<?xml version="1.0" encoding="utf-16"?><rss xmlns:a10="http://www.w3.org/2005/Atom" version="2.0"><channel><title>Vestas Win[d]</title><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1308/RSS.ashx</link><description>Vestas Win[d] Pages</description><lastBuildDate>Wed, 13 Aug 2008 07:18:26 +0200</lastBuildDate><a10:id>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1308/</a10:id><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1308/?Page=1</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1308/?Page=1</link><title>Vestas Win[d] Page 1</title><description>Win[d] W I N D , O I L A N D G A S N&amp;#176;. 13 Anno 05 15 agosto 2008 Cina: una crescita vertiginosa Collegare gli Stati Uniti &amp;#183; Alla ricerca di talenti di classe mondiale Il nucleare: una minaccia per l’eolico? &amp;#183; Una rete di collaborazioni per l’innovazione Trasporto di qualit&amp;#224;, consegne puntuali &amp;#183; Vestas impara dall’eccellenza Migliori prototipi – turbine eccellenti&amp;#183;</description><a10:updated>2008-08-13T07:18:26+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1308/?Page=2</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1308/?Page=2</link><title>Vestas Win[d] Page 2</title><description>Da uno a dieci Uno per cento. Questo &amp;#232; pi&amp;#249; o meno quanto – ma sarebbe meglio dire quanto poco – il consumo globale di elettricit&amp;#224; dipenda dall’energia eolica, o come la chiamiamo noi, Energia Moderna. Ma l’eolico merita davvero tutta l’attenzione che sta ricevendo? Per quanto mi riguarda la risposta non pu&amp;#242; che essere s&amp;#236;, semplicemente perch&amp;#233; le potenzialit&amp;#224; dell’eolico sono enormi. Nessun’altra forma di energia oggi al mondo si sviluppa in tempi cos&amp;#236; rapidi, e noi di Vestas stiamo lavorando per far s&amp;#236; che nel 2020 il vento soddisﬁ il 10% dei consumi globali di energia elettrica, un obiettivo che tiene in debita considerazione la crescita del fabbisogno energetico prevista per il periodo. La rapida crescita che il settore sta conoscendo si spiega con il fatto che nessun’altra forma di energia &amp;#232; in grado al momento di competere con i vantaggi offerti dal vento. L’Energia Moderna &amp;#232; sostenibile, pulita ed inesauribile, e consente di installare in tempi brevi e con notevole capacit&amp;#224; produttiva. Non da meno, l’eolico contribuisce anche all’indipendenza energetica dei paesi e, contrariamente ad altre forme di energia, non spreca preziose risorse idriche. Per tutti questi motivi l’energia eolica ha tutte le carte in regola per svolgere un ruolo chiave nel mix energetico, ma tutto ci&amp;#242; non sar&amp;#224; possibile senza uno sforzo congiunto da parte di tutto il settore che in appena pochi anni subir&amp;#224; trasformazioni avvenute in altri comparti nel corso di decenni. Come azienda leader del settore, in Vestas siamo pronti ad assumere la responsabilit&amp;#224; che, come Ditlev Engel Presidente e Amministratore Delegato Vestas Wind Systems A/S numero uno nell’Energia Moderna, crediamo sia nostra: migliorare la qualit&amp;#224;, la professionalit&amp;#224; e le prestazioni in ogni anello della catena di valore, a vantaggio di tutti. Anche l’energia eolica, come ogni altra forma di energia, necessita un sostegno politico che crei le condizioni favorevoli per uno sviluppo a lungo termine afﬁnch&amp;#233; le potenzialit&amp;#224; del settore si realizzino in pieno. In molti paesi vi &amp;#232; ancora la necessit&amp;#224; di strategie a lungo termine e di piani d’azione speciﬁci insufﬁcienti per centrare gli obiettivi stabiliti in campo eolico. Tuttavia, le iniziative attualmente messe in atto indicano che l’energia eolica va acquisendo un ruolo sempre pi&amp;#249; centrale tra le diverse fonti di approvvigionamento. La scelta di collocare il nuovo centro di sviluppo Vestas negli Stati Uniti ne &amp;#232; una chiara dimostrazione. Lo stabilimento &amp;#232; in costruzione a Houston, Texas, citt&amp;#224; che pi&amp;#249; di ogni altra ha legato il proprio nome a quelle fonti energetiche con cui l’eolico dovr&amp;#224; misurarsi e che sar&amp;#224; chiamato ad integrare: il petrolio e il gas. A questo ruolo dell’eolico fa chiaro riferimento la nostra vision – Wind, Oil and Gas – da cui anche la nostra rivista ha tratto ispirazione per il suo titolo. Per questa ragione posso affermare con certezza che l’Energia Moderna &amp;#232; molto di pi&amp;#249; che sostenibile.</description><a10:updated>2008-08-13T07:18:26+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1308/?Page=3</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1308/?Page=3</link><title>Vestas Win[d] Page 3</title><description>Sommario 4 Collegare gli Stati Uniti Negli Stati Uniti, una quota di energia eolica del 20% entro il 2030 &amp;#232; un obiettivo realizzabile. Purch&amp;#233; si intervenga sulle linee di trasmissione dell’energia elettrica. 32 Verso la realizzazione della turbina perfetta Engineering &amp;amp; Products, dipartimento di Vestas Technology R&amp;amp;D, punta al miglioramento della gestione e delle comunicazioni per fornire prodotti sempre migliori. 12 Spiegare le nostre ali Vestas presenta il nuovo Global University Programme che promuove la ricerca in campo eolico e attira i talenti pi&amp;#249; promettenti. 38 Prototipi sempre pi&amp;#249; perfezionati Grazie ai software 3D, Vestas realizzer&amp;#224; prototipi sempre pi&amp;#249; perfezionati risparmiando tempo in fase di progettazione. 40 Un salto di qualit&amp;#224; grazie all’esperienza Toyota L’esperienza di Toyota al servizio dello sviluppo della qualit&amp;#224; delle turbine Vestas. 18 Nuove tecnologie e ‘Open Innovation’ Vestas sigla eccezionali accordi di collaborazione per sviluppare tecnologie eoliche d’avanguardia. 44 22 La sﬁda cinese Appena quattro anni fa, la Cina non era che una goccia nel mare del mercato eolico, tra pochi anni diventer&amp;#224; il pi&amp;#249; grande mercato nazionale al mondo. Le ragioni di un’avanzata che ha travolto i “grandi” dell’eolico. Il nucleare pu&amp;#242; competere con l’eolico? Il rilancio del nucleare rischia di ostacolare il passaggio a fonti energetiche davvero sostenibili. 48 Massima qualit&amp;#224; sotto ogni aspetto dovunque Tutti i clienti devono ricevere le forniture entro i tempi stabiliti. Ecco perch&amp;#233; Vestas sta operando per ottimizzare il suo processo dei trasporti. L’obiettivo ambizioso per il 2008 &amp;#232; il livello 4 Sigma.</description><a10:updated>2008-08-13T07:18:26+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1308/?Page=4</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1308/?Page=4</link><title>Vestas Win[d] Page 4</title><description>4</description><a10:updated>2008-08-13T07:18:26+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1308/?Page=5</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1308/?Page=5</link><title>Vestas Win[d] Page 5</title><description>Per gli Stati Uniti, puntare ad una quota di energia eolica pari al 20% entro il 2030 &amp;#232; un obiettivo realizzabile. Una delle questioni pi&amp;#249; urgenti da risolvere &amp;#232; quella della collaborazione tra gli Stati per distribuire equamente i costi della capacit&amp;#224; di trasmissione a lunga distanza. Collegare gli Stati Uniti 5</description><a10:updated>2008-08-13T07:18:26+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1308/?Page=6</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1308/?Page=6</link><title>Vestas Win[d] Page 6</title><description>Secondo un autorevole rapporto pubblicato nel mese di maggio, gli Stati Uniti potrebbero soddisfare il 20% dei consumi elettrici con le risorse eoliche gi&amp;#224; entro il 2030. Gli interventi pi&amp;#249; urgenti riguardano lo snellimento delle procedure di individuazione dei siti eolici e di rilascio dei permessi, e in modo particolare, la costruzione di nuove infrastrutture di trasmissione dell’energia su lunga distanza. Il rapporto “20% Wind Energy by 2030” &amp;#232; stato redatto dal Dipartimento dell’Energia americano (DOE), in collaborazione con alcuni dipartimenti governativi, laboratori nazionali, la societ&amp;#224; d’ingegneria Black &amp;amp; Veatch, l’Associazione Americana per l’energia eolica (AWEA – www. awea.org) e oltre 50 diverse organizzazioni. Stando al rapporto, incrementare la produzione eolica americana dagli attuali 16,8 GW a 304 GW entro il 2030 &amp;#232; una sﬁda impegnativa ma che tuttavia si pu&amp;#242; vincere. Una volta raggiunto l’obiettivo del 20%, far fronte alla natura mutevole del vento coster&amp;#224; meno di 0,5 centesimi per kW/h, e non sar&amp;#224; pi&amp;#249; un problema. Il rapporto sottolinea la necessit&amp;#224; di incrementare la capacit&amp;#224; produttiva dell’industria eolica nazionale e di migliorare l’afﬁdabilit&amp;#224; e l’operabilit&amp;#224; degli aerogeneratori. Per soddisfare queste esigenze, il DOE ha siglato un accordo con sei societ&amp;#224; leader nella produzione di turbine eoliche (vedi box a pagina 7). La sﬁda maggiore sar&amp;#224; quella di creare un sistema di concessioni pi&amp;#249; efﬁciente. Per raggiungere l’obiettivo, il numero delle turbine installate su base annuale dovr&amp;#224; infatti aumentare dalle circa 2000 unit&amp;#224; del 2006 ad almeno 7000 entro il 2017. Il governo sar&amp;#224; inoltre obbligato ad investire nella costruzione di nuove linee di trasmissione che porteranno l’energia dai siti di produzione collocati in zone a bassa densit&amp;#224; demograﬁca ﬁno ai grandi centri urbani. Sfruttare al massimo le reti elettriche esistenti Brian Parsons, Senior Project Leader per il settore integrazione eolica presso l’ente governativo National Wind Technology Center (www.nrel.gov/wind/), crede che gli Stati Uniti non abbiano un’idea precisa di quanta capacit&amp;#224; trasmissiva sia a disposizione a livello nazionale o regionale. Nel breve periodo sar&amp;#224; certamente possibile utilizzare la capacit&amp;#224; residua senza alcuna necessit&amp;#224; di costruire nuove infrastrutture. “La capacit&amp;#224; di trasmissione &amp;#232; tutt’ora soggetta a leggi che risalgono agli anni ‘40, e nel frattempo quella situazione &amp;#232; stata decisamente superata”, commenta Parsons. “Le lungaggini burocratiche bloccano moltissime linee elettriche che dispongono di capacit&amp;#224; inutilizzata, sebbene servano ulteriori veriﬁche per accertarne l’afﬁdabilit&amp;#224;”, conferma Roby Roberts, Vice Presidente del gruppo Government Relations di Vestas Americas. “Un recente studio ha rivelato che persino una linea di trasmissione piuttosto congestionata tra l’Oregon e Washington disponeva di centinaia di megawatt di capacit&amp;#224; non sfruttata”. “La congestione nasce in punti critici in cui le linee di trasmissione attraversano rilievi e corsi d’acqua. Molti di questi colli di bottiglia possono essere risolti in un lasso di tempo relativamente breve, aggiornando la trasmissione o incrementando la capacit&amp;#224;”. “Si potrebbe incrementare la capacit&amp;#224; regolando le linee in modo tale che trasportino pi&amp;#249; energia quando il vento sofﬁa con maggiore intensit&amp;#224;”, afferma Parsons. Il limite principale di molte linee &amp;#232; la quantit&amp;#224; di calore che generano: quando un cavo si surriscalda, infatti, tende a incurvarsi talvolta anche ﬁno a toccare alberi o veicoli in transito. Generalmente i calcoli del limite d’impiego termico si basano su una giornata-tipo estiva con assenza di ventilazione. Questo signiﬁca che in realt&amp;#224; in tutti gli altri giorni dell’anno, in presenza dell’effetto rinfrescante del vento o di temperature pi&amp;#249; miti, la capacit&amp;#224; della linea &amp;#232; superiore. L’altra idea suggerita da Parsons &amp;#232; semplicemente quella di spegnere gli aerogeneratori quando la rete non riesce a tenere il passo con 6</description><a10:updated>2008-08-13T07:18:26+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1308/?Page=7</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1308/?Page=7</link><title>Vestas Win[d] Page 7</title><description>Costruire l’industria eolica del futuro Se gli Stati Uniti vogliono che il 20% del loro fabbisogno energetico sia coperto da fonti eoliche, l’espansione e il rafforzamento della rete di trasmissione non sar&amp;#224; l’unico problema da affrontare. Un presupposto fondamentale sar&amp;#224; anche assicurare un’adeguata fornitura di turbine eoliche altamente afﬁdabili. Ad inizio giugno, il Dipartimento dell’Energia americano ha ﬁrmato con Vestas e altri cinque produttori di turbine eoliche (Clipper, Gamesa, General Electric, Siemens e Suzlon), un protocollo d’intesa biennale sui temi della ricerca e dello sviluppo in campo energetico. I punti chiave dell’accordo riguardano: • l’incremento dell’afﬁdabilit&amp;#224; delle turbine e la riduzione dei costi di installazione, operativit&amp;#224; e manutenzione; • lo sviluppo di strategie di siting (ricerca e sviluppo del sito) volte alla risoluzione di questioni tecnico-ambientali, come le interferenze radar, in modo standardizzato; • lo sviluppo di standard di certiﬁcazione e interconnessione delle turbine; • lo sviluppo di tecniche di progettazione, automazione e produzione che riducano la variabilit&amp;#224; da “prodotto a prodotto” ed i guasti precoci, rinforzando la base manifatturiera americana; • la creazione di nuovi standard di formazione e certiﬁcazione del personale tecnico impiegato nel settore eolico. Nuova capacit&amp;#224; cercasi Nonostante la capacit&amp;#224; di trasmissione non sia sfruttata al 100%, la necessit&amp;#224; di nuove linee si fa comunque pressante. “Qualsiasi sia il nostro futuro energetico, abbiamo un problema da affrontare, e riguarda le linee di trasmissione. Negli ultimi 10-20 anni non abbiamo quasi costruito nuove linee, e l’aumento di fabbisogno l’energia prodotta: “Se consideriamo un intero anno, le ore in cui il sistema non riesce a supportare l’energia prodotta dalle turbine eoliche &amp;#232; limitato ad alcune decine”, afferma. energetico ha ﬁnito per occupare quasi tutta la capacit&amp;#224; residua”, conclude Parsons. Rob Gramlich, Policy Director dell’AWEA, afferma: “Ci sono diverse ipotesi in merito al portafoglio energetico che il Paese sceglier&amp;#224; di adottare, alcuni politici scommettono sul carbone pulito o sul nucleare. Noi stiamo cercando di attirare l’attenzione sull’eolico, ma stiamo anche facendo leva sul mondo politico afﬁnch&amp;#233; si realizzi una sorta di super-rete di trasmissione di cui avremo comunque necessit&amp;#224; in qualsiasi portafoglio energetico vincolato al carbone”. 