<?xml version="1.0" encoding="utf-16"?><rss xmlns:a10="http://www.w3.org/2005/Atom" version="2.0"><channel><title>Vestas Win[d]</title><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/RSS.ashx</link><description>Vestas Win[d] Pages</description><lastBuildDate>Mon, 25 Feb 2008 13:31:48 +0100</lastBuildDate><a10:id>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/</a10:id><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=1</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=1</link><title>Vestas Win[d] Page 1</title><description>Win[d] W I N D , O I L A N D G A S N o. 1 1 Anno 05 27 Febbraio 2008 Siamo sull’orlo di una crisi idrica? Un grande progetto di cambiamento Ascoltare le opinioni dei clienti Il “torture testing” &amp;#183; Quando cade un fulmine Decolla Global Research Rischi sotto la lente di ingrandimento 12 battaglie cruciali</description><a10:updated>2008-02-25T13:31:48+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=2</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=2</link><title>Vestas Win[d] Page 2</title><description>Niente CO2. Nessuno spreco d’acqua La vision di Vestas Wind, Oil and Gas sta gradualmente diventando realt&amp;#224;. Non &amp;#232; per&amp;#242; semplice crescere continuamente in questo settore poich&amp;#233; &amp;#232; necessario un notevole impegno per far emergere il “carbone pulito” e l’“energia nucleare sicura” come possibili soluzioni ecologiche al costante aumento della richiesta di energia. Finora il dibattito sul clima si &amp;#232; concentrato quasi esclusivamente sulle emissioni di CO2, ma in molte parti del mondo, l’acqua – o meglio, la sua mancanza – pone una sﬁda pi&amp;#249; urgente e grave. L’energia eolica consente di non consumare acqua mentre le turbine sono in funzione e producono elettricit&amp;#224;. Non esiste una forma di energia che possa soddisfare per intero il fabbisogno energetico mondiale, ma Vestas sta lavorando per garantire che nei prossimi 12 anni almeno il 10% del fabbisogno energetico sia coperto dall’“energia moderna”. La richiesta crescer&amp;#224; alla stessa velocit&amp;#224;, ed &amp;#232; per questo che abbiamo deﬁnito le 12 Must-Win Battles con le quali intendiamo garantire e mantenere la posizione di Vestas, poich&amp;#233; il continuo sviluppo ci impone un’azienda sempre pi&amp;#249; efﬁciente, un migliore dialogo e rapporti professionali con i nostri clienti e fornitori, continuare la nostra opera di espansione, la formazione e gli investimenti in nuove strutture. Un altro elemento fondamentale per lo sviluppo di Vestas &amp;#232; il nostro Dipartimento per la ricerca e sviluppo, il pi&amp;#249; grande del settore. Questo reparto continuer&amp;#224; a sviluppare nuove soluzioni rivoluzionarie e nel nostro nuovo centro di collaudo potremo sottoporre a test di carico le turbine, simulando 20 anni di funzionamento in soli 20 giorni. Questo ci offre un nuovo ventaglio di possibilit&amp;#224; per veriﬁcare la qualit&amp;#224; dei nostri prodotti. Negli ultimi due anni, Vestas Constitution &amp;#232; stata uno dei punti fondamentali della nostra iniziativa strategica denominata The Will to Win. Come potrete leggere in questo numero della rivista, la Constitution ci ha permesso di creare una nuova Vestas in cui i fatti e i dati concreti costituiscono le basi per ogni decisione. Agli incontri settimanali del Vestas Governement vengono infatti attentamente monitorate tutte le operazioni di Vestas. I nostri risultati operativi nel 2007 d’altro canto dimostrano quanto affermiamo e che abbiamo raggiunto gli obiettivi di volume e fatturato. Nel 2008 il passo successivo. Per questo anno prevediamo che il fatturato aumenter&amp;#224; ﬁno a 5,7 miliardi di euro con un margine EBIT del 10% – 12%, mentre il capitale circolante netto non dovr&amp;#224; superare il 15% alla ﬁne del 2008. Il 2007 &amp;#232; stato un anno entusiasmante. Sicuramente lo sar&amp;#224; almeno altrettanto il 2008. La passione e la forza di volont&amp;#224; dimostrata ogni giorno da tutti i miei colleghi costituiscono la vera forza ed energia che sostengono Vestas nella sua posizione di No. 1 in Modern Energy, anche nel 2008. Ditlev Engel, Presidente e CEO Vestas Wind Systems A/S</description><a10:updated>2008-02-25T13:31:48+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=3</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=3</link><title>Vestas Win[d] Page 3</title><description>Sommario 4 L’acqua: una risorsa vitale che scarseggia Le emissioni di CO2 non sono l’unica sﬁda globale. Le risorse idriche potabili stanno riducendosi in maniera preoccupante in tutto il mondo. E il settore energetico &amp;#232; uno dei principali consumatori di acqua. Un nuovo studio punta i riﬂettori su questo problema. 30 34 Must-Win Battles Nel 2008 le 12 Must-Win Battles avranno massima priorit&amp;#224; : subito dopo il bilancio. Preparati ad ogni evenienza La gestione del rischio permetter&amp;#224; di prevedere le situazioni di criticit&amp;#224; che possono avere un impatto ﬁnanziario sulle attivit&amp;#224; dell’azienda e – nella peggiore ipotesi – spiegare come l’emergenza andr&amp;#224; affrontata per ridurne le ripercussioni. 12 I clienti stabiliscono l’ordine del giorno Vestas Technology R&amp;amp;D diventer&amp;#224; un dipartimento sempre pi&amp;#249; orientato alle esigenze del mercato e dei clienti, grazie anche al supporto del Comitato Tecnico Consultivo. 38 42 20 anni in 20 giorni Al nuovo centro di collaudo Vestas in Danimarca i test sono all’ordine del giorno. 16 Da forte a impareggiabile Spicca il volo Global Research, un’organizzazione in network con un importante obiettivo a lungo termine: mettere al tappeto i costi energetici. Verso una corretta cultura della sicurezza Grazie a due nuovi corsi di formazione sulla sicurezza, Vestas &amp;#232; sulla giusta strada per raggiungere un obiettivo fondamentale: zero infortuni sul lavoro. Sconﬁggere il dio Thor I sistemi con cui Vestas produce turbine a prova di fulmine. 20 52 Le fondamenta per il miglioramento Un nuovo sistema di messa a terra migliorer&amp;#224; le prestazioni e la sicurezza elettrica delle turbine eoliche, riducendo anche i costi di installazione. 24 Sono state gettate importanti fondamenta I 13 Constitution Project stabiliti nel 2005 sono stati implementati in tutta l’organizzazione. Win[d] ha incontrato “l’architetto” del progetto. 56 Premi in Francia e Cina Il 2007 si &amp;#232; concluso con due premi prestigiosi per Vestas.</description><a10:updated>2008-02-25T13:31:48+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=4</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=4</link><title>Vestas Win[d] Page 4</title><description>L’acqua: una risorsa vitale che scarseggia Quando lo scorso dicembre i capi di Stato i e Ministri dell’Ambiente di tutto il mondo si sono dati appuntamento al summit sul clima di Bali, tutti i riﬂettori erano puntati sul problema delle emissioni di CO2. Soltanto pochi politici hanno avuto un occhio di riguardo per la questione della scarsit&amp;#224; di risorse idriche. Eppure tutti, indistintamente, hanno consumato litri e litri d’acqua per combattere la bollente calura Indonesiana. 4</description><a10:updated>2008-02-25T13:31:48+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=5</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=5</link><title>Vestas Win[d] Page 5</title><description>Ad ottobre del 2007, DHI – un’organizzazione internazionale di consulenza e ricerca che si occupa di acqua, ambiente e salute – ha presentato una sorprendente relazione dal titolo “A Water for Energy Crisis?”. In questo rapporto commissionato da Vestas, DHI indaga ﬁno a che punto lo stato delle risorse idriche globali imponga delle limitazioni alla produzione di elettricit&amp;#224; e quindi al futuro della crescita globale. Le conclusioni offrono materiale sufﬁciente a far riﬂettere tutto il mondo politico. Un mondo in continua crescita Nel corso del XX secolo la popolazione globale &amp;#232; triplicata mentre il consumo di risorse idriche &amp;#232; irragionevolmente sestuplicato. Di questo passo nel 2025 la popolazione mondiale raggiunger&amp;#224; gli 8 miliardi di persone, la met&amp;#224; delle quali stanziate in aree povere di risorse idriche. Ma quali sono i settori in testa ai consumi? Negli Stati Uniti i dati resi noti dal National Renewable Energy Laboratory (NREL) indicano che il settore energetico &amp;#232; responsabile del 39% del prelievo idrico complessivo, preceduto solamente dal settore agricolo con il 41%. A livello europeo il settore energetico rappresenta il 31%, il settore agricolo il 32%. Tuttavia, il dato che dovrebbe maggiormente allarmare &amp;#232; che negli Stati Uniti la produzione di energia termoelettrica, secondo le previsioni dell’American Energy Agency, crescer&amp;#224; ad un ritmo tale che nel 2025 il paese generer&amp;#224; il 50% di elettricit&amp;#224; in pi&amp;#249; rispetto al 2000. In Europa il trend sar&amp;#224; simile e, stando ai dati di Fl&amp;#246;rke &amp;amp; Alcamo (2004), tra il 2000 e il 2030 la produzione energetica aumenter&amp;#224; del 54%. La ragione per cui solamente alcuni politici hanno correttamente interpretato queste allarmanti cifre &amp;#232; probabilmente attribuibile al fatto 5</description><a10:updated>2008-02-25T13:31:48+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=6</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=6</link><title>Vestas Win[d] Page 6</title><description>Nel corso del XX secolo la popolazione globale &amp;#232; triplicata mentre il consumo di risorse idriche &amp;#232; irragionevolmente sestuplicato. Di questo passo nel 2025 la popolazione mondiale raggiunger&amp;#224; gli 8 miliardi di persone, la met&amp;#224; delle quali stanziate in aree povere di risorse idriche. che l’incremento della produzione energetica non incider&amp;#224; in maniera sensibile sul volume di acqua necessaria per alimentare gli impianti di raffreddamento delle centrali elettriche. A questo punto &amp;#232; indispensabile introdurre due parametri cruciali in questo contesto: Se si considera unicamente il prelievo idrico la situazione appare rosea anche a fronte delle impressionanti previsioni di crescita della produzione energetica. Gli studi dell’American Energy Agency confermano che un incremento del 50% non avrebbe pressoch&amp;#233; alcun effetto sul volume di risorse idriche prelevato. Anche in Europa si prevede che il prelievo Prelievo idrico: indica il quantitativo di acqua dolce attinto da una fonte, sia in maniera continua, sia temporanea. In un secondo momento l’acqua prelevata viene in parte restituita alla fonte. Consumo idrico: esprime il volume d’acqua prelevato da una fonte e non pi&amp;#249; disponibile perch&amp;#233; evaporato, utilizzato per uso umano, industriale, agricolo o altro. idrico per progetti energetici diminuir&amp;#224; del 65% nonostante il netto incremento della produzione elettrica. Bisogna tuttavia tener conto che il consumo idrico stimato per lo stesso periodo &amp;#232; in aumento del 165 % negli Stati Uniti e del 130% in Europa. Ma quali sono le ragioni di questo apparente paradosso? Per trovare la risposta dobbiamo analizzare il funzionamento delle due principali tecnologie di raffreddamento in uso nelle centrali elettriche. &amp;#200; tutta una questione di tecnologia Il principale autore del rapporto DHI &amp;#232; Gareth James Lloyd, esperto in gestione delle risorse idriche. A lui abbiamo chiesto di illustrarci i due sistemi di raffreddamento: “Una delle tecnologie pi&amp;#249; utilizzate &amp;#232; il sistema “a rendere”. Questa tecnologia prevede l’immissione di una grande quantit&amp;#224; d’acqua nell’impianto di raffreddamento che poi, come suggerisce il nome, viene restituita alla fonte ad esempio scaricandola in un ﬁume”. Lloyd afferma che nonostante il prelievo idrico iniziale sia piuttosto ingente, il consumo vero e proprio &amp;#232; limitato al volume di acqua evaporata durante il processo di raffreddamento, calcolato approssimativamente in 650 litri per ogni MWh di elettricit&amp;#224; generato. “L’altra tecnologia in uso &amp;#232; quella delle torri di raffreddamento a circuito chiuso. Le centrali elettriche che si servono di questa tecnologia prelevano un volume d’acqua molto inferiore ma il consumo reale di un circuito chiuso &amp;#232; praticamente doppio rispetto al sistema a rendere, circa 1.330 litri d’acqua per MWh generato. Ed &amp;#232; proprio questo dato a farci prevedere per il futuro un’impennata dei consumi idrici”. Gareth James Lloyd riferisce infatti che le nuove centrali elettriche attualmente in costruzione negli Stati Uniti e in Europa saranno dotate di torri di raffreddamento. “A 6</description><a10:updated>2008-02-25T13:31:48+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=7</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=7</link><title>Vestas Win[d] Page 7</title><description>Consumo idrico per la produzione di elettricit&amp;#224; prima vista questa sembra la scelta pi&amp;#249; logica, dal momento che nell’immediato consente di incrementare la produzione elettrica senza tuttavia impoverire le riserve idriche”. Lloyd non nasconde il fatto che limitare il prelievo idrico senza tener conto del consumo effettivo, &amp;#232; un comportamento che incide notevolmente sulle risorse d’acqua dolce, limitandone nel tempo la capacit&amp;#224; di soddisfare il fabbisogno. Questo problema &amp;#232; ulteriormente esasperato dai cambiamenti climatici, un aspetto di cui ci occuperemo in seguito. “Delle 10.000 centrali elettriche attive in Europa nel 2000, il 66% era dotato di un impianto a rendere, mentre il rimanente 34% utilizzava torri di raffreddamento. Il ciclo di vita di una centrale elettrica &amp;#232; generalmente di 40 anni, al termine del quale l’Europa prevede la sostituzione degli impianti con centrali dotate di torri di raffreddamento. Alla luce di questi fatti si calcola che il consumo idrico del settore energetico passer&amp;#224; dai 6,6 miliardi di litri al giorno nel 2000 a 15 miliardi di litri nel 2030”. Gareth James Lloyd speciﬁca che questa quantit&amp;#224; d’acqua equivale in linea di massima al fabbisogno idrico giornaliero di 100 milioni di europei per bere, lavarsi, cucinare e svolgere altre attivit&amp;#224;. Fonte energetica Consumo stimato di risorsa idrica (litri/MWh) • Vento • Gas • Carbone • Energia nucleare • Petrolio • Energia idroelettrica • Biomasse (1a generazione) 1 1,000 2,000 2,500 4,000 68,000 178,000 tabella 1: Consumo idrico per la produzione di elettricit&amp;#224; utilizzando le diverse tecnologie. Fonte “A Water for Energy Crisis” – Ottobre 2007. Chi ha le informazioni corrette? Che i politici non abbiano sempre la possibilit&amp;#224; di veriﬁcare le informazioni in prima persona, &amp;#232; comprensibile. Nei processi decisionali si avvalgono delle consulenze fornite di volta in volta dagli esperti di settore. Questo vale naturalmente anche per la questione idrica, con la differenza che in questo caso sembra esserci una notevole discrepanza tra le informazioni in possesso dei politici americani e i dati forniti ai politici europei. Mentre negli Stati Uniti il mondo politico sta prendendo co- scienza del problematico rapporto tra consumo idrico e produzione di energia elettrica, in molti paesi europei la tematica viene considerata da una prospettiva completamente diversa. Nel luglio del 2007 l’Institute for European Environmental Policy (IEEP) ha pubblicato un rapporto in cui, fra le altre cose, si afferma che “l’acqua prelevata per progetti energetici non &amp;#232; considerata un consumo idrico…”. Come abbiamo visto in precedenza, questo non &amp;#232; del tutto vero. La realt&amp;#224; dei fatti &amp;#232; infatti ben diversa. 