<?xml version="1.0" encoding="utf-16"?><rss xmlns:a10="http://www.w3.org/2005/Atom" version="2.0"><channel><title>VestasInside</title><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/032009/RSS.ashx</link><description>VestasInside Pages</description><lastBuildDate>Mon, 02 Nov 2009 10:04:48 +0100</lastBuildDate><a10:id>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/032009/</a10:id><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/032009/?Page=1</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/032009/?Page=1</link><title>VestasInside Page 1</title><description>No 3, 2009 Da Vestas allo spazio L’effetto silos 864 chilometri di turbine Resistere alla tempesta</description><a10:updated>2009-11-02T10:04:48+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/032009/?Page=2</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/032009/?Page=2</link><title>VestasInside Page 2</title><description>Prossima fermata: lo spazio Sono tanti quelli che da piccoli sognano di viaggiare nello spazio. Andreas Mogensen non ha mai smesso di rinunciare al suo sogno, e come dipendente Vestas, &amp;#232; diventato il primo astronauta danese Pag. 4 Dopo la tempesta Pag. 6 Un turbine di idee Trasportare migliaia di turbine in tutto il mondo e far s&amp;#236; che vada tutto liscio non deve essere l’unica prerogativa di Vestas. Le idee migliori devono essere condivise Mikael Lodberg Pedersen lavora nella fabbrica per la produzione di pale a Lem, in Danimarca, ed &amp;#232; un pescatore esperto. In tutti gli anni trascorsi in mare, per&amp;#242;, non ha mai visto una tempesta come quella che ha colpito lui e i suoi colleghi quando l’ondata di licenziamenti li ha toccati Pag. 13 Line, Mark e il gigante nel seminterrato Nessuno in Vestas possiede maggiore potenza di elaborazione elettronica dei meteorologi Line e Mark, che sono in grado di sviluppare previsioni metereologiche estremamente localizzate anche per i prossimi anni a sostegno dei processi di sviluppo, vendita e manutenzione Pag. 20 2 VestasInside</description><a10:updated>2009-11-02T10:04:48+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/032009/?Page=3</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/032009/?Page=3</link><title>VestasInside Page 3</title><description>Pronti per il futuro Se ripenso ai primi sei mesi del 2009, c’&amp;#232; un evento che offusca tutto il resto: la decisione difﬁcile e amara di lasciare a casa pi&amp;#249; di 1700 dipendenti specializzati in Danimarca e Gran Bretagna. In Vestas consideriamo i licenziamenti soltanto come extrema ratio ma questa volta, purtroppo, ci &amp;#232; sembrata l’unica decisione possibile per assicurarci che l’azienda continuasse a crescere e rimanesse competitiva in futuro. E’ una decisione scioccante e comprendo appieno la frustrazione causata dai licenziamenti. Allo stesso tempo, vorrei esprimere la mia pi&amp;#249; profonda stima per il modo in cui tutte le parti in causa hanno gestito questa difﬁcile situazione. Tuttavia, se guardiamo avanti, ci sono elementi che fortunatamente ci faranno ricordare il 2009 anche per ci&amp;#242; che di positivo &amp;#232; accaduto. Nonostante il protrarsi della crisi ﬁnanziaria, cominciata nell’autunno 2008, renda difﬁcile l’accesso ai ﬁnanziamenti per i nostri clienti, il sostegno politico all’energia moderna non &amp;#232; mai stato cos&amp;#236; deciso. E a ragione. Il mondo si trova ad affrontare una sﬁda climatica ed energetica che potrebbe far sembrare l’attuale crisi economica una passeggiata. Fornire energia a tutto il pianeta senza contemporaneamente aggravare la situazione ambientale e climatica &amp;#232; e sar&amp;#224; un’enorme sﬁda. Come tutti ben sappiamo, l’energia eolica ha le potenzialit&amp;#224; per svolgere un ruolo di primo piano nell’affrontare questa sﬁda e questo &amp;#232; il motivo per il quale il futuro sembra radioso per il nostro speciﬁco settore del comparto energetico. A dicembre, al vertice sul clima di Copenhagen, l’energia eolica avr&amp;#224; la possibilit&amp;#224; di fare un altro enorme passo per diventare in futuro una fonte energetica chiave. Questo potrebbe essere di sicuro un buon modo per festeggiare il 30&amp;#176; anniversario della vendita della prima turbina Vestas. Vorrei, inﬁne, ringraziare tutti voi per il grande impegno che mettete nel vostro lavoro ogni giorno. Sar&amp;#224; proprio questo impegno a fare la differenza quando ripenseremo al 2009. Ditlev Engel Presidente e Amministratore Delegato VestasInside 3</description><a10:updated>2009-11-02T10:04:48+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/032009/?Page=4</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/032009/?Page=4</link><title>VestasInside Page 4</title><description>Prossima fermata: lo spazio Sono tanti quelli che, da piccoli, sognano di viaggiare nello spazio. Andreas Mogensen non ha mai smesso di rinunciare al suo sogno, e come dipendente Vestas &amp;#232; diventato il primo astronauta danese “L’idea di camminare sulla luna ha sempre esercitato su di me un fascino irresistibile. &amp;#200; stato forse a 10 o 11 anni che ho deciso che quello era il lavoro che avrei voluto fare da grande”. Andreas Mogensen ha solo 32 anni, ma deve riandare con la memoria agli anni Ottanta per individuare il momento in cui ha scelto che piega avrebbe dovuto prendere la sua carriera lavorativa. Lo scorso maggio Andreas Mogensen &amp;#232; arrivato a un passo dal suo sogno: &amp;#232; stato scelto dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA) per entrare a far parte di un gruppo di sei astronauti europei. Mogensen &amp;#232; riuscito a imporsi sugli altri 8.412 candidati, diventando cos&amp;#236; il primo astronauta danese. Ringk&amp;#248;bing e il Congo Questa conquista rappresenta il culmine di una carriera che lo ha portato dapprima a studiare a Londra e poi a lavorare in Germania e in Congo e recentemente al Surrey Space Centre in Inghilterra, dove si &amp;#232; occupato dei sistemi di controllo dei veicoli spaziali per missioni sulla Luna e su Marte. Ma per due anni sul biglietto da visita di Andreas ha fatto bella mostra il logo Vestas. Dal 2001 al 2003, infatti, ha lavorato al reparto Technology a Ringk&amp;#248;bing, in Danimarca, dove si &amp;#232; occupato dello sviluppo e del testing di software per diverse componenti, tra cui i sistemi di controllo del passo per le pale delle turbine V80 e V90. “Ho trascorso davvero uno splendido periodo in Vestas: facevo parte di un team giovane e internazionale con 4 VestasInside</description><a10:updated>2009-11-02T10:04:48+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/032009/?Page=5</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/032009/?Page=5</link><title>VestasInside Page 5</title><description>Verso le stelle “L’addestramento avr&amp;#224; luogo in Texas e a Mosca e prevede voli parabolici, che simulano l’assenza di peso, e una formazione sulla sopravvivenza minima. Anche se sar&amp;#224; dura, non credo che mi annoier&amp;#242;,” dice sorridendo. Per lui questo &amp;#232; il lavoro ideale, dal momento che offre la possibilit&amp;#224; di condurre uno studio approfondito e di sviluppare ulteriori competenze all’interno di un campo specialistico, affrontando sﬁde all’altezza dell’avventuriero pi&amp;#249; audace. “Mi &amp;#232; stata data un’opportunit&amp;#224; unica, e sono pronto a tutto per realizzare il mio sogno di viaggiare nello spazio”. Andreas Enevold Mogensen ha 32 anni. Ha vissuto a Singapore, in Danimarca, Germania, Tailandia, Portogallo, Congo e Stati Uniti. Dal 2001 al 2003 ha lavorato alla sede Vestas di Ringk&amp;#248;bing, in Danimarca. Di recente ha lavorato al Surrey Space Centre dell’Universit&amp;#224; del Surrey in Inghilterra. Nel maggio 2009 &amp;#232; stato scelto dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA), diventando cos&amp;#236; il primo astronauta danese. Un lavoro faticoso, ma appagante Prima che Mogensen abbandonasse Vestas per conseguire il suo dottorato di ricerca all’Universit&amp;#224; del Texas negli Stati Uniti, il suo sogno ha destato la curiosit&amp;#224; dei suoi