7</description><a10:updated>2008-08-13T07:18:26+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1308/?Page=8</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1308/?Page=8</link><title>Vestas Win[d] Page 8</title><description>Il rapporto del DOE afferma che per raggiungere l’obiettivo del 20% di energia eolica saranno necessari oltre 30.000 km di nuove linee di trasmissione a 765 kV. “Sono davvero molti”, ammette Parsons, “e ottenere l’autorizzazione all’installazione di nuove linee non &amp;#232; affatto semplice negli Stati Uniti”. Considerato che i tempi medi per la realizzazione di una nuova rete di trasmissione si aggirano tra i 10 e i 15 anni, mentre per un parco eolico ne sono sufﬁcienti due o tre, &amp;#232; evidente che si debba iniziare subito. Le ragioni per cui queste opere sono cos&amp;#236; necessarie, non sono difﬁcili da comprendere. La maggior parte della popolazione statunitense &amp;#232; condensata nella parte orientale del Paese e sulla costa ovest, mentre il picco di potenziale eolico &amp;#232; localizzato nei vasti spazi delle regioni centrali, in un’ampia area che si estende dal Texas ﬁno al Nord Dakota. Gramlich afferma che “sono circa dieci gli stati con un ingente potenziale eolico, dove il fattore di capacit&amp;#224; supera il 40% e i proprietari di ranch e fattorie vedono di buon occhio l’eolico. Il vero problema &amp;#232; che queste zone sono parecchio distanti dai centri pi&amp;#249; densamente popolati”. Gli esperti ritengono che reperire i fondi necessari a ﬁnanziare le nuove infrastrutture non sarebbe difﬁcile. Innanzitutto, si tratta di opere relativamente economiche: costruire 30.000 km di nuove linee coster&amp;#224; all’incirca 60 miliardi di dollari, stima Parsons, comparati ai circa 450-600 miliardi di dollari necessari per installare i 300 GW di nuova capacit&amp;#224; eolica previsti dal rapporto “20% Wind Energy by 2030”. Secondo l’Edison Electric Institute (www. eei.org), la spesa del governo statunitense per le trasmissioni si aggira intorno ai 9 miliardi di dollari l’anno, con un incremento medio del 6-10% su base annua. E, anche se 30.000 km di nuove linee possono sembrare uno sproposito, bisogna considerare che l’attuale rete ha una lunghezza dieci volte superiore e impiega cavi che operano a 230 kV e oltre. In secondo luogo, sempre secondo Gramlich, i quattrini certo non mancano: “Per quasi tutti gli anni ‘90 le utility dell’energia trascurarono le reti di trasmissione perch&amp;#232; vedevano migliori opportunit&amp;#224; nelle linee di alta tensione realizzate da privati, le cosiddette “merchant lines”, dice. “Investire nelle reti di trasmissione rende generalmente il 12% a fronte di un rischio relativamente contenuto, cos&amp;#236;, quando 8</description><a10:updated>2008-08-13T07:18:26+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1308/?Page=9</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1308/?Page=9</link><title>Vestas Win[d] Page 9</title><description>molti investitori persero il denaro investito nel settore della produzione energetica, le reti di trasmissione tornarono ad essere appetibili. Wall Street &amp;#232; piena di risorse che sarebbe ben felice di investire in questo settore. La sﬁda dei nuovi investitori &amp;#232; riuscire ad irrompere nel settore”. Amare il prossimo ? Pi&amp;#249; che la mancanza di fondi, il vero collo di bottiglia per l’espansione della rete elettrica &amp;#232; la natura refrattaria del settore energetico americano. La maggior parte delle attivit&amp;#224; &amp;#232; infatti in mano ai singoli Stati, che in passato si sono dimostrati spesso riluttanti a collaborare. “Da un punto di vista legislativo, le linee di trasmissione interstatali sono una vera sﬁda”, sostiene Roberts. “Installare una linea ad alto voltaggio che attraversi tre stati &amp;#232; davvero un’impresa, tra tentativi di ottenere permessi e allocare i costi. Esistono dei precedenti progetti di trasferimento dell’energia su lunghe distanze, ad esempio dalle centrali a carbone dell’ovest verso la California, e dal Midwest verso l’area di Chicago”, sottolinea Gramlich. “A parte queste eccezioni, si &amp;#232; intervenuto sulle linee di trasmissione interstatali unicamente per ragioni di sicurezza, il minimo necessario per mantenere l’operativit&amp;#224; e l’afﬁdabilit&amp;#224; della rete”. “Gran parte del sistema &amp;#232; controllato dai singoli stati e dalle rispettive Public Utility Commission, le Autorit&amp;#224; di regolazione statale”, incalza Roberts. “Certo, esiste la Federal Energy Regulatory Commission (FERC),un’agenzia federale indipendente creata all’interno del Dipartimento dell’Energia, ma pu&amp;#242; solo regolamentare le decisioni delle utility ‘giurisdizionali’ quotate in borsa. Per funzionare, le reti elettriche devono operare sulle linee statali, ma gli Stati sono restii a conferire la necessaria autorit&amp;#224; alla FERC”. “Anche la competitivit&amp;#224; tra gli Stati &amp;#232; molto accesa. Qualche mese fa, ad esempio, l’Autorit&amp;#224; di regolamentazione dell’Arizona ha respinto l’installazione di una linea di trasmissione verso la California, adducendo che chi ne avrebbe beneﬁciato sarebbe stata la California, non l’Arizona. La sﬁducia nei confronti dell’interferenza federale seguita alla deregolamentazione del mercato, per non parlare dello scandalo Enron non hanno fatto altro che inasprire la situazione”, aggiunge Roberts. La speranza dell’AWEA, afferma Gramlich, &amp;#232; che entro il prossimo decennio la FERC acquisisca maggiori poteri, cos&amp;#236; da poter creare da una parte una rete elettrica ed un portafoglio energetico coerenti a livello nazionale, dall’altra concedere concreti sgravi ﬁscali a lungo termine per l’energia eolica e ﬁssare un obiettivo per la generazione di elettricit&amp;#224; da fonti rinnovabili a livello federale. Nell’immediato futuro, dovranno essere i singoli stati a promuoversi fautori del processo: “Stiamo gi&amp;#224; lavorando a stretto contatto con i governatori, alcuni dei quali stanno mettendo a frutto tutta la loro capacit&amp;#224; di leadership per sviluppare soluzioni regionali all’interno dell’attuale quadro normativo”. Pensando al futuro Se la strada verso una rete ed una politica energetica comuni &amp;#232; ancora lunga, i singoli Stati stanno perlomeno compiendo passi in avanti, espandendo il portafoglio delle rinnovabili e costruendo nuove linee di trasmissione avanzate. Generalmente, una societ&amp;#224; elettrica prima avanza la proposta per una nuova centrale, poi l’autorit&amp;#224; competente per la rete comunica se vi sia o meno sufﬁciente capacit&amp;#224; di trasmissione a disposizione”, spiega Parsons. Questa procedura, che mette al primo posto 9</description><a10:updated>2008-08-13T07:18:26+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1308/?Page=10</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1308/?Page=10</link><title>Vestas Win[d] Page 10</title><description>la costruzione delle centrali, &amp;#232; tutt’altro che efﬁciente, dal momento che l’installazione di nuova capacit&amp;#224; di linee di trasmissione richiede tempi lunghissimi. Un’alternativa decisamente migliore sarebbe adottare un approccio che metta la trasmissione al primo posto, come hanno gi&amp;#224; fatto Texas, California, Colorado e Minnesota. Questi stati hanno individuato speciﬁche aree geograﬁche destinate ad impianti ad energia rinnovabile e cominciato quindi a costruire le necessarie infrastrutture di trasmissione dell’energia elettrica, che dovrebbero quindi essere terminate in contemporanea alle nuove centrali. La Western Governors’ Association, l’associazione che riunisce i governatori degli Stati dell’Ovest, ha promosso questo processo nei 19 stati che rappresenta. “Il Texas, lo stato con il maggiore potenziale eolico, ha compiuto notevolissimi progressi”, afferma Gramlich. Quello del Texas &amp;#232; un mercato aperto e competitivo, con alti prezzi energetici determinati dal gas naturale e una politica ﬂessibile per quanto riguarda le concessioni. Ha svolto un ottimo lavoro costruendo una rete di trasmissione che collega le installazioni eoliche localizzate nella parte occidentale e settentrionale dello stato con le citt&amp;#224; dell’est e del sud. Conclude Parsons: “Il rapporto del DOE sull’obiettivo del 20% ha un duplice beneﬁcio: da una parte ﬁssa un lasso di tempo realistico, dall’altra guarda alle sﬁde che ci attendono. La conclusione generale del rapporto &amp;#232; che la sﬁda &amp;#232; realizzabile, ma indubbiamente impegnativa. Dobbiamo metterci subito al lavoro e impegnarci a fondo”. 10</description><a10:updated>2008-08-13T07:18:26+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1308/?Page=11</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1308/?Page=11</link><title>Vestas Win[d] Page 11</title><description>La lunga strada per l’indipendenza energetica Negli Stati Uniti la ricerca dell’indipendenza energetica venne sollevata dalla crisi petrolifera del 1973. Nonostante di questo tema se ne siano occupate tutte le presidenze, da Richard Nixon in poi, da allora l’indipendenza energetica degli USA – come testimoniano le cifre sulle importazioni di energia – &amp;#232; costantemente diminuita ed attualmente circa il 30% dell’energia proviene dall’estero. La presidenza di Jimmy Carter, che fece della questione energetica uno dei cavalli di battaglia del suo mandato e che nel 1977 cre&amp;#242; il Dipartimento dell’Energia, fu l’unica durante la quale si registr&amp;#242; una diminuzione delle importazioni. La storia ci &amp;#232; nota. Secondo una ricerca effettuata da RBC Capital Markets, nonostante nove americani su dieci siano dell’opinione che gli Stati Uniti debbano trovare il modo di produrre pi&amp;#249; petrolio e otto su dieci affermino di essere preoccupati per l’autonomia energetica del Paese, la maggior parte di loro &amp;#232; contraria alla costruzione di nuove centrali e rafﬁnerie nella citt&amp;#224; in cui vivono. “L’indipendenza energetica intesa nell’interpretazione di Carter &amp;#232; un obiettivo piuttosto difﬁcile da attuare. Viviamo ormai in un mondo globale”, afferma Brian Parsons del National Wind Technology Center, “anche se sfruttare maggiormente le risorse interne per ridurre la dipendenza energetica dai Paesi che non vedono di buon’occhio la nostra economia, &amp;#232; un obiettivo ragionevole. In questo quadro l’eolico pu&amp;#242; giocare un ruolo di primo piano”. Nel 2007, l’eolico ha rappresentato oltre il 30% della nuova capacit&amp;#224; energetica statunitense, secondo solo al gas naturale, mentre lo stesso settore eolico &amp;#232; cresciuto del 30% annuo nel corso degli ultimi cinque anni. Ulteriori approfondimenti 20 % Wind Energy by 2030 http://www.20percentwind.org/ 20percent_wind_energy_report_05-11-08_wk.pdf 11</description><a10:updated>2008-08-13T07:18:26+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1308/?Page=12</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1308/?Page=12</link><title>Vestas Win[d] Page 12</title><description>Spiegare le 12</description><a10:updated>2008-08-13T07:18:26+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1308/?Page=13</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1308/?Page=13</link><title>Vestas Win[d] Page 13</title><description>nostre ali La sﬁda per la ricerca di nuovi talenti e nuove tecnologie si gioca su scala globale, ed un nuovo programma universitario aprir&amp;#224; la strada. 