7</description><a10:updated>2008-02-25T13:31:48+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=8</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=8</link><title>Vestas Win[d] Page 8</title><description>Politici e settore industriale dovrebbero allargare l’orizzonte del problema delle emissioni di CO2, dando spazio anche alla questione idrica. Gareth James Lloyd, esperto in gestione delle risorse idriche, DHI. L’eolico fa la differenza Come mostra la Tabella 1, vi &amp;#232; una differenza signiﬁcativa tra il volume di acqua che occorre ad un moderno impianto eolico per generare 1 MWh di elettricit&amp;#224; e quello necessario alle centrali nucleari, idroelettriche o comunque convenzionali, compresi gli impianti alimentati a biomasse. Il motivo &amp;#232; presto detto: in un parco eolico l’acqua viene utilizzata esclusivamente per pulire occasionalmente le pale, un processo che serve a mantenere inalterate nel tempo le propriet&amp;#224; aerodinamiche e dunque la capacit&amp;#224; produttiva degli aerogeneratori. Il vento e l’acqua Per quanto riguarda il consumo idrico, il vento spicca di gran lunga sulle altre tecnologie energetiche. Appare quindi evidente che, incrementando la quota di eolico nel mix energetico, una nazione ridurrebbe signiﬁcativamente tanto il prelievo quanto il consumo idrico. Nell’ambito del rapporto DHI sono stati effettuati dei calcoli relativi alla quantit&amp;#224; d’acqua che Stati Uniti ed Europa potrebbero risparmiare qualora l’eolico rappresentasse il 20% della produzione energetica complessiva. “Anche in questo caso i risultati sono tali da richiamare l’attenzione dei responsabili delle politiche energetiche e spingerli ad intervenire”. Gareth James Lloyd spiega che nel 2025 gli Stati Uniti potrebbero risparmiare circa 100 miliardi di litri di acqua prelevata e 7 miliardi di litri di acqua consumata, se solo l’eolico rappresentasse un quinto del mix energetico. E queste sono cifre calcolate su base quotidiana. “Se si analizzano i risparmi nel consumo idrico, il dato corrisponde al fabbisogno giornaliero di 28 milioni di americani per usi privati e domestici, mentre il risparmio in termini di prelievo idrico supera addirittura il consumo totale dell’intera popolazione statunitense”. DHI ha effettuato un simile calcolo anche per il settore energetico europeo. In questo caso i dati mostrano che un incremento della quota di energia eolica al 20% entro il 2030, consentirebbe un taglio al prelievo giornaliero di circa 18 miliardi di litri e una riduzione del consumo di 3, cifre che corrispondono al consumo giornaliero rispettivamente di 100 milioni e 18 milioni di europei. I cambiamenti climatici aggravano ulteriormente il problema In materia di cambiamenti climatici e riscaldamento globale, l’organismo scientiﬁco pi&amp;#249; accreditato &amp;#232; senza dubbio l’IPPC, il Comitato 8</description><a10:updated>2008-02-25T13:31:48+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=9</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=9</link><title>Vestas Win[d] Page 9</title><description>9</description><a10:updated>2008-02-25T13:31:48+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=10</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=10</link><title>Vestas Win[d] Page 10</title><description>A quali scopi utilizzano l’acqua le diverse tecnologie energetiche Petrolio, carbone, gas Nelle centrali termoelettriche il principale consumo idrico &amp;#232; costituito dall’acqua utilizzata per il raffreddamento dei generatori. Energia nucleare L’acqua &amp;#232; impiegata per il raffreddamento dei reattori in cui avviene il processo di scissione. Energia idroelettrica Nelle centrali idroelettriche i generatori convertono l’energia cinetica dell’acqua in elettricit&amp;#224; (&amp;#232; lo stesso principio applicato alle turbine eoliche, che sfruttano l’energia cinetica del vento). Il consumo di risorse idriche &amp;#232; principalmente ascrivibile al fenomeno della vaporizzazione. Biomasse Il water footprint delle centrali alimentate da biomasse di prima generazione &amp;#232; legato a due principali tipologie d’uso: 1) l’ irrigazione delle colture destinate al biocombustibile; 2) il raffreddamento dei generatori degli impianti di cogenerazione energia elettrica-calore che convertono la biomassa in energia attraverso la combustione. ALCUNI DATI SULLE TURBINE EOLICHE • Nessun consumo di acqua. • Nessuna emissione di CO2, Sox o Nox. • Nessuno scarto. Riciclabili all’80%. Intergovernativo sul Mutamento Climatico dell’ONU. Il quarto rapporto del Comitato, pubblicato nel 2007, in cui si illustravano gli effetti dei cambiamenti climatici sulle riserve idriche, ha fatto molto discutere. Vi si leggeva che “il riscaldamento globale si ripercuoter&amp;#224; sulle riserve idriche” e che la maggior parte delle difﬁcolt&amp;#224; legate al riscaldamento globale dipendono dallo sviluppo e dalla gestione di queste risorse. Secondo Gareth James Lloyd, i cambiamenti climatici inﬂuenzano le risorse idriche sotto due aspetti: la quantit&amp;#224; e l’accessibilit&amp;#224;: “Il riscaldamento globale pu&amp;#242; inﬂuire sulla quantit&amp;#224; d’acqua disponibile causandone, a seconda delle zone geograﬁche, la riduzione o l’aumento. L’ Europa meridionale sar&amp;#224; particolarmente esposta a periodi di siccit&amp;#224;, mentre nell’Europa centrale si registrer&amp;#224; un aumento delle precipitazioni. In entrambi i casi le conseguenze saranno comunque serie”. Per quanto riguarda l’altro aspetto, ovvero l’accessibilit&amp;#224;, il tempismo &amp;#232; fondamentale. Negli Stati Uniti si prevede che il fenomeno non avr&amp;#224; conseguenze rilevanti sul volume complessivo delle precipitazioni, in compenso le piogge pi&amp;#249; intense non si collocheranno nei periodi dell’anno in cui erano avvenute ﬁnora. Un cambiamento di questo tipo metterebbe duramente alla prova non solo il comparto agricolo ma anche il settore energetico. 10</description><a10:updated>2008-02-25T13:31:48+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=11</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=11</link><title>Vestas Win[d] Page 11</title><description>DEFINIZIONI Stress idrico: approvvigionamento idrico annuale &amp;lt; 1.700 m3 pro capite Scarsit&amp;#224; idrica: approvvigionamento idrico annuale &amp;lt; 1000 m3 pro capite Gereth James Lloyd Esperto in gestione delle risorse idriche, lavora presso l’DHI. Nato in Inghilterra, Gareth James Lloyd si &amp;#232; laureato in politiche ambientali alla Roskilde University, Danimarca. Numerose altre aree del mondo dovranno fare i conti con lo scioglimento delle nevi che si ritireranno precocemente e ad una velocit&amp;#224; che nulla ha a che vedere con i ritmi della natura. “Nella parte occidentale degli Stati Uniti, il 75% delle riserve idriche &amp;#232; alimentato dallo scioglimento delle nevi. L’accessibilit&amp;#224; idrica in queste zone risentir&amp;#224; enormemente del fenomeno se la neve inizier&amp;#224; a sciogliersi molto pi&amp;#249; rapidamente. Dalle Rocky Mountains le acque di scioglimento si riverseranno copiose nei ﬁumi e, oltre al rischio di inondazioni e all’alterazione del regime dei corsi d’acqua, un certo numero di centrali idroelettriche non saranno in grado di raccogliere l’acqua nei serbatoi durante i periodi di maggiore afﬂusso idrico”. La prospettiva globale e quella locale Quando gli viene chiesto se il pianeta si stia avviando verso una crisi idrica, Gareth James Lloyd risponde che i mutamenti climatici saranno la variabile decisiva. L’esperto non crede tuttavia che considerare questi cambiamenti unicamente in relazione alla produzione energetica sia corretto, poich&amp;#233; in gioco c’&amp;#232; il benessere globale. “Purtroppo esiste una tendenza a ridimensionare la vera entit&amp;#224; del problema, poich&amp;#233; la situazione a livello globale non appare particolarmente allarmante. Tuttavia, considerando una prospettiva locale, sono molte le aree del mondo che potrebbero trovarsi in difﬁcolt&amp;#224; gi&amp;#224; in un prossimo futuro”. Per questo motivo Lloyd invita politici e settore industriale ad allargare gli orizzonti del problema delle emissioni di CO2, dando spazio anche alla questione idrica. Un indicatore utile Con il termine carbon footprint si indica la quantit&amp;#224; di anidride carbonica rilasciata durante il processo di produzione di un prodotto o di un servzio. Gareth James Lloyd propone l’introduzione di un parametro simile che determini il volume d’acqua necessario alla loro produzione, una sorta di water footprint: “Un simile indicatore costituirebbe uno strumento non ambiguo a supporto dei processi decisionali sia in ambito istituzionale che aziendale”. Lloyd auspica persino che nell’immediato futuro aziende e privati vengano costretti a neutralizzare la propria water footprint, come avviene per chi viaggia in aereo con la possibilit&amp;#224; di neutralizzare l’impronta ecologica generata. In ogni caso, dobbiamo renderci conto che la questione delle risorse idriche va affrontata con estrema seriet&amp;#224;, dai politici, dalle aziende e dai privati cittadini. 11</description><a10:updated>2008-02-25T13:31:48+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=12</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=12</link><title>Vestas Win[d] Page 12</title><description>12</description><a10:updated>2008-02-25T13:31:48+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=13</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=13</link><title>Vestas Win[d] Page 13</title><description>I clienti stabiliscono l’ordine del giorno Raramente clienti e dipartimenti per lo sviluppo sanno qualcosa l’uno dell’altro e forse ancor pi&amp;#249; raramente si incontrano di persona. Vestas Technology R&amp;amp;D si propone di colmare questa mancanza attraverso l’istituzione del Comitato Tecnico Consultivo. In questa sede i clienti hanno l’opportunit&amp;#224; di fornire il loro contributo e le loro critiche in modo informale, direttamente alle persone che progettano le turbine eoliche Vestas. “Le turbine eoliche Vestas necessitano di ulteriori miglioramenti in una serie di settori”. Questo &amp;#232; stato il duro giudizio espresso dai rappresentanti dei clienti di Vestas quando, ad ottobre 2007, hanno partecipato all’incontro del Comitato Tecnico Consultivo, istituito su iniziativa di Vestas. Un giudizio forse poco pia- cevole, ma il comitato, che si riunisce una volta l’anno, &amp;#232; stato creato proprio per essere un forum aperto alle critiche sincere e al dialogo. In questa occasione i clienti hanno l’opportunit&amp;#224; di affrontare argomenti che li riguardano con particolare riferimento ai servizi e ai prodotti Vestas. Come spiega Christina Aabo, direttore del dipartimento Product Management: “Questo &amp;#232; un passo che ci permette di diventare pi&amp;#249; aperti, di spiegare ai clienti come stiamo intervenendo per migliorare ulteriormente i nostri prodotti e sviluppare i settori in cui i nostri clienti riscontrano problemi”. 13</description><a10:updated>2008-02-25T13:31:48+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=14</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=14</link><title>Vestas Win[d] Page 14</title><description>Christina Aabo sottolinea che per Vestas i commenti, i suggerimenti e le critiche espresse dai clienti sono il risultato pi&amp;#249; importante di questa nuova iniziativa. “Lo sviluppo di nuova tecnologia &amp;#232; un processo a lungo termine. Non possiamo semplicemente rilassarci illudendoci di sapere cosa vorranno i clienti tra 3 o 4 anni o in un futuro ancora pi&amp;#249; distante” aggiunge, “perci&amp;#242; &amp;#232; fondamentale che ci venga “Lo sviluppo di nuova tecnologia &amp;#232; un processo a lungo termine. Non possiamo semplicemente rilassarci illudendoci di sapere cosa vorranno i clienti tra 3 o 4 anni o in un futuro ancora pi&amp;#249; distante. Per questo motivo il contributo dei clienti &amp;#232; preziosissimo”. Christina Aabo, Direttore del Dipartimento Product Management, Vestas Technology R&amp;amp;D. sponsabile della progettazione delle turbine, alla quale ha avanzato delle richieste: “Come azienda, &amp;#232; facile dimenticare ci&amp;#242; che i clienti vogliono veramente. Perci&amp;#242; &amp;#232; bello vedere che Vestas riconosce il valore del nostro contributo. In un processo di questo tipo, Vestas si sentir&amp;#224; dire delle cose poco gradevoli, ma sta all’azienda dimostrare che le nostre critiche vengono prese sul serio e dimostrare di essere pronta ad agire di conseguenza”. Christina Aabo assicura che le dato un contributo da pi&amp;#249; parti, e gli incontri tra gli organi decisionali dei nostri clienti e i tecnici specializzati sono estremamente proﬁcui in questo senso. Infatti, i diversi apporti che derivano dai clienti e dagli addetti allo sviluppo sono sempre preziosissimi”. Per questa ragione, quando il comitato si riunisce, l’ordine del giorno &amp;#232; quasi interamente dedicato alla discussione e ai suggerimenti. Il comitato si &amp;#232; riunito per la prima volta nel 2005 a Francoforte, in Germania, mentre nel 2007 l’incontro si &amp;#232; svolto a &amp;#197;rhus, in Danimarca. In questa occasione, alcuni rappresentanti dei clienti di Vestas si sono confrontati con parte dello staff di Vestas Technology R&amp;amp;D, in un meeting di due giorni. Il programma includeva la visita al nuovo centro di collaudo Vestas nel porto di &amp;#197;rhus e al Performance&amp;amp;Diagnostics Centre (VPDC), nel cuore della sede principale. L’azienda ha inoltre illustrato le iniziative avviate per migliorare la qualit&amp;#224; dei prodotti e il rispetto dei tempi di consegna da parte dei fornitori. L’incontro di &amp;#197;rhus si &amp;#232; distinto per l’alto grado di impegno e per il forte desiderio di contribuire alla discussione da parte dei partecipanti, tra i quali Mike Bourns, Amministratore Delegato di TransAlta Wind, il quale fremeva per l’opportunit&amp;#224; di comunicare direttamente con la parte dell’organizzazione Vestas re- critiche verranno utilizzate in modo costruttivo e spiega che l’iniziativa non si limita ad apportare miglioramenti ai prodotti, ma che l’incontro con i clienti &amp;#232; anche un modo per cambiare la mentalit&amp;#224; dell’organizzazione. “I nostri clienti ritengono che per alcuni aspetti i nostri prodotti non siano ancora all’altezza delle loro aspettative. Durante l’incontro questo &amp;#232; emerso con chiarezza ed &amp;#232; fondamentale che tutti prendano questa valutazione con spirito costruttivo”, aggiunge. “Solo in questo modo gli incontri costituiranno il primo passo verso un cambiamento radicale in Vestas Technology R&amp;amp;D. Il nostro lavoro infatti deve essere pi&amp;#249; orientato alle esi- 14</description><a10:updated>2008-02-25T13:31:48+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=15</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=15</link><title>Vestas Win[d] Page 15</title><description>PRODUCT MANAGEMENT Il dipartimento Product Management, dell’unit&amp;#224; Vestas Technology R&amp;amp;D, &amp;#232; responsabile di un numero di attivit&amp;#224; fra le quali sviluppare prodotti e tecnologie in grado di fornire ai clienti i maggiori vantaggi e rafforzare l’orientamento dell’organizzazione al mercato e agli stessi clienti. genze del mercato e dei clienti. &amp;#200; fondamentale che i dipendenti capiscano cosa comporta per i clienti una decisione che prendiamo quotidianamente nel nostro lavoro. Per questo &amp;#232; fondamentale confrontarci di persona”, afferma Christina Aabo. Questo atteggiamento sembra colpire molto positivamente i clienti. Mike Bourns conferma: “Spero sinceramente che gli incontri del comitato facciano la differenza per quanto riguarda i prodotti del futuro. Ovviamente &amp;#232; nell’interesse sia di Vestas sia nostro, come clienti”. Il dipartimento &amp;#232; il legame tra le unit&amp;#224; di vendita e il dipartimento per lo sviluppo e analizza gli aspetti politici, legali, tecnici relativi al mercato che costituiscono il presupposto per stabilire le priorit&amp;#224; nel settore dello sviluppo. Il direttore del dipartimento &amp;#232; Christina Aabo, che ha maturato sette anni di esperienza in Vestas Technology R&amp;amp;D. Recentemente &amp;#232; stata a capo del dipartimento Product Management di Suzlon Energy, per poi tornare a Vestas nel 2007. Commenti dei clienti: “Entrambe le parti hanno dimostrato una grande apertura ed onest&amp;#224; ed &amp;#232; bello sapere che Vestas lancia iniziative di questo genere per poter affrontare i problemi riscontrati da noi clienti. Vestas &amp;#232; attualmente la Numero 1 del suo settore e, in questa posizione, un’azienda potrebbe essere facilmente tentata di adagiarsi sugli allori. Grazie a questa iniziativa invece, Vestas rimarr&amp;#224; la Numero1 anche nei prossimi cinque o dieci anni”. Raymond Laing, European Wind Asset Manager, BP Renewables. “Istituire il Comitato Tecnico Consultivo &amp;#232; stata un’ottima idea e un’iniziativa decisiva. Ho rinnovato la mia ﬁducia nelle capacit&amp;#224; di Vestas di risolvere i problemi nei settori che evidenziano delle lacune. Non tutte le sﬁde sono state superate ma credo che la volont&amp;#224; e le capacit&amp;#224; non manchino. Auguro a Vestas di continuare su questo percorso e di diventare ancora pi&amp;#249; aperta ai nostri suggerimenti”. Daniel Leuchtmann, Technical Manager, Difko Invest. 