colleghi, dai quali ha ricevuto numerosi commenti, come lo stesso Andreas ricorda: “Un mio ex-collega mi ha confessato di avermi subito pensato non appena ha saputo che era stato scelto un astronauta danese. Ha cercato immediatamente il mio nome su Google: questo vuol dire che si ricordava di me e del mio sogno”, afferma Andreas Mogen- i sede a Ringk&amp;#248;bing. Lavorando per l’azienda ho anche imparato molto sulla regolamentazione dei sistemi tecnici, una competenza che mi &amp;#232; tornata utile anche in altri ambiti lavorativi.” sen, che non vede l’ora di iniziare l’intenso programma di addestramento per poi, come spera, poter ﬁnalmente partire per lo spazio. ins defacts VestasInside 5</description><a10:updated>2009-11-02T10:04:48+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/032009/?Page=6</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/032009/?Page=6</link><title>VestasInside Page 6</title><description>Dopo la tempesta Mikael Lodberg Pedersen lavora allo stabilimento per la produzione delle pale di Lem, in Danimarca, ed &amp;#232; un esperto pescatore. Ma in tutti gli anni trascorsi in mare non si &amp;#232; mai trovato in mezzo a una tempesta come quella che ha travolto lui e i suoi colleghi quando sono stati raggiunti dalla notizia dei licenziamenti “La notizia mi ha colpito moltissimo: sono stato addirittura sorpreso della mia stessa reazione”, afferma Mikael Lodberg Pedersen, ﬁssando fuori dalla ﬁnestra il parcheggio di fronte allo stabilimento di Lem in Danimarca, travolto dalla pioggia battente. Dopo aver lavorato per molti anni come pescatore, nel 1994 Mikael entr&amp;#242; a far parte di Vestas, dove &amp;#232; tuttora impiegato. Non ha dubbi nell’affermare che gli ultimi mesi sono stati i pi&amp;#249; difﬁcili di tutta la sua vita. Tutto &amp;#232; cominciato il 28 aprile, quando Vestas ha annunciato il taglio di 1.900 posti di lavoro in Danimarca e nel Regno Unito, a seguito di un brusco calo delle vendite nei mercati dell’Europa settentrionale. La notizia &amp;#232; stata un duro colpo soprattutto per lo stabilimento di Lem, che era quello interessato dai tagli pi&amp;#249; cospicui. Prima che fossero comunicati i nomi dei colleghi che avrebbero lasciato l’azienda, si sono susseguite alcune settimane di intensa apprensione. Mikael, che ha 52 anni ed &amp;#232; addetto al controllo qualit&amp;#224; della sua squadra, ha risentito molto di questo clima di incertezza. “Passavo le notti insonne, pensando a cosa sarebbe successo se fossi stato licenziato. Cosa avrei detto ai miei ﬁgli, dove avrei potuto trovare un altro lavoro? L’ansia mi stava logorando, ero pi&amp;#249; stanco di quanto non fossi mai stato in vita mia”, racconta. Sollievo e tristezza I nomi dei dipendenti costretti a lasciare l’azienda sono stati resi noti all’inizio di maggio. “Ricordo quel luned&amp;#236; come se fosse ieri”, ci racconta Mikael. “L’unica cosa che desideravo in quel momento era chiudermi in un guscio ed estraniarmi dal resto del mondo. Ma le cose sono andate diversamente”. Quel giorno, al reparto di fabbricazione delle strutture per le pale, vennero riuniti circa 250 dipendenti, sia dei turni diurni che di quelli notturni, ai quali venne comunicato che 121 di loro avrebbero perso il lavoro. Il nome di Mikael non ﬁgurava sulla lista. “Dentro di me facevo i salti di gioia, perch&amp;#233; io ero ancora nel libro paga. Ma al tempo stesso ero addolorato per le persone che erano state licenziate e molto triste, perch&amp;#233; sapevo che non avrei pi&amp;#249; lavorato con loro. Quel giorno, tornando a casa in macchina, piansi lacrime di gioia ma anche di dolore, per i miei colleghi che avevano perso il lavoro”, racconta Mikael, che &amp;#232; riuscito almeno in parte a prendere le distanze da quei tristi eventi. “&amp;#200; stato un iter molto doloroso, e tutti ne hanno risentito. Tuttavia, ritengo che Vestas abbia gestito bene la situazione, aiutando per quanto possibile e facendo in modo che l’intera procedura venisse portata a termine in modo dignitoso”, continua Mikael. “Ad esempio, l’azienda ha offerto a chi aveva perso il lavoro corsi di formazione supplementari e/o il so- 6 VestasInside</description><a10:updated>2009-11-02T10:04:48+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/032009/?Page=7</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/032009/?Page=7</link><title>VestasInside Page 7</title><description>ins defacts Lo scorso 28 aprile, Vestas ha annunciato l’adozione, in alcuni stabilimenti dell’Europa settentrionale, di un piano di ridimensionamento della capacit&amp;#224; produttiva che ha comportato il taglio di 1.900 posti di lavoro in Danimarca e Gran Bretagna. Sono stati in tutto 1.142 i dipendenti licenziati in Danimarca lo scorso maggio. Il pi&amp;#249; colpito &amp;#232; stato lo stabilimento Vestas Blades di Lem, dove hanno perso il lavoro 545 dipendenti. stegno di uno psicologo. Cos&amp;#236; facendo, Vestas ha lanciato un messaggio importante e non ha abbandonato a se stessi i suoi ex-dipendenti”. Un po’ di tempo per parlare Il giorno dopo la rivelazione dei nomi, Mikael si alza quando suona la sveglia. &amp;#200; la prima volta dopo intere settimane che non passa la notte insonne per la preoccupazione. “Durante i primi giorni, tutti hanno avuto difﬁcolt&amp;#224; a trovare la forza per rimettersi in carreggiata, anche se la situazione migliora ogni giorno sempre di pi&amp;#249;. I dirigenti dello stabilimento sono stati molto gentili a concederci un po’ di tempo e spazio per parlare tra di noi di quello che era successo e aiutarci a superarlo insieme”, racconta Mikael che apprezza le iniziative promosse per i dipendenti rimasti. “Ognuno reagisce alla situazione in maniera diversa: c’&amp;#232; chi ha bisogno di parlarne a lungo, mentre altri riescono a superare la cosa da soli o con l’aiuto delle loro famiglie. Personalmente ho imparato molto sulle mie reazioni in situazioni del genere; lo considero un punto di forza e un aspetto positivo che pu&amp;#242; essermi utile in altre occasioni”. i VestasInside 7</description><a10:updated>2009-11-02T10:04:48+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/032009/?Page=8</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/032009/?Page=8</link><title>VestasInside Page 8</title><description>sensazione che la nostra squadra si stesse muovendo nella giusta direzione e che avremmo potuto raggiungere ottimi risultati, ad esempio in materia di qualit&amp;#224;”. Un colloquio importante Anche il periodo che ha preceduto la notizia non &amp;#232; stato affatto facile. “Quando l’azienda mette in atto dei cambiamenti che comportano l’eliminazione di posti di lavoro, per motivi pi&amp;#249; che ovvi chi occupa quel posto di lavoro viene automaticamente escluso dalla procedura. Non &amp;#232; una bella sensazione quando si avverte nell’aria che c’&amp;#232; qualcosa, ma non si sa ﬁno in fondo, cosa stia esattamente succedendo. In una situazione del genere, la ﬁducia riposta nei colleghi e nel personale dirigente non pu&amp;#242; che incrinarsi. Ma purtroppo anche questo fa parte del gioco”, afferma Solvej. C’&amp;#232; voluto un po’ di tempo prima che la notizia fosse completamente assimilata. Solvej ha ricevuto un mucchio di telefonate, sia dai dipendenti che erano rimasti in Vestas sia dai colleghi licenziati, e si &amp;#232; inﬁne rivolta agli amici e alla famiglia. “Avevo bisogno di parlare con qualcuno che fosse esterno a Vestas”, spiega. Solvej ha poi deciso di cogliere l’opportunit&amp;#224; offerta da Vestas di parlare con un consulente del lavoro esterno all’azienda. “All’inizio non avevo molta pazienza quando mi chiedevano di delineare le mie competenze e le mie prospettive lavorative. Ma &amp;#232; stato utile soffermarsi un attimo a considerare le mie prospettive attuali e i miei desideri per il futuro”, spiega. La consulenza &amp;#232; ancora in corso, ma Solvej ha gi&amp;#224; ﬁssato una data in cui iniziare la sua ricerca di lavoro. “Ma prima mi godr&amp;#242; le mie vacanze estive. Ne ho proprio bisogno”. Addio alla quotidianit&amp;#224; In maggio nella sede Vestas Control