<?xml version="1.0" encoding="utf-16"?><rss xmlns:a10="http://www.w3.org/2005/Atom" version="2.0"><channel><title>VestasInside</title><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/022008/RSS.ashx</link><description>VestasInside Pages</description><lastBuildDate>Wed, 30 Apr 2008 17:36:23 +0200</lastBuildDate><a10:id>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/022008/</a10:id><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/022008/?Page=1</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/022008/?Page=1</link><title>VestasInside Page 1</title><description>No 2, 2008 Una classe di produzione completamente diversa L’esempio di Cosimo Destinazione Lipsia Un nuovo inizio, e un difﬁcile arrivederci</description><a10:updated>2008-04-30T17:36:23+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/022008/?Page=2</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/022008/?Page=2</link><title>VestasInside Page 2</title><description>Destinazione Lipsia Le rotonde, la neve e le piazzole di sosta affollate possono dare problemi a qualunque automobilista. Ma le difﬁcolt&amp;#224; sono ancora maggiori se si trasporta una navicella da 75 tonnellate. Pag. 8 Missione Malm&amp;#246; Quando l’estate scorsa la direzione di Vestas Northern Europe comunic&amp;#242; la decisione di voler trasferire il quartier generale da Videb&amp;#230;k in Danimarca a Malm&amp;#246; in Svezia, la notizia arriv&amp;#242; come un fulmine a ciel sereno. Pag. 16 Un piano per un’assistenza eccellente Migliore comunicazione e pianiﬁcazione, oltre ad un team di gestione pronto a prendere le redini del processo di cambiamento: sono queste alcune delle misure applicate per migliorare i risultati di Vestas nel settore dell’assistenza. Pag. 24 Venticinque anni… e gi&amp;#224; da dieci in Vestas Trine Hauritz Madsen &amp;#232; ancora una delle dipendenti pi&amp;#249; giovani di Vestas – ma sono in pochi a vantare la sua “anzianit&amp;#224; di servizio”. Pag. 26 2 VestasInside</description><a10:updated>2008-04-30T17:36:23+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/022008/?Page=3</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/022008/?Page=3</link><title>VestasInside Page 3</title><description>Il dovere di migliorare Le cose stanno andando bene in Vestas. Le cifre del 2007 indicano che abbiamo realizzato proﬁtti record. Ci sono tutte le ragioni per essere ﬁeri e vorrei ringraziare tutti voi per il duro lavoro svolto, che ci ha consentito di realizzare questi numeri. Ma, se da una parte festeggiamo, non dobbiamo per&amp;#242; dimenticare che non &amp;#232; il momento n&amp;#233; dell’auto celebrazione n&amp;#233; quello di sedersi sugli allori. Il mondo intorno a Vestas non &amp;#232; immobile e dobbiamo continuare a migliorare se vogliamo mantenere la posizione di No. 1 in Modern Energy, e questo non riguarda solo il fatturato. Una chiara prova dell’esigenza di miglioramento &amp;#232; nella percezione che i clienti hanno di Vestas come partner. Le recenti indagini rivelano che, soprattutto in quest’area, la strada da fare &amp;#232; ancora lunga. Se siete tentati di sapere se c’&amp;#232; da preoccuparsi, ora che gli affari vanno bene, la risposta &amp;#232;: s&amp;#236;, molto. A determinare l’andamento degli anni futuri sar&amp;#224; la nostra capacit&amp;#224; di essere all’altezza delle richieste dei nostri clienti. Le nostre 12 Must-Win-Battle – di alcune se ne parler&amp;#224; anche in questo numero – contribuiscono a far s&amp;#236; che incontriamo le richieste del mercato. Queste iniziative assicurano la crescita continua degli affari perch&amp;#233; se non continuiamo a crescere come individui e come Gruppo, non saremo pi&amp;#249; i leader dell’Energia Moderna. &amp;#200; molto semplice. Allo stesso tempo le Must-Win-Battle sottolineano il fatto che, anche se le cose si muovono in fretta, non dobbiamo mai perdere il senso e la visione d’insieme. Le 12 Must-Win-Battle garantiscono la concentrazione sulle giuste priorit&amp;#224;. Perch&amp;#233;, anche se lo volessimo, non potremmo fare tutto, cos&amp;#236; come non possiamo affrontare tutti i compiti contemporaneamente. Spero che anche