13</description><a10:updated>2008-08-13T07:18:26+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1308/?Page=14</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1308/?Page=14</link><title>Vestas Win[d] Page 14</title><description>Lo scorso maggio Vestas ha lanciato il nuovo Global University Programme, con lo scopo di reclutare laureandi e dottorandi in ingegneria e ricercatori di tutto il mondo. Il programma ambisce a collocare Vestas all’avanguardia nel settore eolico a livello internazionale. Secondo Jan Kristiansen, Vice Presidente Senior di Global Research, la partita si gioca sul terreno della conoscenza. E per quanto riguarda la canalizzazione di talenti e tecnologie nella ﬁliera di Vestas commenta: “Dobbiamo individuare le migliori competenze a livello globale. Questo signiﬁca ampliare la nostra rete per assicurarci che le giuste conoscenze e tecnologie conﬂuiscano in Vestas”. Il nuovo programma &amp;#232; stato messo a punto da Vestas Technology R&amp;amp;D con la collaborazione di Lise Backer, R&amp;amp;D Project Manager presso il gruppo Government Relations di Vestas R&amp;amp;D.“Quando sar&amp;#224; operativo a pieno regime, il Global University Programme includer&amp;#224; Vestas in un circuito globale costituito dai migliori atenei, docenti, laureandi e dottorandi”. Il programma permetter&amp;#224; inoltre di dare la giusta attenzione ad una serie di progetti che altrimenti non sarebbero stati individuati, sostenuti e sviluppati, con numerosi e indubbi vantaggi per tutte le parti coinvolte. 14</description><a10:updated>2008-08-13T07:18:26+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1308/?Page=15</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1308/?Page=15</link><title>Vestas Win[d] Page 15</title><description>Grazie all’iniziale selezione, i candidati giunti sino a questo punto del processo hanno buone possibilit&amp;#224; di entrare a far parte del programma. “Il nostro obiettivo &amp;#232; riuscire ad accettare ﬁno al 50% di proposte dettagliate”, afferma Carsten H. Westergaard, Manager del centro di ricerca Vestas di Ris&amp;#248;, in Danimarca, che si occupa della gestione del programma. Nuove cattedre universitarie Il programma universitario consente inoltre a ricercatori universitari gi&amp;#224; affermati di partecipare al concorso per il ﬁnanziamento di una cattedra quinquennale nel proprio ambito di competenza, naturalmente in un’area di insegnamento rilevante per Vestas. Durante il periodo di ﬁnanziamento, la retribuzione e le spese di ricerca del nuovo docente saranno a Un invito globale Due volte l’anno laureandi e dottorandi delle universit&amp;#224; di tutto il mondo hanno la possibilit&amp;#224; di sottoporre all’attenzione di Vestas la loro proposta di ricerca, la cosiddetta “dichiarazione di interesse”. Per scartare le proposte meno pertinenti ed identiﬁcare le migliori, i candidati devono essere presentati da un docente, elaborare insieme una breve descrizione del progetto e farcela pervenire attraverso il nuovo sito. A questo punto Vestas si impegner&amp;#224; ad individuare un ingegnere interno al gruppo disposto a collaborare al progetto. Se il “connubio” si rivela vincente, l’ingegnere Vestas, il docente e il candidato presenteranno una proposta pi&amp;#249; dettagliata, includendo le motivazioni dell’importanza del progetto per l’azienda. Una valutazione ﬁnale determiner&amp;#224; inﬁne quale collaborazione otterr&amp;#224; il via libera. carico di Vestas, a condizione che l’universit&amp;#224; si impegni a mantenere la cattedra e ad assumersi l’onere ﬁnanziario della stessa allo scadere della collaborazione con Vestas. In questo modo Vestas intende promuovere nelle universit&amp;#224; l’interesse verso i settori strategici per l’azienda. L’obiettivo, riferisce Carsten H. Westergaard, &amp;#232; ﬁnanziare ogni anno una o due nuove cattedre. 15</description><a10:updated>2008-08-13T07:18:26+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1308/?Page=16</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1308/?Page=16</link><title>Vestas Win[d] Page 16</title><description>Vantaggi per tutti Per i laureandi la posta in palio &amp;#232; una borsa di studio che per sei mesi ﬁnanzier&amp;#224; il progetto di tesi dello studente, mentre i dottorandi accettati all’interno del programma saranno assunti da Vestas con contratto triennale, periodo in cui porteranno a termine una tesi o un elaborato ﬁnale sulla base del progetto presentato. Per gli studenti che partecipano al programma non &amp;#232; esclusa l’assunzione in Vestas una volta terminato il progetto e per i ricercatori assegnatari di cattedra l’esperienza in Vestas costituir&amp;#224; un signiﬁcativo trampolino di lancio per le loro carriere professionali. Tutti coloro che sono coinvolti nel programma – studenti, ricercatori, professori e rispettive universit&amp;#224; – avranno la possibilit&amp;#224; di lavorare con la tecnologia pi&amp;#249; avanzata e di pubblicare i propri elaborati. Da parte di Vestas, i vantaggi derivanti dalla promozione di nuovi programmi di ricerca e dall’introduzione in azienda degli eventuali risultati &amp;#232; lampante. Il programma ha inoltre l’ulteriore merito di avvicinare a Vestas talenti che, forse, non avrebbero considerato una carriera professionale nel gruppo. Un grande partner competitivo “La nostra ambizione &amp;#232; quella di consolidare una tradizione universitaria in Vestas, rimarcando il ruolo di leader tecnologico e di azienda con un ambito di lavoro interessante ”, afferma Westergaard. “Bisogna rendere a tutti noto che le turbine di ultima generazione non hanno pi&amp;#249; nulla a che vedere con i semplici mulini a vento”. Vestas coopera da anni con i dottorandi tramite collaborazioni stipulate con le universit&amp;#224; danesi. Uno di questi studenti &amp;#232; Kasper Zinck &amp;#216;stergaard, che in primavera ha conseguito il dottorato in Ingegneria dei sistemi di controllo all’Universit&amp;#224; di &amp;#197;lborg, in Danimarca, ed ha ottenuto un’assunzione a tempo indeterminato in azienda. Kasper &amp;#232; stato inizialmente attratto dalla possibilit&amp;#224; offerta da Vestas di lavorare ad un progetto di tesi con un grande partner aziendale: “Negli ultimi tre o cinque anni, il settore eolico si &amp;#232; votato sempre pi&amp;#249; alla tecnologia e Vestas &amp;#232; diventata un’azienda estremamente interessante per gli ingegneri con una specializzazione come la mia; la necessit&amp;#224; di dispositivi intelligenti che ottimizzino le prestazioni delle turbine &amp;#232; infatti sempre pi&amp;#249; marcata”. Oltre i conﬁni danesi Vestas desidera naturalmente “scoprire” altri bravi ingegneri come Kasper. E come sostiene Philip Carne Kj&amp;#230;r, Chief Specialist e responsabile di molti accordi di collaborazione con atenei in Danimarca e all’estero, la scena danese non &amp;#232; pi&amp;#249; sufﬁciente a coprire la grande necessit&amp;#224; di talenti e competenze. “Abbiamo in mente di far compiere un grande passo in avanti alle nostre attuali conoscenze, e questo progetto richiede numerosi 16</description><a10:updated>2008-08-13T07:18:26+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1308/?Page=17</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1308/?Page=17</link><title>Vestas Win[d] Page 17</title><description>Restare in vetta Il Global University Programme &amp;#232; stato ufﬁcialmente lanciato da Vestas Technology R&amp;amp;D il 19 maggio 2008. Nel comunicato stampa diffuso per l’occasione, il Presidente di Vestas Technology R&amp;amp;D Finn Str&amp;#248;m Madsen, parlando del programma lo ha deﬁnito “una naturale conseguenza della nostra crescita”. Ed ha aggiunto: “Il nostro forte interesse a collaborare con i migliori ricercatori del mondo &amp;#232; dettato dalla volont&amp;#224; di mantenere la nostra posizione di leader mondiale nella produzione di aerogeneratori e di selezionare gli studenti pi&amp;#249; motivati e brillanti”. nuovi innesti. La Danimarca non sfodera sufﬁcienti professionisti, e non siamo i soli a cercare di attrarre giovani leve. Tra l’altro anche la ricerca svolta qui non &amp;#232; sufﬁciente e soprattutto non copre tutti i nostri ambiti di interesse”, aggiunge Kj&amp;#230;r. Attraverso il Global University Programme che prevede il ﬁnanziamento di nuove cattedre ed offre l’opportunit&amp;#224; di selezionare tra un ricco ventaglio di progetti di ricerca provenienti da tutto il mondo, Vestas intende “passare in vantaggio” in termini di tecnologia rispetto alla concorrenza. Philip Carne Kj&amp;#230;r conclude: “Questo non &amp;#232; il momento di seguire la scia del successo di altri. Dobbiamo fare noi le prime mosse e dettare le priorit&amp;#224; di sviluppo nelle aree che reputiamo strategicamente importanti”. Per ulteriori informazioni sul Global University Programme di Vestas consultare il sito www.vestas.com 17</description><a10:updated>2008-08-13T07:18:26+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1308/?Page=18</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1308/?Page=18</link><title>Vestas Win[d] Page 18</title><description>18</description><a10:updated>2008-08-13T07:18:26+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1308/?Page=19</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1308/?Page=19</link><title>Vestas Win[d] Page 19</title><description>Nuove tecnologie e ‘Open Innovation’ 19</description><a10:updated>2008-08-13T07:18:26+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1308/?Page=20</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1308/?Page=20</link><title>Vestas Win[d] Page 20</title><description>Il nuovo Global University Programme &amp;#232; un’efﬁcace iniziativa grazie alla quale Vestas cercher&amp;#224; potenziali partner di ricerca e recluter&amp;#224; nuovi dipendenti specializzati. Le universit&amp;#224; non sono gli unici luoghi in cui si sviluppano tecnologie eoliche. Ricerche avanzatissime potrebbero infatti essere condotte in luoghi inaspettati e Vestas vuole esserci. Tanto che il Gruppo sta realizzando la mappatura mondiale dei centri di conoscenza e ricerca. Oltre ai migliori atenei, rientrano nell’elenco dei centri agenzie governative, istituti di ricerca, laboratori di ricerca indipendenti ma anche societ&amp;#224; private le cui attivit&amp;#224; di ricerca e sviluppo potrebbero trovare applicazione in ambito eolico. Lavorare con partner esterni all’azienda rivoluziona il tradizionale modello di innovazione del business basato su una ricerca 20</description><a10:updated>2008-08-13T07:18:26+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1308/?Page=21</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1308/?Page=21</link><title>Vestas Win[d] Page 21</title><description>svolta rigorosamente in-house. Le aziende che adottano un approccio di open innovation – il cosiddetto modello di innovazione apertasono attivamente impegnate nella ricerca di partner esterni specializzati in campi molto speciﬁci. Le parti coinvolte in simili progetti tutelano i propri interessi mediante dettagliati accordi che regolamentano i diritti di propriet&amp;#224; intellettuale. Nuove collaborazioni: Asia… e oltre “In Asia Vestas ha gi&amp;#224; siglato quattro accordi di collaborazione di questo tipo”, afferma Matthew Low, Managing Director di Vestas Technology R&amp;amp;D a Singapore, uno dei centri che fanno parte del Global Research Centre di Vestas. Low &amp;#232; inoltre Vice Presidente di Technology R&amp;amp;D in Asia nonch&amp;#233; responsabile delle collaborazioni esterne, in particolare per l’area dell’Asia Orientale. Secondo le previsioni di Matthew Low, in futuro Vestas avvier&amp;#224; numerose collaborazioni, non solo tramite il centro di Singapore ma anche attraverso i centri tecnologici di Chennai (India) e il nuovo centro statunitense, la cui inaugurazione &amp;#232; prevista entro l’anno. “Il nostro obiettivo &amp;#232; creare una rete di collaborazioni su scala globale riunite sotto l’ombrello dell’open innovation”, afferma Low. “Industrie adiacenti” Il centro di Singapore si avvale gi&amp;#224; di una partnership con il Cooperative Research Centre for Advanced Composite Structures, un ente privato di ricerca con sede a Melbourne, in Australia, che si occupa dello sviluppo di nuovi materiali per il settore aerospaziale. Naturalmente Vestas &amp;#232; particolarmente interessata ad esplorare le potenzialit&amp;#224; di questi materiali applicati alle turbine eoliche. L’accesso a nuove scoperte di primaria importanza che accadono in quelle che Matthew Low deﬁnisce “industrie adiacenti”, &amp;#232; uno dei vantaggi dell’innovazione aperta: “Generalmente le aziende non amano condividere la propria tecnologia, ma questo problema non sussiste quando le realt&amp;#224; coinvolte non sono delle dirette concorrenti. Se le societ&amp;#224; in questione operano una nel settore aerospaziale e l’altra in campo eolico, le nuove scoperte si sviluppano in direzioni diverse e Vestas pu&amp;#242; trarre vantaggio dalle pi&amp;#249; recenti innovazioni scientiﬁche e tecnologiche per accrescere la propria efﬁcienza nel settore di competenza”. Una questione di interesse nazionale Il centro tecnologico di Singapore vanta anche collaborazioni con la Nanyang Technological University e l’Agency for Science, Technology and Research (A*Star), un ente di ricerca indipendente fondato dall’Economic Development Board (EDB) di Singapore. Un’altra collaborazione vede coinvolti Vestas e la Tsinghua University, il pi&amp;#249; prestigioso ateneo cinese per l’area scientiﬁca e tecnologica. Questi accordi di ricerca tecnologica sono generalmente basati su accordi “quadro “ di collaborazione che includono pi&amp;#249; progetti. “I nostri partner universitari a Singapore, in Australia e in Cina, sono molto interessati a collaborare con aziende in grado di tradurre nella pratica i frutti delle loro attivit&amp;#224; di ricerca, nonch&amp;#233; di aiutarli a fornire il proprio contributo al settore dell’energia pulita. Va ricordato inoltre che in Cina la domanda di energia &amp;#232; molto forte e che le risorse eoliche sono ingenti in tutto il Paese. Qui lo sviluppo dell’energia eolica assume un’importanza strategica per la crescita del Paese, per questo motivo le collaborazioni con aziende come Vestas sono una questione di interesse nazionale. E Vestas &amp;#232; ben felice di fare le sua parte in questo processo di sviluppo”. 