivavano dalla Danimarca. Questo sistema &amp;#232; diventato ben presto svantaggioso, dal momento che il 60% delle turbine eoliche Vestas opera al di fuori dell’Europa. “I clienti asiatici e americani erano spesso costretti a lunghi tempi d’attesa” afferma John Nielsen. “Conseguentemente, molti commit- 45</description><a10:updated>2009-02-20T16:02:15+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/?Page=46</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/?Page=46</link><title>Vestas Win[d] Page 46</title><description>Un network di piani e programmi per abbattere i tempi di fermo delle turbine La creazione di una organizzazione Spare Parts , unit&amp;#224; indipendente, &amp;#232; solo una delle iniziative intraprese da Vestas per ridurre i tempi di fermo delle turbine e ottimizzare quindi la disponibilit&amp;#224;. E queste iniziative si inﬂuenzano le une con le altre. Una di queste &amp;#232; il progetto MTBI (riduzione dei tempi di intervallo degli interventi). Migliorando infatti la possibilit&amp;#224; di prevedere gli interventi di manutenzione , &amp;#232; anche possibile pianiﬁcare meglio gli stessi interventi sulle turbine, e allungare i tempi di intervallo tra una ispezione e l’altra. Ci&amp;#242; consente di eliminare i tempi morti delle turbine, e di migliorare le possibilit&amp;#224; di effettuare gli interventi quando non c’&amp;#232; vento. Un prerequisito afﬁnch&amp;#232; questo processo funzioni &amp;#232; di avere le parti di ricambio pronte in casa. Come risultato, il progetto MTBI e la nuova unit&amp;#224; Spare Parts sono entrambi parte di una serie di iniziative per migliorare la disponibilit&amp;#224; delle turbine. Da quando il progetto MTBI fu avviato nel 2007, il tempo di intervallo tra le ispezioni alle turbine &amp;#232; pi&amp;#249; che raddoppiato. L’obiettivo &amp;#232; di triplicare il numero dei giorni di intervallo nell’arco di un anno. Per ulteriori informazioni su MTBI, consultare gli articoli “Turbine pi&amp;#249; efﬁcienti, migliore produttivit&amp;#224;” e “maggiore fedelt&amp;#224; vuol dire pi&amp;#249; previsione” nel Wind no. 14. Alla ﬁne del 2008, tra gli aerogeneratori sotto contratto di assistenza, le turbine inattive erano meno di 20 (cfr. Figura 1). Addio ai lunghi tempi d’attesa Disponendo di tutte le informazioni necessarie – dai fornitori alle turbine – la nuova struttura e i miglioramenti introdotti nella pianiﬁcazione dell’assistenza consentiranno a Spare Parts di pianiﬁcare gli interventi con maggiore accuratezza. Il nuovo assetto agevoler&amp;#224; quindi i processi di ottimizzazione nel settore dell’assistenza e della manutenzione, dove una rete globale tenti d’oltreoceano ci pensavano su due volte prima di rinnovare i contratti di assistenza e manutenzione”. Gi&amp;#224; durante il periodo di rodaggio della nuova unit&amp;#224;, il team di Spare Parts ha registrato i primi successi. A partire dal 2007, il team di Spare Parts ha riportato risultati sorprendenti. Un esempio &amp;#232; il problema delle “turbine bloccate”. Alla ﬁne del 2006 erano 145 le turbine non operative in attesa di parti di ricambio. di unit&amp;#224; Spare Parts supporter&amp;#224; un’avanzata metodologia di pianiﬁcazione e potenzier&amp;#224; le prestazioni della ﬁliera dei ricambi. “La mission di Vestas, che si esplica nel motto Failure is not an option, punta alla 46</description><a10:updated>2009-02-20T16:02:15+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/?Page=47</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/?Page=47</link><title>Vestas Win[d] Page 47</title><description>Imparare dal settore aerospaziale