voi, come me, godiate del successo che Vestas sta vivendo. E spero anche che siate pronti a fare la vostra parte per migliorare il Gruppo. In fondo, &amp;#232; pi&amp;#249; divertente essere i numeri 1… in tutte le discipline. Con i miei pi&amp;#249; cordiali saluti Ditlev Engel Presidente e CEO VestasInside 3</description><a10:updated>2008-04-30T17:36:23+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/022008/?Page=4</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/022008/?Page=4</link><title>VestasInside Page 4</title><description>Customer service livello superior cercasi “Dipende solo da noi”, dice Ditlev Engel commentando l’indagine 2008 sulla fedelt&amp;#224; del cliente. “Abbiamo ottenuto un risultato insoddisfacente, non ci resta altro che accettarlo e andare avanti”. Che cosa &amp;#232; andato storto? Se lo chiedevano in molti quando sono stati comunicati i risultati dell’indagine sulla fedelt&amp;#224; del cliente 2008. La verit&amp;#224; &amp;#232; che, se i risultati del 2007 illustravano una fedelt&amp;#224; del cliente in continua crescita, quest’anno &amp;#232; stato fatto un passo indietro. Com’&amp;#232; potuto accadere? I risultati dell’indagine del 2008 rivelano un indice di fedelt&amp;#224; di 46 punti, due in meno rispetto al 2007, e sette punti di distacco dall’obiettivo di 53 punti. Di tutte le unit&amp;#224; di vendita, Vestas Americas ha non solo raggiunto, ma addirittura superato l’obiettivo con un risultato di 55, che riﬂette una performance coerente rispetto a ci&amp;#242; che coinvolge il cliente in tutte le fasi: vendita, progettazione e assistenza. Un motivo di speranza Ditlev Engel esprime la sua delusione, ma &amp;#232; una delusione venata di ottimismo. Perch&amp;#233;, come confermano i risultati di Vestas Americas, le prospettive sono tutt’altro che negative. I feedback incoraggianti sulla qualit&amp;#224; e prestazioni delle turbine eoliche e le relazioni commerciali con lo staff Vestas sono motivo di speranza. “Rispetto agli ultimi anni, i clienti ritengono che le prestazioni delle turbine siano pi&amp;#249; elevate. Il nostro punto debole &amp;#232; l’assistenza, che include manutenzione, reportistica e comunicazione”, dice. “La bella notizia &amp;#232; che, con la giusta concentrazione e attenzione, possiamo risolvere questi problemi. Questo &amp;#232; quanto ha dimostrato Vestas Americas”. Focus sulle Must-Win-Battle Un altro fattore positivo &amp;#232; che Vestas ha gi&amp;#224; individuato molte delle aree che i clienti intervistati vorrebbero vedere migliorate. Le 12 Must-Win-Battle lanciate a gennaio rappresentano l’iniziativa pi&amp;#249; mirata e decisa mai lanciata sinora per risolvere i problemi chiave nell’ambito della fedelt&amp;#224;. “I risultati dell’indagine sottolineano che le Must-Win-Battle che abbiamo lanciato sono quelle giuste. Anche se avessimo ottenuto un risultato migliore, la nostra attenzione andrebbe comunque in quella direzione”. Un arduo compito per il futuro Resta per&amp;#242; il fatto che ci aspetta un duro lavoro per raggiungere l’obiettivo preﬁssato per l’indagine 2009: un indice 4 VestasInside</description><a10:updated>2008-04-30T17:36:23+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/022008/?Page=5</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/022008/?Page=5</link><title>VestasInside Page 5</title><description>di fedelt&amp;#224; di 60 punti. Dal raggiungimento di quest’obiettivo dipender&amp;#224; il versamento del nuovo premio, che dal primo gennaio di quest’anno &amp;#232; esteso non solo alla dirigenza ma a tutti i dipendenti. “Se non miglioriamo l’indice, non verremo ripagati come meritiamo”, &amp;#232; il commento di Ditlev Engel, che aggiunge: “Quello che dobbiamo ricordare &amp;#232; che &amp;#232; il cliente a pagare i nostri stipendi. Dobbiamo puntare pi&amp;#249; in alto”. “Dipende solo da noi. Abbiamo ottenuto un risultato insoddisfacente, non ci resta altro che accettarlo e andare avanti. Dobbiamo fare tutti un passo indietro e prestare pi&amp;#249; attenzione”. Spazio ai miglioramenti Un aspetto positivo dei risultati dell’indagine di quest’anno &amp;#232; che in generale i clienti