15</description><a10:updated>2008-02-25T13:31:48+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=16</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=16</link><title>Vestas Win[d] Page 16</title><description>Il dipartimento Vestas Technology R&amp;amp;D si &amp;#232; predeterminato delle sﬁde e si &amp;#232; riorganizzato per affrontarle adeguatamente. Il risultato &amp;#232; Global Research, un’organizzazione in network che si appresta a ridurre il costo dell’energia ad un minimo storico. Da forte ad impareggiabile 16</description><a10:updated>2008-02-25T13:31:48+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=17</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=17</link><title>Vestas Win[d] Page 17</title><description>“Il nostro obiettivo &amp;#232; creare un’organizzazione, senza conﬁni, globale, con sedi in Europa, Asia e Nord America. Attraverso questo network, miriamo a produrre un ﬂusso continuo di idee e tecnologia per poter sviluppare prodotti e servizi di eccellenza”. Finn Str&amp;#248;m Madsen, Presidente di Vestas Technology R&amp;amp;D. Corre l’anno 2012 e Vestas non &amp;#232; pi&amp;#249; soltanto leader mondiale nello sviluppo dell’energia eolica. L’importante riorganizzazione avvenuta all’interno di Vestas Technology R&amp;amp;D a ﬁne 2007 ha dato anticipatamente i suoi frutti. Vestas &amp;#232; ora leader mondiale dell’intero settore energetico nell’ambito della ricerca e dello sviluppo, ed &amp;#232; riuscita a ridurre drasticamente il costo dell’energia. Secondo Finn Str&amp;#248;m Madsen, Presidente di Vestas Technology R&amp;amp;D, questo scenario previsto per il 2012 non &amp;#232; soltanto un sogno alla portata di Vestas, ma anche l’obiettivo che uno dei principali player nella corsa verso le nuove tecnologie energetiche deve preﬁssarsi. Finn Str&amp;#248;m Madsen puntualizza: “&amp;#200; attraverso la tecnologia che dobbiamo differenziarci. Il nostro obiettivo &amp;#232; creare un’organizzazione senza conﬁni, globale, con sedi in Europa, Asia e Nord America. Attraverso questo network miriamo a produrre un ﬂusso continuo di idee e tecnologia per poter sviluppare prodotti e servizi di eccellenza”. Global Research Uno dei tre pilastri della riorganizzazione di Vestas Technology R&amp;amp;D &amp;#232; la nuova unit&amp;#224; di ricerca globale, Global Research appunto, gli altri due sono Engineering&amp;amp;Products e Operations. Finn Str&amp;#248;m Madsen afferma: “Rendendo la ricerca un’attivit&amp;#224; separata, possiamo accelerare lo sviluppo della tecnologia ﬁnalizzata al raggiungimento del nostro obiettivo ﬁnale: ridurre il costo dell’energia e dunque ottimizzare l’investimento dei clienti che puntano sulle nostre turbine eoliche. Ma la cosa pi&amp;#249; importante &amp;#232; tracciare una linea diretta che dalla ricerca passi all’ingegneria, arrivando ﬁno ai prodotti”. Per questo la scelta di Jan Kristiansen come Senior Vice President di Global Research non &amp;#232; affatto casuale. Gi&amp;#224; Vicepresidente di Electrical Systems in Vestas, Kristiansen giunge direttamente da un ambiente ingegneristico, dopo aver precedentemente lavorato in tutti i segmenti della catena del valore. I primi 100 giorni di esistenza dell’unit&amp;#224; di ricerca sono dedicati a dare forma all’organizzazione di Global Research e a deﬁnirne una strategia a lungo termine. Creare innovazione Jan Kristiansen commenta: “Global Research contribuir&amp;#224; alla diminuzione del costo dell’energia mettendo a punto nuove tecnologie da impiegare in prodotti innovativi. Ma perseguiremo anche l’obiettivo di un miglioramento radicale delle tecnologie esistenti”. 17</description><a10:updated>2008-02-25T13:31:48+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=18</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=18</link><title>Vestas Win[d] Page 18</title><description>Le aree di ricerca fondamentali sono i materiali, l’aerodinamica, i carichi, le trasmissioni elettriche e i sistemi di controllo, con particolare attenzione alla necessit&amp;#224; di impianti integrati di produzione elettrica. Jan Kristensen aggiunge: “&amp;#200; nostra responsabilit&amp;#224; rendere disponibile una tecnologia comprovata che pu&amp;#242; essere utilizzata con il minimo rischio e il massimo vantaggio”. La rete &amp;#232; fondamentale Sono stati identiﬁcati quattro capisaldi in supporto alle attivit&amp;#224; di ricerca: la creazione di un network globale, l’istituzione di programmi di ricerca con partner interni ed esterni e con le migliori universit&amp;#224; del mondo, un’attenzione strategica ai diritti di propriet&amp;#224; intellettuale, le joint venture e le acquisizioni. Di questi quattro, il network globale &amp;#232; il cuore della riorganizzazione; &amp;#232; proprio attraverso questa rete infatti che si svilupperanno le interazioni fondamentali per un efﬁciente sourcing e la condivisione di conoscenze, esperienze e idee. Jan Kristiansen prosegue: “Essere un’organizzazione in network ci consente di proseguire il nostro processo di globalizzazione, perch&amp;#233; la presenza a livello mondiale &amp;#232; basilare per avere accesso alle competenze fondamentali”. Questo network globale sta gi&amp;#224; prendendo forma. Assieme al centro di ricerca sull’energia eolica pi&amp;#249; grande al mondo, attualmente in fase di costruzione in Danimarca, centri di ricerca regionali sono collocati a Singapore e a Chennai, in India; oltre a questi sono stati annunciati piani per realizzare un altro centro di ricerca negli Stati Uniti. La decisione ﬁnale sull’ubicazione del centro statunitense &amp;#232; attesa a met&amp;#224; 2008, con la previsione di renderlo operativo a inizio 2009. Finn Str&amp;#248;m Madsen aggiunge: “Stiamo vagliando principalmente siti che ci danno l’opportunit&amp;#224; di stabilirci in prossimit&amp;#224; di universit&amp;#224; grandi e prestigiose, poich&amp;#233; per noi &amp;#232; di vitale importanza attrarre i migliori talenti da tutto il mondo e partecipare allo sviluppo tecnologico assieme ad alcune fra le migliori universit&amp;#224; del mondo. Quindi trovare un sito nei pressi di un importante ambiente universitario &amp;#232; la priorit&amp;#224;”. Oltre a questi centri, Global Research istituir&amp;#224; nuove sedi nei “punti caldi” della tecnologia, come gi&amp;#224; avvenuto nel 2007 a Dortmund e a Londra. Dortmund &amp;#232; stata scelta in quanto l’area ha una marcia in pi&amp;#249; per il suo know-how e Londra per la preziosa conoscenza messa a disposizione dall’Imperial College e dalla Oxford University. Un partner preferenziale Un punto focale sono le collaborazioni esterne con le universit&amp;#224; e gli istituti di ricerca che forniscono accesso alle conoscenze tecniche, capacit&amp;#224; di penetrazione in nuovi settori di ricerca e la possibilit&amp;#224; di avere un certo ascendente in questo ambito. A tale proposito, Jan Kristiansen ha una chiara missione: “In futuro, Global Research sar&amp;#224; un partner preferenziale; ci&amp;#242; signiﬁca che industrie tecnologiche e centri di conoscenza lotteranno per avviare una collaborazione strategica con Vestas”. Nell’arco di tre anni si prevede che l’unit&amp;#224; di ricerca dia lavoro ad oltre 300 persone. Al di fuori di Vestas, centinaia di pionieri della tecnologia saranno coinvolti in collaborazioni che daranno vita ai futuri impianti di energia eolica pi&amp;#249; avanzati al mondo. L’obiettivo &amp;#232; quello di avere almeno quattro persone qualiﬁcate per ogni dipendente Vestas che lavorino dall’esterno a progetti interni. Turbine eoliche installate e manotenute secondo le necessit&amp;#224; individuali del cliente, costo dell’energia: Vestas si sta allenando pe affrontare queste sﬁde. La questione non &amp;#232; pi&amp;#249; quando ma quanto innovazioni tecnologiche che abbattono il costo dell’energia: Vestas si sta allenando per affrontare queste sﬁde. La questione non &amp;#232; pi&amp;#249; quando ma quanto rapidamente. Al ritmo attuale, l’ipotesi del 2012 appare realistica. 18</description><a10:updated>2008-02-25T13:31:48+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=19</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=19</link><title>Vestas Win[d] Page 19</title><description>Volare come un uccello Vestas Technology R&amp;amp;D: ﬁnora un grande successo Se un uccello in volo affronta venti impetuosi semplicemente adattando le sue ali, una turbina eolica &amp;#232; in grado di fare altrettanto, o almeno questa &amp;#232; la teoria da veriﬁcare grazie ad un nuovo progetto di ricerca che coinvolge Vestas e il Laboratorio Nazionale di Ris&amp;#248;, presso l’Universit&amp;#224; Tecnica della Danimarca. Lo scorso anno Vestas ha aperto un proprio ufﬁcio al laboratorio, di ricerca presso il quale sei dipendenti lavorano su ricerche di base, su progettazione aeroelastica e aerodinamica, e su procedure di siting. Ispirato ad un fenomeno di adattamento che avviene in natura e supportato da fondi per 15 milioni di corone danesi stanziate dalla Fondazione Nazionale Danese di Tecnologia Avanzata, il nuovo progetto ha l’obiettivo di migliorare la capacit&amp;#224; delle pale di operare in condizioni di turbolenza. Il risultato ﬁnale dovrebbe portare alla realizzazione di una nuova tecnologia per turbine pi&amp;#249; efﬁcienti dal punto di vista economico. Il progetto fa parte di una serie di collaborazioni avviate tra Vestas e partner di ricerca indipendenti. Fra questi rientra anche il Vestas Power Programme, una joint venture di ricerca strategica con l’Universit&amp;#224; di Aalborg, nel nord della Danimaca, nel 2006 seconda in Europa per il suo lavoro nel campo dell’elettronica. Nell’arco di cinque anni il programma sosterr&amp;#224; la ricerca nel campo degli impianti di energia eolica, l’elettronica e gli accumulatori di energia. Anche in questo caso le previsioni di Vestas sono ottimistiche e si ritiene di poter ottenere sviluppi innovativi che creeranno nuove opportunit&amp;#224; per aumentare la capacit&amp;#224; della turbina e migliorarne l’efﬁcienza e la funzionalit&amp;#224;. Giunti al 2012, l’intenzione &amp;#232; che Vestas Technology R&amp;amp;D avvii numerose collaborazioni di ricerca con universit&amp;#224; e istituti di tutto il mondo. Vestas Technology R&amp;amp;D &amp;#232; nata come BU indipendente in seguito all’adozione nel 2005 della strategia The Will to Win, consolidando la tradizionale propensione di Vestas per l’ambito tecnologico. A ﬁne 2007 lo staff era quasi duplicato. Il Presidente della BU, Finn Str&amp;#248;m Madsen, fa una previsione: entro il 2012 ci sar&amp;#224; un importante aumento del numero dei dipendenti e l’organizzazione sar&amp;#224; la numero 1 al mondo nel campo degli impianti energetici. La rete globale di centri e ufﬁci di ricerca e di sviluppo sta crescendo altrettanto rapidamente. Oltre alla sede principale in Danimarca, Vestas ha aperto centri di ricerca a Singapore e in India, centri tecnologici per la costruzione delle pale in Danimarca e Regno Unito e ufﬁci per lo sviluppo in Germania e ancora nel Regno Unito. Il pi&amp;#249; grande centro di collaudo e certiﬁcazione di turbine eoliche al mondo, situato in Danimarca, &amp;#232; stato inaugurato nel 2007. Molte altre sedi saranno istituite nei prossimi anni, tra di esse un nuovo centro di ricerca negli Stati Uniti. Le moderne tecnologie di comunicazione permettono al network globale della tecnologia di essere sempre in contatto, formando un enorme agglomerato di conoscenza ed esperienza utili alla soluzione dinamica dei problemi, al concept development e ai nuovi progetti del team di Vestas Technology R&amp;amp;D in tutto il mondo. 19</description><a10:updated>2008-02-25T13:31:48+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=20</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=20</link><title>Vestas Win[d] Page 20</title><description>Sconﬁggere il dio Thor Un efﬁcace sistema di protezione &amp;#232; fondamentale per prevenire i danni causati dai fulmini alle turbine eoliche. 20</description><a10:updated>2008-02-25T13:31:48+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=21</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=21</link><title>Vestas Win[d] Page 21</title><description>Thor, il dio del tuono nella mitologia scandinava , brandisce ancora oggi un potente martello. Quando cade un fulmine, ediﬁci ed alberi vengono regolarmente danneggiati e pu&amp;#242; persino accadere che persone o animali rimangano uccisi. Non c’&amp;#232; dunque da sorprendersi che le turbine eoliche, ben pi&amp;#249; alte degli alberi e collocate deliberatamente nei luoghi pi&amp;#249; esposti, siano obiettivi privilegiati. Niels Birch Mogensen del gruppo Power Components di Vestas Technology afferma: “Oggi le turbine eoliche Vestas sono praticamente immuni dai danni provocati dai fulmini, ma in passato abbiamo affrontato innumerevoli problemi. Non possiamo affermare con assoluta certezza che le nostre turbine non subiranno mai pi&amp;#249; alcun danno causato dalla scarica elettrica di un fulmine, tuttavia gli aerogeneratori installati in Giappone sono rimasti indenni dopo essere stati colpiti da centinaia di fulmini diretti”. Il raggiungimento di questo livello di afﬁdabilit&amp;#224; ha richiesto un lungo e duro lavoro. L’ utilizzo di maggiore quantit&amp;#224; di ﬁbra di carbonio nelle pale della turbina, in particolare, ha richiesto un’attenta ricerca e veriﬁca dei sistemi di protezione contro i fulmini. Vestas, inoltre, ha sviluppato metodi efﬁcaci per impedire che le scariche elettriche danneggino i cuscinetti e i sistemi elettrici che consentono di trasportare la corrente del fulmine lungo la torre e disperderla in sicurezza al suolo. Pale danneggiate L’estremit&amp;#224; della pala &amp;#232; il punto pi&amp;#249; alto della turbina e quindi la parte che ha maggiori probabilit&amp;#224; di essere colpita da un fulmine. I materiali compositi utilizzati per la fabbricazione delle pale, come la ﬁbra di vetro, la ﬁbra di carbonio e a volte il legno, vengono facilmente danneggiati dai fulmini. Kaj Morbech Halling, manager di Blade Design Group afferma: “Le nostre primissime pale non erano dotate di alcuna protezione dai fulmini. Il ragionamento era alquanto ingenuo: le pale sono fatte di ﬁbra di vetro, materiale che non conduce elettricit&amp;#224;. Ritenevamo che non corressero alcun pericolo. In realt&amp;#224; i danni riscontrati sono stati ingenti, soprattutto in Germania e in Giappone”. Kaj Morbech Halling continua: “Un fulmine che colpisce una pala non protetta provoca generalmente un solco di un centimetro o due attraverso il quale l’acqua penetra nella struttura delle pale indebolendola e rendendola ancora pi&amp;#249; esposta ai fulmini. Il risultato ﬁnale &amp;#232; un’avaria ma un fulmine potente &amp;#232; in grado di distruggere una pala all’istante. Al ﬁne di proteggere la struttura principale, le punte delle pale delle turbine Vestas sono in metallo, mentre dei cavi interni conducono la corrente del fulmine in sicurezza ﬁno al piede della pala. Kaj Morbech Halling sostiene che questo sistema d&amp;#224; ottimi risultati e che molte turbine Vestas con la punta della pala in metallo sono tuttora in uso. Ulteriori studi hanno dimostrato che l’uso di piccoli dischetti in metallo posizionati con precisione nei punti giusti e che funzionano da ricettori di fulmini, danno gli stessi risultati delle punte metalliche ma ad un costo inferiore. Con le grandi pale moderne il rischio che un fulmine colpisca una parte lontana dall’estremit&amp;#224; della pala aumenta. Al ﬁne di garantire una maggiore protezione, le pi&amp;#249; moderne pale degli aerogeneratori Vestas sono dotate di un ricettore all’estremit&amp;#224; e di una serie di ricettori collocati ad intervalli di cinque metri lungo tutta la pala, ﬁno ad un raggio di venti metri dal mozzo, spiega Kaj Morbech Halling. Le simulazioni al computer e i test di laboratorio ad alto voltaggio confermano che il fulmine colpisce i ricettori metallici proteggendo efﬁcacemente la superﬁcie della pala pi&amp;#249; esposta ai fulmini diretti. Detto cos&amp;#236; il sistema appare molto pi&amp;#249; semplice di quanto non sia in realt&amp;#224;. Infatti, come conferma Niels Birch Mogensen, i dettagli costruttivi delle punte delle pale e dei ricettori sono coperti dal segreto commerciale. La ﬁbra di carbonio Fare in modo che i fulmini colpiscano i ricettori &amp;#232; solo una parte del lavoro. C</description><a10:updated>2008-02-25T13:31:48+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=22</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=22</link><title>Vestas Win[d] Page 22</title><description>robusta struttura in acciaio della navicella, per mezzo di due contatti striscianti a molla. Il primo contatto preme contro la fascia in acciaio inossidabile ﬁssata attorno alla parte esterna della pala, vicino alla sua estremit&amp;#224; , e collegata ad un conduttore in metallo interno alla pala stessa. Questo mantiene il contatto quando la pala gira di carbonio utilizzata nelle moderne pale conduce l’elettricit&amp;#224;, anche se non allo stesso modo del metallo. Se il design della pala non tiene in considerazione il diverso comportamento del carbonio e del metallo, pu&amp;#242; accadere che la corrente del fulmine lasci i cavi di metallo collegati ai ricettori dopo aver individuato un percorso preferenziale lungo la ﬁbra di carbonio. La corrente che viaggia lungo la ﬁbra di carbonio non costituisce di per s&amp;#233; un problema, sono piuttosto le modalit&amp;#224; costruttive della pala a creare delle difﬁcolt&amp;#224;. Le pale della turbina V903.0 MW, ad esempio, presentano sezioni in composto di carbonio inserite in una struttura in ﬁbra di vetro. Ci&amp;#242; signiﬁca che non vi &amp;#232; alcun percorso continuo attraverso la ﬁbra di carbonio e, come risultato, la corrente del fulmine pu&amp;#242; “saltare” dalle parti in carbonio a quelle metalliche. Il risultante “ﬂashover” (combustione generalizzata) pu&amp;#242; danneggiare o addirittura incendiare la ﬁbra di carbonio. Per impedirlo, Vestas assicura che ci siano delle buone connessioni elettriche tra il carbonio e il metallo I sistemi interni La corrente dei fulmini &amp;#232; in grado di danneggiare anche gli ingranaggi e i cuscinetti, perci&amp;#242; &amp;#232; importante mantenere al di fuori del percorso della scarica elettrica il mozzo della pala, il moltiplicatore di giri e il cuscinetto principale. Vestas lo fa trasferendo la corrente del fulmine direttamente dall’estremit&amp;#224; della pala alla nei punti critici della pala. Facendo un uso intelligente delle propriet&amp;#224; elettriche di questi materiali e aggiungendo, ove necessario, materiali conduttori appositamente studiati, i progettisti fanno