minimizzazione del rischio attraverso l’analisi di tutte le variabili nel corso dei processi decisionali”, afferma John Nielsen. L’unit&amp;#224; Spare Parts, ﬁssando standard elevati, migliorando la pianiﬁcazione e le tempistiche di previsione, tiene cos&amp;#236; fede a questa mission – e viceversa, aggiunge. “Questo spiega anche perch&amp;#233; i nostri obiettivi sono ambiziosi e perseguiti con ﬁducia”. Vestas Spare Parts &amp;amp; Repair A/S si &amp;#232; impegnata a conseguire, entro la ﬁne del 2009, un obiettivo che prevede la consegna dei ricambi entro 24 – 72 ore per i componenti principali – con un indice di afﬁdabilit&amp;#224; del 90%. Il nuovo Presidente dell’unit&amp;#224;, Phil Jones, si &amp;#232; unito al Gruppo Vestas dopo aver ricoperto la carica di Vice Presidente alla Honeywell Aerospace, dipartimento Airlines, EMEA. Jones vanta 16 anni di esperienza con le pi&amp;#249; importanti compagnie aerospaziali americane. Volgendo uno sguardo al passato, Jones nota un parallelismo tra il settore aerospaziale e quello eolico. “L’industria aerospaziale ha compreso l’importanza della ricambistica vent’anni fa”, afferma Phil Jones. “Oggi questa rilevanza &amp;#232; riconosciuta in ogni settore”. I ricambi sono fondamentali in entrambe le industrie per garantire l’efﬁciente funzionalit&amp;#224; di infrastrutture dall’elevato valore economico, spiega. “Un’azienda di servizi impossibilitata a produrre energia e una compagnia aerea non in grado di fornire un aeromobile operativo si trovano a fronteggiare le stesse conseguenze: mancati guadagni, costi legati alla sostituzione e perdita di ﬁducia nei confronti del marchio da parte del cliente ﬁnale”, afferma Jones. “Lasciare un aeromobile a terra facendo aspettare dei passeggeri &amp;#232; un peccato capitale”. Jones, che &amp;#232; Maestro Cintura Nera di Six Sigma, conosce il giusto approccio: “Il team di Spare Parts ha compiuto molti progressi e svolto un ottimo lavoro durante il 2008. Ma rimane ancora molto da fare. Possiamo migliorare ancora”, promette. 47</description><a10:updated>2009-02-20T16:02:15+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/?Page=48</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/?Page=48</link><title>Vestas Win[d] Page 48</title><description>Studi approfonditi hanno confermato il basso indice di impatto ambientale delle turbine eoliche Vestas rispetto alle tecnologie a combustibili fossili. Facciamo il punto sulla prestazione ambientale 48</description><a10:updated>2009-02-20T16:02:15+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/?Page=49</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/?Page=49</link><title>Vestas Win[d] Page 49</title><description>Il vento non &amp;#232; soltanto una risorsa energetica competitiva ed afﬁdabile. Ora che il riscaldamento globale inizia a far sentire i suoi effetti, diventa pi&amp;#249; che mai importante che l’energia eolica rispetti le promesse di sostenibilit&amp;#224; ambientale. Perch&amp;#233; quella eolica &amp;#232; davvero una tecnologia verde. E ora possiamo affermarlo con certezza, grazie agli esperti di Vestas, ai clienti e ai consulenti esterni, il cui lavoro consiste nel raccogliere dati sulla reali performance ambientali delle turbine eoliche. Jette Kjaer &amp;#232; la responsabile delle politiche ambientali presso la divisione eolica della azienda elettrica svedese Vattenfall, gestore di impianti eolici in Svezia, Finlandia, Danimarca, Regno Unito, Polonia e Germania. “Vestas si &amp;#232; dimostrata molto disponibile e collaborativa nel volerci fornire i dati sulle prestazioni ambientali dei propri