sono soddisfatti dei rapporti commerciali con Vestas. I clienti intervistati hanno risposto affermativamente alla domanda se considerassero afﬁdabile e responsabile lo staff vendite, progettazione e assistenza. Lo stesso vale per l’opinione dei clienti sulle competenze del personale. Qui la maggior parte degli intervistati si &amp;#232; dichiarata impressionata dal livello di competenza e conoscenza e dalla severa osservanza delle politiche e delle procedure su salute, sicurezza e ambiente, anche in caso di scadenze strette. Ma dobbiamo guardare anche alle verit&amp;#224; scomode : nell’area dell’assistenza, della manutenzione, della reportistica e della comunicazione, molti clienti non sono soddisfatti di Vestas. Se i clienti sono generalmente contenti della qualit&amp;#224; delle turbine Vestas, non lo sono invece dell’esecuzione dei progetti. Migliorare in queste aree di scarsa performance &amp;#232; fondamentale per mantenere e aumentare la quota di mercato di Vestas. E c’&amp;#232; ancora molto lavoro da fare. VestasInside 5</description><a10:updated>2008-04-30T17:36:23+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/022008/?Page=6</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/022008/?Page=6</link><title>VestasInside Page 6</title><description>And the winner is. Vestas Americas si &amp;#232; distinta con dei risultati eccezionali nell’indagine sulla fedelt&amp;#224; del cliente di quest’anno come l’unica unit&amp;#224; di vendita ad aver superato nel 2008 l’obiettivo di fedelt&amp;#224; di 53 punti. Al secondo posto troviamo Vestas Mediterranean, che ha ottenuto 52 punti, un solo punto sotto all’obiettivo. Con un risultato di 55 punti, Vestas Americas ha migliorato di tre punti la sua posizione tra i clienti rispetto al 2007. In tutte le fasi delle relazioni con i clienti – vendita, progettazione e assistenza – Vestas Americas &amp;#232; premiata per le sue prestazioni. Ora le capacit&amp;#224; di Vestas Americas di realizzare i miglioramenti evidenziati dai clienti nell’indagine del 2007 sono state premiate anche con il Vestas Dialogue Award 2008. Modello guida “Vestas Americas ha dato prova di essere un esempio da seguire per l’intera organizzazione e, per questo motivo, merita a pieno titolo il premio di quest’anno”, afferma Per Arberg Jensen, capo del team Dialogo per lo Sviluppo, responsabile dell’indagine. Jonathan Barringer, Executive Administrator Constitutional Initiatives di Vestas Americas, commenta gli sforzi compiuti dall’unit&amp;#224; di vendita. “Tutti hanno lavorato con impegno nell’ambito dell’iniziativa Dialogo per lo Sviluppo e anche al di fuori di essa per dare ai clienti quello di cui hanno bisogno e per essere tempestivi quando insorgono problemi”, dice. Iniziative di successo Tra le iniziative introdotte da Vestas Americas l’anno scorso c’&amp;#232; un progetto di safety branding per consapevolizzare i clienti dei costanti miglioramenti in termini di sicurezza. Un crescente interesse per l’account management, una migliorata reportistica tecnica e una nuova squadra impegnata nella risoluzione dei problemi del cliente sono segnatamente i fattori che hanno determinato il successo di Vestas Americas. Aggiunge Jonathan Barringer: “I progetti di miglioramento fanno la differenza, ma attribuisco il successo dei nostri risultati agli sforzi quotidiani fatti per dare il massimo - e anche di pi&amp;#249; - e per risolvere i problemi dei clienti e comunicare meglio mentre lavoriamo per risolverli”. 6 VestasInside</description><a10:updated>2008-04-30T17:36:23+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/022008/?Page=7</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/022008/?Page=7</link><title>VestasInside Page 7</title><description>Il Graduate Programme lanciato da Vestas suscita molto interesse Cresce rapidamente l’interesse per il Graduate Programme. A marzo, allo scadere della presentazione delle domande, le candidature erano oltre 5000 per le 35 posizioni aperte del programma, che prender&amp;#224; il via a settembre 2008. L’anno scorso le domande sono state 2.800, ed erano 800 nel 2006. “L’aumentato numero di candidature ricevute quest’anno &amp;#232; un segno del notevole sempre crescente interesse dei giovani che desiderano lavorare nel settore delle energie rinnovabili, delle aumentate attivit&amp;#224; di branding e in generale della reputazione di cui gode il Graduate Programme”, commenta la responsabile del programma, Inge-Mette Rosenberg J&amp;#248;rgensen. L’acqua in cifre L’energia eolica &amp;#232; una fonte di energia competitiva, pulita, prevedibile, locale e di rapida installazione. Ma esiste un altro buon motivo per preferire l’energia eolica, ossia il fatto che consuma pochissima acqua rispetto a tutte le altre fonti di energia. 