Systems di Hammel sono stati licenziati 61 dipendenti. Tra loro c’era anche Solvej Fuglsang Thomsen Era un luned&amp;#236; di maggio quando Solvej Fuglsang Thomsen ricevette quella notiﬁca: anche lei era nella lista dei 1.142 dipendenti della sede danese di Vestas che avrebbero perso il lavoro, a seguito del piano di ridimensionamento della capacit&amp;#224; produttiva messo in atto da Vestas in Europa settentrionale. “Inutile dire che ero sconvolta, anche se me lo sentivo che i licenziamenti avrebbero colpito me e la mia squadra”, racconta Solvej, una ragazza di 29 anni. Dopo aver lavorato due anni come impiegata a cottimo presso lo stabilimento di produzione di dispositivi elettronici di Aarhus, nel 2007 era stata promossa a team leader del turno notturno. Si trovava dunque a ricoprire un ruolo di non poco conto, quando nel mese di aprile, Vestas annunci&amp;#242; un imminente ridimensionamento della forza lavoro in Danimarca e nel Regno Unito. “La notizia ha reso tutti agitati e noi ce l’abbiamo messa tutta per tenere le persone aggiornate e garantire l’attendibilit&amp;#224; delle informazioni”. Solvej, ﬁn quando non sono stati resi noti i nomi, si &amp;#232; trattenuta spesso in fabbrica oltre l’orario di lavoro. Sulla lista ﬁgurava anche il suo nome. “&amp;#200; stata dura ed ero triste perch&amp;#233; il mio lavoro mi piaceva. Mi ha anche profondamente delusa, perch&amp;#233; avevo la 8 VestasInside</description><a10:updated>2009-11-02T10:04:48+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/032009/?Page=9</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/032009/?Page=9</link><title>VestasInside Page 9</title><description>Il giorno pi&amp;#249; difﬁcile i La frustrazione e l’amarezza sono inevitabili quando un’azienda annuncia dei licenziamenti. Ma offrire il proprio sostegno ai dipendenti interessati, anche dopo la loro ultima giornata di lavoro, pu&amp;#242; essere un trampolino di lancio per il futuro “Vestas ha licenziato persone che lavoravano per l’azienda da 15 anni, o forse pi&amp;#249;, e che hanno fatto molti sacriﬁci nell’ambito del loro impiego. &amp;#200; comprensibile che queste persone siano amareggiate o arrabbiate quando si ritrovano improvvisamente senza lavoro, a prescindere dal grado di accuratezza e professionalit&amp;#224; con cui viene condotta tutta la procedura”. Kim Hvid Thomsen, Shop Steward, non usa tanti giri di parole. Un’ondata di licenziamenti a tappeto come quella che ha coinvolto Vestas nel 2009 non &amp;#232; mai piacevole. Tuttavia Kim si affretta a sottolineare che, non appena ci si &amp;#232; resi conto che l’azienda avrebbe dovuto ridimensionare la sua forza lavoro in Danimarca, Vestas ce l’ha messa tutta per rendere la procedura il pi&amp;#249; indolore possibile. “Penso che l’iter sia stato strutturato molto bene, anche se &amp;#232; impossibile eliminare del tutto problemi e frustrazioni. Dal momento che la procedura ha riguardato un numero piuttosto cospicuo di posti di lavoro, qualcuno ha avuto la sensazione che tutto il processo fosse alquanto impersonale e volevano sapere il motivo preciso per cui erano usciti i loro nomi”, racconta Kim Hvid Thomsen. La frustrazione pi&amp;#249; intensa si &amp;#232; avuta durante il periodo di incertezza che ha preceduto la comunicazione degli avvisi di licenziamento, e proprio per questo si &amp;#232; data la massima priorit&amp;#224; alla rapida conclusione dell’intero processo. “Nessuno &amp;#232; in grado di sopportare a lungo una pressione del genere e, anche se non si pu&amp;#242; mai fare in fretta come si vorrebbe, l’azienda &amp;#232; riuscita a concludere il tutto molto rapidamente, considerando soprattutto il numero delle persone interessate”, afferma Kim Hvid Thomsen. Subito dopo la comunicazione dei nomi, Vestas ha offerto a tutti i dipendenti licenziati l’opportunit&amp;#224; di rivolgersi a uno psicologo e in alcune sedi a un consulente esterno. I consulenti esterni hanno avuto il compito di fornire assistenza per la mappatura delle competenze dei dipendenti, aiutandoli inoltre nell’individuazione delle loro preferenze lavorative e/o formative e nella ricerca di una nuova occupazione. “Alcuni ritenevano che questo lavoro di assistenza non servisse a molto. Ad esempio, alcuni dipendenti a cottimo ritenevano che questa struttura si rivolgesse principalmente alle esigenze dei dipendenti salariati. Altri, invece, credevano che fosse un’idea molto valida, utile per fornire degli spunti dai quali poter ripartire”, afferma Kim Hvid Thomsen. ins defacts Gli effetti del licenziamento La reazione al licenziamento &amp;#232; diversa a seconda delle persone. In genere, per&amp;#242;, tutti attraversano le stesse fasi quando ci si trova ad affrontare un’esperienza traumatica quale quella della perdita del proprio posto di lavoro. Shock La reazione immediata quando si scopre di essere stati licenziati &amp;#232; lo shock. Lo shock provoca il desiderio di escludere il mondo esterno. Inizialmente pu&amp;#242; non esserci alcuna reazione e si pu&amp;#242; avere difﬁcolt&amp;#224; ad assimilare ci&amp;#242; che viene detto. Reazione Quando lo shock inizia a scemare, subentra la reazione che pu&amp;#242; essere di rabbia o tristezza. Allo stesso tempo si cerca una spiegazione del perch&amp;#233; &amp;#232; successo e perch&amp;#233; &amp;#232; capitato proprio a noi. Elaborazione In seguito si inizia ad accettare quello che &amp;#232; successo e a riﬂettere su come sfruttare al meglio la situazione e le proprie abilit&amp;#224;, iniziando a prendere in considerazione altre opportunit&amp;#224; di lavoro. Nuovo orientamento La crisi viene poi superata e si assume un atteggiamento pi&amp;#249; sereno verso il licenziamento. Ci si pone nuovi obiettivi e magari si inizia un nuovo lavoro. Fonte: Peter Straadt, AS3 Outplacement VestasInside 9</description><a10:updated>2009-11-02T10:04:48+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/032009/?Page=10</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/032009/?Page=10</link><title>VestasInside Page 10</title><description>Quali sono le tue esperienze in materia di licenziamenti? Riorganizzazione La solidariet&amp;#224; nei confronti dei dipendenti che hanno perso il lavoro &amp;#232; una priorit&amp;#224; assoluta, ma un’ondata di licenziamenti &amp;#232; dura anche per chi rimane in seno all’azienda “Anche se non si &amp;#232; perso il lavoro in prima persona, si &amp;#232; perso qualcos’altro: i colleghi, gli amici e lo spirito di squadra del proprio gruppo,” spiega Peter Straadt, membro della ditta di consulenza AS3 Outplacement, che ha assistito i dipendenti Vestas durante questa ondata di licenziamenti. Anche se, naturalmente, questa procedura manifesta le ripercussioni pi&amp;#249; gravi sui dipendenti che hanno effettivamente perso il lavoro, pu&amp;#242; essere difﬁcile anche per i dipendenti che rimangono ritrovare gioia e soddisfazione nel proprio impiego. Per questo motivo ai dipendenti delle unit&amp;#224; operative interessate &amp;#232; stata offerta come progetto pilota, la possibilit&amp;#224; ad esempio di partecipare a dei gruppi di discussione, in cui parlare delle settimane di incertezza, della perdita dei colleghi, e delle prospettive future. “Dare voce alle proprie esperienze pu&amp;#242; servire molto ed &amp;#232; un aspetto che a volte si trascura, perch&amp;#233; ovviamente sono le persone che hanno perso il lavoro ad essere al centro dell’attenzione”, spiega Peter Straadt. Dopo la conclusione della procedura di licenziamento, Ditlev Engel, Presidente e Amministratore Delegato, ha rivolto un elogio particolare ai dipendenti degli stabilimenti interessati per la comprensione e professionalit&amp;#224; dimostrata, e per la propensione a guardare avanti anche in un periodo difﬁcile come questo. Anche Kim Hvid Thomsen si trova d’accordo nell’elogiare questo approccio. “I dipendenti hanno reagito egregiamente alla situazione e hanno dimostrato una condotta impeccabile sotto il proﬁlo professionale nel portare avanti il loro lavoro. Ci&amp;#242; dimostra che abbiamo ottimi colleghi, che credono in ci&amp;#242; che fanno. Tuttavia, molti risentono ancora della situazione: non ci si pu&amp;#242; lasciare alle spalle una cosa del genere da un giorno all’altro” continua. L’azienda deve pertanto dar spazio alle reazioni, spiega Peter Straadt, sia in forma ufﬁciale con una serie di incontri sia sotto un proﬁlo pi&amp;#249; informale. “&amp;#200; importante dare ai dipendenti il tempo di parlare tra di loro della situazione. Mi sembra che Vestas abbia dimostrato di dar spazio e tempo ai dipendenti per superare un’esperienza del genere”, conclude. 