in modo che la corrente del fulmine si scarichi lentamente lungo la pala, evitando che si generi un “ﬂashover”. Come il progetto della punta della pala e i ricettori del fulmine, anche i dettagli esatti di queste connessioni interne sono brevettati. Kaj Morbech Halling afferma che ci&amp;#242; che conta &amp;#232; che funzionino in modo afﬁdabile, come hanno per altro ripetutamente confermato i test di laboratorio condotti a molte migliaia di ampere. secondo la velocit&amp;#224; del meccanismo di controllo del passo posizionato all’interno del mozzo. Una trecciatura metallica ﬂessibile collega il primo contatto strisciante al secondo. Quest’ultimo preme contro un binario circolare, anch’esso in metallo, ﬁssato alla struttura della navicella seguendo la rotazione del mozzo. L’intero impianto, noto come unit&amp;#224; di trasferimento della corrente del fulmine (LCTU), assicura che le scariche elettriche bypassino gli ingranaggi del controllo del passo, il moltiplicatore di giri e il cuscinetto principale. Collegati alla struttura della navicella ci sono anche piccoli conduttori collocati a protezione del sensore che rileva la velocit&amp;#224; del vento, della luce di segnalazione e di altri componenti metallici posti in cima alla navicella. Conﬁnare la corrente del fulmine alla struttura della navicella riduce notevolmente il rischio di danno ai componenti elettronici interni, alla navicella e alla torre. I dispositivi elettronici necessitano tuttavia di un’ulteriore protezione che viene realizzata attraverso schermature, 22</description><a10:updated>2008-02-25T13:31:48+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=23</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=23</link><title>Vestas Win[d] Page 23</title><description>Che cos’&amp;#232; il fulmine Il fulmine &amp;#232; una forma di elettricit&amp;#224; statica creata dal movimento delle gocce di pioggia e della grandine all’interno delle nuvole. Dopo parecchi secoli di studi, gli scienziati dibattono ancora sull’esatta modalit&amp;#224; in cui si veriﬁca questo fenomeno. La maggior parte dei fulmini si formano e accadono all’interno delle nuvole, senza nemmeno toccare il terreno. Recentemente sono state osservate ad oltre 50 km di altitudine forme esotiche di fulmini conosciute come “sprite” e “blue jet”. Un fulmine scarica a terra in media una corrente negativa di 40.000 ampere (40 kA) e trasferisce 500 MJ di energia, una quantit&amp;#224; sufﬁciente ad alimentare una lampadina ﬂuorescente da 20 W per nove mesi. Durante la fase iniziale del fulmicollegamenti a terra e inibitori (tutti sistemi che impediscono alle correnti dei fulmini di indurre voltaggi pericolosi nei circuiti circostanti) e scegliendo componenti robusti capaci di resistere a voltaggi incredibilmente alti. Acciaio robusto Il passo successivo &amp;#232; incanalare in sicurezza la corrente lungo la torre ﬁno a terra. In questa fase conclusiva, l’ostacolo principale &amp;#232; il supporto del cuscinetto che fa ruotare la navicella nella direzione del vento, che viene perci&amp;#242; protetto da un altro gruppo di contatti. All’interno della torre, i conduttori arrivano ﬁno al livello del terreno. L’acciaio, presente in abbondanza all’interno della torre, funge da percorso obbligato per la corrente. Alla base della torre, il sistema di messa a terra disperde inﬁne la corrente del fulmine al suolo (vedi Le basi del miglioramento a pagina 52). Come tutti i fenomeni naturali, il fulmine &amp;#232; un evento imprevedibile e le squadre di manutenzione di Vestas evitano di lavorare alle turbine se si proﬁla un temporale. Niels Birch Mogensen sottolinea: “Se ci dovessimo trovare in una simile evenienza, il luogo pi&amp;#249; sicuro in cui cercare riparo sarebbe certamente una delle piattaforme interne alla torre. Sono certo che abbiamo sconﬁtto il problema dei fulmini”. ne, la corrente aumenta di circa 40 kA al microsecondo, per raggiungere anche i 120 kA e oltre. Tutte le turbine Vestas sono progettate per picchi di corrente ﬁno a 200 kA. Molto pi&amp;#249; rari sono i fulmini “positivi”, che si &amp;#232; iniziato a studiare soltanto di recente, i quali generano un’enorme quantit&amp;#224; di energia e appaiono in condizioni di cielo sereno provenendo da temporali distanti decine di chilometri. La parte visibile del fulmine &amp;#232; solitamente quella che parte dal terreno e arriva alla nuvola, seguendo un’iniziale “scarica pilota” dalla nuvola al terreno. Generalmente si susseguono una serie di tre o quattro scariche in rapida successione. Il fulmine riscalda l’aria circostante ﬁno a circa 10,000&amp;#176;C (18,000&amp;#176;F) quasi istantaneamente, provocando un’onda d’urto che noi percepiamo come un tuono. Le correnti dei fulmini contengono un mix di frequenze che raggiungono anche centinaia di kHz. A queste alte frequenze, la corrente scorre preferenzialmente vicino alla superﬁcie dei conduttori elettrici (skin effect), causando alcune complicazioni per i progettisti dei sistemi parafulmine. I fulmini differiscono da luogo a luogo. Lo stato americano dell’Arizona, ad esempio, ha un terreno arido e sabbioso, l’aria &amp;#232; secca e le nuvole sono alte, condizioni che favoriscono un tipo di scariche lunghe, sottili, violacee con crepitii. In Oklahoma, dove le nuvole sono basse e il suolo &amp;#232; pi&amp;#249; umido, i fulmini sono grandi, di colore variabile tra il blu e il bianco, accompagnati da tuoni esplosivi. Alcune aree risultano pi&amp;#249; colpite dai fulmini rispetto ad altre. Raramente i fulmini si abbattono ai poli e in mare aperto, ciononostante le turbine off-shore risultano frequentemente vittime delle saette. L’area del mondo pi&amp;#249; colpita in assoluto dal fenomeno &amp;#232; l’Africa centrale e in particolare la Repubblica Democratica del Congo, dove un villaggio di montagna detiene il record di oltre 150 fulmini per chilometro quadrato all’anno. Anche Singapore, la Florida e il Brasile sono loc</description><a10:updated>2008-02-25T13:31:48+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=24</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=24</link><title>Vestas Win[d] Page 24</title><description>Vestas Constitution Basi solide per il futuro 24</description><a10:updated>2008-02-25T13:31:48+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=25</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=25</link><title>Vestas Win[d] Page 25</title><description>Maggio 2005: Ditlev Engel, da poco assunta la Una delle iniziative che ha suscitato maggiore interesse con l’arrivo di Ditlev Engel &amp;#232; stata la stesura di Vestas Constitution, una sorta carica di Presidente e CEO di Vestas, presenta il suo di costituzione interna composta di 13 punti, ognuno dei quali stabilisce un nuovo modo di comunicare, fare business e deﬁnire nuove piano strategico denominato The Will to Win. competenze per migliorare i risultati e la capacit&amp;#224;. In altre parole, Vestas Constitution &amp;#232; uno strumento che aiuta l’azienda ad agire Dal piano si evince subito che il pi&amp;#249; grande produttore in conformit&amp;#224; del motto The Will to Win e a raggiungere gli obiettivi preﬁssati per guadagni, utili, capitale circolante netto e quota di di turbine a livello mondiale dovr&amp;#224; affrontare un gran mercato. Il legame con l’America numero di sﬁde concrete e che, afﬁnch&amp;#233; il piano L’introduzione del concetto di costituzione in un ambito aziendale ha suscitato notevole interesse tra i dipendenti, gli analisti ﬁnanziari abbia successo, sar&amp;#224; necessario introdurre ed i media. Quasi altrettanto ne ha attirato Bob Fritz, l’uomo dietro le quinte di questi 13 punti e che ora si adopera per far s&amp;#236; che vengano dei cambiamenti signiﬁcativi in tutti i tradotti nella pratica. Quando ad inizio 2005 ricevette la chiamata da Henrik N&amp;#248;rremark, attuale CFO, Bob Fritz si godeva la pensione dipartimenti dell’organizzazione. dopo trent’anni di brillante carriera nel settore energetico americano, e dopo aver ricoperto la carica di Vicepresidente di Wind Operations presso il colosso energetico FPL in Florida. Come egli stesso racconta, gli ci vollero non pi&amp;#249; di dieci secondi per accettare l’offerta e 25</description><a10:updated>2008-02-25T13:31:48+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=26</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=26</link><title>Vestas Win[d] Page 26</title><description>stesso erano profondamente cambiati in soli pochi anni”, racconta Bob riconoscendo che Vestas nel frattempo non era riuscita a stare al passo con i tempi. Tre fondamentali aspetti erano cambiati radicalmente, ma Vestas non era stata in grado reagire conseguentemente: il mercato, i clienti e la concorrenza. “Per quanto riguarda i clienti, un segmento completamente nuovo e molto esigente aveva iniziato a far pervenire ordini, ovvero le grandi societ&amp;#224; energetiche per le quali l’eolico costituisce solo una delle tante voci del portapartire alla volta del quartier generale Vestas in Danimarca per interrompere cos&amp;#236; la quiete. “Sono stato un cliente di Vestas quando lavoravo per FPL e per questo motivo non ho avuto alcun dubbio nell’accettare questa proposta. In questa azienda lavorano alcune delle persone pi&amp;#249; determinate e serie che io abbia mai conosciuto, perci&amp;#242; l’opportunit&amp;#224; di collaborare con loro &amp;#232; stata un’invitante sﬁda e un grande onore”. Tempi nuovi Quando Bob Fritz e i vertici aziendali, ovvero il Vestas Governement , iniziarono a collaborare, delinearono innanzitutto le sﬁde che avrebbero costituito le basi per la Constitution. “Era necessario partire dal presupposto che l’intero mondo intorno a Vestas e il settore eolico foglio energetico. Io stesso ho lavorato per una di queste realt&amp;#224; e dunque conosco le diverse richieste relative a qualit&amp;#224;, competenze, capacit&amp;#224; di previsione, afﬁdabilit&amp;#224; delle risorse e via dicendo”, spiega Bob e aggiunge: “Per quanto riguarda la concorrenza, in poco tempo il settore ha fatto un notevole salto di qualit&amp;#224;, in particolare dopo che aziende come Siemens e GE si sono fatte avanti nell’eolico. Entrambe sono societ&amp;#224; che vantano oltre un secolo di storia e sono entrate nel settore dell’energia eolica portando un’ingente quantit&amp;#224; di denaro e un vasto know-how. In sostanza, a fronte di tutti questi presupposti, Vestas ha dovuto soddisfare una serie di nuovi requisiti. Continuare ad ignorare le aspettative dei clienti non era un’opzione contemplata, cos&amp;#236; come accontentarsi di risultati 26</description><a10:updated>2008-02-25T13:31:48+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=27</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=27</link><title>Vestas Win[d] Page 27</title><description>“In questa azienda lavorano alcune delle persone pi&amp;#249; determinate e serie che io abbia mai conosciuto, perci&amp;#242; l’opportunit&amp;#224; di collaborare con loro &amp;#232; stata un’invitante sﬁda e un grande onore.” Bob Fritz, Senior Vice President, Vestas Constitution. “nella media” rendendo necessario cominciare a lavorare in modo sistematico con la variabilit&amp;#224; e i fattori di mercato mutevoli. Vestas non poteva permettersi di riposare sugli allori; tutt’altro, ci si doveva rimboccare le maniche, lavorare effettuando previsioni e operare in maniera strutturata tramite la gestione del rischio. 13 progetti di miglioramento, 13 Constitution Project Bob Fitz sostiene che i 13 punti di Vestas Constitution possano essere suddivisi in quattro ambiti principali, ciascuno con uno speciﬁco obiettivo ﬁnale. “I Project 1 e 2 contengono misure capaci di creare un’organizzazione globale. Un’unica Vestas, dove la condivisione della conoscenza diventa un importante strumento di gestione, le informazioni circolano liberamente superando i conﬁni delle singole unit&amp;#224; di business e anche quelli internazionali e in cui ciascun dipendente conosce alla perfezione il suo ruolo all’interno dell’organizzazione. La parola chiave di questi Project &amp;#232; pertanto comunicazione”. La complicata natura del concetto di variabilit&amp;#224; Nelle sﬁde da affrontare Vestas aveva incluso anche la necessit&amp;#224; di puntare sul leadership development e di passare ad un nuovo e pi&amp;#249; moderno meccanismo di gestione. Nonostante Vestas fosse diventata una societ&amp;#224; globale, doveva ancora implementare un appropriato piano di gestione. Questa necessit&amp;#224; divenne dunque il nucleo del Constitution Project 3. Anche il Project 4 mira a sviluppare nuove competenze. “Vestas doveva imparare a convivere con il concetto di variabilit&amp;#224; nei processi e nella valutazione delle performance, e abbandonare la ﬁlosoﬁa di rincorrere risultati collocabili nella media”. Riguardo a questo punto, Bob spiega che l’intenzione era quella di introdurre lo strumento di miglioramento Six Sigma in tutti i dipartimenti del Gruppo. Miglioramento della performance I Project 5, 6 e 7 si occupano del miglioramento della performance complessiva. Pi&amp;#249; speciﬁcamente, il Project 5 si concentra sul miglioramento della qualit&amp;#224; del prodotto riducendo i difetti dei prodotti consegnati dai fornitori e degli stessi reparti di assemblaggio Vestas. Il Project 6 assicura una pi&amp;#249; elevata consapevolezza delle risorse disponibili e della capacit&amp;#224; in relazione al volume di produzione. “La cosa fondamentale per Vestas era evitare di impegnarsi in promesse che non poteva mantenere e non fornire performance inferiori alle sue potenzialit&amp;#224;”, dice Bob riferendosi ai ben noti problemi legati alla qualit&amp;#224;, le performance non soddisfacenti e i ritardi nelle consegne attraverso cui l’azienda era transitata. Un altro signiﬁcativo cambiamento di rotta riguardava l’introduzione di un approccio completamente nuovo ai rischi legati all’intera catena di fornitura, dalla vendita al servizio di assistenza. Bob sostiene che con la nuova situazione di mercato l’organizzazione non poteva pi&amp;#249; limitarsi a rilevare i problemi e tentare di affrontarli nel momento dell’emergenza. Era essenziale assumere un atteggiamento proattivo che consentisse di analizzare la probabilit&amp;#224; di accadimento degli eventi ed elaborare chiare linee guida che stabilissero le misure da adottare in caso di necessit&amp;#224;. La gestione del rischio come strumento attivo &amp;#232; perci&amp;#242; il concetto chiave sviluppato nel Project 7. Il miglioramento della capacit&amp;#224; Gli ultimi sei Constitution Project, dal n. 8 al n. 13, prevedono un cruciale obiettivo comune: il miglioramento della capacit&amp;#224; di Vestas. Quello di capacit&amp;#224; &amp;#232; un concetto che non va erroneamente inteso in senso quantitativo, ma che si riferisce all’abilit&amp;#224; di un’organizzazione di fornire un prodotto che soddisﬁ le richieste dei clienti. “Grazie al Constitution Project 8 abbiamo aggiornato le nostre competenze allo 27</description><a10:updated>2008-02-25T13:31:48+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=28</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=28</link><title>Vestas Win[d] Page 28</title><description>scopo di offrire una progettazione pi&amp;#249; afﬁdabile”, spiega Bob Fritz prima di aggiungere che l’azienda, come azione direttamente legata a questo Project, ha gettato le basi per valutare le prestazioni delle turbine eoliche in maniera pi&amp;#249; completa. “Le informazioni che riceviamo regolarmente da migliaia di turbine eoliche installate in tutto il mondo, come previsto dal Constitution Project 9, sono indispensabili per apportare opportune modiﬁche alla progettazione, ottimizzare le performance e, conseguentemente, incrementare il livello di soddisfazione dei clienti. Il quadro generale Se una societ&amp;#224; intende operare in modo proattivo con l’intento di ottimizzare la sua capacit&amp;#224;, i dirigenti devono poter disporre degli strumenti per monitorare tutte le aree di questo complesso apparato e tutti i fattori che ne inﬂuenzano in modo diretto o indiretto le performance. Per questo motivo &amp;#232; fondamentale avere un quadro aggiornato della situazione e stare al passo con lo sviluppo. Al ﬁne di fornire al Government tutti gli strumenti a supporto del processo decisionale, il Project 12 prevede un sistema di reportistica che fornisce un quadro della situazione sulla cui base attivare le misure necessarie afﬁnch&amp;#233; non si veriﬁchi un calo delle prestazioni o una compromissione degli obiettivi. Tutto &amp;#232; partito dal vertice Secondo Bob, il successo della Vestas Constitution &amp;#232; dovuto principalmente al fatto che ognuno dei 13 articoli &amp;#232; nato in seno al Government di Vestas avendo dunque uno o pi&amp;#249; Vice Presidenti delle dodici Business Unit come principali fautori, o sponsor, come vengono chiamati in Vestas. “Ai membri del Senior Management del Gruppo &amp;#232; quindi spettato il compito di indicare la strada da seguire, rivendicare la paternit&amp;#224; dei cambiamenti e dimostrarne l’efﬁcacia”. L’arte del cambiamento Quando si chiede a Bob di ricordare il profondo processo di trasformazione di cui sono stati protagonisti i dipendenti Vestas nel corso degli ultimi tre anni, l’americano non esita a mostrare tutto il suo orgoglio. “Grazie al mio coinvolgimento nel progetto della Constitution, ho avuto l’opportunit&amp;#224; di constatare con quale disponibilit&amp;#224; i nostri dipendenti abbiano accettato le nume- rose sﬁde e difﬁcolt&amp;#224; che sempre accompagnano un processo di cambiamento radicale. Hanno dovuto modiﬁcare il loro comportamento, adattare le loro capacit&amp;#224; e introdurre nelle loro attivit&amp;#224; quotidiane moltissime novit&amp;#224;. Me lo lasci dire: non avrei potuto essere pi&amp;#249; ﬁero dei nostri dipendenti”. Bob sottolinea come il cambiamento sia una delle fasi pi&amp;#249; delicate che un’azienda o una persona si trovi a dover affrontare. “Alcuni ci si buttano a capoﬁtto, altri hanno bisogno di tempo. Ma, come prevedevo, in Vestas tutti si sono dimostrati molto disponibili”. Radicato nella cultura Se qualcuno avesse ancora bisogno di prove per convincersi che gli sforzi compiuti dal personale Vestas nell’ambito della Vestas Constitution hanno effettivamente prodotto frutti tangibili, Bob Fritz invita a dare una rapida occhiata alla situazione di Vestas nel 2008, che infatti &amp;#232; pi&amp;#249; prospera che mai. Bob aggiunge: “Quando affermiamo la nostra mission “failure is not an option” diamo molto peso a queste parole e lo traduciamo in azione nel nostro lavoro quotidiano: permea il nostro modo di pensare ed agire.” A noi non servono T-shirt e spillette con slogan accattivanti per farci coinvolgere da questa ﬁlosoﬁa. Questa &amp;#232; Vestas oggi”. 