5 Il numero di litri d’acqua necessari per generare 5 MWh di elettricit&amp;#224; con l’energia eolica. Si tratta di un valore equivalente al consumo annuale di elettricit&amp;#224; di una famiglia europea standard. 10.000 Il numero di litri d’acqua necessari ad una centrale alimentata a carbone per generare la stessa quantit&amp;#224; di elettricit&amp;#224;. 890.000 Il numero di litri d’acqua necessari ad una famiglia per far fronte al proprio fabbisogno annuale di elettricit&amp;#224; con l’energia da biomassa di prima generazione. Fonte: “A Water for Energy Crisis”, DHI, 2007 VestasInside 7</description><a10:updated>2008-04-30T17:36:23+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/022008/?Page=8</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/022008/?Page=8</link><title>VestasInside Page 8</title><description>Destinazione Lipsia Gerbstedt-Ihlewetz 06347 8 VestasInside</description><a10:updated>2008-04-30T17:36:23+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/022008/?Page=9</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/022008/?Page=9</link><title>VestasInside Page 9</title><description>Le rotonde, la neve e le piazzole di sosta affollate possono dare problemi a qualunque automobilista. Ma le difﬁcolt&amp;#224; sono ancora maggiori se si trasporta una navicella da 75 tonnellate. Allo stabilimento Vestas Nacelles di Viborg, in Danimarca, si gela dal freddo in questo luned&amp;#236; mattina senza una nuvola. Un carrello elevatore solitario fa una rapida accelerata sull’asfalto, mentre un gruppo di dipendenti che indossa caschi e abbigliamento di sicurezza si muove per lo stabilimento. Arriva un automezzo pesante. Il conducente, Christian Hansen, salta gi&amp;#249; dalla cabina; indossa pantaloni rossi, un giubbotto blu e guanti neri. Tre uomini con giubbotti di sicurezza ad alta visibilit&amp;#224; gli vanno incontro. Christian lavora per l’azienda Torben Rafn &amp;amp; Co. e oggi il suo compito &amp;#232; trasportare una navicella V90 da 2 MW sana e salva ﬁno al parco eolico di Gerbstedt-Ihlewetz, nei dintorni di Lipsia, in Germania. Il processo di carico &amp;#232; semplice routine. L’automezzo viene separato e la navicella, dotata di un proprio rimorchio, viene collegata alla cabina e alla sezione posteriore dell’autotreno. Doppio controllo Un uomo che indossa un casco di sicurezza compare dall’apertura della navicella e striscia fuori. Controlla un’ultima volta che la navicella sia completa. Se mancasse anche un solo cavo, sarebbe impossibile installare la navicella, una volta giunti a destinazione in Germania. Dopo circa un’ora, Christian risale nell’abitacolo. Mette in moto il mezzo e si dirige verso l’uscita laterale. Lo aspetta un viaggio di 750 chilometri con un carico di 75 tonnellate. Dietro di lui si trova una vettura di sicurezza, che veriﬁca che gli altri automobilisti mantengano le distanze di sicurezza dall’automezzo, il quale viagger&amp;#224; ad una velocit&amp;#224; notevolmente pi&amp;#249; bassa nel trafﬁco. Il collega di Christian nell’autovettura di sicurezza lo chiama per radio e gli dice: “La navicella sporge di 10 centimetri di troppo a sinistra”. La lunga esperienza di Christian nel trasporto di merci pesanti gli dice il contrario; comunque Christian si ferma e controlla ancora una volta. “Anche con otto anni di esperienza, non bisogna mai essere troppo sicuri di s&amp;#233;”, spiega. Un lavoro di precisione Dopo alcuni chilometri, il piccolo convoglio si avvicina alla prima rotonda. Christian riduce la velocit&amp;#224; a 5 km