21</description><a10:updated>2008-08-13T07:18:26+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1308/?Page=22</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1308/?Page=22</link><title>Vestas Win[d] Page 22</title><description>22</description><a10:updated>2008-08-13T07:18:26+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1308/?Page=23</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1308/?Page=23</link><title>Vestas Win[d] Page 23</title><description>La sﬁda cinese In un articolo pubblicato il 28 aprile scorso, il quotidiano Shanghai Daily ha annunciato che la Commissione Nazionale per lo Sviluppo e la Riforma della Repubblica Cinese (NDRC) ha discusso la possibilit&amp;#224; di innalzare l’obiettivo della potenza eolica da 30 a 100 GW entro il 2020, ovvero, pi&amp;#249; che triplicare l’obiettivo originale. Questo dato illustra meglio di mille parole la velocit&amp;#224; quasi vertiginosa che attualmente caratterizza la crescita del mercato eolico cinese, destinato a diventare tra pochi anni il pi&amp;#249; importante al mondo. 23</description><a10:updated>2008-08-13T07:18:26+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1308/?Page=24</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1308/?Page=24</link><title>Vestas Win[d] Page 24</title><description>La Cina non &amp;#232; solo il paese pi&amp;#249; grande al mondo dal punto di vista demograﬁco. In un prossimo futuro sar&amp;#224; infatti anche il pi&amp;#249; ricco per prodotto interno lordo. Con un tasso di crescita annuale stimato in media intorno al 7,4% ﬁno al 2050, la Cina appare decisa a scalzare il Giappone gi&amp;#224; nel 2016 e nel 2040 a sostituirsi agli Stati Uniti al vertice della classiﬁca delle nazioni pi&amp;#249; ricche al mondo. Ma una tale crescita non pu&amp;#242; prescindere da un fattore particolarmente importante: l’energia. Se la Cina riuscir&amp;#224; a conservare questo ritmo di crescita cos&amp;#236; impetuoso, dovr&amp;#224; essere pronta ad ingenti investimenti, rinunciando a puntare tutto sul carbone e sull’acqua, attualmente le principali fonti di energia della Cina. I presupposti per la crescita Una delle fonti energetiche che caratterizza fortemente l’agenda politica della Cina &amp;#232; il vento. Fino al 2004, l’eolico ha ricoperto una posizione insigniﬁcante nel mix energetico cinese, ma all’improvviso tutto &amp;#232; cambiato. Nel 2005 sono stati complessivamente installati 498 MW, un aumento del 151% rispetto all’anno precedente, e nel 2006 i megawatt installati furono 1.334, portando la crescita annuale al 168%. Nel 2007 si stima che la Cina abbia installato non meno di 3.287 MW, superando i tradizionali “grandi” dell’eolico come Spagna, Germania e India, attestandosi al secondo posto, seconda soltanto agli Stati Uniti, per nuova capacit&amp;#224; installata. Presso l’Associazione Cinese per l’Energia Eolica (CWEA), il Segretario Generale Qin 24</description><a10:updated>2008-08-13T07:18:26+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1308/?Page=25</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1308/?Page=25</link><title>Vestas Win[d] Page 25</title><description>L’Associazione Cinese per l’Energia Eolica (CWEA) La CWEA ricopre un ruolo attivo nel favorire lo sviluppo del mercato eolico cinese. L’organizzazione opera come piattaforma per lo scambio di conoscenze e tecnologie tra gli operatori del settore, senza trascurare il ruolo di ponte tra il governo cinese e l’industria eolica. La CWEA rappresenta inoltre la vetrina privilegiata dell’industria eolica cinese in tutto il mondo. “Sempre pi&amp;#249; societ&amp;#224; di sviluppo stanno rivolgendo la loro attenzione verso l’economia generale e i proﬁtti derivanti dagli impianti eolici”. Qin Haiyan, Segretario Generale della CWEA. l’afﬁdabilit&amp;#224; dei componenti hanno bisogno di essere ottimizzati”. La questione della rete elettrica Secondo Qin Haiyan, il secondo presupposto indispensabile allo sviluppo del mercato &amp;#232; la volont&amp;#224; da parte delle autorit&amp;#224; di investire nell’espansione della rete elettrica cinese. La maggior parte delle aree pi&amp;#249; battute dal vento sono infatti localizzate ad una certa distanza dagli utenti consumatori ﬁnali e la rete elettrica &amp;#232; molto debole. “La Cina ha inoltre in programma la realizzazione di centinaia di installazioni eoliche di dimensioni giganti – ﬁno alla classe GW – che metteranno a dura prova la rete trasformandola in un collo di bottiglia, a meno che non si attuino adeguati interventi sulle linee”. Qin Haiyan aggiunge anche che nell’ambito di la mappatura delle risorse eoliche del Paese. Personalmente ritengo che questo passo sia fondamentale per pianiﬁcare la futura espansione dell’eolico in Cina”, afferma Qin Haiyan. Una normativa importante A dimostrazione dell’importanza che le autorit&amp;#224; cinesi attribuiscono allo sviluppo delle fonti di energia rinnovabile, nel marzo del 2005 &amp;#232; stata approvata una storica Legge sulle Energie Rinnovabili, che poggia su quattro capisaldi: 1. Lo sviluppo e lo sfruttamento delle energie rinnovabili devono svolgersi nel rispetto del quadro legislativo vigente. 2. Il conto energia dell’elettricit&amp;#224; da fonti sostenibili deve essere stabilito da un dipartimento governativo per le tariffe sulla base della natura del progetto ed eventualmente, delle condizioni locali. La normativa ha lo scopo di promuovere lo sviluppo di una base economica e razionale adeguata allo stato attuale dello sviluppo tecnologico. 3. I progetti eolici con una capacit&amp;#224; installata di oltre 50 MW sono sottoposti alla preventiva autorizzazione della Commissione Nazionale per lo Sviluppo e la Riforma (NDRC), mentre per progetti di dimensioni pi&amp;#249; contenute &amp;#232; prevista Haiyan si dice convinto che questa tendenza sia destinata a continuare e che la Cina realizzer&amp;#224; con successo l’obiettivo di 100 GW di capacit&amp;#224; installata entro il 2020. Tuttavia, Qin Haiyan evidenzia anche tre cruciali presupposti afﬁnch&amp;#233; il vento diventi una delle principali fonti energetiche del paese. “Innanzitutto dobbiamo intervenire per rafforzare sensibilmente le fondamenta dell’industria eolica cinese. Al momento il settore conta pi&amp;#249; di 250 aziende produttrici che, tuttavia, mancano generalmente di know-how. Anche le tecnologie chiave e un importante progetto eolico nella provincia di Gansu, le autorit&amp;#224; hanno stilato un elenco dei requisiti della rete elettrica, e ci si aspetta che l’esperienza maturata nell’ambito di questo progetto possa dare presto i suoi frutti. Anche se &amp;#232; ormai confermato che la Cina possiede ingenti risorse eoliche, il terzo punto per cui si batte il Segretario Generale della CWEA &amp;#232; la necessit&amp;#224; di identiﬁcare e speciﬁcare esattamente come queste risorse sono distribuite sul territorio. “Il governo ha deciso di investire 300 milioni di renminbi (CNY) per 25</description><a10:updated>2008-08-13T07:18:26+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1308/?Page=26</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1308/?Page=26</link><title>Vestas Win[d] Page 26</title><description>Obiettivi ambiziosi Nell’agosto del 2007, la Commissione Nazionale per lo Sviluppo e la Riforma (NDRC) pubblic&amp;#242; il Medium and Long-Term Development Plan for Renewable Energy in “Nell’imminente futuro puntiamo a rinforzare ulteriormente il gruppo dirigenziale cinese”. Lars Andersen, Amministratore Delegato, unit&amp;#224; di vendita Vestas, Cina. China – Piano per lo sviluppo delle energie rinnovabili in Cina nel medio e lungo termine. Il piano indica i seguenti obiettivi per la quota di rinnovabili in relazione al consumo complessivo di energia: 2010: 10 % 2020: 15 % Il piano sostiene inoltre che tutti i produttori di energia con capacit&amp;#224; produttiva superiore ai 5 GW sono obbligati ad incrementare la loro quota di energia sostenibile (in aggiunta all’energia idroelettrica) del 3% entro il 2010 e dell’8% entro il 2020. la sola approvazione da parte delle autorit&amp;#224; locali e la successiva registrazione presso la NDRC. 4. I gestori della rete sono tenuti a provvedere all’espansione e aggiornamento delle linee di trasmissione, di modo che in futuro le linee riescano a supportare l’intera produzione energetica da fonti rinnovabili. Lars Andersen, Amministratore Delegato dell’unit&amp;#224; di vendita Vestas in Cina, sottolinea il carattere innovativo della legge approvata dal governo cinese che favorisce gli investimenti nell’eolico. “La vera forza motrice di questa incredibile crescita &amp;#232; il grande valore aggiunto che l’energia eolica offre alla Cina. Il paese deve sensibilmente ridurre la sua dipendenza dal carbone. Non &amp;#232; solo una questione di ridurre le emissioni di CO2 e l’inquinamento; ricordiamoci infatti che l’energia prodotta dal carbone consuma ingenti quantit&amp;#224; d’acqua, una risorsa molto preziosa in Cina. Anche le attivit&amp;#224; di estrazione e trasporto del carbone richiedono un notevole dispendio di risorse, mentre i parchi eolici richiedono tempi rapidi di installazione e generano elettricit&amp;#224; senza spreco di risorse idriche. In Cina l’energia eolica non &amp;#232; pi&amp;#249; considerata un’‘energia alternativa’, bens&amp;#236; una fonte energetica moderna, pulita ed efﬁciente sul piano economico che pu&amp;#242; aiutare il paese ad affrontare alcuni dei suoi problemi pi&amp;#249; pressanti in termini di requisiti ambientali, climatici ed energetici”, afferma Lars Andersen. 26</description><a10:updated>2008-08-13T07:18:26+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1308/?Page=27</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1308/?Page=27</link><title>Vestas Win[d] Page 27</title><description>27</description><a10:updated>2008-08-13T07:18:26+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1308/?Page=28</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1308/?Page=28</link><title>Vestas Win[d] Page 28</title><description>Una nuovo target di clienti Oltre ad un notevole sviluppo sul fronte della tecnologia Qin Haiyan sostiene che l’immediato futuro porter&amp;#224; anche grandi cambiamenti sul fronte dei clienti, attualmente costituiti in gran parte da grandi aziende di propriet&amp;#224; statale. “Al momento l’attenzione &amp;#232; catalizzata sui prezzi e sulla capacit&amp;#224; installata, ma alcune avvisaglie segnalano che sempre pi&amp;#249; potenziali clienti stanno volgendo la loro attenzione verso l’economia generale e i proﬁtti derivanti dagli impianti eolici”. A tal proposito, Qin Haiyan sottolinea che l’efﬁcienza – e dunque il ritorno in termini di energia prodotta dall’impianto nel corso del suo intero ciclo di vita – diventer&amp;#224; sicuramente un fattore chiave. Produttori cinesi in testa I grandi produttori stranieri di turbine eoliche non hanno tardato a notare il nuovo assetto competitivo del mercato cinese, una delle conseguenze pi&amp;#249; evidenti della sua colossale crescita. Se nel 2004 circa l’80% del mercato era dominato da produttori stranieri e la prima societ&amp;#224; cinese ﬁgurava solo al terzo posto, il quadro attuale si presenta ben diverso. Nel 2007, i produttori cinesi controllavano il 57,5% del mercato, con Goldwind e Sinovel – entrambe aziende cinesi – in cima alla classiﬁca, con una quota di mercato rispettivamente pari al 25 e al 20%. Lars Andersen non fa mistero delle sﬁde poste dallo sviluppo del mercato cinese. “Questa crescita non ci ha colti di sorpresa. Negli ultimi due anni la presenza di Vestas sul mercato cinese &amp;#232; cresciuta signiﬁcativamente. Abbiamo gi&amp;#224; inaugurato sette nuovi stabilimenti e altri due sono in costruzione”, afferma Andersen, ricordando che la situazione si &amp;#232; evoluta cos&amp;#236; in fretta che a soli pochi mesi dall’inizio dei lavori di costruzione del primo stabilimento a Tianjin, il management Vestas ne aveva messi in cantiere altri tre. “Stiamo gi&amp;#224; lavorando all’insediamento di nuovi stabilimenti di produzione nella Mongolia Interna, dove &amp;#232; localizzata la maggior parte delle risorse eoliche cinesi. L’obiettivo &amp;#232; quello di essere vicini al mercato”, afferma Lars Andersen. Efﬁcienza cinese Secondo un