10 VestasInside</description><a10:updated>2009-11-02T10:04:48+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/032009/?Page=11</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/032009/?Page=11</link><title>VestasInside Page 11</title><description>“Tutti sapevamo che c’era qualcosa nell’aria. La tensione e il nervosismo che si erano accumulati in quelle settimane di incertezza sul nome di chi sarebbe stato licenziato stavano arrivando a un punto di svolta. Personalmente, non ero eccessivamente preoccupata di perdere il lavoro; ero preoccupata pi&amp;#249; per i miei colleghi soprattutto per quelli che, ad esempio, avevano appena comprato casa. In quei giorni, ci convoc&amp;#242; il nostro capo, comunicandoci che i nostri posti erano salvi. Ovviamente, per noi &amp;#232; stato un grande sollievo anche perch&amp;#233; signiﬁcava che potevamo di nuovo guardare al futuro. Penso che l’azienda abbia gestito l’iter di licenziamento in modo molto corretto, il che ci ha reso pi&amp;#249; facile guadare oltre e andare avanti”. Rikke Hvid Frederiksen Business Process Specialist, Environment Vestas Control Systems, Hammel, Danimarca “La situazione divenne molto pesante quando ci comunicarono quanti sarebbero stati i posti tagliati all’interno del nostro reparto. Finch&amp;#233; non vennero resi noti i nomi, l’atmosfera nel reparto rimase tesissima. Io mi sentivo incredibilmente stanca, ma in modo diverso dal solito, perch&amp;#233; sprecavo molte delle mie energie pensando al futuro. Il giorno in cui vennero comunicati i licenziamenti fu terribilmente spiacevole, e l’unica cosa che potevamo fare era sperare per il meglio. Poi mi sentii incredibilmente sollevata, ma al tempo stesso triste per i colleghi che avevano perso il lavoro. Sicuramente ci vorr&amp;#224; del tempo prima che la situazione torni alla normalit&amp;#224;, ma mi sembra positivo l’approccio adottato da Vestas, che ha offerto il proprio aiuto sia a coloro che hanno perso il lavoro sia a quelli che invece lo hanno conservato. Ci&amp;#242; conferma quello che gi&amp;#224; pensavo: Vestas &amp;#232; senza ombra di dubbio un ottimo ambiente lavorativo. Eppure devo confessare che mi mancano i colleghi che non ci sono pi&amp;#249;, sia da un punto di vista professionale che strettamente umano”. Ulla Langelund, Spare Department, Vestas Blades, Lem, Danimarca “Come dirigente ho dovuto licenziare sette dei miei dipendenti. Non &amp;#232; stato per nulla piacevole. Quando mi trovavo seduto davanti a loro, era naturalmente impossibile non farmi prendere dalle emozioni. ma non temevo di manifestare quello che sentivo. &amp;#200; un modo per mostrare rispetto per chi viene licenziato e io sono convinto che il rispetto sia qualcosa di essenziale. Sono stato comunque facilitato dal fatto che il processo era stato ben pianiﬁcato a monte e che noi dirigenti abbiamo ricevuto un ampio sostegno. Proprio per questo motivo anche noi siamo stati in grado di fornire sostegno a nostra volta. Nelle settimane intercorse tra l’annuncio dei licenziamenti e la pubblicazione dei nomi, l’atmosfera era piuttosto tesa, e una volta ﬁnito tutto c’era un senso quasi palpabile di liberazione. Kim Egsmark Hovesen Manager, Produzione 2 Vestas Control Systems, Hammel, Danimarca. VestasInside 11</description><a10:updated>2009-11-02T10:04:48+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/032009/?Page=12</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/032009/?Page=12</link><title>VestasInside Page 12</title><description>Partecipa e vinci un weekend Nel 2009, quale Paese ha rappresentato il mercato principale per Vestas? C’&amp;#232; stato un certo disaccordo tra i dipendenti che hanno inviato le risposte a questa domanda. Ma Jeremy Holliday, assemblatore di servizio presso il sito di Wild Horse, nello Stato di Washington, sapeva che la risposta corretta era: gli Stati Uniti. Jeremy si &amp;#232; cos&amp;#236; aggiudicato due biglietti per un concerto. Se vuoi essere tu il vincitore del prossimo premio in palio, un weekend per due persone, rispondi alla seguente domanda: Vestas ha un progetto ambizioso per l’energia verde. Ma, secondo i piani aziendali, qual &amp;#232; la percentuale di energia elettrica che Vestas prevede di ricavare da fonti rinnovabili nel 2010? a) 50% b) 70% c) 90% Invia la risposta a vestasinside@vestas.com entro il 1&amp;#176; ottobre e scopri sul prossimo numero di VestasInside se sei tu il fortunato vincitore. Vestas Quiz 12 VestasInside</description><a10:updated>2009-11-02T10:04:48+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/032009/?Page=13</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/032009/?Page=13</link><title>VestasInside Page 13</title><description>Un turbine di idee Trasportare migliaia di turbine in tutto il mondo e far s&amp;#236; che vada tutto liscio non deve essere l’unica prerogativa di Vestas, le idee migliori devono essere condivise “&amp;#200; meraviglioso veder passare un treno lungo 1.600 metri e carico di pale Vestas”. &amp;#200; inequivocabile l’entusiasmo nella voce di Mette Heileskov B&amp;#252;low, non appena inizia a parlare di quello che, ormai, &amp;#232; il suo lavoro dal 1995: il trasporto delle turbine Vestas, che devono giungere intatte nei siti di tutto il mondo. Mette &amp;#232; attualmente a capo di Eccellenza nella Logistica e nei Trasporti, uno degli otto nuovi Centri di Eccellenza di Vestas. Qual &amp;#232; precisamente il suo compito? “La mia ambizione &amp;#232; fare di noi i migliori in assoluto in quest’area della nostra azienda e abbiamo tutte le carte per farcela”, risponde schiettamente. Quando Mette Heileskov B&amp;#252;low entr&amp;#242; a far parte di Vestas, 14 anni fa, il reparto trasporti era senz’altro pi&amp;#249; facile da gestire: a dire il vero, lei era l’unica dipendente. VestasInside 13</description><a10:updated>2009-11-02T10:04:48+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/032009/?Page=14</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/032009/?Page=14</link><title>VestasInside Page 14</title><description>ins defacts 864 chilometri di turbine Quando, negli anni Settanta, le prime turbine eoliche prodotte da Vestas uscirono dagli stabilimenti di produzione, furono trasportate al cliente a bordo di un solo camion. Oggi, le cifre sono alquanto cambiate: nel 2008 Vestas ha trasportato 3.250 turbine. Per trasportarle tutte via mare, sarebbero necessarie 317 navi a pieno carico. Su rotaia, invece, ci vorrebbero 540 treni, per una lunghezza complessiva di 864 chilometri. “Fin dai primi tempi c’&amp;#232; sempre stato un meraviglioso spirito pionieristico all’interno del dipartimento. Gli addetti al trasporto hanno escogitato e sviluppato numerosi sistemi, spesso proponendo soluzioni che nessuno riteneva possibili”, afferma Mette, che aggiunge: “Ricordo ancora quando caricammo la prima grande nave per il mercato giapponese; eravamo sulla banchina ad osservare i nostri prodotti appena usciti dalla fabbrica, per la prima volta caricati a bordo, pensando che tutto il nostro progetto dipendeva da loro. Ero talmente nervosa e agitata che riuscivo a malapena a stare in piedi a guardare”. so con le turbine e con il fatturato di Vestas. &amp;#200; stato proprio per via di questa crescita che si sono resi necessari i nuovi Centri di Eccellenza. “Abbiamo tanti colleghi molto competenti nel campo dei trasporti, sparsi in tutto il mondo, colleghi che spesso hanno delle ottime idee per migliorare alcuni aspetti di questo lavoro. Finora, per&amp;#242;, sono spesso stati lasciati a s&amp;#233; stessi