prodotti”, afferma. “Queste informazioni ci consentono di compilare dichiarazioni ambientali di prodotto complete e speciﬁche. In caso contrario ci troveremmo nella situazione di dover elaborare delle stime sulla base di cifre generiche, inﬁciando la qualit&amp;#224; dei dati ﬁnali”. “Dobbiamo comunicare dati attendibili”, concorda Klaus R&amp;#248;nde del dipartimento Safety and Environment di Vestas. “Nel rendere noti i dati riguardanti la riduzione delle emissioni di CO2 di un impianto eolico, &amp;#232; essenziale per la nostra credibilit&amp;#224; che tali informazioni siano precise ed esatte”. Ai ﬁni dell’accuratezza dei dati, Vestas si avvale di una tecnica nota come ciclo di vita del prodotto (LCA, Life Cycle Assessment) 49</description><a10:updated>2009-02-20T16:02:15+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/?Page=50</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/?Page=50</link><title>Vestas Win[d] Page 50</title><description>con l’obiettivo di valutare in termini quantitativi l’impatto ambientale delle sue turbine. Le analisi LCA condotte da Vestas sono conformi agli standard internazionali ISO 1404X, e ciascuno studio &amp;#232; sottoposto ad un processo di audit afﬁdato a consulenti indipendenti prima che i dati vengano resi noti. “La conclusione generale dei revisori &amp;#232; che il nostro lavoro &amp;#232; svolto secondo alti standard qualitativi”, prosegue R&amp;#248;nde. “In tema di performance ambientale i dati non saranno mai univoci, tuttavia una revisione indipendente ci conferma che i nostri calcoli sono realistici”. Calcolare le emissioni di ogni componente L’idea alla base dell’analisi del ciclo di vita &amp;#232; di attribuire un valore numerico ad ogni possibile ripercussione ambientale che potrebbe veriﬁcarsi durante il ciclo di vita di una turbina eolica. Con questo approccio globale ogni forma di inquinamento viene attentamente valutata , fornendo dati validi nel tempo ed in ogni paese. Materie prime, energia ed emissioni ambientali sono i fattori da considerare per ogni fase della vita di una turbina, ovvero: costruzione, installazione, messa in servizio, manutenzione, dismissione e inﬁne smaltimento (cfr. Figura 1). Figure 1: l’LCA richiede un’attenta analisi di ogni stadio della vita di una turbina eolica, in un’ottica “dalla culla alla tomba”. inceneritore riﬁuti energia rinnovabile riciclo Materiale grezzo fornitori trasporto costruzione trasporto e installazione 50</description><a10:updated>2009-02-20T16:02:15+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/?Page=51</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/?Page=51</link><title>Vestas Win[d] Page 51</title><description>Figura 2: le tre fasi principali dell’analisi del ciclo di vita. Preparare un’analisi LCA &amp;#232; un processo che consta di tre fasi, come spiega Klaus R&amp;#248;nde. Per prima cosa si deﬁniscono lo scopo e i presupposti dello studio, gli standard da applicare, gli estremi (vedi sotto), il tipo e il numero delle turbine, l’altezza delle torri, la velocit&amp;#224; media del vento, e per ﬁnire si decide se la valutazione debba contemplare aspetti aggiuntivi come il sistema dei cavi che convogliano l’energia nella rete elettrica. In Vestas &amp;#232; prassi comune calcolare l’analisi del ciclo di vita sulla base di un’installazione di grandi dimensioni da 300 MW. Nel caso dell’aerogeneratore V90-3,0 MW, ci&amp;#242; si traduce in un parco da 100 turbine, con le relative sottostazioni, le opere di cablaggio, e altre apparecchiature ausiliarie. La seconda tappa consiste nel calcolare le materie prime e l’energia necessarie, la