rapporto elaborato dalla societ&amp;#224; di consulenza McKinsey, le grandi aziende industriali cinesi aumentano la loro produttivit&amp;#224; molto pi&amp;#249; velocemente delle controparti estere, e gi&amp;#224; nel 2005 le societ&amp;#224; a partecipazione privata operavano con livelli di produttivit&amp;#224; 28</description><a10:updated>2008-08-13T07:18:26+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1308/?Page=29</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1308/?Page=29</link><title>Vestas Win[d] Page 29</title><description>Produttori cinesi Le conseguenze della colossale crescita del mercato eolico cinese si riﬂettono anche sulla produzione. Al momento, sono oltre 30 i produttori locali di turbine eoliche coinvolti nella “sﬁda cinese”: • Goldwind • Sinovel (DHI/Huarui) • Dongfang Steam Turbine Works (DFSTW) • Zhejiang Yunda Windey • Shanghai Electric (SEWIND) • Mingyang Wind Power Technology Co. Ltd. • Galaxy Wind • Xiangtan Electric Manufacturing Co. Ltd. (XEMC) • Baoding Tianwei Wind Power • Beijing Beizhong Steam Turbine Generator Co., Ltd. • Beijing Wandian • Changzhou Railcar Propulsion Engineering Center (CPC), Wind Power Equipment Manufacturing Company • ZheJiang Huayi Wind Energy Development (HeWind) Ltd. Co. • Envision • Chonqing Haizhuang Wind Power Equipment (CSIC) • Guangzhou Enggawind Energy Ltd. Co. • Harbin Wind Power Equipment Holding Co. Ltd. • Harbin Turbine Company Co. Ltd. (HTC) • Nantong Kailian Windpower Equipment Co. Ltd. • Shanghai Wande Wind Power Co. Ltd. • Shenyang Huachuang Wind Energy Co. Ltd. • Wuxi-Baonan Machine Building Co. Ltd. • Huayi Goldwind Wind Power Co. Ltd. • Guizhou Changzheng Electrical Apparatus Co. Ltd. • Jiangxi Zhonghang • Tianjin Eastern Steam Turbine Engineering Co Ltd. • Wuzhong Instrument /Meters Co., Ltd. • Baoding Huide Wind power engineer Co., Ltd. • Hunan Hara XEMC Windpower Co Ltd. (Hara) superiori del 35% – misurata in termini di valore prodotto per anno /persona – rispetto ai concorrenti stranieri. Questo parametro si riﬂette naturalmente sui prezzi dei prodotti e determina la capacit&amp;#224; delle aziende cinesi di accaparrarsi ordini e conquistare fette di mercato. Lars Andersen spiega che Vestas impiega • Guodian • Sufoma 29</description><a10:updated>2008-08-13T07:18:26+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1308/?Page=30</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1308/?Page=30</link><title>Vestas Win[d] Page 30</title><description>“La vera forza motrice dell’incredibile crescita &amp;#232; il grande valore aggiunto che l’energia eolica offre alla Cina”. Lars Andersen, Amministratore Delegato, unit&amp;#224; di vendita Vestas, Cina. gi&amp;#224; un gran numero di dipendenti cinesi nei suoi stabilimenti, anche in ambito Senior e Middle Management. “Nell’imminente futuro puntiamo a rinforzare ulteriormente il gruppo dirigenziale cinese e credo che questo ci aiuter&amp;#224; a raggiungere un equilibrio unico, sfruttando i migliori sistemi di gestione dirigenziale e i migliori approcci mentali di ciascuna cultura”. Capacit&amp;#224; e comunicazione Secondo Lars Andersen, la sﬁda che Vestas sta affrontando si gioca principalmente su due fronti: innanzitutto aumentare la capacit&amp;#224; produttiva ad un livello tale da soddisfare una domanda che, con l’attuale ritmo di sviluppo del mercato, evidenzia l’annosa questione della carenza dei componenti. In secondo luogo, &amp;#232; fondamentale coinvolgere i clienti in un dialogo sull’insieme dei valori che portano a scegliere le turbine Vestas per ogni nuovo progetti eolico. Il caso Vestas “Per i clienti, un megawatt di energia eolica ha molteplici signiﬁcati, tra questi l’afﬁdabilit&amp;#224; dell’energia che illumina le case cinesi. Per i clienti &amp;#232; dunque indispensabile che Vestas abbia la capacit&amp;#224; di consegnare parchi eolici economicamente efﬁcienti, che producano kilowatt/ora al minimo costo possibile per tutto il ciclo di vita dell’installazione”. Per lo stesso motivo, in Cina Vestas non riesce ad ottenere le commesse per i prezzi che offre , ma per ci&amp;#242; che Lars Andersen deﬁnisce il Business Case Vestas. “Il punto di forza di Vestas risiede da tempo negli stessi fattori, e in primissimo luogo nella tecnologia. Naturalmente anche la puntualit&amp;#224; nella consegna dei progetti, la nostra volont&amp;#224; di far funzionare tutto ﬁn dal primissimo giorno e di soddisfare le aspettative del cliente assicurando un afﬁdabile ritorno dell’investimento hanno un loro peso. Noi non vendiamo semplicemente turbine eoliche. Vendiamo un progetto eolico sviluppato da una societ&amp;#224; 30</description><a10:updated>2008-08-13T07:18:26+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1308/?Page=31</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1308/?Page=31</link><title>Vestas Win[d] Page 31</title><description>Stabilimenti di produzione Vestas in Cina Stabilimenti attuali: • Tianjin: stabilimento navicelle, generatori e pale Stabilimenti futuri: • Hohot, Mongolia Interna: fabbrica di produzione globale (tutti i componenti) di turbine della classe kW. • Xuzhou, provincia dello Jiangsu: fonderia. • Tianjin: stabilimento navicelle e sistemi di controllo che &amp;#232; ormai deﬁnita un Business Case, e sono davvero pochi i competitor in grado di offrire altrettanto”. Strategia a lungo termine Come gi&amp;#224; sottolineato, la necessit&amp;#224; di crescere e la velocit&amp;#224; con cui sta avvenendo questo processo rendono la Cina un caso del tutto peculiare nel panorama eolico globale. “In questo momento in Cina tutto sta accadendo molto in fretta. Le previsioni parlano di un perdurare del trend di crescita, come risulta peraltro dalla nostra strategia di mercato”, aggiunge Lars Andersen. Lars Andersen, tuttavia, non ha dubbi che Vestas riuscir&amp;#224; a mantenere la sua forte posizione anche nel lungo periodo. In Cina Vestas sta implementando una strategia a lungo termine dove l’espansione va di pari passo con i requisiti di sicurezza e qualit&amp;#224;. “Qualsiasi cosa accada, non intendiamo rimanere con le mani in mano mentre il mercato cresce ﬁno a diventare il pi&amp;#249; importante al mondo senza migliorare giorno per giorno la nostra competitivit&amp;#224;”, conclude Andersen, con un ultimo commento su quella che in Vestas tutti gi&amp;#224; chiamano la “sﬁda cinese”. 31</description><a10:updated>2008-08-13T07:18:26+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1308/?Page=32</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1308/?Page=32</link><title>Vestas Win[d] Page 32</title><description>32</description><a10:updated>2008-08-13T07:18:26+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1308/?Page=33</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1308/?Page=33</link><title>Vestas Win[d] Page 33</title><description>Trasformare le idee in turbine eoliche migliori &amp;#232; l’obiettivo del dipartimento Engineering &amp;amp; Products del gruppo Technology R&amp;amp;D di Vestas. Verso la realizzazione della turbina perfetta Ore, giorni, mesi, anni, decenni: Vestas, come tutte le grandi aziende di successo, oper a su pi&amp;#249; livelli temporali. All’interno di Technology R&amp;amp;D ad esempio, il dipartimento Global Research (Ricerca globale) &amp;#232; impegnato nella progettazione di nuovi prodotti e tecnologie su un orizzonte temporale di 20 anni, mentre il dipartimento Operations si occupa della situazione attuale delle turbine eoliche installate. Nel mezzo, alle prese con un orizzonte temporale che va da poche settimane ad alcuni anni, troviamo il dipartimento Engineering &amp;amp; Products. Troy Patton, Vice Presidente Senior e responsabile di Engineering &amp;amp; Products del dipartimento Technology R&amp;amp;D afferma: “Il nostro dipartimento &amp;#232; responsabile per lo sviluppo ed il mantenimento della linea di produzione Vestas, e della produzione in accordo alle linee guida tecnologiche”. E aggiunge: “Questi processi dipendono in eguale misura dalle informazioni ricevute e scambiate e dal lavoro di ingegneria”. Secondo Troy, il risultato pi&amp;#249; importante sin qui ottenuto dal dipartimento &amp;#232; stata la creazione di un sistema di condivisione delle conoscenze. Dal 2005 Vestas ha attuato una politica di sviluppo integrato dei prodotti; l’approccio prevede l’aggiornamento dei prodotti esistenti e contestualmente lo sviluppo di nuovi, sulla base di input che giungono da tutta l’organizzazione della catena dei valori (value chain). Anche se l’idea da subito si presentava molto valida, le comunicazioni inizialmente non sono state semplici, ricorda Troy. Ora Engineering &amp;amp; Products ha sviluppato soluzioni efﬁcaci per condividere le informazioni con i clienti, i venditori, gli stabilimenti, i fornitori e naturalmente anche con gli altri due dipartimenti di Technology R&amp;amp;D. “Lo sviluppo integrato dei prodotti non implica che ciascuno dei 16.000 dipendenti Vestas abbia automaticamente voce in capitolo”, precisa Troy, “disponiamo di canali ben precisi attraverso i quali possiamo ciascuno fornire il nostro contributo. Capire quando &amp;#232; il momento di venire ad un compromesso fa parte dell’arte e della scienza dello sviluppo di un prodotto”. 33</description><a10:updated>2008-08-13T07:18:26+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1308/?Page=34</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1308/?Page=34</link><title>Vestas Win[d] Page 34</title><description>All’interno di Vestas, spiega Troy, lo scambio di informazioni avviene in occasione di incontri formali che prevedono la redazione di verbali. Nel rapporto con gli azionisti esterni si privilegiano invece workshop informali dei quali non vengono prodotti documenti scritti. “Non intendiamo fomentare aspettative o buttare via idee valide”, afferma Troy, “ma solo valutare la possibile reazione del mercato rispetto a nuove strategie ed orientamenti tecnologici e di prodotto che in futuro potremmo decidere di adottare”. I canali di comunicazione sono deﬁniti in dettaglio dal settore Product Management del dipartimento Technology R&amp;amp;D, e prevedono sempre il coinvolgimento delle unit&amp;#224; di vendita”. Questa attivit&amp;#224; &amp;#232; collegata alla MustWin-Battle numero 3 di Vestas: Eccellenza nelle vendite per la creazione di una strategia di mercato vincente in un mercato globale competitivo. Comunicare a tutto tondo I clienti sono una preziosissima risorsa per valutare quali caratteristiche includere nei nuovi prodotti o cosa integrare in quelli gi&amp;#224; esistenti. In molti casi i clienti comunicano i loro pareri alle unit&amp;#224; di Vestas “Sales and Service” (Vendita e Assistenza), le quali a loro volta inoltrano le informazioni attraverso due dipartimenti del Technology R&amp;amp;D, ovvero Product Management e Operations. A volte, tuttavia, i canali a disposizione non sono sufﬁcienti. “Vestas effettua dei sondaggi tra i clienti, ma a volte si rivelano troppo generali rispetto ai nostri obiettivi, quindi per ottenere informazioni pi&amp;#249; speciﬁche organizziamo dei workshop con la nostra clientela”, spiega Troy. “Prima di acquistare le turbine i clienti si documentano accuratamente e spesso desiderano interpellare i Senior Engineers del settore Engineering &amp;amp; Products. Queste occasioni sono un’opportunit&amp;#224; per valutare la loro risposta nei confronti dei nostri futuri piani di sviluppo per i nuovi prodotti”. “Organizziamo anche dei workshop con i colleghi del reparto Assistenza, coinvolgendo non solo i manager ma anche i ragazzi che ogni giorno “scalano” le turbine. Da loro abbiamo imparato molto, anche se in alcune occasioni abbiamo respinto alcune modiﬁche che potevano facilitare il loro lavoro per le difﬁcolt&amp;#224; che avrebbero causato in produzione e viceversa”. “Ora che il team dello sviluppo dei prodotti ha chiaramente individuato quali siano i canali di comunicazione con le unit&amp;#224; di vendita, assistenza e produzione e con i clienti, otteniamo immediatamente partecipazione e coinvolgimento”. Engineering &amp;amp; Products lavora ﬁanco a ﬁanco anche con gli altri due dipartimenti di Technology R&amp;amp;D. Troy afferma: “I colleghi di Operations sono i nostri occhi e le nostre orecchie. Si occupano del Centro Dati Vestas, 34</description><a10:updated>2008-08-13T07:18:26+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1308/?Page=35</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1308/?Page=35</link><title>Vestas Win[d] Page 35</title><description>O B I E T T I V O : O B I E T T I V O : intervenire sul costo dell’energia Tagliare i costi energetici &amp;#232; uno degli obiettivi chiave di Vestas. Si basa infatti su questo aspetto la decisione di una societ&amp;#224; di afﬁdarsi a Vestas piuttosto che alla concorrenza. Il costo dell’energia non &amp;#232; altro che una cifra, ma nasce da un processo molto complesso. &amp;#200; inﬂuenzata dai costi di acquisto e installazione delle turbine eoliche, delle periodiche attivit&amp;#224; di manutenzione, dalla quantit&amp;#224; di energia prodotta da ogni turbina e dall’afﬁdabilit&amp;#224; della turbina nel corso del suo ventennale ciclo di vita. Il