perch&amp;#233; Vestas era impegnata a crescere”, afferma. La stessa Mette ha una grande dimestichezza con il lavoro quotidiano delle unit&amp;#224; di business, dato che proviene dal reparto trasporti di Vestas Americas, in cui ha contribuito allo sviluppo di un sistema completo per sempliﬁcare il trasporto di pale, 14 VestasInside i I dolori della crescita Da allora Vestas &amp;#232; molto cambiata: oggi ogni unit&amp;#224; di business ha un proprio reparto trasporti, cresciuto di pari pas-</description><a10:updated>2009-11-02T10:04:48+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/032009/?Page=15</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/032009/?Page=15</link><title>VestasInside Page 15</title><description>navicelle, mozzi e torri sui treni d’America. Un sistema che, nel contempo, ha aiutato a ridurre i costi di trasporto. adattamento alle speciﬁche esigenze locali”, afferma Mette. Creare il giusto equilibrio &amp;#232; un prerequisito essenziale per migliorare qualit&amp;#224; ed efﬁcienza, senza tralasciare il risparmio. “In questo modo possiamo far crescere lo spirito di squadra, lavorare insieme oltre i singoli conﬁni e condividere le buone idee a vantaggio dell’intera azienda”, aggiunge Mette. Via libera alle nuove idee Per Mette Heileskov B&amp;#252;lows una delle priorit&amp;#224; &amp;#232; creare processi comuni, in stretta collaborazione con l’unit&amp;#224; di business, per fare in modo che venga adottata la procedura migliore in tutte le sedi Vestas. “Dobbiamo trovare il giusto equilibrio tra noi del Centro di Eccellenza e le unit&amp;#224; di business, in modo da dare spazio alle idee pi&amp;#249; insolite pur non ostacolando le singole unit&amp;#224; di business nel loro lavoro di VestasInside 15</description><a10:updated>2009-11-02T10:04:48+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/032009/?Page=16</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/032009/?Page=16</link><title>VestasInside Page 16</title><description>Processi e pranzi al sacco Anche per preparare un pranzo al sacco si mette in atto un processo. Vestas d&amp;#224; vita a migliaia di processi, che &amp;#232; ora di documentare nero su bianco 16 VestasInside</description><a10:updated>2009-11-02T10:04:48+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/032009/?Page=17</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/032009/?Page=17</link><title>VestasInside Page 17</title><description>“Prima di tutto si taglia il pane, poi lo si farcisce”. Thomas Ballegaard, Direttore di Process excellence, parte dai concetti base per dare la deﬁnizione di “processo”. Un processo &amp;#232; una serie di azioni compiute una di seguito all’altra, ad esempio per preparare un pranzo al sacco. Ovviamente sviluppare, vendere, fabbricare, installare e riparare turbine eoliche non &amp;#232; altrettanto semplice. Proprio per questo, come ci spiega Thomas Ballegaard, in Vestas &amp;#232; di vitale importanza migliorare la descrizione, la condivisione e la conﬁgurazione dei processi. Insieme ai colleghi di Process excellence, Ballegaard ha il compito di assistere il resto dell’azienda nella precisa descrizione dei meccanismi che hanno luogo in Vestas. Se si conosce a menadito il proprio lavoro, a che pro mettere per iscritto la descrizione del processo? “Perch&amp;#233; ci&amp;#242; permette di vedere il proprio lavoro sotto un’altra luce e potrebbe fare emergere alcuni aspetti migliorabili. Inoltre, mettendo per iscritto le varie descrizioni, &amp;#232; pi&amp;#249; facile illustrare il processo alle altre persone, come un nuovo collega. Dal momento che i nostri metodi descrittivi sono gli stessi ovunque, poi, si pu&amp;#242; confrontare il processo con quello seguito dai colleghi nelle altre sedi Vestas, il che signiﬁca che se, ad esempio, un dipendente dello stabilimento di produzione di pale a Lauchhammer, in Germania, ha una buona idea, la pu&amp;#242; trasmettere ai colleghi degli altri stabilimenti per poi scegliere la soluzione migliore da adottare in tutta l’azienda”. Finora &amp;#232; sempre andata bene cos&amp;#236;. Come mai i processi sono improvvisamente diventati cos&amp;#236; importanti? “Perch&amp;#233; dobbiamo aumentare costantemente il nostro livello di concorrenzialit&amp;#224;, in modo tale da poter ridurre i costi e migliorare il prodotto e il servizio di assistenza. Monitorare i processi non &amp;#232; ancora la soluzione, ma di certo contribuisce a produrre una visione critica di come si lavora per tendere costantemente al miglioramento”. Quindi Vestas diventer&amp;#224; una sorta di McDonald’s, dove tutte le operazioni sono svolte nello stesso modo in qualsiasi parte del mondo? Ci&amp;#242; non rischia forse di decretare la ﬁne della creativit&amp;#224; e dello spirito pionieristico di Vestas? “Assolutamente no, anzi: processi chiari e gi&amp;#224; preﬁssati danno pi&amp;#249; spazio all’innovazione. Sono convinto che tutti in Vestas siano in grado di riconoscere quando non &amp;#232; stata stabilita una procedura preﬁssata per una certa operazione. In questo caso sono gli stessi dipendenti a proporre delle soluzioni. Ma se, ad esempio, un assemblatore di servizio sa esattamente come svolgere una data operazione e che ordine dare ai singoli processi, potr&amp;#224; dirigere i propri sforzi in un’altra direzione, ad esempio per trovare il modo migliore per portarla a termine”. ins defacts Nel corso del 2009 tutti i processi Vestas saranno inseriti in un unico nuovo portale sull’intranet aziendale. Il portale sar&amp;#224; accessibile dalla pagina del Process excellence a partire dal 1&amp;#176; settembre. VestasIndex &amp;gt; Vestas Excellence &amp;gt; Process Excellence i VestasInside 17</description><a10:updated>2009-11-02T10:04:48+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/032009/?Page=18</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/032009/?Page=18</link><title>VestasInside Page 18</title><description>“L’eolico non dovrebbe essere una novit&amp;#224;” Martha Wyrsch, il primo presidente donna di Vestas, ha preso le redini di Vestas Americas e grazie alla sua esperienza intende preparare ad affrontare nuove sﬁde 18 VestasInside</description><a10:updated>2009-11-02T10:04:48+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/032009/?Page=19</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/032009/?Page=19</link><title>VestasInside Page 19</title><description>Se &amp;#232; vero che la prima impressione &amp;#232; quella che conta, i nuovi colleghi del neo Presidente di Vestas Americas, Martha Wyrsch, hanno saputo subito conquistare la sua simpatia. “Qui i dipendenti mostrano un’energia, un entusiasmo e una passione eccezionali”, afferma Martha. “&amp;#200; evidente che sono molto legati all’azienda e ci tengono a essere partecipi dei suoi progetti”. Martha Wyrsch, che ha alle spalle quasi vent’anni di esperienza nel settore dell’energia nordamericano, non conosceva Vestas prima di essere contattata dalla societ&amp;#224; di reclutamento. Dopo un primo colloquio, si &amp;#232; mostrata molto affascinata. “Sono rimasta colpita dalla presenza globale di Vestas, dalla sua soﬁsticatissima tecnologia e dalla sua professionalit&amp;#224;, che ne fanno un leader del settore eolico”, afferma Martha. Innalzare il prestigio dell’eolico Tuttavia, il fatto che Martha Wyrsch non conoscesse Vestas prima di essere contattata, mette in rilievo una delle sﬁde che si pongono a Vestas negli Stati Uniti: uno degli obiettivi principali di Vestas &amp;#232;, infatti, innalzare il prestigio dell’energia eolica rispetto alle fonti energetiche tradizionali. “Credo e spero che conquisteremo il nostro posto tra le fonti principali di energia degli Stati Uniti, alla pari con gas, carbone, energia idroelettrica e nucleare”, afferma Martha. “Siamo ancora considerati un settore di nicchia e dobbiamo svincolarci da questa concezione. L’energia eolica non dovrebbe essere una novit&amp;#224;”. Con l’intensiﬁcazione della concorrenza nel settore eolico tanto negli Stati Uniti quanto in Canada, Vestas dovrebbe inoltre incrementare gli indici di ﬁdelizzazione