quantit&amp;#224; di emissioni liberate durante i processi di produzione, installazione, messa in servizio, sdismissione e riciclo o smaltimento degli aerogeneratori. “L’intero processo comporta un’elevata mole di lavoro, visto il numero di componenti presenti nelle moderne turbine”, sottolinea Klaus R&amp;#248;nde. Per ciascun componente &amp;#232; necessario innanzitutto focalizzarsi sul peso e sul materiale di cui &amp;#232; composto – acciaio, rame, ﬁbra di vetro, plastica (ed eventualmente quale tipo di plastica). La raccolta dei dati richiede la precisazione di alcune premesse. Ad esempio, i moduli elettronici, presenti a decine in ogni turbina, sono composti da componenti di dimensioni cos&amp;#236; ridotte che &amp;#232; quasi impossibile produrre una valutazione dettagliata per ognuno. Tuttavia, dal momento che nella maggior parte dei moduli i metalli, la plastica e gli altri materiali sono presenti in proporzioni simili, i calcoli dettagliati riferiti ad un componente possono essere imputati anche agli altri, con una perdita minima di precisione . Per quanto riguarda i componenti complessi, come i moltiplicatori di giri e le materie prime come l’acciaio, Vestas utilizza i dati relativi all’LCA comunicati dai propri fornitori o da consulenti indipendenti. “L’acciaio viene acquistato presso pi&amp;#249; fornitori, cos&amp;#236; &amp;#232; pi&amp;#249; facile avere dati medi internazionali da organizzazioni come la World Steel Association”, spiega Klaus R&amp;#248;nde (cfr. Acciaio: una questione di peso). Al termine di questo minuzioso processo, gli analisti ottengono una lista di tutte le sostanze – e relative quantit&amp;#224; – che verranno rilasciate nell’ambiente nell’arco di tempo considerato nell’analisi del ciclo di vita. Il passo successivo &amp;#232; l’interpretazione dei dati. L’interpretazione dei dati sulle emissioni La terza tappa dell’LCA consiste nel calcolare l’impatto ambientale di tali emissioni, ottenuto moltiplicando la quantit&amp;#224; di ogni agente inquinante per un fattore di ponderazione che riﬂette la potenzialit&amp;#224; di ciascuno di provocare un particolare danno ambientale. Una sostanza pu&amp;#242; comparire in pi&amp;#249; di una categoria. Ad esempio, le sostanze chimiche conosciute con il nome di HCFC, utilizzate come refrigeranti e nella produzione di schiume in plastica, danneggiano lo strato di ozono e sono anche dei gas serra. Oltre ad essere tossici per gli esseri umani e gli animali, gli ossidi di azoto (NOx) derivanti dalla combustione dei carburanti sono alla base del processo di acidiﬁcazione e di eutroﬁzzazione (ovvero una condizione di sovrabbondanza di sostanze nutritive) di laghi, ﬁumi e mari. Per quanto concerne i gas responsabili del riscaldamento globale, dell’inquinamento da nitrati o dell’acidiﬁcazione, la comunit&amp;#224; scientiﬁca &amp;#232; tendenzialmente concorde sullo speciﬁco danno ambientale di cui ognuno &amp;#232; responsabile – sebbene questi dati debbano essere sempre aggiornati alla luce di nuove acquisizioni scientiﬁche. L’autorevole Comitato Intergovernativo sul Cambiamento Climatico (Intergovernmental Panel on Climate Change – IPCC), ad esem- 51</description><a10:updated>2009-02-20T16:02:15+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/?Page=52</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/?Page=52</link><title>Vestas Win[d] Page 52</title><description>Fornire ai clienti i dati ambientali Annika Balg&amp;#229;rd lavora come esperta ambientale presso il dipartimento Quality, Safety and Environment (QSE) di Vestas Northern Europe. &amp;#200; arrivata in Vestas un anno fa, dopo un’esperienza professionale di dieci anni nell’industria svedese in qualit&amp;#224; di ricercatrice ambientale, auditor e consulente.