dipartimento Engineering &amp;amp; Products di Technology R&amp;amp;D si dedica da anni allo sviluppo di un modello afﬁdabile dei costi energetici, basato su dati forniti dalle unit&amp;#224; di assistenza. standardizzare la produzione delle torri O B I E T T I V O : Soltanto il 20% delle torri commissionate viene attualmente prodotto in stabilimenti Vestas. “Supervisioniamo tutto il lavoro dei nostri fornitori ovunque si trovino nel mondo; in questo modo riusciamo a controllare molto di pi&amp;#249; la catena di fornitura di quanto lo facciano i nostri concorrenti. Ci&amp;#242; &amp;#232; abbastanza inusuale nell’industria delle turbine eoliche, e crediamo per questo che sia una fattore di differenziazione per noi”, dice Try Patton. “L’aspetto negativo &amp;#232; che lo sviluppo delle torri &amp;#232; stato un processo molto graduale, e ci ritroviamo con centinaia di diverse varianti, il che &amp;#232; ovviamente non molto sostenibile. Al momento stiamo ripensando l’intera linea allo scopo di ottimizzare i costi ed incrementare la qualit&amp;#224;”. “Lo scarso allineamento tra i reparti di produzione, vendita e sviluppo della tecnologia che caratterizzava la precedente struttura organizzativa avrebbe ostacolato questo processo. Terminata questa fase, tutte le torri fabbricate da Vestas saranno caratterizzate dallo In un mercato dove ridurre i tempi di immissione dei prodotti sul mercato pu&amp;#242; portare grandi vantaggi in termini economici, dimezzare i tempi di progettazione e sviluppo di una nuova pala &amp;#232; un risultato importante. “&amp;#200; un risultato che si ottiene dal miglioramento del processo di sviluppo integrato dei prodotti, dall’applicazione della veriﬁca di passaggio, dall’efﬁciente gestione degli input dei reparti Research and Operations e dalla nostra capacit&amp;#224; di bilanciare le priorit&amp;#224; tra il dipartimento Engineering e il resto dell’organizzazione”, dice Troy Patton. “La logica della “spirale progettuale”, come la deﬁniscono gli ingegneri, &amp;#232; una strada che permette di giungere alla soluzione ﬁnale attraverso una serie di tappe. La nuova struttura ha stretto anche i tempi di questo processo. Non si tratta di testare nuovi materiali, nuovi programmi CAD o nuove tecnologie, quanto di un metodo per orchestrare i vari elementi in un progetto organico, sfruttando i suggerimenti che arrivano dalle persone giuste, al momento giusto”. dimezzare i tempi di progettazione delle pale che ogni dieci minuti registra oltre cento segnali provenienti da migliaia di turbine. Questa ricchezza di informazioni aiuta i nostri progettisti a comprendere quali siano le reali condizioni presso i siti. Il dipartimento Global Research, nel frattempo, ricopre un importante ruolo nella deﬁnizione della roadmap tecnologica, che detta le caratteristiche e i prodotti sui quali Vestas intende concentrasi. “Global Research opera su tre diversi orizzonti temporali: venti, stesso elevato standard qualitativo”. Il progetto &amp;#232; un aspetto fondamentale della Must-Win-Battle numero 7: Programma torri, turbine V80 e V90: ridurre il numero di varianti con la standardizzazione delle sezioni di torre, delle piattaforme e delle ﬂange, sponsorizzata da Knud Bjarne Hansen, Presidente di Vestas Towers. 35</description><a10:updated>2008-08-13T07:18:26+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1308/?Page=36</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1308/?Page=36</link><title>Vestas Win[d] Page 36</title><description>Il nuovo obiettivo di R&amp;amp;D Lo scorso novembre Vestas ha riorganizzato il dipartimento Technology R&amp;amp;D in tre settori: Global Research (Win[d] numero 11, pag. 16), Engineering &amp;amp; Products; e Operations (Win[d] numero 12, pag. 25). Secondo il Presidente Finn Str&amp;#248;m Madsen, il rinnovato gruppo Technology R&amp;amp;D &amp;#232; caratterizzato da una pi&amp;#249; chiara suddivisione dei ruoli e delle responsabilit&amp;#224; e ha intessuto una pi&amp;#249; ﬁtta rete di rapporti con il resto dell’organizzazione. L’obiettivo &amp;#232; aiutare Vestas a soddisfare le richieste dei suoi clienti, in particolare riducendo i costi dell’energia eolica. Programmare i miglioramenti Il processo di dialogo e scambio di informazioni si traduce in turbine sempre migliori attraverso il cosiddetto mark upgrade, un processo che non consente di aggiornare ciascun modello di turbina pi&amp;#249; di due volte l’anno. Come l’attivit&amp;#224; di raccolta di feedback – cio&amp;#232; di informazioni e suggerimenti – anche il mark upgrade &amp;#232; un compromesso tra la velocit&amp;#224; di risposta e i requisiti necessari all’efﬁcienza produttiva. “&amp;#200; impossibile ottimizzare la produzione quando si apportano continuamente piccole revisioni al design delle turbine”, afferma Troy. “Per questo motivo due anni fa Vestas ha adottato il mark upgrade, che ci consente di consolidare una serie di ottimizzazioni in parallelo con gli aggiornamenti eseguiti due dieci e cinque anni”, spiega Troy. “Trascorsi due o tre anni, &amp;#232; gi&amp;#224; di nuovo il turno del mio dipartimento. Dalla roadmap tecnologica si passa automaticamente alla roadmap di prodotto, che deﬁnisce gli aggiornamenti da apportare alle turbine. Tra di noi, formiamo un ciclo di vita del prodotto senza soluzione di continuit&amp;#224;”. volte l’anno”. Anche l’industria automobilistica applica un processo simile. Il responsabile per lo sviluppo tecnologico di ciascuno dei quattro principali gruppi di turbine Vestas (850 kW, 1.65 MW, 2.0 MW e 3.0 MW) &amp;#232; un Platform Manager del dipartimento Engineering &amp;amp; Products. Ciascun Platform Manager &amp;#232; a capo di un team incaricato di organizzare i vari input provenienti da Operations (problemi riscontrati sul campo), dalle unit&amp;#224; di produzione (forniture e assemblaggio) e dai clienti attraverso le unit&amp;#224; di vendita e i Product Manager. Metodi di lavoro Troy fa notare: “Questa &amp;#232; quella che si deﬁnisce un’organizzazione a matrice, dove ognuno &amp;#232; sottoposto ad un “fuoco incrociato” di input provenienti dalle unit&amp;#224; di vendita e di assistenza, dalla produzione, dai clienti, dai dipartimenti che si occupano dei ricambi e delle forniture e dai Line Manager” (i manager della linea di produzione) . “Tutti questi soggetti utilizzano le stesse risorse, ma non sempre per raggiungere gli stessi obiettivi. Uno degli obiettivi della riorganizzazione era allineare le priorit&amp;#224; di ciascuna piattaforma a quelle dell’organizzazione della linea di produzione. A partire dai meeting di staff, esiste ora una chiara procedura per dare l’ordine di priorit&amp;#224; alle richieste. Questa &amp;#232; la grande differenza tra come lavoravamo un anno fa e come invece lavoriamo oggi”. Un’altra parte importante del metodo di lavoro adottato dal dipartimento Engineering &amp;amp; “Gli obiettivi del mark upgrade sono 3: miglioramento dell’afﬁdabilit&amp;#224; e della manutenibilit&amp;#224; degli aerogeneratori; riduzione dei costi; integrazione di modiﬁche o nuove tecnologie volte ad ottimizzare le prestazioni”, afferma Troy. “Ogni mese ci si riunisce per stabilire l’elenco dei miglioramenti che saranno introdotti a partire dal successivo mark upgrade”. 36</description><a10:updated>2008-08-13T07:18:26+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1308/?Page=37</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1308/?Page=37</link><title>Vestas Win[d] Page 37</title><description>Un uomo di… energia Nel corso della sua poliedrica carriera, Troy Patton ha acquisito notevole esperienza anche nel campo di altre fonti energetiche, oltre all’eolico. Cittadino statunitense, Patton ha iniziato la sua carriera 16 anni fa nel settore nucleare, ottenendo la qualiﬁca Products &amp;#232; la “veriﬁca di passaggio”, in uso in molte aziende durante la fase di progettazione di nuovi prodotti. Come spiega Troy, stabilire i vari passaggi che un progetto deve superare prima di arrivare in produzione, riduce rischi ed imprevisti. La documentazione &amp;#232; importante anche sotto molti altri aspetti. Engineering &amp;amp; Products impiega al momento circa 700 persone, due terzi dei quali di base in Danimarca, e il dipartimento, come tutta l’organizzazione Vestas, &amp;#232; in una fase di rapida espansione. “La mia pi&amp;#249; grande sﬁda &amp;#232; la formazione, e questo signiﬁca documentare tutte le nostre attivit&amp;#224;. Non possiamo continuare ad essere leader di mercato senza lasciare una traccia ben documentata”, afferma Troy. “Risolvere un problema sul campo non mi preoccupa, so che possediamo le competenze per riuscirci. Ma, considerato l’attuale ritmo di crescita del dipartimento, come possiamo formare il personale se non documentiamo la nostra attivit&amp;#224;?” di operatore di impianti nucleari. Ha prestato servizio per sei anni nella marina militare statunitense a bordo di una portaerei e di un sottomarino: “Mi occupavo della manutenzione di impianti nucleari, fu per un caso che mi imbarcai sulle navi da guerra nucleari”. Dopo la seconda laurea in ingegneria aerospaziale, Troy ha collaborato per due anni con Pratt &amp;amp; Whitney, conducendo test sui motori dei jet dell’aeronautica militare statunitense, tra questi l’F119, il pi&amp;#249; avveniristico propulsore aeronautico mai realizzato, dotato di ugelli regolabili e orientabili, progettato per il caccia F-22 Raptor. In seguito si &amp;#232; trasferito alla General Electric, dove ha lavorato alla progettazione e prototipizzazione di grandi impianti (ﬁno a 500 MW) a ciclo combinato gas-vapore. Nel 2002 Troy &amp;#232; ﬁnalmente sbarcato nel settore dell’energia eolica dopo l’acquisizione del ramo eolico di Enron da parte di GE. “Entrai nel team come responsabile dell’acquisizione, con il compito di inglobare la nuova attivit&amp;#224; in GE. Una volta deﬁnita l’organizzazione, lavorai soprattutto sulla tecnologia, con la qualiﬁca di principal engineer”. “Nel 2006 sono stato reclutato da Vestas che mi ha afﬁdato la guida del team di progettazione meccanica. Lo scorso anno, nell’ambito della riorganizzazione aziendale, sono stato trasferito al dipartimento Engineering &amp;amp; Products di Technology R&amp;amp;D”. Troy si &amp;#232; stabilito ormai da 18 mesi in Danimarca con sua moglie e i due ﬁgli dopo aver lasciato la Carolina del Sud. “Lo scoglio principale &amp;#232; stato adattarsi al nuovo clima: al freddo, al buio e all’umidit&amp;#224;!” “Ma la gente qui &amp;#232; molto ospitale ed &amp;#197;rhus &amp;#232; una bella citt&amp;#224; con un’atmosfera piacevolmente retr&amp;#242;. A mia moglie e ai miei ﬁgli mancano alcune cose degli Stati Uniti, ma ci sono un sacco di aspetti che amiamo della Danimarca: i bellissimi parchi, le piste ciclabili in mezzo ai boschi, il calcio e il ciclismo. E poi la sicurezza: negli Stati Uniti mia moglie non permetterebbe mai ai bambini di uscire da soli, ma in Danimarca sa che non corrono alcun pericolo”. 37</description><a10:updated>2008-08-13T07:18:26+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1308/?Page=38</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1308/?Page=38</link><title>Vestas Win[d] Page 38</title><description>Prototipi sempre pi&amp;#249; perfezionati 38</description><a10:updated>2008-08-13T07:18:26+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1308/?Page=39</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1308/?Page=39</link><title>Vestas Win[d] Page 39</title><description>I software 3D riducono gli errori che possono veriﬁcarsi sul tavolo da disegno e i modelli in scala reale sono mente a costi inferiori”, spiega Carsten Bruun Andersen, Tecnico meccanico di Nacelle &amp;amp; Hub Application al dipartimento Vestas Technology R&amp;amp;D. Un prototipo pi&amp;#249; accurato Il modello in scala reale riproduce ogni singolo dettaglio Anche se il programma di design individua automaticamente la maggior parte degli errori e delle criticit&amp;#224;, al momento non &amp;#232; ancora possibile visualizzare i dettagli di dimensioni minori. Per ovviare a questa lacuna, nello stabilimento danese di Viborg &amp;#232; stato realizzato un modello in scala 1:1 di una navicella da 2 MW che permette di veriﬁcare se la teoria &amp;#232; confermata anche dalla pratica. Finn Kolind Christensen, Capo Progetto, ritiene che dalla combinazione di questi due metodi di veriﬁca del design si possano trarre notevoli beneﬁci, e alla luce di questi concreti vantaggi conferma che l’impiego combinato del software di graﬁca 3D e del modello in scala reale &amp;#232; destinato a rimanere un pilastro del processo di progettazione, veriﬁca e ottimizzazione delle turbine Vestas. un prezioso aiuto per individuare anche i difetti pi&amp;#249; nascosti. John K. Grevsen, Direttore di Nacelle &amp;amp; Hub Design presso lo stesso dipartimento, ha gi&amp;#224; potuto apprezzare i vantaggi offerti da questa visualizzazione: “Mi auguro che grazie a questo potente strumento graﬁco saremo in grado di produrre prototipi pi&amp;#249; accurati e sempre meno “alterati” da errori anche di una certa entit&amp;#224;. Abbiamo iniziato ad utilizzare questo nuovo strumento solo di recente e gi&amp;#224; in diverse situazioni abbia- Prototipi sempre pi&amp;#249; perfezionati. &amp;#200; questo l’imperativo che Vestas intende promuovere a pi&amp;#249; livelli. Il processo ha inizio su un tavolo da disegno virtuale, dove, grazie a computer particolarmente potenti, si pu&amp;#242; riprodurre un’immagine 3D di un’intera navicella su un’unica schermata. Se in passato si lavorava con schizzi sempliﬁcati di singole parti della navicella, oggi i progettisti dispongono ﬁnalmente di una panoramica completa visualizzata in un’unica immagine. “Questo ci consente di effettuare veriﬁche gi&amp;#224; in uno stadio iniziale, prima ancora che i bulloni vengano ﬁssati alle turbine e natural- mo evitato di dover ridisegnare da capo l’intero progetto”. In passato i componenti principali apparivano sovrapposti in alcuni disegni, ma la visualizzazione dell’intera navicella su un’unica schermata permette ora di predisporre spazi adeguati in cui collocare tutti i componenti pi&amp;#249; voluminosi nel limitato spazio a disposizione. Anche il processo produttivo &amp;#232; risultato notevolmente sempliﬁcato, dal momento che un programma di controllo remoto consente a progettisti che lavorano in angoli diversi del globo di visualizzare in contemporanea lo stesso modello 3D, ad esempio nel corso di una conferenza telefonica. 