28</description><a10:updated>2008-02-25T13:31:48+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=29</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=29</link><title>Vestas Win[d] Page 29</title><description>Robert P. Fritz o, semplicemente, Bob Con trent’anni di esperienza nel settore energetico americano, molti dei quali trascorsi in posizioni manageriali, Bob &amp;#232; probabilmente uno dei professionisti pi&amp;#249; esperti nel campo della generazione e trasmissione di elettricit&amp;#224;. Nel corso della sua carriera Bob &amp;#232; stato a capo di centrali elettriche e societ&amp;#224; di trasmissione, oltre a rivestire ruoli di primo piano negli ambiti della progettazione, costruzione e operativit&amp;#224;. Il suo ultimo incarico prima “di credere” di potersi ritirare in pensione (non aveva fatto i conti con Vestas), &amp;#232; stato in Florida, presso FLP Energy, dove per alcuni anni &amp;#232; stato responsabile del portafoglio eolico. Durante questa esperienza professionale &amp;#232; stato cliente di Vestas Americas, la nostra unit&amp;#224; di vendita e assistenza per il mercato americano, e ne ha conosciuto l’allora Presidente, Henrik N&amp;#248;rremark. Attualmente Norremark ricopre la carica di Direttore Finanziario del Gruppo ed &amp;#232; membro del Consiglio di Amministrazione, ed &amp;#232; stato proprio in questi vesti che all’inizio del 2005 contatt&amp;#242; Bob per proporgli una nuova sﬁda, dall’altra parte della “barricata” e dell’Atlantico. Come sottolineato in precedenza, Bob ha accettato l’offerta senza alcuna esitazione, accantonando per ora l’idea di andare in pensione. A quanti gli chiedono per quanti anni pensa ancora di lavorare, Bob risponde prontamente: “Finch&amp;#233; sar&amp;#242; vecchio!” Ma poi aggiunge: “Certo, alcuni pensano che io lo sia gi&amp;#224;, ma &amp;#232; solo una questione di punti di vista”. Un piedistallo? No, grazie Bob viene spesso indicato come il principale architetto e progettista di Vestas Constitution, il progetto di cambiamento a tutto tondo implementato nella nostra azienda. Lo scorso novembre, intervenendo a una conferenza a Henley per parlare di Change Management (la gestione del cambiamento), &amp;#232; stato, non a caso, presentato come “Mr. Change”, il Signor Cambiamento. Bob &amp;#232; una persona modesta, non ama le luci della ribalta e inorridisce al solo pensiero di essere messo su un piedistallo. Riguardo al suo ruolo nel progetto dice: “Ho analizzato a fondo alcuni obiettivi e li ho tradotti in azioni e misure concrete, ma ricordate che questi straordinari cambiamenti sono avvenuti grazie alle persone che lavorano in Vestas, io non ho fatto nulla. Il mio ruolo &amp;#232; stato semplicemente quello di supportali in questo cammino. 29</description><a10:updated>2008-02-25T13:31:48+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=30</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=30</link><title>Vestas Win[d] Page 30</title><description>30</description><a10:updated>2008-02-25T13:31:48+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=31</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=31</link><title>Vestas Win[d] Page 31</title><description>Battaglie cruciali Il Vestas Govermment ha deﬁnito 12 nuove iniziative con alcune caratteristiche in comune: tutte coinvolgono l’intera organizzazione, sono orientate verso l’esterno e andranno completate entro la ﬁne del 2008. Sono inoltre tutte legate a progetti che devono essere portati a termine con successo. Proprio per questa ragione sono state deﬁnite Must-Win Battles. 31</description><a10:updated>2008-02-25T13:31:48+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=32</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=32</link><title>Vestas Win[d] Page 32</title><description>Vestas &amp;#232; un’azienda in continua evoluzione, ma anche il mercato dell'energia eolica cambia di settimana in settimana. &amp;#200; per questo che ogni genere di attivit&amp;#224; e progetto &amp;#232; sempre in corso, tanto nelle singole unit&amp;#224; di business come nell’intera organizzazione. Secondo Ditlev Engel, Presidente e CEO, un tale “melting pot&amp;quot; impone di deﬁnire in modo corretto la priorit&amp;#224; di ogni risorsa, in particolar modo quando si tratta di iniziative che coinvolgono l'intera organizzazione. “&amp;#200; essenziale mantenere la concentrazione sugli aspetti che pi&amp;#249; di altri garantiscono l’evoluzione di Vestas, sia nel presente che negli anni a venire”, ha detto prima di spiegare che proprio la deﬁnizione delle priorit&amp;#224; e l’ottimizzazione delle risorse costituiscono la base delle 12 nuove Must-Win Battles alle quali, nel 2008, &amp;#232; stata assegnata la massima priorit&amp;#224;, subito dopo il bilancio. progetti sono stati eliminati&amp;quot;, dice Ditlev Engel, prima di sottolineare come molti di questi progetti fossero comunque molto interessanti. “Abbiamo semplicemente analizzato il potenziale di creazione di valore di questi progetti, li abbiamo confrontati con le risorse necessarie e abbiamo determinato quali sono i settori di iniziativa pi&amp;#249; importanti per Vestas come garanzia per le attivit&amp;#224; presenti e future”. Ditlev Engel chiarisce che il concetto di Must-Win Battle costituisce una presa di posizione inequivocabile dell’importanza assoluta del successo in questi settori. Un successo da ottenere entro la ﬁne dell’anno. “Non si tratta di battaglie che forse vinceremo o che vinceremo solo in parte. Sono battaglie che dobbiamo vincere senza eccezioni”. Ampio spettro Un altro progetto riguarda la continua attenzione rivolta al mercato cinese, mentre un terzo si pone l’obiettivo concreto di formare 200 dipendenti per il sistema Six Sigma. La scadenza ﬁssata per il completamento di questo progetto non &amp;#232; il 31 dicembre 2008, bens&amp;#236; la ﬁne di marzo 2008. Ditlev Engel spiega che, perfettamente in linea con il piano originale, alcuni Constitution Project non sono ancora stati implementati del tutto nelle attivit&amp;#224; quotidiane di Vestas e che l'attenzione per questi progetti rimane comunque fondamentale per il business. Per questa ragione, il Governement di Vestas ha scelto di portare avanti questi progetti come Must-Win Battles, il che signiﬁca che come tutti gli altri progetti Must-Win, dovranno essere completati entro la ﬁne dell’anno. Sponsor e Battle Manager Come ricordato in precedenza, i nuovi progetti sono fortemente appoggiati dal Vestas Governement. Ci&amp;#242; &amp;#232; maggiormente evidenziato dal fatto che ogni progetto &amp;#232; stato assegnato non solo ad un “Battle Manager” – che si occuper&amp;#224; effettivamente della gestione operativa del progetto – ma anche ad uno sponsor proveniente dal Governement. Gli sponsor sono responsabili dell’avanzamento del processo e del mantenimento dell'attenzione e dell’impegno necessari da parte dell’organizzazione. Processo di selezione ed eliminazione Le 12 Must-Win Battles non sono delle semplici aggiunte al vasto portafoglio di progetti che fanno costantemente progredire Vestas e rafforzano la posizione della societ&amp;#224; come numero uno dell'energia moderna. “Durante il processo di valutazione condotto dal Vestas Governement, abbiamo esaminato tutti i progetti che riguardano l'intera organizzazione con l’obiettivo di garantire il migliore utilizzo delle nostre risorse. Come conseguenza di ci&amp;#242;, un certo numero di Uno sguardo ai contenuti dei 12 progetti rivela l’ampio raggio di azione degli stessi. Ad esempio, una delle “battles” riguarda il consolidamento della posizione di Vestas come fornitore impareggiabile di servizi innovativi ed efﬁcienti. Questa particolare Must-Win Battle &amp;#232; quindi stata deﬁnita “Eccellenza nell’assistenza”. Questo progetto &amp;#232; uno dei 13 che coinvolgono l’intera organizzazione e che compongono la Vestas Constitution, come spiegato in un altro articolo di questo numero di Win[d]. 32</description><a10:updated>2008-02-25T13:31:48+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=33</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=33</link><title>Vestas Win[d] Page 33</title><description>Uno degli sponsor &amp;#232; Ole Borup Jakobsen, Presidente di Vestas Blades. Condurr&amp;#224; la MustWin Battle N. 6, che si occupa dello sviluppo dell'Eccellenza nel Sourcing come piattaforma di fondamentale importanza per crescita ulteriore. Ole Borup Jakobsen sottolinea che le 12 Must-Win Battles non sono nuove aree di impegno, ma una semplice espressione delle ambizioni e della volont&amp;#224; collegate a ciascuna di esse. “Deﬁnendo un settore come ‘MustWin Battle’ vogliamo sottolineare il fatto che questo ha la massima priorit&amp;#224;” dice e aggiunge: “In questo senso, &amp;#232; semplicemente impossibile non fornire completo sostegno all'iniziativa”. Sostegno da parte di un’organizzazione dedicata Per garantire la massima concentrazione e il massimo sostegno per l’implementazione dei dodici nuovi progetti, &amp;#232; stata creata una nuova organizzazione in seno al Group Finance &amp;amp; Operations. Durante tutto il processo, questa organizzazione, deﬁnita “Strategic Portfolio Management Team”, fornir&amp;#224; il supporto necessario ai vari sponsor e Battle Manager. Allo stesso tempo, il compito del team sar&amp;#224; quello di fornire una panoramica su tutto il portafoglio di progetti e di garantire la costante comunicazione dei progressi e dei risultati ad ogni settore dell'organizzazione Vestas. 33</description><a10:updated>2008-02-25T13:31:48+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=34</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=34</link><title>Vestas Win[d] Page 34</title><description>Preparati ad ogni evenienza Un’attenta gestione del rischio permetter&amp;#224; a Vestas di prevedere le situazioni di criticit&amp;#224;. 34</description><a10:updated>2008-02-25T13:31:48+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=35</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=35</link><title>Vestas Win[d] Page 35</title><description>Come interviene Vestas quando uno stabilimento va a fuoco o si allaga? E quando un fornitore non rispetta i termini di consegna dei componenti oppure un macchinario essenziale per il processo di produzione si guasta? Elaborare le risposte a queste e a molte altre domande &amp;#232; il senso di una nuova iniziativa volta a mappare e minimizzare i rischi che possono avere un impatto ﬁnanziario sulle attivit&amp;#224; dell’azienda e, in presenza delle peggiori ipotesi, a spiegare come l’emergenza deve essere affrontata per ridurre le ripercussioni. L’iniziativa &amp;#232; promossa dal reparto Group Finance &amp;amp; Operations, che in collaborazione con le unit&amp;#224; produttive di Vestas ha identiﬁcato e valutato gli ordini di rischio a cui &amp;#232; esposta ciascuna unit&amp;#224; producendo inoltre una documentazione sulle modalit&amp;#224; di gestione degli stessi. Il risultato &amp;#232; una mappa dei principali fattori di rischio che include, fra gli altri, le limitazioni alla crescita di Vestas, il rischio di perdere un subappaltatore e il livello di soddisfazione dei clienti. Henrik Stamer, Direttore del Risk Management presso il reparto Group Finance &amp;amp; Operations, spiega: “Grazie a questo processo di mappatura abbiamo compiuto il primo passo verso la sistematizzazione dei fattori di rischio. Il Risk Management non ci d&amp;#224; soltanto la possibilit&amp;#224; di identiﬁcare i rischi, ma offre molte altre opzioni. Oltre a ridurre l’eventualit&amp;#224; di perdite impreviste, ci consente di assumere dei rischi calcolati al ﬁne di massimizzare la proﬁttabilit&amp;#224; dell’azienda. Si potrebbe affermare che la gestione del rischio altro non &amp;#232; che un ‘buon senso sistematizzato’”. La nuova struttura per la gestione del rischio &amp;#232; stata implementata per la prima volta in Vestas Blades come progetto pilota. Nell’autunno 2007 la divisione ha lavorato con grande impegno al progetto dando vita ad un corollario di iniziative. Uno degli aspetti su cui i colleghi di Vestas Blades si sono particolarmente concentrati &amp;#232; l’acquisizione di una maggiore consapevolezza da parte del personale di tutti i fattori di rischio. “La gestione del rischio necessita di una buona dose di buon senso”, afferma Kj&amp;#230;r Lund&amp;#248; Jakobsen, Vice Presidente del Business Development presso Vestas Blades. “Il progetto non introduce elementi di particolare novit&amp;#224;. Il nostro obiettivo &amp;#232; quello di sensibilizzare i dipendenti ad essere proattivi nel momento in cui individuano un rischio, ad esempio segnalandolo, cos&amp;#236; da evitare affermazioni del tipo ‘avremmo potuto dirlo’ quando &amp;#232; ormai troppo tardi. Fra gli strumenti che verranno utilizzati a tale scopo ci sono le cosiddette ‘Risk Q&amp;amp;As’, una serie di domande e risposte che descrivono esempi di rischio. L’intento &amp;#232; 35</description><a10:updated>2008-02-25T13:31:48+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=36</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=36</link><title>Vestas Win[d] Page 36</title><description>“Metaforicamente parlando, stiamo molto attenti a non rischiare il tutto per tutto”. Kj&amp;#230;r Lund&amp;#248; Jakobsen, Vice Presidente del Business Development presso Vestas Blades. quello di formare il nostro personale ad una cultura del rischio e coinvolgere tutti nell’individuazione di potenziali pericoli per la nostra attivit&amp;#224;. Attraverso questa selezione di esempi informeremo i nostri dipendenti sulle tipologie di rischio che vanno rilevate”, continua Kj&amp;#230;r Lund&amp;#248; Jakobsen. “Intendiamo anche sensibilizzare in merito all’importanza di riferire rischi che possono, a prima vista, sembrare insigniﬁcanti. Pu&amp;#242; accadere infatti che un’anomalia appaia trascurabile, ma se la si riscontra in pi&amp;#249; aree pu&amp;#242; improvvisamente tradursi in un grave rischio. &amp;#201; possibile, ad esempio, che una macchina riporti un problema che potrebbe rivelarsi un guasto sequenziale. Se una simile criticit&amp;#224; non viene resa nota ma solo risolta localmente, non &amp;#232; possibile effettuare una manutenzione preventiva su tutti i macchinari dello stesso tipo. Per questo motivo &amp;#232; importante avere una visione d’insieme che permetta di valutare il quadro generale”. Kj&amp;#230;r Lund&amp;#248; Jakobsen annuncia inoltre che il Risk Ofﬁce far&amp;#224; parte del dipartimento Business Development. Il Risk Ofﬁce &amp;#232; stato ideato per essere il centro di riferimento a cui i dipendenti si rivolgeranno per segnalare i rischi. Le situazioni di criticit&amp;#224; saranno valutate sulla base della probabilit&amp;#224; che esse si veriﬁchino e alle conseguenze che potrebbero derivarne. Il passo successivo &amp;#232; la gestione dell’evento avverso, ovvero la messa a punto di un piano d’azione sulla base delle succitate valutazioni. “Va sottolineato che questo sistema &amp;#232; stato studiato appositamente per evitare che le nostre attivit&amp;#224; subiscano dei rallentamenti”, aggiunge Kj&amp;#230;r Lund&amp;#248; Jakobsen. “Vogliamo adottare un approccio sistematico, strutturato e professionale, evitando l’eccessiva burocraticit&amp;#224;”. Kj&amp;#230;r Lund&amp;#248; Jakobsen sottolinea che il tema centrale della gestione del rischio riguarda l’impatto ﬁnanziario sull’attivit&amp;#224; aziendale. I rischi legati alle risorse umane continueranno ad essere gestiti dall’organismo interno preposto. Lavorando alla gestione del rischio, Vestas Blades si &amp;#232; avvalsa del sistema di Business Continuity Management (BCM), uno strumento che consente di simulare scenari di crisi e formalizzare le misure da attivare al veriﬁcarsi di simili eventi. Henrik Stamer