“Quando Vestas ha lanciato un piano di ristrutturazione interna creando un’unica unit&amp;#224; di vendita per il Nord Europa, sono stata chiamata ad occuparmi degli aspetti operativi e strategici in campo ambientale. Ora sono a capo di un progetto ﬁnalizzato ad offrire valore aggiunto ai nostri clienti attraverso il miglioramento della performance ambientale lungo tutti gli anelli della catena, dalle fasi iniziali della vendita, all’installazione, e inﬁne all’assistenza”. “L’esperienza mi ha insegnato che i clienti richiedono assistenza e dati relativi all’impatto ambientale sin dalle prime fasi di pianiﬁcazione di una nuova centrale eolica. Le autorit&amp;#224;, ad esempio, necessitano di informazioni sui lubriﬁcanti e le sostanze chimiche utilizzate in cantiere, la gestione dei riﬁuti pericolosi e l’analisi del rischio”. “Nella fase successiva all’installazione e alla messa in servizio delle turbine, quella relativa all’assistenza e la manutenzione, dobbiamo essere in grado di fornire i dati dell’impatto ambientale, quali il consumo di lubriﬁcante e la produzione di riﬁuti pericolosi relativi alle speciﬁche turbine del cliente. &amp;#200; lo stesso genere di informazioni che mi aspetto di ottenere quando porto l’auto in manutenzione”. “Siamo al lavoro per mettere a punto metodi pi&amp;#249; efﬁcaci ed efﬁcienti per raccogliere questi dati e adottare un approccio pi&amp;#249; proattivo nel dialogo con i committenti. Nel frattempo attendiamo impazientemente di conoscere le informazioni prodotte dal nuovo sistema SAP, introdotto in Vestas Northern Europe a novembre 2008”. pio, rivede con cadenza periodica il potenziale di riscaldamento globale dei principali gas serra, espresso in CO2 equivalente. C’&amp;#232; invece meno consenso in merito all’impatto ambientale di alcune sostanze tossiche come i metalli pesanti o sostanze chimiche che interferiscono con gli ormoni umani e animali. Anche nel caso in cui gli effetti tossici di due metalli pesanti siano ben noti, potrebbe essere comunque arduo stabilire quale sia il pi&amp;#249; dannoso, e pertanto viene loro assegnato un fattore di ponderazione relativo. In ogni caso, un agente inquinante altamente dannoso per un ecosistema, ad esempio quello marino, potrebbe risultare meno nocivo per un ecosistema terrestre. Il meglio che gli analisti possono fare &amp;#232; stabilire premesse chiare ed essere sempre aggiornati sulle ultime ricerche. Di conseguenza, i principi che regolano l’analisi del ciclo di vita – inclusi gli standard ISO – sono piuttosto ﬂessibili. Nell’ambito dello standard ISO 1404X, Vestas si avvale del sistema EDIP (Environmental Design of Industrial Products – progettazione ecosostenibile di prodotti industriali), un 52</description><a10:updated>2009-02-20T16:02:15+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/?Page=53</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/?Page=53</link><title>Vestas Win[d] Page 53</title><description>Figura 3: rispetto ai combustibili fossili, l’energia eolica non produce di fatto emissioni di CO2. L’immagine illustra le cifre relative alle emissioni di CO2 associate all’attivit&amp;#224; di produzione di energia da fonte eolica (turbine V90-3,0 MW), gas e carbone. emissioni di CO2 per 1 kWh di elettricit&amp;#224; prodotta : software realizzato dal Ministero danese per l’ambiente e in uso da oltre un decennio. I conﬁni del sistema Un altro passo di cruciale importanza &amp;#232; individuare i conﬁni del sistema oggetto