del cliente per ampliare la propria quota di mercato. “Dobbiamo, in maniera proattiva, metterci nei panni del cliente e riﬂettere su cosa siamo in grado di offrirgli per contribuire al suo successo e aiutarlo a migliorare”, afferma. “Questo &amp;#232; uno dei mercati pi&amp;#249; vasti del mondo. Se ce lo lasciamo sfuggire, sar&amp;#224; peggio per noi”. Apertura alla diversit&amp;#224; Il CEO di Vestas, Ditlev Engel, ha elogiato Martha Wyrsch per la sua capacit&amp;#224; di dare spazio alle diversit&amp;#224; e di aver equilibrato il numero di donne e di persone di colore. Inoltre, Martha Wyrsch &amp;#232; la prima donna (e la prima americana) a far parte dell’Amministrazione Vestas. “Sono davvero ﬁera di far parte dell’Amministrazione Vestas, ma ci vuole pi&amp;#249; di una persona per poter affermare di garantire la vera diversit&amp;#224;”, dichiara Martha. “Ci vuole una forma mentis che valorizzi persone di qualsiasi nazionalit&amp;#224;, provenienti da formazione, opinioni ed esperienze diverse. Ci&amp;#242; signiﬁca che dobbiamo invitare a sedere al nostro tavolo sempre pi&amp;#249; donne e persone di diversa provenienza. Questo &amp;#232; solo l’inizio, e non vedo l’ora di imbarcarmi in questo viaggio insieme a Vestas”. “Uno dei miei ruoli consiste nel garantire che, all’interno del processo di reclutamento del personale, si costituisca un ventaglio di candidati che riﬂetta la diversit&amp;#224;. Dobbiamo portare all’interno del nostro organico candidati qualiﬁcati sempre in un’ottica di diversit&amp;#224; e dobbiamo farlo guardando a un obiettivo ben preciso”. Martha Wyrsch ha anche un altro motivo per essere soddisfatta del suo nuovo incarico a Portland: qui abita anche la sorella gemella, che le somiglia come una goccia d’acqua. “Siamo molto legate e non viviamo nella stessa citt&amp;#224; dai tempi del liceo: quando ho saputo che la sede di Vestas Americas si trovava a Portland sono stata piacevolmente sorpresa”. ins defacts Martha Wyrsch ha alle spalle pi&amp;#249; di vent’anni di esperienza nel settore dell’energia: &amp;#232; stata CEO di Spectra Energy Transmission, un’azienda operante nel settore delle infrastrutture per il gas naturale. Prima di ricoprire questo incarico, era stata per circa tre anni CEO di Duke Energy Gas Transmission. Martha Wyrsch &amp;#232; sposata e ha un ﬁglio, che studia all’Universit&amp;#224; di Willamette a Salem (Oregon) e una ﬁglia che inizier&amp;#224; la scuola superiore il prossimo autunno. I passatempi preferiti della famiglia sono lo sci alpino e di fondo, le escursion</description><a10:updated>2009-11-02T10:04:48+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/032009/?Page=20</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/032009/?Page=20</link><title>VestasInside Page 20</title><description>Line, Mark e il gigante nel seminterrato 20 VestasInside</description><a10:updated>2009-11-02T10:04:48+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/032009/?Page=21</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/032009/?Page=21</link><title>VestasInside Page 21</title><description>Nessuno, in Vestas possiede maggiore potenza di elaborazione elettronica dei meteorologi Line e Mark, che sono in grado di sviluppare previsioni meteorologiche estremamente localizzate anche per i prossimi anni a sostegno dei processi di sviluppo, vendita e manutenzione “Che tempo far&amp;#224; questo weekend?” Questa &amp;#232; una delle domande (spesso accompagnata da un sorriso) ‘di rito’ che i colleghi pongono ai due meteorologi di Vestas, non appena si ritrovano a passare davanti alle loro scrivanie. Ma i compiti della norvegese Line Gulstad e dello sloveno Mark Zagar vanno ben oltre le tradizionali previsioni meteo a 5 giorni, e le conseguenze di un eventuale errore possono essere molto pi&amp;#249; gravi di una festa in giardino andata a monte. Insieme ai colleghi di Wind &amp;amp; Site Competence Centre, all’interno di Vestas Technology R&amp;amp;D, Line e Mark devono garantire che ogni stabilimento abbia la turbina pi&amp;#249; adatta e che questa sia posta in una posizione ottimale. Il risultato? Turbine che generano, per il cliente, la quantit&amp;#224; massima di energia possibile pur essendo soggette a carichi minimi. Un gigante superveloce Ad assisterli nel loro lavoro c’&amp;#232; un gigante di nome Jetstream. Jetstream se ne sta solo soletto nel seminterrato, &amp;#232; lungo 8 metri e contiene 1.344 core da 3,33 GHz ciascuno. In altre parole, Jetstreamm prende il suo nome dal pi&amp;#249; potente vento del mondo, &amp;#232; un computer estremamente veloce. Quando Vestas lo acquist&amp;#242; nel 2008, era uno dei 500 computer pi&amp;#249; veloci al mondo: la sua immensa potenza di calcolo &amp;#232; necessaria per riprodurre immagini precise delle condizioni meteorologiche di quei siti in cui verranno installate le turbine. “Pi&amp;#249; precisa sar&amp;#224; la nostra descrizione, migliore sar&amp;#224; il prodotto che forniremo ai clienti”, afferma Mark, che poi continua accennando alla complessit&amp;#224; dei calcoli, cos&amp;#236; elaborati che perﬁno Jetstream impiega alcuni giorni per ‘macinare’ tutti i dati. “Ci serviamo pi&amp;#249; o meno degli stessi strumenti di cui si servono gli istituti meteorologici: creiamo un mondo virtuale che poi utilizziamo per prevedere le correnti eoliche del sito”, afferma Line, aggiungendo che i calcoli informatici vengono sempre corredati da osservazioni in situ per garantire la massima precisione. Nuovi sentieri I meteorologi lavorano in genere nelle universit&amp;#224; o negli istituti meteorologici, ma Line &amp;#232; felice di aver scelto Vestas. “&amp;#200; bello poter sfruttare la propria competenza in un ambiente completamente nuovo, dove si pu&amp;#242; coniugare tecnologia e business e lavorare insieme ai colleghi per sviluppare un prodotto sempre concorrenziale per i clienti”, dichiara Line. Mark, dal canto suo, aggiunge: “&amp;#200; stimolante lavorare con colleghi che provengono da svariate formazioni scientiﬁche facendo al tempo stesso parte di un’azienda leader in un settore di sviluppo che sta ormai guadagnando le attenzioni del mondo intero”. Line e Mark constatano che anche nei loro confronti l’attenzione sta crescendo: i colleghi si rendono sempre pi&amp;#249; conto del potenziale rappresentato dalle loro previsioni, ad esempio nell’ambito dello sviluppo del prodotto, della vendita e dei servizi di assistenza. “Siamo letteralmente sommersi di richieste: ad essere sincera, credo che avremo talmente tanto lavoro da tenerci occupati per i prossimi anni”, conclude Line con un sorriso. Naturalmente senza contare le domande di chi chiede come sar&amp;#224; il tempo questo weekend per la festa in giardino. ins defacts Il Wind &amp;amp; Site Competence Centre &amp;#232; una divisione di Vestas Technology R&amp;amp;D che conta 19 dipendenti di 6 nazionalit&amp;#224; diverse, tutti provenienti da una formazione scientiﬁca e matematica. Tra loro ﬁgurano geoﬁsici, ﬁsici, esperti di statistica, ingegneri . e meteorologi. i VestasInside 21</description><a10:updated>2009-11-02T10:04:48+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/032009/?Page=22</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/032009/?Page=22</link><title>VestasInside Page 22</title><description>Bambini robot Pi&amp;#249; di 100.000 bambini provenienti da 45 Paesi hanno partecipato al torneo First Lego League sponsorizzato da Vestas, il cui tema &amp;#232; stato l’energia. Il torneo ha visto la partecipazione di bambini e adolescenti, che hanno preso parte a una sezione teorica e una pratica, costruendo un proprio robot con i mattoncini Lego. Una delle squadre di quest’anno &amp;#232; la NXT Generation (sponsorizzata da Vestas), che &amp;#232; stata vincitrice di numerosi premi in diverse categorie, in occasione dell’evento ﬁnale tenutosi ad Atlanta (USA) lo scorso aprile. “&amp;#200; stato meraviglioso e divertentissimo fare tante nuove conoscenze. Non capita spesso di avere la possibilit&amp;#224; di gareggiare con le proprie abilit&amp;#224; tecnologiche e fare delle