spiega: “&amp;#200; importante sapere cosa potrebbe smettere di funzionare, disporre di una serie di misure da implementare in caso di crisi e, inﬁne, che ciascuno di noi sappia esattamente come operare per ridurre le ripercussioni sulla produzione e riprendere nel pi&amp;#249; breve tempo possibile la normale attivit&amp;#224;. In questo modo saremo sempre aggiornati e minimizzeremo le conseguenze dei rischi”. Il piano dipende in parte dalla probabilit&amp;#224; che si veriﬁchino eventi avversi e in parte dalla portata delle loro conseguenze. “Osserviamo i principali macchinari presenti nei nostri stabilimenti e valutiamo la durata dei tempi improduttivi qualora avvenga un incidente, come l’incendio di una macchina”, dice Kj&amp;#230;r Lund&amp;#248; Jakobsen che continua “A seconda dell’importanza che il macchinario riveste nel contesto dell’intero processo, tracciamo un piano che riﬂette accuratamente il problema e che delinea le procedure da seguire per ridurre l’impatto. In alcuni casi abbiamo ad esempio deciso di distribuire i vari esemplari di un macchinario fra pi&amp;#249; stabilimenti, evitando cos&amp;#236; che si concentrassero tutti presso un singolo impianto. In questo modo riduciamo i rischi nel caso in cui qualcosa vada storto. Un altro fattore di cui teniamo conto &amp;#232; che alcuni stabilimenti Vestas Blades riforniscono altri impianti; ci&amp;#242; comporta che se accade qualcosa nello stabilimento fornitore, altri due o tre impianti potrebbero essere costretti a fermare la produzione”. “Lo stesso principio vale per le conoscenze”, spiega Kj&amp;#230;r Lund&amp;#248; Jakobsen. “Anche in questo caso cerchiamo di “distribuire” la conoscenza condividendola, in modo d</description><a10:updated>2008-02-25T13:31:48+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=37</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=37</link><title>Vestas Win[d] Page 37</title><description>Rischi sistematizzati L’iniziativa &amp;#232; volta a migliorare la gestione del rischio e coinvolge quattro aree tematiche: Introduzione alla politica del rischio: La politica del rischio ha l’obiettivo di sistemaDurante l’incontro conclusivo per il lancio del progetto pilota, Ole Borup Jakobsen, Presidente di Vestas Blades, ha chiaramente espresso la volont&amp;#224; che i piani vengano sviluppati per tutti gli stabilimenti, sia datati che recenti. Attualmente Vestas Blades ha gi&amp;#224; predisposto un piano di Business Continuity (pianiﬁcazione della continuit&amp;#224; operativa e di servizio) per lo stabilimento di Lem, in Danimarca, ma l’obiettivo ﬁnale &amp;#232; che ogni stabilimento Vestas Blades disponga di un simile strumento. Lo schema generale che funger&amp;#224; da traccia per tutti i piani &amp;#232; stato approvato dal Management di Vestas Blades durante un incontro a ﬁne febbraio. Dopo il completamento del progetto pilota in Vestas Blades, l’obiettivo &amp;#232; quello di attuarlo in Vestas Control System e successivamente in tutte le BU. Business Continuity Management/ Piani di Business Continuity Piani che delineano le procedure da seguire in caso di guasto per riprendere l’attivit&amp;#224; in tempi brevi. Descrizione di esempi di rischio per informare i dipendenti ma anche incoraggiarli ad individuare i potenziali rischi. Risk Q&amp;amp;As I dipendenti verranno incoraggiati ad assumere un atteggiamento proattivo e a segnalare qualsiasi situazione possa essere considerata anomala. Aumento della consapevolezza del rischio (Risk Awareness) tizzare le procedure facilitando l’acquisizione da parte del personale di una visione d’insieme dei possibili rischi. In questo modo tutti i dipendenti avranno familiarit&amp;#224; con la politica del rischio. 37</description><a10:updated>2008-02-25T13:31:48+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=38</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=38</link><title>Vestas Win[d] Page 38</title><description>38</description><a10:updated>2008-02-25T13:31:48+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=39</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=39</link><title>Vestas Win[d] Page 39</title><description>anni in giorni Il nuovo centro di collaudo Danese permetter&amp;#224; a Vestas di progettare in poco tempo turbine eoliche pi&amp;#249; afﬁdabili e meno dispendiose. L’industria delle turbine eoliche di solito segue un percorso standard per testare i nuovi progetti: vengono innanzitutto collaudati i singoli componenti della nuova turbina e successivamente assemblati alcuni prototipi che vanno installati sul campo. I prototipi rimangono in funzione per alcuni mesi o alcuni anni e, qualora non venga riscontrato nulla di anomalo, la produzione seriale del nuovo aerogeneratore pu&amp;#242; avere inizio. Per anni le case costruttrici si sono sforzate di calcolare l’afﬁdabilit&amp;#224; a lungo termine delle loro turbine eoliche unicamente sulla base di questi limitati collaudi sul campo, un’impresa praticamente impossibile secondo Mark Colwell, Assistant Vice President, Vestas Technology R&amp;amp;D. 39</description><a10:updated>2008-02-25T13:31:48+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=40</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=40</link><title>Vestas Win[d] Page 40</title><description>anni in giorni “Un prototipo pu&amp;#242; convalidare la performance operativa”, afferma “ma per avvalorare il ciclo di vita effettivo di un nuovo modello sottoposto alle usuali condizioni di operativit&amp;#224;, dovremmo far lavorare un certo numero di turbine per almeno 20 o pi&amp;#249; anni. Collaudare un modello per un periodo di tempo talmente lungo &amp;#232; fuori discussione e Vestas doveva accontentarsi di qualsiasi dato potesse essere carpito da questi test circoscritti. Ora i pionieristici test di afﬁdabilit&amp;#224; messi a punto da Vestas Technology R&amp;amp;D hanno permesso ﬁnalmente di voltare pagina. Sottoponendo i componenti della turbina a condizioni di operativit&amp;#224; particolarmente dure, gli ingegneri del centro di collaudo di &amp;#197;rhus, in Danimarca, sono in grado di prevederne con precisione il ciclo di vita con un test di appena pochi giorni o poche settimane. Come spiega Mark Colwell, la tecnologia consente di ottenere una quantit&amp;#224; maggiore di informazioni in minor tempo, rendendo superﬂui i collaudi sul campo. Il risultato saranno turbine con un afﬁdabile e prevedibile ciclo di vita. Il centro di collaudo si sviluppa su un’area di 6.800 metri quadrati vicino al porto di &amp;#197;rhus e, anche se i suoi ediﬁci appena rinnovati non sono certo esteticamente gradevoli quanto il nuovo centro di Technology R&amp;amp;D, situato alla periferia nord della citt&amp;#224;, sono estremamente Tempi pi&amp;#249; brevi Ma come pu&amp;#242; un qualunque test di laboratorio essere pi&amp;#249; afﬁdabile di un collaudo sul campo svolto in condizioni reali di operativit&amp;#224;? Per convincerci Mark Colwell ci invita a dare un’occhiata alle statistiche. La maggior parte delle turbine ha un ciclo di vita di 20 anni. Ovviamente questo non signiﬁca che una turbina smetter&amp;#224; di funzionare non appena avr&amp;#224; raggiunto il 20&amp;#176; anno di funzionali e possono accogliere anche i componenti pi&amp;#249; ingombranti. Il centro ha aperto due anni fa avviando i test sui componenti di piccole dimensioni. Il collaudo delle strutture pi&amp;#249; grandi &amp;#232; iniziato nel 2006 e l’inaugurazione ufﬁciale si &amp;#232; tenuta ad ottobre 2007. Nonostante qui si lavori su componenti delle turbine di ogni dimensione, i ﬁori all’occhiello del centro sono i due immensi capannoni per il collaudo dei moltiplicatori di giri e dei generatori. Alimentate da motori elettrici con una potenza di 12 MW ciascuno, le postazioni possono anche operare su componenti ben pi&amp;#249; pesanti rispetto alla capacit&amp;#224; portante dichiarata, testandoli a temperature glaciali o torride, con livelli proibitivi di stress meccanico. In questo caso, il nostro motto “Failure is not an option” &amp;#232; invece una parte essenziale della procedura. operativit&amp;#224;. La vita di un qualsiasi modello di turbina eolica, lampadina o automobile, segue ci&amp;#242; che in gergo statistico viene chiamata “distribuzione”. La maggior parte degli esemplari di uno stesso modello che operano in condizioni similari avranno una durata nel tempo piuttosto simile, anche se alcuni dureranno molto pi&amp;#249; a lungo e altri cesseranno prematuramente di essere operativi. Una progettazione e una fabbricazione attenti concorrono a distribuire in maniera simile le variabili e ad aumentare la vita media di una turbina cosicch&amp;#233; la maggior parte delle avarie premature non si veriﬁcheranno prima del previsto. Ma non otterremo mai un dato univoco, il ciclo di vita di un prodotto sar&amp;#224; sempre un po’ oscillante e visto che questo &amp;#232; un processo statistico, &amp;#232; difﬁcile fare affermazioni signiﬁcative sulla durata media di una macchina se si &amp;#232; sprovvisti di un buon numero di test condotti per un apprezzabile periodo di tempo. Per alcuni componenti, in particolare quelli con una lunga storia di utilizzo anche in altri settori industriali, disponiamo di una maggiore quantit&amp;#224; di dati sulla loro afﬁdabilit&amp;#224;. Ma per i componenti pi&amp;#249; grandi, progettati appositamente per essere impiegati sulle turbine, come i moltiplicatori di giri e i generatori, i test sono pi&amp;#249; difﬁcili e non possiamo permetterci di aspettare 20 anni: dobbiamo stringere i tempi. 40</description><a10:updated>2008-02-25T13:31:48+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=41</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=41</link><title>Vestas Win[d] Page 41</title><description>Test accellerati I produttori di turbine eoliche non sono gli unici ad aver bisogno di prevedere la durata delle macchine o dei materiali senza dover attendere anni. Per parecchi decenni gli ingegneri hanno accelerato il processo per capire in quanto tempo i prodotti si deteriorano sottoponendoli a stress, temperature e vibrazioni di gran lunga superiori a quelli che sperimenterebbero normalmente. I test HALT (Highly Accelerated Life Testing), una sorta di prova di invecchiamento accelerato del prodotto, noti anche come torture testing (test di fatica) o shake and bake (scuoti e metti in forno), possono in poche ore o una manciata di giorni rivelare difetti di progettazione che in condizioni di normale attivit&amp;#224; emergerebbero solo dopo mesi o anni. Auto, aerei e dispositivi elettronici di ogni tipo sono solo alcuni dei prodotti la cui afﬁdabilit&amp;#224; viene sottoposta ai test HALT. Mark Colwell cita un esempio: “Quando nacquero gli SMS telefonici, le case produttrici di telefoni cellulari capirono immediatamente che le tastiere allora in uso non potevano resistere a tanta pressione. Grazie ai test HALT hanno progettato tastiere all’altezza delle nuove aspettative, tanto che oggi &amp;#232; difﬁcile che si usurino”. Anche se un test HALT ben condotto pu&amp;#242; individuare eventuali punti deboli, da solo non pu&amp;#242; prevedere quanto a lungo durer&amp;#224; il prodotto in condizioni normali. Mark Colwell spiega che al centro per i collaudi si utilizzer&amp;#224; in realt&amp;#224; una nuova serie di test, noti come test CALT (Calibrated Accelerated Life Testing). Con i test CALT, gli ingegneri conducono prove sottoponendo il prodotto a diverse condizioni di anomalia al ﬁne di individuare l’arco di tempo in cui i componenti si usurano irrimediabilmente o uno speciﬁco livello di usura si veriﬁca. I dati ottenuti permettono di estrapolare informazioni su ci&amp;#242; che accadr&amp;#224; in condizioni normali. Alcune semplici applicazioni CALT, come prevedere la resistenza dei materiali alle sollecitazioni, sono datate; ma secondo Mark Colwell la loro applicazione sui componenti pi&amp;#249; grandi delle turbine &amp;#232; decisamente innovativa. Il centro di collaudo sfrutter&amp;#224; i test CALT per mettere alla prova sia i nuovi prodotti che quelli esistenti, i generatori e altri componenti utilizzati per le turbine Vestas. Mark Colwell afferma: “La scarsa resistenza alle temperature &amp;#232; una causa piuttosto comune dei problemi nei dispositivi elettrici, pertanto durante i test ai generatori abbasseremo ad esempio la temperatura del refrigerante a -35&amp;#176;C, quindi la porteremo rapidamente a 110&amp;#176;C e nel frattempo introdurremo variazioni di frequenza, nell’erogazione della potenza e altri stress… insomma, i componenti avranno vita dura”. Le necessit&amp;#224; del cliente Mark Colwell conosce bene il punto di vista del cliente. Infatti, prima di arrivare a Vestas, era responsabile della qualit&amp;#224; delle turbine eoliche presso una grande societ&amp;#224; elettrica statunitense. “La societ&amp;#224; in cui lavoravo rappresentava per Vestas il cliente numero uno fra le aziende di servizi, con oltre 1400 turbine installate. Conosco tutti i tipi di guasti che possono colpire un aerogeneratore”, afferma. “Abbiamo scelto un approccio aggressivo per prevedere e migliorare l’afﬁdabilit&amp;#224; delle nostre turbine. Fino a qualche anno fa Vestas pensava che questo tipo di approccio fosse unico, senza sapere che nelle grandi societ&amp;#224; di energia era invece una prassi”. “Oggi molti dei clienti Vestas sono grandi aziende con elevate competenze ingegneristiche. Ci&amp;#242; che vogliono &amp;#232; innanzitutto un ritorno del loro investimento e cio&amp;#232; afﬁdabilit&amp;#224; e prevedibilit&amp;#224;. La nuova Vestas comprende pienamente queste aspettative e miriamo a fornire un’energia a basso costo e ad alta afﬁdabilit&amp;#224;. Come parte di Vestas Technology R&amp;amp;D, il centro di collaudo aiuter&amp;#224; a sviluppare in minor tempo design migliori e pi&amp;#249; robusti e con meno bisogno di collaudi sul campo. Ci&amp;#242; che facciamo qui &amp;#232; utilizzare processi consolidati ma allo stesso tempo innovativi. Questo &amp;#232; il futuro”. 41</description><a10:updated>2008-02-25T13:31:48+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=42</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=42</link><title>Vestas Win[d] Page 42</title><description>Verso una corretta cultura della 42</description><a10:updated>2008-02-25T13:31:48+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=43</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=43</link><title>Vestas Win[d] Page 43</title><description>sicurezza 43</description><a10:updated>2008-02-25T13:31:48+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=44</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=44</link><title>Vestas Win[d] Page 44</title><description>Una cultura aziendale nella quale la sicurezza abbia sempre la priorit&amp;#224; assoluta comincia dai vertici. Il senior management di Vestas &amp;#232; impegnato in prima linea su questo fronte e ha lanciato una serie di iniziative tra le quali due programmi di formazione molto ambiziosi che nel 2007 hanno offerto a 2.500 dipendenti l’opportunit&amp;#224; di formarsi ai requisiti di sicurezza. I corsi riguardano l’esecuzione pratica del lavoro degli assemblatori di servizio e il ruolo dei manager quali garanti di una corretta cultura della sicurezza. Lavorare a pi&amp;#249; di 100 metri da terra su grandi e potenti turbine eoliche &amp;#232; una questione di vita (lavorativa) per molti tecnici Vestas in tutto il mondo. Questo lavoro comporta il rischio di incorrere in gravi incidenti di varia natura, ma la posizione di Vestas &amp;#232; chiara: la sicurezza viene prima di tutto. Questa impostazione &amp;#232; promossa dai vertici di Vestas, ovvero dal Government, del quale fanno parte il Consiglio d’Ammini- strazione aziendale e i Presidenti delle BU, e ha un riscontro concreto in quanto la sicurezza &amp;#232; sempre il primo punto all’ordine del giorno negli incontri settimanali. Durante queste riunioni, il Government di Vestas discute gli aspetti pi&amp;#249; importanti relativi alla sicurezza e vengono prodotti verbali sulle attivit&amp;#224; di miglioramento. L’obiettivo ﬁnale &amp;#232; ambizioso: ridurre il numero di infortuni sul lavoro a zero. Dal 2006 al 2007, l’incidenza degli infortuni sul lavoro &amp;#232; diminuita del 13 %. Nonostante l’andamento sia decisamente positivo, i risultati non sono ancora soddisfacenti. Fra le iniziative lanciate per sostenere Vestas nel raggiungimento di questo obiettivo vi sono due corsi di formazione sulla sicurezza introdotti nel 2007. Uno di questi &amp;#232; dedicato alla formazione sulla sicurezza di base e si rivolge a tutti gli assemblatori di 44</description><a10:updated>2008-02-25T13:31:48+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=45</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=45</link><title>Vestas Win[d] Page 45</title><description>servizio delle unit&amp;#224; di vendita. L’altro intende incrementare la consapevolezza sugli aspetti riguardanti la sicurezza ed &amp;#232; rivolto ai 600 manager delle 6 unit&amp;#224; di vendita e al dipartimento Vestas Technology R&amp;amp;D. I due corsi vengono svolti contemporaneamente presso tutte le sedi Vestas nel mondo. Al ﬁne di sottolineare l’ampio e costante impegno dei vertici del Gruppo nell’ambito della sicurezza, entrambi i corsi iniziano con la proiezione di un video nel quale Ditlev Engel, Presidente e CEO di Vestas, spiega che mantenere sempre alta l’attenzione nei confronti della sicurezza &amp;#232; essenziale non solo per salvaguardare la propria salute, ma anche quella dei propri colleghi e della propria famiglia. “Vestas non pu&amp;#242; rendere una turbina un luogo di lavoro completamente privo di rischi e di imprevisti, ma pu&amp;#242; farlo diventare un posto pi&amp;#249; sicuro”, afferma Ditlev Engel prima di spiegare: “Un ottimo livello di sicurezza non lo si raggiunge semplicemente con le parole, lo si ottiene con comportamenti attenti e consapevoli, tramite il rispetto delle procedure e la consapevolezza di come dobbiamo operare. La sicurezza deve diventare parte integrante della nostra cultura e del nostro sistema di lavoro”. L’atteggiamento del senior management giunge ai partecipanti del corso come un messaggio forte e chiaro: il numero accettabile di infortuni sul lavoro in Una corretta cultura della sicurezza Il presupposto essenziale per creare una sana e ben radicata cultura della sicurezza, &amp;#232; che i Vestas &amp;#232; zero! I membri del Governement hanno dato per primi il loro esempio partecipando ad un seminario di formazione incentrato sul ruolo dei senior manager nel contesto della sicurezza. manager di tutti i settori dell’organizzazione si assumano il compito di promuovere una cultura in cui la sicurezza abbia sempre la priorit&amp;#224; assoluta e, naturalmente, che i dirigenti possiedano le conoscenze necessarie per farlo. Per questo motivo Vestas ha istituito un corso volto ad incrementare nei dirigenti la consapevolezza sulla sicurezza, pensato per i manager delle unit&amp;#224; di vendita con responsabilit&amp;#224; per 2007: 2008: 2012: Obiettivo ﬁnale: 31,6 15 5 0 Obiettivi relativi all’incidenza degli infortuni sul lavoro 45</description><a10:updated>2008-02-25T13:31:48+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=46</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=46</link><title>Vestas Win[d] Page 46</title><description>&amp;#171;Il numero accettabile di infortuni sul lavoro in Vestas &amp;#232; zero!