di studio. “Questi parametri possono avere notevoli ripercussioni sui risultati di un LCA, ma non dimentichiamo che sono gli stessi standard ISO a prevedere limiti discrezionali, purch&amp;#233; deﬁniti in partenza”, nota Caroline Setterwall, esperta ambientale di Vattenfall. Un esempio in tal senso potrebbe essere scegliere se debbano essere considerate come crediti le emissioni che il sistema in oggetto consente di risparmiare ad un altro. Prendiamo il caso di un impianto siderurgico: i gas ad alto valore energetico prodotti potrebbero essere bruciati in una centrale elettrica situata nelle vicinanze. Se non vi fosse un impianto siderurgico, la centrale brucerebbe gas naturale. Sulla base di queste considerazioni, sarebbe corretto detrarre i gas prodotti dall’impianto siderurgico – e le emissioni derivanti dall’estrazione e dal trasporto del gas naturale alla centrale elettrica – dai costi ambientali dell’acciaio. Vestas V903,0 MW onshore impianto a gas impianto a carbone 100 200 300 400 500 600 700 800 900 grammi di CO2/kWh Un’altra questione delicata riguarda l’arco di tempo da considerare. “Il ciclo di vita &amp;#232; come una ruota che rotola nel tempo,” dice Caroline Setterwall. “Quando si elabora un’analisi del ciclo di vita del prodotto, l’analista deve iniziare da un punto speciﬁco di questa ruota, tenendo presente che il punto di inizio potrebbe avere forti ripercussioni sul risultato ﬁnale”. Una delle ragioni a sfavore del conteggio dei crediti ambientali, &amp;#232; di evitare di conteggiarli nuovamente quando il prodotto viene riciclato. “Ogni qualvolta Vestas compra dell’acciaio per fabbricare una turbina”, spiega ancora Caroline Setterwall, “circa un terzo del metallo &amp;#232; gi&amp;#224; riciclato. Se l’analisi del ciclo di vita prevede crediti ambientali per il materiale riciclato, allora Vestas non pu&amp;#242; reclamare un ulteriore credito quando l’aerogeneratore sar&amp;#224; smantellato. Supponiamo ora invece che Vestas costruisca turbine in acciaio vergine, che chiaramente ha un maggiore costo in termini ambientali. Se l’azienda &amp;#232; in grado di assicurare che il 95% dell’acciaio pu&amp;#242; essere riciclato una volta dismessa la turbina, allora il costo ambientale complessivo sar&amp;#224; molto pi&amp;#249; basso. Sono proprio decisioni cos&amp;#236; complesse a giocare un ruolo decisivo in un’analisi del ciclo di vita del prodotto eseguita secondo criteri rigorosi”. L’eolico &amp;#232; il pi&amp;#249; verde Una volta stabilito il quadro di riferimento e raccolti i dati, l’LCA ha confermato che l’energia eolica &amp;#232; di gran lunga pi&amp;#249; verde delle tecnologie basate su energie non rinnovabili. In vent’anni, una turbina eolica on-shore come il modello V90-3,0 MW genera una media di 158.000 MWh: rispetto ad una centrale a 53</description><a10:updated>2009-02-20T16:02:15+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/?Page=54</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/?Page=54</link><title>Vestas Win[d] Page 54</title><description>Figura 4: l’equilibrio energetico indica in quanto tempo una turbina produce una quantit&amp;#224; di energia pari a quella consumata durante l’intero ciclo di vita. Una turbina on-shore V90-3,0 MW ha un tempo medio di restituzione dell’energia di soli 6,6 mesi. MWh 160.000 140.000 carbone si evita il rilascio in atmosfera di circa 129.000 tonnellate di CO2, (cfr. Figura 3). 