costruzioni con i mattoncini Lego”, dice Martin S. S&amp;#248;rensen (15 anni) della squadra NXT Generation. L’eolico a Roma Lo scorso giugno, Villa Borghese ha ospitato al suo interno una turbina Vestas, installata in occasione della prima Giornata Mondiale del Vento il 15 giugno. L’evento &amp;#232; stato celebrato in 25 Paesi, allo scopo di promuovere l’eolico come fonte di energia afﬁdabile, dal momento che contribuisce a rallentare i cambiamenti climatici, riduce la dipendenza dai combustibili fossili e rappresenta un investimento sicuro. Nel corso della stessa giornata, Vestas ha partecipato a molti degli oltre migliaia eventi pensati per l’occasione, per offrire al pubblico la possibilit&amp;#224; di conoscere pi&amp;#249; da vicino l’energia del futuro. Eco-cifre quattro volte all’anno Quanti sono gli scarti generati da Vestas? E in che proporzione il consumo energetico di Vestas deriva da fonti energetiche sostenibili? Le risposte a queste domande saranno pubblicate da Vestas con cadenza trimestrale. A partire da agosto 2009, le relazioni infrannuali conterranno dati importanti sia sul piano ﬁnanziario che ambienta22 VestasInside le; i dati ambientali comparivano, ﬁno ad oggi, solo nella relazione annuale. “Giorno dopo giorno, ci dedichiamo mo a minimizzare l’impatto ambientale ntale ntal delle attivit&amp;#224; di Vestas. Abbiamo o intrapreso iniziative che rendono i no nostri ostri ediﬁci pi&amp;#249; efﬁcienti a livello energetico rgetico rg e gran parte dell’energia che utilizizz- ziamo proviene rinnovabili. ovie viene da fonti rin nnovabili. n Per questo motivo, moti otivo, comunicare com c care al mondo est esterno come queste te com e iniziative inﬂuiscano o sull’impatto ambientale amb di Vestas &amp;#232; un n passo naturale,” cos&amp;#236; os&amp;#236; s&amp;#236; Jakob Larsen, di Safety &amp;amp; en, Vicepresidente Vice Vic Environment, spiega le ragioni Env Environmen i alla base b se della del nuova iniziativa.</description><a10:updated>2009-11-02T10:04:48+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/032009/?Page=23</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/032009/?Page=23</link><title>VestasInside Page 23</title><description>Uscire dagli schemi Pu&amp;#242; essere difﬁcile guardare al di l&amp;#224; dei propri orizzonti in un’organizzazione ampia e complessa quale &amp;#232; Vestas. E proprio per porvi rimedio, Vestas si sta adoperando per allineare le diverse unit&amp;#224; di business. Colleghi di tutto il mondo avvertono gi&amp;#224; i vantaggi di un’attitudine che travalica la propria dimensione e si apre all’esterno VestasInside 23</description><a10:updated>2009-11-02T10:04:48+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/032009/?Page=24</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/032009/?Page=24</link><title>VestasInside Page 24</title><description>ins defacts Bloccati nei compartimenti stagni “Lavorare a compartimenti stagni” &amp;#232; un modo di dire che ben descrive la mancanza di comunicazione e di obiettivi condivisi tra i dipartimenti di un’organizzazione. Il termine “compartimento stagno” deriva dal lessico navale e designa “ciascuno degli spazi interni, delimitati da paratie e porte stagne, in cui &amp;#232; divisa una nave, per evitare che in caso di falla l’acqua dilaghi”. Fonte: Il Sabatini Coletti. Dizionario della lingua italiana. Un lavoro di gruppo elettrizzante Nessuna turbina ha mai montato un quadro di controllo simile a quello sviluppato per la nuova V112-3.0 MW – perch&amp;#233; &amp;#232; nato in modo speciale “Noi mettiamo a punto la ricetta e lui inforna la torta” afferma Roberto Zapata indicando Kristian &amp;#216;stergaard Madsen, Production Engineer di Vestas Control Systems. Roberto &amp;#232; dottorando in ingegneria elettronica presso Vestas Technology R&amp;amp;D ed &amp;#232; responsabile della progettazione del quadro di controllo della turbina V112-3.0 MW. Il dipartimento di Kristian si occupa di valutare la fattibilit&amp;#224; di progetti ancora sulla carta. La loro collaborazione sinergica &amp;#232; un ottimo esempio di come lo sviluppo integrato del prodotto possa venire incontro a un budget ridotto, pur rispettando gli obiettivi di prestazione e i termini di consegna. Un terzo elemento chiave nel processo di sviluppo &amp;#232; Lisa Klausen, Category Manager in Supply Chain Management. In stretta collaborazione con la squadra del suo dipartimento, si occupa di individuare il fornitore pi&amp;#249; adatto per il sistema di power backup delle turbine. “Con Roberto ci occupiamo di trovare i fornitori pi&amp;#249; adatti per ciascun componente”, sollevando gli ingegneri da questa incombenza. In questo modo tutti ci dedichiamo a ci&amp;#242; che pi&amp;#249; ci compete”, afferma Lisa. Una collaborazione stimolante I tre dipartimenti Vestas intrattenevano, precedentemente, rapporti piuttosto limitati nella fase di sviluppo del prodotto. Nel caso della V112, Roberto ha lavorato al ﬁanco di Kristian e Lisa ﬁn dal principio. Tutti e tre, infatti, si sono ispirati al concetto di collaborazione trasversale. “In principio abbiamo passato molto tempo a comunicare e a chiarirci; adesso, quando revisioniamo il progetto del quadro della turbina, Roberto &amp;#232; gi&amp;#224; proiettato alla produzione, perch&amp;#233; oramai conosce bene il modo in cui lavoriamo”, spiega Kristian. 24 VestasInside i Qualit&amp;#224; e tempestivit&amp;#224; Il primo prototipo di quadro per la V112 era pronto prima di Pasqua – ad appena tre mesi dall’avvio del progetto. “La fase di sviluppo &amp;#232; stata davvero rapida”, commenta Roberto. “Ma non &amp;#232; solo questione di velocit&amp;#224;; anche la qualit&amp;#224; &amp;#232; migliorata e abbiamo sempliﬁcato il design e dunque la manutenzione del componente”. L’esperto nello sviluppo integrato del prodotto, Thomas Obel Kristensen, ritiene che questi progetti congiunti siano il modo migliore per venire incontro a budget ristretti, pur soddisfacendo gli obiettivi di prestazione e i termini di consegna. “Desiderare il cambiamento vuol dire essere gi&amp;#224; a met&amp;#224; strada”. Le vere barriere sono solo mentali. Se iniziamo a considerare sotto una nuova prospettiva i nostri colleghi, noi stessi e il nostro lavoro, riusciremo a smuovere le montagne”.</description><a10:updated>2009-11-02T10:04:48+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/032009/?Page=25</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/032009/?Page=25</link><title>VestasInside Page 25</title><description>Un pranzo “verde” Uscire dagli schemi I clienti di Vestas iniziano a crescere a livello internazionale. Per stare al passo con loro, Vestas ha bisogno di nuove direzioni di governance aziendale Basta una tavola imbandita, ed ecco che la conversazione inizia a fluire spontanea. Un’idea che anche Vestas Technology R&amp;amp;D sta mettendo in pratica. In mensa &amp;#232; stata infatti collocata una tavola speciale, che funge da punto d’incontro per coloro che normalmente non hanno altra occasione di confronto “Dobbiamo abbandonare l’arrogante convincimento di conoscere a fondo le esigenze dei nostri clienti e iniziare realmente a capire quali siano le loro reali richieste e bisogni”, queste le parole di Richard Lyndon, Legal &amp;amp; Business Development Director presso Vestas Celtic, al quale &amp;#232; stato chiesto perch&amp;#233; sia giusto sostenere il Programma Vestas Key Account. Introdotto all’inizio di quest’anno, il programma coinvolge quattro clienti chiave di livello internazionale: per facilitare e rendere pi&amp;#249; efﬁciente l’interazione con Vestas, a ognuno di loro &amp;#232; stata assegnata una persona di riferimento all’interno della nostra azienda, a prescindere da dove siano installate le turbine. La persona in questione, il Key Account Manager, garantisce inoltre interventi tempestivi a fronte delle richieste del cliente. Uno dei clienti coinvolti nel programma, la societ&amp;#224; di servizi tedesca RWE Innogy, ha inoltrato due ordini a Vestas a inizio anno, uno in Italia e l’altro nel Regno Unito. Durante le negoziazioni, le squadre