&amp;#187; Ditlev Engel, Presidente e CEO, Vestas Wind System A/S. le attivit&amp;#224; sul sito e per i manager di Vestas Technology R&amp;amp;D con responsabilit&amp;#224; di progettazione. Il corso &amp;#232; organizzato in collaborazione con DuPont, leader mondiale nel settore della sicurezza, che ha raggiunto ottimi risultati proprio grazie all’istituzione di una buona cultura della sicurezza sia al proprio interno sia come consulente per numerose societ&amp;#224;. L’obiettivo &amp;#232; formare i manager in tema di comportamenti sicuri sul posto di lavoro e responsabilit&amp;#224; manageriale fornendo loro gli strumenti per poter prendere le giuste decisioni riguardo alla sicurezza presso i siti, in situazioni di criticit&amp;#224; e in fase di progettazione. Tina Winther Schou, ingegnere del dipartimento Sicurezza e Ambiente, afferma: “&amp;#200; importante consolidare le qualiﬁche dei manager afﬁnch&amp;#233; possano fornire ai loro dipendenti le condizioni, gli strumenti e le procedure di lavoro ottimali”. Al ﬁne di trasmettere ai manager anche nozioni pratiche di sicurezza, un modulo del corso di formazione prevede la cosiddetta “safety walk”. Si tratta di una visita ad uno stabilimento, interno o esterno, durante la quale i partecipanti osservano i comportamenti sul luogo di lavoro imparando ad individuare le situazioni in cui la sicurezza potrebbe essere migliorata intervenendo in modo mirato. Il programma riguardante la consapevolezza degli aspetti inerenti alla sicurezza si articola su tre giornate. Alla ﬁne del 2007, circa 80 manager avevano completato il corso. L’intenzione &amp;#232; che tutti i 600 manager di Vestas abbiano frequentato il corso entro la ﬁne del secondo trimestre del 2008. Oltre a formare i manager ad una corretta cultura della sicurezza, &amp;#232; fondamentale che anche i tecnici che quotidianamente lavorano alle turbine eoliche ricevano la giusta formazione. A tale scopo &amp;#232; stato istituito un corso di formazione di base che tutti gli assemblatori di servizio di Vestas sono tenuti a frequentare. Questo programma di formazione si svolge parallelamente al corso sulla consapevolezza della sicurezza. Teoria e pratica Il corso di formazione sulla sicurezza di base per i tecnici di Vestas dura circa una settimana, a seconda delle competenze dei singoli partecipanti. Il programma si divide in quattro moduli, il primo dei quali tratta argomenti teorici mentre gli altri tre sono orientati alla pratica: ■ Teoria – la cultura della sicurezza richiesta in Vestas Primo soccorso Prevenzione ed estinzione degli incendi Salvataggio in quota L’obiettivo &amp;#232; fornire a tutti gli assemblatori ■ ■ ■ di servizio, che abbiano gi&amp;#224; esperienza o nuovi assunti, le stesse nozioni di base nonch&amp;#233; gli strumenti necessari per operare in condizioni di totale sicurezza. Questo signiﬁca non solo essere in grado di svolgere operazioni pratiche in modo sicuro ma anche conoscere la posizione di Vestas nei confronti della sicurezza per sapersi porre dei limiti. Tina Winther Schou spiega: “Prima il criterio decisivo che decretava la positiva riuscita di un intervento dei tecnici su una turbina in avaria era che questa tornasse operativa. Ora &amp;#232; la sicurezza ad essere prioritaria, quindi i nostri tecnici sono tenuti a sospendere il lavoro qualora, a loro avviso, le condizioni di sicurezza non siano garantite, ovvero in mancanza dell’adeguato equipag- 46</description><a10:updated>2008-02-25T13:31:48+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=47</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=47</link><title>Vestas Win[d] Page 47</title><description>DuPont Du Pont – la storia L’azienda di famiglia DuPont venne fondata nel 1802. A seguito di una serie di esplosioni mortali legate alla produzione di polvere da sparo, DuPont comprese ben presto l’entit&amp;#224; dei rischi derivanti dal maneggiare esplosivi. Da una serie di regole, stilate dal capostipite E.I DuPont nel lontano 1811, appare evidente che sin da allora la sicurezza aziendale doveva ricadere fra le responsabilit&amp;#224; dell’amministrazione. Ebbene, questa regola rappresenta ancora oggi uno dei giamento, della formazione appropriata per svolgere il lavoro assegnato o se le condizioni atmosferiche sono proibitive. Gli assemblatori devono sapere che la sicurezza &amp;#232; un parametro di successo tanto importante quanto la messa in funzione della turbina. In altre parole, lavorare per Vestas signiﬁca non correre alcun rischio”. Alla ﬁne del 2007, i 2.500 assemblatori di servizio di Vestas avevano completato il corso di sicurezza base e a partire da gennaio 2008 tutti i nuovi assunti dovranno aver completato il programma di formazione per essere autorizzati a lavorare presso i siti. “Riteniamo che l’introduzione di questi due corsi sia un passo importante verso il raggiungimento del nostro obiettivo di zero infortuni sul lavoro. Tuttavia comprendiamo anche che non &amp;#232; possibile forzare un processo che implica una nuova attitudine verso la sicurezza. Abbiamo gi&amp;#224; fatto parecchia strada ma l’affermazione di una cultura che vede la sicurezza al primo posto richiede ancora tempo e attenzione da parte di tutti i livelli dell’organizzazione. La direzione imboccata &amp;#232; quella giusta, ora si tratta di proseguire lungo il percorso che abbiamo intrapreso e centrare il nostro obiettivo. Assumere comportamenti sicuri in ogni ambito &amp;#232; la strada da seguire”, conclude Tina Winther Schou. cardini su cui poggia la ﬁlosoﬁa DuPont in materia di sicurezza. Nel XX secolo, DuPont invent&amp;#242; e commercializz&amp;#242; una lunga serie di materiali – fra i quali nylon, cellophane, neoprene e Teﬂon&amp;#174; – innescando una diversiﬁcazione di prodotto cui fecero seguito nuove sﬁde in termini di sicurezza. Tuttavia, intorno agli anni ’40 e successivamente ad un attento studio della casistica degli infortuni sul lavoro, la celebre azienda chimica svilupp&amp;#242; la convinzione che in realt&amp;#224; era possibile evitare qualsiasi genere di incidente o malattia professionale. Inseguendo l’obiettivo del cosiddetto “Obiettivo Zero”, negli anni DuPont si &amp;#232; impegnata costantemente al ﬁne di eliminare incidenti e malattie professionali ﬁno a diventare un modello per la valutazione della sicurezza e la salvaguardia della salute sul posto di lavoro. L’incidenza degli infortuni sul lavoro negli stabilimenti DuPont &amp;#232; circa venti volte pi&amp;#249; bassa della media registrata dalle aziende statunitensi. Il servizio di consulenza DuPont Safety Resources aiuta i propri clienti a promuovere il valore della sicurezza sul posto di lavoro, migliorando – spesso in modo radicale – le prestazioni aziendali in termini di sicurezza. 47</description><a10:updated>2008-02-25T13:31:48+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=48</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=48</link><title>Vestas Win[d] Page 48</title><description>Kent Hougaard, Area Service Manager con responsabilit&amp;#224; per gli interventi di assistenza e manutenzione nell’area nord occidentale della Spagna, &amp;#232; uno dei dirigenti che ha concluso il corso di formazione sulla consapevolezza degli aspetti inerenti alla sicurezza sul lavoro. Sono vari i motivi per cui Kent Hougaard ha accolto favorevolmente questa nuova iniziativa: “A differenza delle proposte precedenti, questo corso punta a modiﬁcare l’atteggiamento dei dipendenti attraverso il dialogo anzich&amp;#233; imponendo il cambiamento dall’alto. Il nuovo approccio prevede anche l’analisi di alcuni esempi di incidenti sul lavoro. Ne vengono individuate le cause e in seguito si discute delle misure preventive che li avrebbero potuti scongiurare. In questo modo siamo molto migliorati nell’individuazione dei comportamenti scorretti e nello studio delle misure pi&amp;#249; efﬁcaci per prevenirli”. Formazione e dialogo per una maggiore sicurezza 48</description><a10:updated>2008-02-25T13:31:48+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=49</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=49</link><title>Vestas Win[d] Page 49</title><description>Ma perch&amp;#233; Vestas sta concentrando cos&amp;#236; tante energie nel formare i manager alla sicurezza? Dopo tutto sono i tecnici che operano “sul campo” i pi&amp;#249; esposti al rischio di infortuni sul lavoro. Kent Hougaard spiega: “&amp;#200; compito dei manager creare una buona cultura della sicurezza in azienda. Spetta a loro comunicare ai propri dipendenti quali siano le aspettative di sicurezza, e soprattutto che loro stessi ne siano in primis all’altezza. Inoltre sono i dirigenti ad essere responsabili dell’individuazione di potenziali aree a rischio e sempre loro ad intervenire tempestivamente con misure adeguate. In questo modo &amp;#232; possibile mettere in atto un’efﬁcace politica di prevenzione e prevenire ogni rischio di incidente”. Il corso, prettamente teorico, &amp;#232; stato integrato con la cosiddetta “safety walk”, la visita ad uno stabilimento durante la quale i partecipanti si esercitano nell’identiﬁcare le situazioni che rappresentano una possibile fonte di rischio. L’obiettivo &amp;#232; quello di dare la possibilit&amp;#224; ai manager di confrontarsi con i tecnici “sul campo” ed osservarli all’opera. “Parlare a quattr’occhi con i dipendenti &amp;#232; stato molto utile. Non &amp;#232; sempre facile individuare le aree di problematicit&amp;#224;, eppure ci sono quasi sempre degli aspetti che possono essere migliorati e questi emergono soprattutto se ci si confronta apertamente. Mi sono sorpreso di come basti “In qualit&amp;#224; di manager, abbiamo la responsabilit&amp;#224; di essere sempre consapevoli dei rischi potenziali, e di prendere decisioni rapide in presenza di aree potenzialmente pericolose. In questo senso, siamo in grado di affrontare la situazione in tempo utile per prevenire ogni incidente” Kent Hougaard, area service manager, Vestas Mediterranean. relativamente poco tempo per identiﬁcare e dunque affrontare le situazioni potenzialmente pericolose”. Promuovere la cultura della sicurezza attraverso il dialogo anzich&amp;#233; imporre ordini dall’alto &amp;#232; una strategia che aumenta la consapevolezza dei dipendenti riguardo al rischio e li spinge ad essere loro stessi a mettere la sicurezza al primo posto. “Questo &amp;#232; il nostro vero obiettivo: un ambiente in cui tutti i dipendenti sono responsabili e garanti della sicurezza. In questo modo, le conoscenze acquisite dai manager tramite il corso di sulla sicurezza si estendono a tutta l’organizzazione come quando gettiamo un sasso in uno stagno. La grande attenzione verso la sicurezza che contraddistingue Vestas gi&amp;#224; da molti anni, ha trovato un riscontro positivo tra i dipendenti dell’azienda. Kent Hougaard continua: “Nonostante questo processo abbia com- portato la modiﬁca delle procedure e un aumento del carico di lavoro amministrativo, siamo riusciti a sensibilizzare tutti i dipendenti sui comportamenti corretti da adottare, non solo per una questione di salute ma anche di rispetto verso l’ambiente”. Riguardo al corso, Kent Hougaard ha apprezzato in particolare la maggiore attenzione verso tutti gli aspetti della sicurezza e la possibilit&amp;#224; di incontrare di persona i dipendenti. “In futuro vorrei introdurre la “safety walk” come pratica abituale per lavorare a pi&amp;#249; stretto contatto e tenerci sempre aggiornati a vicenda sugli aspetti importanti della sicurezza”. Quando gli si chiede la sua opinione in merito al supporto del senior management in questo settore, Kent Hougaard risponde senza esitazioni: “&amp;#201; un fattore assolutamente cruciale!”, e prosegue: “Ci tengo anche a sottolineare l’impegno dei dirigenti ad ogni 49</description><a10:updated>2008-02-25T13:31:48+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=50</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=50</link><title>Vestas Win[d] Page 50</title><description>livello. Senza il loro appoggio l’iniziativa avrebbe difﬁcilmente successo, perch&amp;#233; aumentare la sicurezza sul luogo ad lavoro richiede inevitabilmente tempo e denaro. Quando si trattava di investire nella sicurezza non ho mai ricevuto un riﬁuto per una questione economica, e anch’io sono dell’opinione che gli infortuni costino ad un’azienda pi&amp;#249; della formazione e dell’istruzione. Vestas &amp;#232; sulla strada giusta e pu&amp;#242; contare sull’appoggio dei dirigenti, che noi sappiamo non essere parole campate in aria”, conclude. Riﬂettori puntati sulla sicurezza 50</description><a10:updated>2008-02-25T13:31:48+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=51</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=51</link><title>Vestas Win[d] Page 51</title><description>Sebbene lavori da 10 anni nel settore eolico e vanti una grande esperienza, Claus Christensen, assemblatore di servizio a Vestas Northern Europe, &amp;#232; uno dei tecnici che hanno gi&amp;#224; concluso il corso di sicurezza di base. Data la sua profonda conoscenza del settore, &amp;#232; la persona pi&amp;#249; qualiﬁcata alla quale chiedere conferma dell’utilit&amp;#224; del corso. “Certamente”, risponde Claus Christensen, “&amp;#201; molto utile partecipare ad un corso che, per cos&amp;#236; dire, “rinfresca la memoria”. Per chi ha gi&amp;#224; molti anni di esperienza alle spalle il lavoro pu&amp;#242; diventare una serie di operazioni mecca- “Fino ad alcuni anni fa, erano ancora numerosi gli assemblatori che non si attenevano alle misure di sicurezza. Oggi la situazione &amp;#232; radicalmente cambiata, basti pensare che se non ci conformiamo alle norme sulla sicurezza, non ci &amp;#232; consentito svolgere il nostro lavoro”. Claus Christensen, assemblatore di servizio, Vestas Northern Europe. pensare che se non ci conformiamo alle norme sulla sicurezza, non ci &amp;#232; consentito svolgere il nostro lavoro. Una buona consuetudine &amp;#232; quella di controllare sempre che tutti seguano le regole, e devo dire che &amp;#232; accaduto molto di rado che qualcuno le trasgredisse. Nel caso in cui succeda, siamo noi stessi a prendere i necessari provvedimenti”. Aver frequentato il corso di formazione sulla sicurezza di base non ha tuttavia modiﬁcato i suoi comportamenti, dal momento che Claus ha sempre operato nel rispetto di tutti i regolamenti in materia. Il corso sta dando indubbiamente dei buoni risultati. “Contribuir&amp;#224; certamente a migliorare i livelli di sicurezza, poich&amp;#233; con le nuove norme tutti i nuovi dipendenti sono niche, ed &amp;#232; proprio questo atteggiamento ad esporti ai rischi maggiori. Molti incidenti avvengono perch&amp;#233; si pensa che tutto funzioni correttamente. Ma “pensare” che tutto vada bene non &amp;#232; sufﬁciente, bisogna averne la certezza. Durante il corso si &amp;#232; sottolineato in particolare questo aspetto. Il corso di formazione ci ha rammentato inoltre che il nostro &amp;#232; un ambiente di lavoro potenzialmente rischioso e che &amp;#232; importante confrontarci e ricordarci a vicenda che non dobbiamo mai abbassare la guardia sulla sicurezza”. Claus Christensen sostiene che l’atteggiamento degli assemblatori di servizio riguardo alla sicurezza &amp;#232; cambiato notevolmente negli ultimi 3 o 4 anni: “Fino ad alcuni anni fa, erano ancora numerosi gli assemblatori che non rispettavano le misure di sicurezza. Oggi la situazione &amp;#232; radicalmente cambiata, basti tenuti a seguire il corso per essere autorizzati a lavorare sui siti”. Claus Christensen ha apprezzato molto che sia stato il Vestas Government in primis a farsi promotore delle iniziative sulla sicurezza: “Altrimenti, non saremmo mai stati testimoni dei progressi avvenuti in questi ultimi anni. I messaggi che hanno lanciato non sono stati fumo negli occhi, alle parole sono seguiti fatti concreti”. 