0 Per abbattere le emissioni, gli aerogeneratori Vestas sono progettati per restituire 1/4 1/2 3/4 120.000 100.000 80.000 60.000 40.000 20.000 0 l’energia consumata in fase di costruzione ed installazione in un periodo compreso tra i sei e i nove mesi (cfr. Figura 4). Le valutazioni indicano inoltre che l’eolico &amp;#232; la tecnologia pi&amp;#249; pulita anche in relazione ad altre forme di inquinamento quali le piogge acide, lo smog e l’ecotossicit&amp;#224;. La tecnologia eolica e la tecnologia nucleare differiscono sotto molti aspetti, e tuttavia hanno un tratto in comune: la maggior parte delle emissioni ha luogo all’inizio e alla ﬁne del 0 5 10 15 20 Anni Figura 5: consumo energetico (in percentuale sulle emissioni totali di CO2), per materiale e funzione, riferito al ciclo di vita di una turbina eolica V90-3,0MW. La voce prevalente &amp;#232; l’acciaio. CO2 60 50 40 30 20 10 0 Trasporto lavori in cantiere acciaio materiale composito cemento altri materiali ciclo di vita. Si tratta di una notevole differenza rispetto alle centrali a carbone e a gas, dove sono le emissioni prodotte durante la normale operativit&amp;#224; a dominare il proﬁlo ambientale CO2 dell’impianto. Per quanto riguarda il nucleare, l’impatto ambientale &amp;#232; determinato principalmente dall’estrazione e rafﬁnazione del carburante, nonch&amp;#233; dallo stoccaggio del combustibile esaurito. Nel caso delle turbine eoliche, le emissioni sono in larga parte limitate alle fasi di produzione e smaltimento; la fase di installazione ha invece un basso livello di impatto ambientale. 54</description><a10:updated>2009-02-20T16:02:15+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/?Page=55</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/?Page=55</link><title>Vestas Win[d] Page 55</title><description>Acciaio: una questione di peso Le emissioni di CO2 nell’industria siderurgica sono una questione rilevante per Vestas, in quanto gran parte del peso di una turbina eolica &amp;#232; determinato dall’acciaio. Conseguentemente, circa il 50% dell’energia necessaria per produrre e rendere operativa una turbina per tutto il suo ciclo di vita &amp;#232; rappresentata dalla lavorazione dell’acciaio. Secondo Philippe Varin, Amministratore Delegato delle acciaierie Corus e Presidente del Gruppo per le politiche dei cambiamenti climatici della World Steel La ﬁgura 5 mostra che il pi&amp;#249; avido consumatore di energia &amp;#232; l’acciaio, impiegato nelle torri eoliche e in gran parte del sistema motore e trasmissione. L’obiettivo dei progettisti &amp;#232; pertanto ridurre il peso degli aerogeneratori, senza comprometterne la capacit&amp;#224; di generazione o l’afﬁdabilit&amp;#224;. “Questo dato non ci sorprende”, afferma Klaus R&amp;#248;nde. “Vestas ha da sempre sviluppato i propri prodotti lungo queste linee guida, prima ancora di elaborare un’analisi ufﬁciale del ciclo di vita. Una turbina pi&amp;#249; efﬁciente e pi&amp;#249; leggera &amp;#232; anche pi&amp;#249; economica da produrre e da installare, dunque si tratta in primo luogo di semplice buon senso negli affari”. “L’aspetto innovativo”, spiega, “consiste nel recuperare l’energia e ridurre gli scarti grazie alla progettazione di turbine con un indice di riciclabilit&amp;#224; superiore all’80% al momento della dismissione”. In Europa gli aerogeneratori sono gi&amp;#224; composti da materiale riciclabile per oltre l’80% del loro peso, ma questo &amp;#232; un obiettivo da centrare su scala globale. Il destino delle pale eoliche &amp;#232; un esempio emblematico. Secondo le attuali analisi del ciclo di vita, le pale eoliche non pi&amp;#249; in funzione sono destinate alla discarica, la pratica di smaltimento pi&amp;#249; comune in tutto il mondo. In Europa, tuttavia, le pale possono essere distrutte e incenerite al ﬁne di recuperarne