39</description><a10:updated>2008-08-13T07:18:26+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1308/?Page=40</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1308/?Page=40</link><title>Vestas Win[d] Page 40</title><description>Un salto di qualit&amp;#224; grazie all’esperienza di Toyota 40</description><a10:updated>2008-08-13T07:18:26+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1308/?Page=41</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1308/?Page=41</link><title>Vestas Win[d] Page 41</title><description>Vestas si avvale dell’esperienza maturata dalla casa giapponese, grande esperta in fatto di qualit&amp;#224;, per migliorare lo sviluppo dei suoi prodotti. 41</description><a10:updated>2008-08-13T07:18:26+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1308/?Page=42</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1308/?Page=42</link><title>Vestas Win[d] Page 42</title><description>Quando tutti agiscono per un interesse comune Secondo la ﬁlosoﬁa All the People All the Time, all’interno di un’organizzazione tutti devono costantemente impegnarsi per la qualit&amp;#224;. La ﬁlosoﬁa pu&amp;#242; essere rappresentata graﬁcamente con tre cerchi che si intersecano. Il primo cerchio rappresenta il focus sul processo, il secondo sui ruoli e le responsabilit&amp;#224; mentre il terzo rappresenta il focus sulla qualit&amp;#224;. Il rapporto tra le dimensioni dei tre cerchi mostra qual’&amp;#232; l’area in cui &amp;#232; maggiormente concentrato l’interesse di un’azienda. Nelle aziende giapponesi l’attenzione per la qualit&amp;#224; &amp;#232; molto pi&amp;#249; marcata rispetto ad altri ambiti quali i processi e i ruoli/responsabilit&amp;#224;, mentre la situazione nei Paesi Occidentali appare generalmente rovesciata. Fonte: Tatsuhiko Yoshimura, docente e consulente per la qualit&amp;#224;. “Il flusso delle informazioni e delle comunicazioni si deteriora nella cosiddetta ‘border zone’, la zona di confine tra i dipartimenti. Ed &amp;#232; precisamente qui che &amp;#232; possibile intervenire per creare qualit&amp;#224; attraverso il dialogo”. Tatsuhiko Yoshimura, docente e consulente per la qualit&amp;#224;. Che cosa hanno in comune automobili e turbine eoliche? L’ottimizzazione della qualit&amp;#224;. Tatsuhiko Yoshimura, fautore del processo di sviluppo della qualit&amp;#224; al quale Toyota Motor Company deve giustamente la sua fama, mette la sua competenza a disposizione di realt&amp;#224; desiderose di migliorarsi sotto questo proﬁlo e di afﬁlare le unghie sul fronte della competitivit&amp;#224;. La scorsa primavera Yoshimura, durante una tre giorni in Vestas, ha valutato il livello della qualit&amp;#224; e dello sviluppo integrato dei prodotti. La chiave &amp;#232; il dialogo Uno dei suggerimenti cardine &amp;#232; stato invitare Vestas a non sviluppare le turbine dietro una scrivania, ma attraverso un processo di dialogo che coinvolge le persone giuste del dipartimento giusto. Yoshimura ha osservato che in Vestas la comunicazione all’interno dei singoli dipartimenti &amp;#232; molto buona, tuttavia il giudizio a livello interdipartimentale non &amp;#232; stato altrettanto positivo. “Il ﬂusso delle informazioni e delle comunicazioni si deteriora nella cosiddetta ‘border zone’, la zona di conﬁne tra i dipartimenti. Ed &amp;#232; precisamente qui che &amp;#232; possibile intervenire per creare qualit&amp;#224; attraverso il dialogo. Ottimizzare il dialogo tra le diverse funzioni aiuta le aziende ad identiﬁcare i punti deboli di un prodotto che altrimenti passerebbero inosservati”, spiega Tatsuhiko Yoshimura. Un ragionamento questo, perfettamente in linea con la sua ﬁlosoﬁa All the People, All the Time, che sottolinea l’impegno costante di ciascuno per la qualit&amp;#224; attraverso il metodo GD3, ovvero Good Design, Good Discussion, Good Dissection (buon design, buona discussione e buona analisi), tre parametri che dovrebbero essere applicati in tutte le aree dell’organizzazione. Tatsuhiko Yoshimura &amp;#232; arrivato in Vestas su invito di Troy C. Patton, Senior Vice President Engineering &amp;amp; Products presso il dipartimento Vestas Technology R&amp;amp;D, che ha deﬁnito l’incontro illuminante: “Yoshimura ha voluto sapere se il progettista del sistema di controllo del passo incontrasse qualche volta a pranzo il responsabile della produzione mozzi. Abbiamo veriﬁcato, e i due non hanno mai trascorso la pausa pranzo insieme. Ed &amp;#232; proprio su questi aspetti che dobbiamo lavorare”. Il Senior Management di Vestas ha accolto con grande interesse i suggerimenti del professionista della qualit&amp;#224; venuto dal Sol Levante: “Imparare da Toyota come realizzare con successo il nostro motto Failure is not an option grazie ad un focus continuo sulla qualit&amp;#224; &amp;#232; stato molto istruttivo”, commenta Ditlev Engel, Presidente e Amministratore Delegato. Tatsuhiko Yoshimura visiter&amp;#224; nuovamente Vestas in autunno, quando sar&amp;#224; la volta 42</description><a10:updated>2008-08-13T07:18:26+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1308/?Page=43</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1308/?Page=43</link><title>Vestas Win[d] Page 43</title><description>Mr. Tatsuhiko Yoshimura • Docente, attivit&amp;#224; di consulenza (2008 ) • General Motors (2003–2007) • Docente alla Kyushu University Durante la sua carriera in Toyota, durata 32 anni, Tatsuhiko Yoshimura, in qualit&amp;#224; di esperto della qualit&amp;#224;, ha ottenuto notevoli riconoscimenti e successi in questo campo. (2000–2003) • Toyota Motor Company (1968–2000) degli ingegneri scoprirne di pi&amp;#249; sullo sviluppo integrato dei prodotti. L’auspicio di Troy C. Patton &amp;#232; che Yoshimura visiti Vestas ogni 3–6 mesi, tenga workshop dedicati alla qualit&amp;#224; della durata di una settimana e condivida con noi le esperienze di societ&amp;#224; che si trovano ad affrontare le nostre stesse sﬁde. 43</description><a10:updated>2008-08-13T07:18:26+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1308/?Page=44</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1308/?Page=44</link><title>Vestas Win[d] Page 44</title><description>Il nucleare pu&amp;#242; competere con l’eolico? 44</description><a10:updated>2008-08-13T07:18:26+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1308/?Page=45</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1308/?Page=45</link><title>Vestas Win[d] Page 45</title><description>I cambiamenti climatici vengono sempre pi&amp;#249; spesso invocati come giustiﬁcazione per l’installazione di nuova capacit&amp;#224; nucleare. Questo atteggiamento potrebbe far slittare l’inevitabile passaggio all’Energia Moderna? Il nucleare &amp;#232; una fonte di energia pericolosa e “sporca”, che dovrebbe essere immediatamente rimpiazzata dall’eolico e da altre forme di energia rinnovabile? Oppure &amp;#232; la nostra unica speranza per tenere sotto controllo i cambiamenti climatici – almeno nei prossimi decenni? Per molti la risposta &amp;#232; una questione di opinione personale, e molto dipende da nazione a nazione. Paesi che hanno detto NO al nucleare, come la Danimarca, non incontrano grossi problemi. D’altra parte, sulle nazioni con mix caratterizzati da un’ingente quota di energia nucleare, si esercita pressione afﬁnch&amp;#233; i reattori giunti a “ﬁne ciclo di vita” vengano sostituiti con dei nuovi. Dieci o vent’anni fa i paesi che optarono per non rinnovare la vecchia potenza nucleare installata, avevano gi&amp;#224; messo in conto di passare ad impianti a gas o a carbone. Oggi, con l’allarme climatico che domina l’agenda energetica, rimpiazzare il nucleare – che produce emissioni di CO2 molto ridotte – con i combustibili fossili signiﬁca compiere un passo indietro. Ne &amp;#232; un esempio la Gran Bretagna, che ricava il 20% dell’energia dal nucleare. Qui si smise di costruire centrali nucleari nel 1995, ci&amp;#242; signiﬁca che nel 2020 gli inglesi dovranno cavarsela con soli tre degli attuali 11 impianti ancora operativi. Se si considera anche l’imminente chiusura di diverse centrali a carbone prevista dalla Direttiva europea sui grandi impianti di combustione, nel 2015 la capacit&amp;#224; di generazione del Regno Unito avr&amp;#224; subito una riduzione di circa il 20%. Dopo aver temporeggiato cos&amp;#236; a lungo, il governo britannico ha inﬁne dato il via libera alla costruzione di una nuova serie di centrali nucleari. Questo “gap energetico” potrebbe essere colmato dall’eolico anzich&amp;#233; dal nucleare? In un Paese come la Gran Bretagna, dove le regole di pianiﬁcazione e il parere sfavorevole dell’opinione pubblica frenano lo sviluppo dell’eolico, la risposta probabilmente &amp;#232; no. Di tutt’altro avviso la Francia che, pur afﬁdando al nucleare circa l’80% della generazione elettrica, ha di recente dimostrato grande entusiasmo nei confronti dell’energia eolica. L’eolico &amp;#232; decollato in Francia solo nel 2006, ma oltralpe si pu&amp;#242; gi&amp;#224; contare su complessivi 2,4 GW di capacit&amp;#224; eolica installata, quarta nazione in Europa. Persino i Paesi favorevoli all’eolico potrebbero incontrare dei problemi per rimpiazzare a breve tempo una consistente quota di nucleare con l’eolico, dal momento che il settore sta gi&amp;#224; crescendo alla massima velocit&amp;#224; possibile. Quello degli Stati Uniti, ad esempio, 45</description><a10:updated>2008-08-13T07:18:26+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1308/?Page=46</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1308/?Page=46</link><title>Vestas Win[d] Page 46</title><description>&amp;#232; uno dei mercati eolici a maggiore espansione, eppure gli States dipendono ancora moltissimo dal nucleare e stanno progettando di installare nuova capacit&amp;#224; di generazione. Paesi in via di sviluppo come India e Cina stanno espandendo sia il nucleare, che l’eolico, nel tentativo di stare al passo con una domanda energetica schizzata alle stelle. La Germania, paese leader nell’eolico e nel solare, ha recentemente rivisto la sua scelta iniziale di eliminare gradualmente il nucleare, e la decisione sembra sar&amp;#224; confermata. Gli svantaggi del nucleare Tuttavia, n&amp;#233; l’urgenza di trovare nuove fonti energetiche a bassa emissione di anidride carbonica, n&amp;#233; la limitata capacit&amp;#224; produttiva dell‘industria eolica, fanno del nucleare la scelta giusta. Il nucleare non &amp;#232; sostenibile n&amp;#233; rinnovabile, e porta con s&amp;#233; una serie di problemi, inclusa la questione dello smaltimento dei riﬁuti radioattivi, i rischi di proliferazione delle armi atomiche e di catastroﬁ nucleari. Nel corso degli anni il nucleare ha dimostrato una certa afﬁdabilit&amp;#224; ma – come ci ricorda il disastro di Chernobyl nel 1986 – il potenziale rischio di gravi incidenti nucleari su larga scala geograﬁca e temporale &amp;#232; sempre in agguato. In un’indagine pubblicata nel gennaio 2007 i cittadini dell’Unione Europea si sono 1 schierati a favore delle rinnovabili e contro il nucleare. Per quanto riguarda l’energia eolica, il 71% si &amp;#232; dichiarato favorevole e solo il 5% contrario, mentre i favorevoli al nucleare erano il 20% a fronte di un 37% di contrari. I costi del nucleare sono particolarmente difﬁcili da stimare. Il quadro generale di paesi quali la Francia indica che l’energia nucleare &amp;#232; afﬁdabile e persino economica, mentre gli esperti ritengono che i costi storici delle attivit&amp;#224; di ricerca e sviluppo sul nucleare, compresi i beneﬁt, le riduzioni ﬁscali, i costi assicurativi e di smaltimento dei riﬁuti radioattivi formino un quadro decisamente diverso. L’analista di politiche energetiche Charles Komanoff calcola che l’industria nucleare degli Stati Uniti abbia speso sinora in riduzioni e beneﬁci una cifra 25 volte superiore a quella di cui ha usufruito l’eolico, potendo