51</description><a10:updated>2008-02-25T13:31:48+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=52</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=52</link><title>Vestas Win[d] Page 52</title><description>Le basi del miglioramento Minori costi di installazione e di ingegneria,rendimento elettrico stabile, migliore documentazione e maggiore sicurezza. Ecco i vantaggi del nuovo impianto elettrico di messa a terra delle turbine eoliche Vestas. 52</description><a10:updated>2008-02-25T13:31:48+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=53</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=53</link><title>Vestas Win[d] Page 53</title><description>Il nuovo impianto di messa a terra elaborato da Vestas permette di tagliare i costi di installazione di una turbina eolica di parecchie migliaia di euro e di sempliﬁcare notevolmente le procedure di documentazione sia per i clienti, sia per le unit&amp;#224; di vendita. Inoltre il nuovo sistema aumenta la sicurezza e l’afﬁdabilit&amp;#224; delle singole turbine e degli interi parchi eolici. Due sono le idee fondamentali alla base del nuovo impianto di messa a terra: l’utilizzo dei basamenti della turbina come principale connessione a terra e il collegamento delle connessioni a terra di tutte le turbine su ogni sito. Niels Birch Mogensen del gruppo Power Components di Vestas Technology spiega che nonostante sembri semplice, in realt&amp;#224; assieme ad altri molteplici sviluppi nella messa a terra, l’originalit&amp;#224; di questo sistema &amp;#232; tale da poter essere brevettato. Power Components ha elaborato questa nuova tecnologia con il supporto di Vestas Towers e delle unit&amp;#224; di vendita. Minimizzare i rischi La messa a terra &amp;#232; fondamentale per la sicurezza delle operazioni di qualsiasi macchina elettrica, turbine eoliche comprese. Una connessione a terra &amp;#232; un collegamento elettrico tra la turbina e il terreno che protegge dai fulmini e dai guasti elettrici disperdendo sul suolo, in tutta sicurezza, la corrente in 53</description><a10:updated>2008-02-25T13:31:48+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=54</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=54</link><title>Vestas Win[d] Page 54</title><description>Principale sezione a terra della fondazione Connessione orizzontale a terra alla turbina successiva Conessione orizzontale a terra alla turbina successiva /sottostazione Min. 0,9m (3 Ft) Min. 0,9m (3 Ft) Min. 40m (Min. 44 Yd) Fondazione al suolo Min. 40m (Min. 44 Yd) Schema principale del nuovo sistema protezione a terra esubero. In assenza di un buon impianto di messa a terra, un fulmine o un guasto elettrico possono danneggiare la turbina e persino uccidere. Una delle sﬁde nella progettazione di un impianto di messa a terra &amp;#232;, secondo Niels Birch Mogensen, assicurare che in presenza di un guasto tutto l’impianto rimanga ad un voltaggio sicuro. Quando una turbina eolica si trova ad affrontare correnti di fulmini che raggiungono anche centinaia di migliaia di ampere, l’impianto di messa a terra impedisce che si generino pericolose differenze di potenza elettrica tra le diverse parti della struttura. Se qualcuno toccasse la torre nel momento in cui la turbina viene colpita da un fulmine, rimarrebbe ucciso dal voltaggio indotto, anche se l’impianto di messa a terra &amp;#232; in grado di proteggere la turbina stessa da possibili danni. Nella peggiore delle ipotesi la corrente che viaggia attraverso il suolo potrebbe addirittura creare una pericolosa differenza di voltaggio rispetto al piede di una persona che si trova a molti metri di distanza dalla turbina. Il nuovo impianto di messa a terra sviluppato da Vestas minimizza al massimo tali rischi. Nuove norme e ﬂessibilit&amp;#224; Le norme stabilite dalla Commissione Elettrotecnica Internazionale (CEI; vedi Norme di messa a terra) controllano la progettazione degli impianti di messa a terra. Il metodo tradizionale, lo stesso utilizzato ﬁnora anche per le turbine Vestas, consiste nel disporre sul suolo barre in acciaio rivestite in rame ﬁno a che la resistenza elettrica risulta inferiore ad un determinato valore. “In terreni aridi o rocciosi questo tipo di messa a terra pu&amp;#242; richiedere una dozzina di barre o anche pi&amp;#249;”, spiega Niels Birch Mogensen “ognuna interrata ﬁno a cento metri di profondit&amp;#224;”. Questo sistema ha costi di installazione elevati e pu&amp;#242; essere difﬁcile prevedere quanto lavoro sar&amp;#224; necessario. Poich&amp;#233; la messa a terra tradizionale &amp;#232; in larga misura una responsabilit&amp;#224; del cliente, le unit&amp;#224; di vendita di Vestas hanno riferito che ogni nuovo cliente pone le stesse domande. Le recenti modiﬁche alle norme CEI permettono una maggiore ﬂessibilit&amp;#224; nella progettazione degli impianti di messa a terra e si concentrano maggiormente sul rendimento in condizioni reali. Vestas ha tratto vantaggio dal fatto che le tradizionali connessioni a terra basate sulle barre interrate non sono pi&amp;#249; obbligatorie. “Ci&amp;#242; che abbiamo fatto &amp;#232; stato trasformare l’intero basamento della turbina – una piattaforma in cemento armato di 15 o anche 20 metri quadri – in un’unica grande connessione a terra, e connettere fra loro le singole turbine in un sistema”, spiega Niels Birch Mogensen. Una soluzione concreta In questo nuovo sistema un conduttore di terra in rame &amp;#232; fuso nella base di calcestruzzo dopo essere stato collegato ad ognuna delle centinaia di barre rinforzanti in acciaio all’interno del cemento. Inoltre, Vestas ha sviluppato un sistema analogo per basamenti pi&amp;#249; alti e pi&amp;#249; stretti, spesso utilizzati in Nord America. In caso di fulmine o di guasto la vasta area e l’uniforme disposizione delle fondamenta in acciaio impediscono pericolosi gradienti di voltaggio sul suolo. “Anche se il voltaggio dell’intero impianto aumenta, se qualcuno si trovasse nelle vicinanze della torre o la toccasse sarebbe come un uccello posato su un cavo d’alta tensione”, spiega Niels Birch Mogensen. “Ma se tutto ci&amp;#242; che ti circonda ha lo stesso voltaggio, non corri alcun pericolo”. Sono le differenze nel voltaggio a causare ﬂussi di corrente e sono proprio le correnti ad uccidere. “Non si pu&amp;#242; affermare che il metodo tradizionale fosse poco sicuro”, continua “Sistemi come quello soddisfano ancora le norme se sono installati correttamente. </description><a10:updated>2008-02-25T13:31:48+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=55</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=55</link><title>Vestas Win[d] Page 55</title><description>Le norme di messa a terra Le turbine eoliche Vestas, incluso il loro impianto di messa a terra, soddisfano le norme redatte dalla Commissione Elettrotecnica Internazionale (CEI; www.ceiweb.it, www.iec.ch) con sede a Ginevra. Le norme relative alla messa a terra e alla protezione dai fulmini sono: ■ CEI EN 62305 (Protezione contro i fulmini. Principi generali) ■ CEI EN 61400-24 (Protezione contro i fulmini. Turbine eoliche) chiavi in mano. Con questo nuovo sistema diventiamo responsabili per l’impianto di messa a terra e questo assicura effettivamente una maggiore sicurezza”. L’altra novit&amp;#224; del nuovo impianto di messa a terra consiste in un cavo in rame che collega tutte le turbine tra di loro e alla sottostazione. Oltre a soddisfare completamente i requisiti CEI per la progettazione dell’impianto di messa a terra, aggiunge un’ulteriore protezione per i cavi ad alto voltaggio allontanando l’energia elettrica dalle turbine ed individuando in modo pi&amp;#249; afﬁdabile i guasti alla sottostazione. “Questo tipo di interconnessione viene solitamente richiesto dall’azienda elettrica”, spiega Niels Birch Mogensen, “ma in passato la sua esatta funzione &amp;#232; stata spesso poco chiara”. Rendendo ufﬁcialmente l’interconnettore della turbina parte integrante dell’impianto di messa a terra si &amp;#232; giunti ad una chiarezza tecnica, ad una maggiore sicurezza e ad un risparmio in termini economici. Pi&amp;#249; semplice, pi&amp;#249; economico Dell’installazione del nuovo impianto di messa a terra &amp;#232; incaricato lo stesso costruttore del basamento, quindi la necessit&amp;#224; di un appaltatore che svolga il lavoro &amp;#232; stata eliminata; inoltre si fornisce una solida connessione a terra nel momento stesso in cui il calcestruzzo viene versato. Quando il terreno &amp;#232; altamente conduttivo i costi rispetto alla messa a terra convenzionale sono simili ma in terreni a bassa conducibilit&amp;#224; questo sistema risulta essere molto pi&amp;#249; economico. Poich&amp;#233; conforme alla normativa, il nuovo sistema elimina l’incertezza sulle procedure di messa a terra e migliora notevolmente la documentazione. Una mole di documenti dimostra che l’impianto soddisfa la norma CEI 62305 (vedi le Norme di messa a terra) e le relative norme possono essere semplicemente demandate al cliente. Il sistema &amp;#232; talmente ﬂessibile da poter essere adattato in ogni caso alle richieste speciﬁche dei clienti e delle aziende produttori di energia. Nel passato i vari sistemi elettrici all’interno della turbina avevano spesso bisogno di impianti di messa a terra separati. Il nuovo impianto li sostituisce con un sistema uniﬁcato che fornisce una miglior protezione dai fulmini, dai guasti e dalle interferenze elettriche e garantisce una maggiore sicurezza per le persone che lavorano nelle vicinanze o sulle turbine. Come sostiene Niels Birch Mogensen: “La messa a terra pu&amp;#242; non risultare in realt&amp;#224; molto gradevole ma &amp;#232; fondamentale, e far funzionare una turbina eolica in modo stabile e sicuro &amp;#232; un grande progresso”. ■ CEI EN 60364-5-54 (Messa a terra di impianti a basso voltaggio) ■ CEI EN 61936-1 (Messa a terra di impianti ad alto voltaggio) La CEI EN 62305 &amp;#232; una nuova norma in cinque punti che indica i principi che stanno alla base della protezione delle strutture contro i fulmini, la valutazione del rischio, il danno materiale alle strutture e pericolo per le persone, gli impianti elettrici ed elettronici nelle strutture e i servizi quali le linee di telecomunicazione ed elettriche. La CEI EN 62305 sostituisce ed estende la precedente norma contro i fulmini, CEI EN 61024, e pone le basi per una nuova norma europea, la EN 62305:2006. La CEI EN 62305 &amp;#232; pi&amp;#249; ﬂessibile rispetto alle precedenti ed &amp;#232; proprio questa ﬂessibilit&amp;#224; ad aver permesso la realizzazione del nuovo impianto di messa a terra Vestas. Vestas fa parte del comitato per l’aggiornamento delle norme contro i fulmini concernenti le turbine eoliche, CEI EN 61400-24. 55</description><a10:updated>2008-02-25T13:31:48+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=56</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=56</link><title>Vestas Win[d] Page 56</title><description>Premi in Francia e Cina Il 2007 si &amp;#232; concluso in bellezza. L’unit&amp;#224; di vendita Vestas France ha infatti ricevuto un prestigioso riconoscimento per il proprio impegno in Francia, mentre Vestas Asia Paciﬁc ha raccolto i frutti della propria strategia di espansione sul mercato eolico Cinese. 56</description><a10:updated>2008-02-25T13:31:48+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=57</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=57</link><title>Vestas Win[d] Page 57</title><description>In dicembre Vestas &amp;#232; stata premiata assieme ad altre 10 societ&amp;#224; per il suo impegno in Cina. La camera di commercio franco-danese, associazione che promuove le relazioni commeciali tra i due paesi, ha conferito a Vestas France l’Export Award 2007. La cerimonia di consegna del premio si &amp;#232; svolta il 9 gennaio di quest’anno a Copenhagen presso la sede dell’ambasciata francese. Sua Eccellenza B&amp;#233;reng&amp;#232;re Quincy, ambasciatore francese in Danimarca e Gunnar Riberholdt, ambasciatore presso la Camera di Commercio, hanno consegnato il premio nelle mani di Nicolas Wolff, General Manager di Vestas France. Durante la cerimonia l’ambasciatore Quincy ha ricordato il Grenelle de L’Environnement, il tavolo di concertazione sull’ambiente tenutosi a Parigi alla ﬁne del 2007, deﬁnendo l’obiettivo inerente all’energia sostenibile (25% entro il 2020) un imprescindibile obbligo politico. L’ambasciatore ha inoltre sottolineato il ruolo di primo piano che la Danimarca, grazie ad aziende leader come Vestas, assumer&amp;#224; in occasione del prossimo summit sul clima in calendario per il 2009. “Siamo onorati di ricevere questo premio”, ha ringraziato Nicolas Wolff, “che &amp;#232; il riconoscimento per i nostri continui sforzi per rendere Vestas l’azienda leader nel nascente mercato dell’energia eolica in Francia”. La camera di commercio franco-danese &amp;#232; stata istituita su iniziativa di numerose ﬁgure e societ&amp;#224; di spicco della scena economica danese e francese. Il premio viene consegnato ogni anno ad una societ&amp;#224; danese distintasi per le proprie attivit&amp;#224; di export in Francia. Tra le societ&amp;#224; insignite negli anni precedenti si annoverano Bo Concept (2006) e Lundbeck France S.A. (2000). Premio TEDA in Cina Il 7 dicembre, 11 societ&amp;#224; provenienti da Giappone, Danimarca, Stati Uniti, Gran Bretagna, Malesia e Corea del Sud hanno ricevuto il TEDA Special Contributions Award, un premio assegnato annualmente alle societ&amp;#224; che hanno collaborato attivamente nell’ambito di TEDA, una delle pi&amp;#249; importanti iniziative di sviluppo avviate in Cina. Anche Vestas rientrava quest’anno tra le societ&amp;#224; premiate. “Vi sono due ragioni alla base di questo premio. Innanzitutto abbiamo raggiunto oltremodo i nostri obiettivi, investendo molto e assumendo un numero di dipendenti maggiore del previsto. Inoltre, abbiamo il vantaggio di avere dei rapporti particolarmente buoni con le autorit&amp;#224; TEDA”, dice J&amp;#248;rn Dalsgaard, General Manager degli stabilimenti Vestas di Tianjin, in Cina. J&amp;#248;rn Dalsgaard &amp;#232; stato invitato a tenere un discorso in qualit&amp;#224; di portavoce delle 11 societ&amp;#224;. Oltre ai rappresentanti delle societ&amp;#224; premiate, alla cerimonia erano presenti anche 40 membri della camera di commercio TEDA di Tianjin, alcuni esponenti del governo cinese e i media locali. 57</description><a10:updated>2008-02-25T13:31:48+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=58</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=58</link><title>Vestas Win[d] Page 58</title><description /><a10:updated>2008-02-25T13:31:48+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=59</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=59</link><title>Vestas Win[d] Page 59</title><description>Che cosa ne dite di un’energia competitiva, indipendente, veloce e pulita? La natura ci ha donato il vento, fonte inesauribile. E’ il momento di dare spazio all’energia moderna, ed il momento migliore per farlo, &amp;#232; oggi, adesso.</description><a10:updated>2008-02-25T13:31:48+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=60</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasWind/IT/1108/?Page=60</link><title>Vestas Win[d] Page 60</title><description>Win[d] W I N D , O I L A N D G A S Contatti Vestas Northern Europe +45 97 30 00 00 Vendite e assistenza in Gran Bretagna, Irlanda, Scandinavia, Polonia, Paesi Baltici. Vestas Central Europe +49 4841 9710 Vendite e assistenza in Germania, Austria, Benelux, Russia ed Europa Orientale. Vestas Mediterranean +34 902 41 98 00 Vendite e assistenza nei Paesi del Mediterraneo, del Medio Oriente, dell’America Latina, dei Caraibi e della parte Nord ed Ovest dell’ Africa. Vestas Asia Paciﬁc +65 6303 6500 Vendite e assistenza in Australia, Nuova Zelanda, Cina, Giappone, India e resto dell’Asia. Vestas Americas +1 503 327 2000 Vendite e assistenza in Nordamerica. Vestas Offshore +45 97 30 00 00 Vendite e assistenza, offshore. EDITORI: Peter Wenzel Kruse (Editor in Chief) e Hanne Poder S&amp;#248;rensen. TESTI: Klaus Bundg&amp;#229;rd, Cath Mersh, Peter Gisselmann Rasmussen, Charles Butcher, Hanne Poder S&amp;#248;rensen e Lisbeth Christensen. IT Per maggiori informazioni sulle societ&amp;#224; di vendita e assistenza Vestas, visitate il sito www.vestas.com e cliccate su Contact. Vestas Wind Systems A/S Alsvej 21 &amp;#183; DK-8900 Randers &amp;#183; Danimarca Tel. +45 97 30 00 00 &amp;#183; Fax +45 97 30 00 01 vestas@vestas.com &amp;#183; www.vestas.com</description><a10:updated>2008-02-25T13:31:48+01:00</a10:updated></item></channel></rss>