l’energia. Association (www.worldsteel.org), l’industria siderurgica &amp;#232; responsabile per il 4-5% delle emissioni complessive di gas serra attribuibili alle attivit&amp;#224; umane. Considerando che la produzione annuale di acciaio supera in tutto il mondo gli 1,3 miliardi di tonnellate e che per ciascuna si producono in media 1,9 tonnellate di CO2, ogni anno il comparto libera nell’atmosfera del nostro pianeta oltre due miliardi di tonnellate di CO2. Il settore ha introdotto alcune strategie per tenere sotto controllo e ridurre le emissioni di anidride carbonica, come ci illustra Philippe Varin: • L’uso di metodologie condivise per l’indicizzazione delle emissioni di CO2, che consentono di produrre dati accurati e attendibili destinati alle aziende acquirenti che, come Vestas, a loro volta li utilizzano per le analisi del ciclo di vita dei propri prodotti. • Nuovi metodi di lavorazione dell’acciaio che riducano il consumo energetico e le emissioni – un esempio &amp;#232; la fusione alimentata ad energia elettrica prodotta da fonte eolica. • La maggior parte dei centri siderurgici di nuova generazione si trova nei paesi in via di sviluppo, che gi&amp;#224; producono oltre la met&amp;#224; dell’acciaio mondiale. Gli impianti pi&amp;#249; obsoleti dovrebbero invece introdurre le migliori pratiche acquisite nel campo dell’efﬁcienza energetica. • L’aumento della proporzione di acciaio riciclato dall’attuale 83% al 90% e oltre, diminuisce drasticamente i consumi energetici. • Utilizzo di acciai ad alta resistenza che consentono di produrre componenti pi&amp;#249; leggeri. Una moderna torre eolica da 70 metri pesa 140 tonnellate, circa la met&amp;#224; di una vecchia torre in acciaio a bassa resistenza. “Con la crescita dell’economia mondiale, la globalizzazione nella produzione, il commercio e l’impiego dell’acciaio &amp;#232; un processo che necessita del sostegno sia dei politici, sia degli imprenditori siderurgici, se si vogliono contenere le emissioni entro limiti ragionevoli”, afferma Philippe Varin. “Nuovi standard di efﬁcienza per veicoli ed ediﬁci sono una valida ed economica strategia per abbattere le emissioni di CO2 prodotte dal settore siderurgico”, sottolinea Philippe</description><a10:updated>2009-02-20T16:02:15+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/?Page=56</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1509/?Page=56</link><title>Vestas Win[d] Page 56</title><description>Wind W I N D , O I L A N D G A S Contatti Vestas Northern Europe +46 40 376 700 Vendite e assistenza in Gran Bretagna, Irlanda, Scandinavia, Polonia, Paesi Baltici. Vestas Central Europe +49 4841 9710 Vendite e assistenza in Germania, Austria, Benelux, Russia ed Europa Orientale. Vestas Mediterranean +34 902 41 98 00 Vendite e assistenza nei Paesi delle regioni del Mediterraneo, del Medio Oriente, dell’America Latina, dei Caraibi e della parte Nord ed Ovest dell’ Africa. Vestas Asia Paciﬁc +65 6303 6500 Vendite e assistenza in Australia, Nuova Zelanda, Giappone, India e resto dell’Asia. Vestas China +86 5923 2000 Vendita e assistenza in Cina. Vestas Americas +1 503 327 2000 Vendite e assistenza in Nordamerica. Vestas Offshore +45 97 30 00 00 Vendite e assistenza, offshore. EDITORI: Peter Wenzel Kruse (Editor in Chief) e Hanne Poder S&amp;#248;rensen. TESTI: Cath Mersh, Jack Jackson, Ralph Cohen, Manel Romeu Bell&amp;#233;s, Anne Nielsen e Hanne Poder S&amp;#248;rensen. IT Per maggiori informazioni sulle societ&amp;#224; di vendita e assistenza Vestas, visitate il sito www.vestas.com e cliccate su Contact. 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