di Vestas Northern Europe e Vestas Mediterranean hanno lavorato ﬁanco a ﬁanco, dando vita a una collaborazione assolutamente inedita. “Siamo dovuti uscire da un’ottica relegata al contesto della nostra BU di appartenenza per entrare in una prospettiva di globalit&amp;#224; e coordinamento”, afferma Richard London. Andrea Coca Urenda, Senior Legal Advisor, membro del team di Vestas Mediterranean, ci racconta come, nonostante lo “smarrimento” iniziale, uscire dai conﬁni dell’unit&amp;#224; di business ha decisamente portato i suoi frutti. “Abbiamo condiviso le nostre capacit&amp;#224; e la nostra esperienza e acquisito maggior dimestichezza nei rapporti con il cliente, fornendogli al contempo un servizio migliore. Siamo tutti parte della stessa azienda, lavorare a stretto contatto &amp;#232; naturale”. Non appena si entra in mensa, presso la sede di Vestas Technology R&amp;amp;D, il tavolo verde salta subito agli occhi, circondato com’&amp;#232; da innumerevoli tavoli bianchi. Il tavolo verde &amp;#232; destinato alla “pausa pranzo che fa la differenza”, a favorire cio&amp;#232; lo scambio e la condivisione delle conoscenze oltre i conﬁni dei singoli dipartimenti. “Vogliamo che coloro che di solito non pranzano insieme possano sedere alla stessa tavola. Una pausa pranzo ‘insolita’ pu&amp;#242; contribuire a rompere il ghiaccio tra coloro che normalmente non hanno l’opportunit&amp;#224; di confrontarsi ogni giorno. Naturalmente cerchiamo di fare in modo che entrino in contatto persone che abbiano argomenti professionali in comune, in modo tale che, possano condividere esperienze, cosa che potrebbe verosimilmente generare dei miglioramenti”, spiega Kristina Kristensen, Canteen Manager, in merito all’iniziativa. Il primo pranzo “verde” ha visto la partecipazione di nove impiegati con mansioni di segreteria in diversi settori Vestas. A loro &amp;#232; stato riservato un menu speciale, e durante il pasto la conversazione &amp;#232; ﬂuita in maniera del tutto spontanea. “&amp;#200; stato un modo diverso e costruttivo di incontrare i colleghi. Credo sia un’occasione per discutere di alcune questioni che altrimenti non si avrebbe l’opportunit&amp;#224; di affrontare. Il pranzo &amp;#232; una tappa necessaria nella giornata, allora perch&amp;#233; non sfruttarla in modo vantaggioso?” afferma Wenke Svenning, Management Secretary presso il dipartimento People&amp;amp;Culture, Vestas Technology R&amp;amp;D. I “meeting di pausa pranzo” hanno luogo ogni due settimane. Vi partecipano dipendenti provenienti da tutti i settori aziendali. VestasInside 25</description><a10:updated>2009-11-02T10:04:48+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/032009/?Page=26</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/032009/?Page=26</link><title>VestasInside Page 26</title><description>Il successo richiede qualit&amp;#224; Se vuole essere all’altezza delle crescenti esigenze dei clienti, Vestas deve migliorare sempre pi&amp;#249; la qualit&amp;#224; dei componenti delle turbine. &amp;#200; stato questo il messaggio trasmesso ai circa 500 rappresentanti dei fornitori di Vestas che hanno partecipato all’annuale Suppliers’ Day ad &amp;#197;rhus, Danimarca, lo scorso giugno. “Una qualit&amp;#224; scadente ha ricadute non solo in termini ﬁnanziari, ma anche in termini di qualcosa di molto pi&amp;#249; prezioso: la nostra reputazione”, ha sottolineato Ditlev Engel. I fornitori (sia esterni sia interni all’organizzazione) sono stati pertanto incoraggiati a impiegare maggiori risorse per migliorare la qualit&amp;#224;, ad esempio con l’adozione del sistema Six Sigma. I fornitori hanno visitato la navicella virtuale presso il quartier generale di Vestas Technology R&amp;amp;D. A colloquio con il futuro “Perch&amp;#233; il colloquio dia i suoi frutti io, da dirigente, devo metterci tutto il mio coinvolgimento e il mio totale impegno. Se i dipendenti non avvertono che si sta realmente facendo qualcosa per soddisfare le loro necessit&amp;#224; e i loro desideri, il programma Performance and Development Dialogue (PDD) perder&amp;#224; ben presto tutto il suo signiﬁcato”. Questa &amp;#232; l’opinione di Lars Rath Pedersen, General Manager di Vestas Nuova Zelanda, all’interno di Vestas Asia Paciﬁc. Secondo un sondaggio della BU People &amp;amp; Culture, Vestas Asia Paciﬁc, insieme a Vestas Towers e Vestas Technology R&amp;amp;D, &amp;#232; l’unit&amp;#224; di business pi&amp;#249; efﬁciente nel garantire la partecipazione di tutti i dipendenti ai colloqui. “I dati emersi indicano che quest’anno, rispetto al 2008, l’intero processo 26 VestasInside “Il programma PDD mi offre l’opportunit&amp;#224; unica di trovarmi per due ore di seguito faccia a faccia coi miei dipendenti, per capire meglio quali siano i loro obiettivi e le sﬁde che si trovano ad affrontare. In questo modo anche loro hanno la possibilit&amp;#224; di conoscermi un po’ meglio”, afferma Eginton. I colloqui del programma annuale Performance and Development Dialogue (PDD) si tengono nel primo trimestre dell’anno, mentre in agosto e settembre ha luogo un aggiornamento infrannuale, che fornisce ai dirigenti e ai dipendenti l’opportunit&amp;#224; di rivedere gli accordi presi in sede di PDD. I colloqui di agosto/ settembre non sono obbligatori per tutti; per sapere se anche tu rientri in questo programma, contatta l’ufﬁcio locale del People &amp;amp; Culture Department. i &amp;#232; stato pi&amp;#249; facile sia per i dirigenti che per i dipendenti, anche se le sﬁde da affrontare sono ancora molte. Ad esempio dobbiamo garantire un colloquio a tutti i dipendenti e sempliﬁcare la procedura per la documentazione dei risultati”, dice Jannie H&amp;#248;jer, Direttore di Competence Development. Anche un altro membro della dirigenza di Vestas Asia Paciﬁc, Luke Eginton, Amministratore Delegato di Vestas in Giappone, ritiene che ci siano validi motivi per dare priorit&amp;#224; all’iniziativa: “Se si considera che questi colloqui contribuiscono a sviluppare un’idea comune sul futuro di Vestas, diventa evidente come queste due ore siano davvero preziose.” ins defacts</description><a10:updated>2009-11-02T10:04:48+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/032009/?Page=27</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/032009/?Page=27</link><title>VestasInside Page 27</title><description>my Vestas Nei mesi scorsi centinaia di colleghi ci hanno inviato le immagini del loro “N&amp;#176;1” per partecipare al concorso fotograﬁco mondiale indetto da Vestas. In questo numero pubblichiamo alcune delle migliori La foto vincitrice viene dall’India: Appu Chakaravarthy, Change Management Engineer di Chennai, ha immortalato la ﬁglia Swathi, di 1 anno. Questa foto &amp;#232; valsa a Appu un viaggio in Francia e in Italia con tutta la sua famiglia. Jesper Nors ci manda questa immagine del ﬁglio Indigo, che punta gi&amp;#224; in alto ed &amp;#232; vestito apposta per l’occasione. Jesper lavora al Laboratorio di Formazione nella BU People &amp;amp; Culture. Meike M&amp;#252;ller lavora come assistente in Cash Management presso Vestas Central Europe. Nel suo tempo libero cattura l’energia del vento con il suo kite buggy sulla spiaggia di Husum, in Germania. VestasInside 27</description><a10:updated>2009-11-02T10:04:48+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/032009/?Page=28</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/032009/?Page=28</link><title>VestasInside Page 28</title><description>Redazione: Peter Wenzel Kruse (responsabile), Peter Gisselmann Rasmussen. VestasInside &amp;#232; una rivista internazionale che si rivolge ai dipendenti Vestas. La rivista viene pubblicata in lingua inglese, danese, tedesca, italiana, spagnola e cinese. Edizione chiusa il 1&amp;#176; agosto 2009 Tiratura: 21.000 Testi: Andrew Longeteig, Cath Mersh, Kristian Fredslund Andersen e Peter Gisselmann Rasmussen. VestasInside viene pubblicata da Vestas Wind Systems A/S, Alsvej 21, 8940 Randers SV., Denmark Tel. + 45 9730 0000 – Fax: +45 9730 0001 www.vestas.com IT</description><a10:updated>2009-11-02T10:04:48+01:00</a10:updated></item></channel></rss>