accedere, tra il 1950 e il 1990, a sovvenzioni per 154 miliardi di dollari . Il settore nucleare si difende affermando che le nuove centrali utilizzeranno reattori standard, rapidi da costruire, sicuri e che contribuiranno in maniera molto ridotta alla produzione di nuove scorie radioattive. Ne sono un esempio l’AP1000 Westinghouse e il Reattore nucleare europeo ad acqua pressurizzata (EPR) di costruzione franco-tedesca. Il primo impianto AP1000 &amp;#232; in fase di realizzazione a Sanmen (Cina). I primi due EPR 2 sono invece in costruzione a Olkiluoto, in Finlandia, e a Flamanville, in Francia, dove la situazione non appare cos&amp;#236; rosea come prospettato dal comparto. Entrambi i progetti EPR sono stati rallentati da una serie di problemi sorti in fase di costruzione, e nel settembre 2007 la TVO, il gestore di Olkiluoto, ha stimato un ritardo di almeno due anni sui tempi previsti. I lavori a Flamanville, invece, sono stati segnati da pesanti disguidi per la qualit&amp;#224; del calcestruzzo impiegato e l’armatura in acciaio, ﬁno a quando lo scorso maggio l’Autorit&amp;#224; francese per la sicurezza nucleare (ASN), ha imposto la sospensione dei lavori ﬁno a quando la situazione non sar&amp;#224; risolta. Come spesso accade, tutto si riduce ad una questione politica. In un mondo in cui la domanda energetica &amp;#232; in crescita ed il bisogno di ridurre le emissioni di biossido di carbonio si fa impellente, il nucleare si &amp;#232; guadagnato una certa rispettabilit&amp;#224; anche presso certi ambientalisti. Dall’altra parte, considerati gli elevati costi ed i lunghi tempi di realizzazione degli impianti nucleari, &amp;#232; difﬁcile credere che il risparmio energetico e le rinnovabili non siano in grado di colmare il gap energetico, soprattutto se si considera che i tempi di realizzazione dei parchi eolici sono i pi&amp;#249; brevi tra gli impianti di generazione di larga scala. Qualsiasi governo a </description><a10:updated>2008-08-13T07:18:26+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1308/?Page=47</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1308/?Page=47</link><title>Vestas Win[d] Page 47</title><description>I numeri del nucleare Nel mondo si stima ci siano 439 reattori nucleari attivi, per una capacit&amp;#224; totale di 372 GW. Ogni centrale nucleare pu&amp;#242; avere ﬁno a quattro reattori, anche se la maggioranza ne possiede solamente uno o due. I dieci principali produttori di energia nucleare, che da soli rappresentano circa l’85% della generazione mondiale di energia nucleare, sono: &amp;#176;• Stati Uniti (99 GW, 104 reattori), &amp;#176;• Francia (63 GW, 59 reattori), &amp;#176;• Giappone (48 GW), L’OCSE riconosce l’energia nucleare come una delle tecnologie con pi&amp;#249; bassa concentrazione di carbonio. Il Protocollo di Kyoto permette quindi alle nazioni di compensare le emissioni di gas serra con la costruzione di nuovi impianti nucleari sul proprio territorio. Ma non concede tuttavia di ricevere crediti per l’esportazione di tecnologie all’estero, una decisione che inﬁamma il dibattito in merito alla vera o presunta “sostenibilit&amp;#224;” del nucleare. Nell’ambito di Kyoto, l’energia nucleare &amp;#232; esclusa dal Meccanismo di Sviluppo di energia pulita (CDM) e dall’Implementazione Congiunta (JI), i meccanismi che permettono ai paesi industrializzati di investire in progetti di riduzione delle emissioni nei paesi in via di sviluppo (CDM) o con economie di transizione (JI), e di compensare cos&amp;#236; le proprie emissioni. Il terzo “meccanismo di ﬂessibilit&amp;#224;” previsto da Kyoto, riguarda il commercio internazionale delle emissioni e non impone alcuna restrizione all’energia nucleare. L’OCSE osserva: “Escludere l’energia nucleare da questi due meccanismi di ﬂessibilit&amp;#224; durante l’attuale periodo di impegno &amp;#232; puramente simbolico in termini di sviluppo del nucleare entro il 2012. Il numero di centrali nucleari che avrebbero potuto essere costruite avvalendosi di questi meccanismi &amp;#232; infatti molto limitato. Tuttavia, il dibattito sull’energia nucleare che ha portato alla sua esclusione da tali meccanismi previsti dal Protocollo di Kyoto potrebbe avere conseguenze negative nel periodo successivo al quinquennio 2008-2012”. Al momento le nuove centrali in fase di realizzazione sono circa 34. I paesi che stanno costruendo pi&amp;#249; di un reattore sono &amp;#176;• la Russia (7), &amp;#176;• l’India (7), &amp;#176;• la Cina (5), &amp;#176;• la Corea del Nord (4) e &amp;#176;• Taiwan (2). 1. Eurobarometro 262, http://ec.europa.eu/public_opinion/ archives/ebs/ebs_262_en.pdf 2. http://gristmill.grist.org/story/2008/5/15/104213/829 Il nucleare e Kyoto &amp;#176;• Russia (22 GW), &amp;#176;• Germania (20 GW), &amp;#176;• Corea del Sud (17 GW), &amp;#176;• Canada (13 GW), &amp;#176;• Ucraina (13 GW), &amp;#176;• Regno Unito (12 GW) e &amp;#176;• Svezia (9 GW, 10 reattori). Oltre a questi, altre 21 nazioni producono piccole quote di energia (tra i 300 MW e gli 8 GW ognuna)con poco meno di 100 reattori. Molti paesi, anche quelli in cui sono attivi solo uno o due impianti nucleari, soddisfano con la scissione una quota consistente di fabbisogno energetico. Considerando invece il rapporto fra capacit&amp;#224; di generazione complessiva e quota nucleare, alla guida della classiﬁca troviamo &amp;#176;• la Francia (77%), &amp;#176;• la Lituania (64%), &amp;#176;• la Slovacchia (54%), &amp;#176;• il Belgio (54%), &amp;#176;• l’Ucraina (48%), &amp;#176;• la Svezia (46%), &amp;#176;• l’Armenia (44%), &amp;#176;• la Slovenia (42%), &amp;#176;• la Svizzera (40%), &amp;#176;• l’Ungheria (37%), &amp;#176;• la Corea del Sud (35%) e inﬁne &amp;#176;• la Bulgaria (32%). Russia, Cina, India, Sud Africa e Stati Uniti stanno valutando la costruzione di circa venti ulteriori reattori. Sources: [1] http://www.iaea.org/programmes/a2/ [2] http://www.nei.org/resourcesandstats/nuclear_statistics/worldstatistics/</description><a10:updated>2008-08-13T07:18:26+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1308/?Page=48</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1308/?Page=48</link><title>Vestas Win[d] Page 48</title><description>Massima qualit&amp;#224; sotto ogni aspetto dovunque 48</description><a10:updated>2008-08-13T07:18:26+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1308/?Page=49</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1308/?Page=49</link><title>Vestas Win[d] Page 49</title><description>L’intero processo produttivo di una turbina Vestas &amp;#232; scrupolosamente curato in ogni sua fase. Ora &amp;#232; il momento di ottimizzare anche il processo di trasporto, in modo che tutti i clienti ricevano le loro turbine entro i tempi stabiliti. 49</description><a10:updated>2008-08-13T07:18:26+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1308/?Page=50</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1308/?Page=50</link><title>Vestas Win[d] Page 50</title><description>Nel settembre del 2007 il passaggio dell’uragano Humberto sulla citt&amp;#224; texana di Beaumont, provoc&amp;#242; ingenti danni ad oltre 100 pale Vestas temporaneamente depositate in un sito di stoccaggio. La perdita economica fu stimata intorno ai 4,7 milioni di euro e lo sforzo per far giungere in tempo le pale sostitutive fu davvero immane. Obiettivo 4 sistema Sigma I danni provocati dall’uragano Humberto non sono che un esempio delle problematiche che possono insorgere durante il trasporto dei componenti e che Vestas sta cercando di FACT BOX: Il sistema Six Sigma &amp;#232; ﬁnalizzato all’eliminazione degli errori/non conformit&amp;#224; dei processi aziendali nell’ottica di un incremento dei proﬁtti. 50</description><a10:updated>2008-08-13T07:18:26+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1308/?Page=51</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1308/?Page=51</link><title>Vestas Win[d] Page 51</title><description>prevenire in modo sistematico. Per ottimizzare la qualit&amp;#224; del trasporto &amp;#232; stato costituito un apposito team formato da membri provenienti da tutti i settori dell’organizzazione. L’iniziativa prende il nome di “Raggiungere il livello 4 Sigma nel processo di trasporto”. L’idea &amp;#232; di portare tutti i fornitori al livello 4 Sigma – che prevede meno di 6.210 pale danneggiate per milione di unit&amp;#224; trasportate – entro la ﬁne del 2008. “L’ideale sarebbe innalzare il livello della qualit&amp;#224; del trasporto a standard 5 o 6 Sigma, ma l’effettiva riduzione della percentuale di pale danneggiate dipende interamente dalla deﬁnizione del concetto di “danno”; non &amp;#232; ad esempio realistico pensare di poter prevenire ogni piccolo grafﬁo intervenuto in fase di trasporto. Tuttavia non sono certo queste inezie, ma danni di entit&amp;#224; ben maggiore a ritardare l’arrivo delle forniture, e la puntualit&amp;#224; dei termini di consegna &amp;#232; per noi un aspetto di primaria importanza”, afferma Hilmar Eliasen, Manager del dipartimento Global Cargo Risk Management. Il monitoraggio delle tratte ad altro rischio Fino alla ﬁne del 2008, Vestas monitorer&amp;#224; accuratamente le spedizioni lungo quelle che sono considerate “tratte ad alto rischio”. I problemi sorgono quando gli spedizionieri incaricano vettori terzi per proseguire il trasporto dei componenti. Possono veriﬁcarsi ﬁno a 20–40 passaggi tra corrieri diversi e talvolta i componenti devono essere lasciati in un deposito per un certo periodo di tempo, proprio come &amp;#232; successo a Beaumont. I membri del team viaggiano molto per veriﬁcare le modalit&amp;#224; con cui i vettori terzi trasportano i componenti. I momenti di particolare criticit&amp;#224; sono le operazioni di scarico dalle navi e di passaggio dal trasporto su gomma a quello su rotaia. Il piano prevede inoltre la messa a punto di un sistema elettronico per la tracciabilit&amp;#224; di ogni componente. “Al momento non &amp;#232; ancora stato deciso quale sar&amp;#224; lo spettro d’azione del sistema, ma nella versione pi&amp;#249; soﬁsticata potrebbe essere dotato di un sensore GPS e, forse, persino di sensori di temperatura e movimento per appurare se i componenti sono stati stipati correttamente”, spiega Henrik Stamer, Director di Risk Assessment e principale responsabile dell’iniziativa. Formare i vettori Duncan Galbraith, Transport Engineer del dipartimento Vestas Technology nonch&amp;#233; responsabile del team che monitora i trasporti ad alto rischio, spiega che l’aspetto formativo &amp;#232; fondamentale nell’ambito di questa iniziativa. “Formiamo il personale di spedizionieri e vettori, insistendo in particolar modo sulla sicurezza e le procedure standardizzate”, afferma. Vestas intanto sta preparando una serie di indicazioni generali ad uso degli spedizionieri per assicurare un’equa ripartizione del rischio. “I corrieri devono essere in grado di stabilire ci&amp;#242; che il carico che stanno trasportando pu&amp;#242; sopportare o meno, oltre a prendere le necessarie precauzioni di natura tecnica. In questo modo ci tuteliamo dal rischio di vertenze legali per attribuire la responsabilit&amp;#224; del danno”, spiega Hilmar Eliasen. Trasporto qualitativamente superiore, consegne puntuali Vestas auspica che l’accento posto sulla qualit&amp;#224; dei trasporti avr&amp;#224; come risulato la puntualit&amp;#224; dei tempi di consegna per i clienti. “L’iniziativa rafforza ulteriormente il nostro impegno a garanzia di consegne puntuali, perci&amp;#242; ci aspettiamo che inﬂuenzi positivamente la percezione che i clienti hanno della “puntualit&amp;#224;” di Vestas”, conclude Stamer. 51</description><a10:updated>2008-08-13T07:18:26+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1308/?Page=52</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1308/?Page=52</link><title>Vestas Win[d] Page 52</title><description>Win[d] W I N D , O I L A N D G A S Contatti Vestas Northern Europe +46 40 376 700 Vendite e assistenza in Gran Bretagna, Irlanda, Scandinavia, Polonia, Paesi Baltici. Vestas Central Europe +49 4841 9710 Vendite e assistenza in Germania, Austria, Benelux, Russia ed Europa Orientale. Vestas Mediterranean +34 902 41 98 00 Vendite e assistenza nei Paesi delle regioni del Mediterraneo, del Medio Oriente, dell’America Latina, dei Caraibi e della parte Nord ed Ovest dell’ Africa. Vestas Asia Paciﬁc +65 6303 6500 Vendite e assistenza in Australia, Nuova Zelanda, Cina, Giappone, India e resto dell’Asia. Vestas Americas +1 503 327 2000 Vendite e assistenza in Nordamerica. Vestas Offshore +45 97 30 00 00 Vendite e assistenza, offshore. EDITORI: Peter Wenzel Kruse (Editor in Chief) e Hanne Poder S&amp;#248;rensen. TESTI: Klaus Bundg&amp;#229;rd, Cath Mersh, Peter Gisselmann Rasmussen, Charles Butcher und Hanne Poder S&amp;#248;rensen. IT Per maggiori informazioni sulle societ&amp;#224; di vendita e assistenza Vestas, visitate il sito www.vestas.com e cliccate su Contact. Vestas Wind Systems A/S Alsvej 21 &amp;#183; DK-8900 Randers &amp;#183; Danimarca Tel. +45 97 30 00 00 &amp;#183; Fax +45 97 30 00 01 vestas@vestas.com &amp;#183; www.vestas.com</description><a10:updated>2008-08-13T07:18:26+02:00</a10:updated></item></channel></rss>