all’ora. Mentre impegna la rotonda, riesce a vedere tutti i 36 metri di rimorchio nello specchietto laterale. Christian coordina la manovra insieme all’autovettura di sicurezza. “Tutto ok”, dice il collega. Christian deve sfruttare l’intera larghezza della carreggiata e il veicolo si inclina leggermente quando la ruota destra colpisce il recinto esterno della rotonda. Trenta centimetri a destra rispetto al punto in cui la ruota di Christian ha toccato il recinto si possono scorgere i solchi profondi nell’erba lasciati da altri TIR. “Sono loro ad essere usciti fuori traiettoria”, dice. Trascorrono tredici ore. Il piccolo convoglio si sposta lungo una tratta apparentemente inﬁnita, bagnata da una pioggia incessante, di un’autostrada del nord della Germania. La pioggia cade senza sosta, ora dopo ora. Sono le tre di notte quando Christian si dirige verso una piazzola di sosta. Purtroppo non c’&amp;#232; spazio sufﬁciente per un veicolo di queste dimensioni e la polizia gli fa cenno di proseguire. Ma lo spazio di manovra &amp;#232; scarso. Christian sposta il veicolo oltre la segnaletica che contrassegna la banchina a sinistra, senza mai perdere di vista il mezzo pesante parcheggiato alla sua destra. 10 metri. 20 metri. 30 metri. Alla ﬁne, la parte posteriore supera tutti gli ostacoli e il viaggio pu&amp;#242; proseguire ﬁno alla prossima piazzola di sosta. Intrappolati nella neve E’ l’alba di marted&amp;#236;. Il cielo notturno inizia a schiarirsi e i primi ﬁocchi di neve cadono sul parabrezza. Secondo la legge, non si possono trasportare merci pesanti quando nevica. “Per&amp;#242; non possiamo parcheggiare nella corsia di emergenza dell’autostrada”, spiega Christian, che si immette nella prima piazzola di sosta c</description><a10:updated>2008-04-30T17:36:23+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/022008/?Page=10</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/022008/?Page=10</link><title>VestasInside Page 10</title><description>“abbiamo organizzato una scorta della polizia per l’ultimo tratto del viaggio verso il sito. In base alla legge tedesca non siamo infatti autorizzati ad utilizzare le strade principali senza una scora della polizia,” spiega Christian. Un’auto della polizia tedesca appare subito dopo. nella piazzola di sosta prima di poter proseguire. Inoltre, gli &amp;#232; stato comunicato che non gli verr&amp;#224; consentito di entrare nel sito di Lipsia per scaricare ﬁno a mercoled&amp;#236; sera, vale a dire quasi un giorno in pi&amp;#249;. Ci&amp;#242; signiﬁca che le sue vacanze pasquali (e il suo ritorno in famiglia) sono state posticipate di un altro giorno. “&amp;#200; sempre irritante quando succede qualcosa del genere, ma in questo lavoro si impara a convivere con l’incertezza”, dice Christian Hansen mentre ci dirigiamo verso una piazzola di sosta nei dintorni di Magdeburgo, l’ultima sosta prima di Lipsia. Scortati dalla polizia Ora sono le 11 in punto di mercoled&amp;#236; sera. Un camionista polacco ha aiutato Christian a far partire il veicolo, dopo che la batteria non dava pi&amp;#249; segni di vita. Fortunatamente, Christian &amp;#232; riuscito a prendere un po’ di energia dal TIR polacco grazie ai cavetti. Ringrazia il conducente per il suo aiuto e prosegue alla volta di Lipsia. Un’ora dopo, Christian esce dall’autostrada. “Abbiamo chiesto una scorta della polizia per l’ultimo tratto del viaggio ﬁno al sito. Secondo la legge tedesca, non possiamo percorrere una strada principale senza una scorta della polizia”, spiega Christian. Una macchina della polizia tedesca appare poco dopo. Fine del viaggio: parco eolico di Gerbstedt La strada inizia ad addentrarsi in un paesaggio immerso in un forte riverbero, con ﬁle e ﬁle di turbine eoliche. Nel parco eolico domina un bagliore rossastro, che proviene dalle luci installate sulla parte superiore di ogni turbina, in modo che gli aeroplani possano vederle da lontano. Christian deve fermarsi ogni volta che entra in un nuovo distretto della polizia. “La polizia ci pu&amp;#242; accompagnare soltanto entro i conﬁni della sua circoscrizione. Quindi dobbiamo aspettare un’altra scorta ogni volta che entriamo in una nuova zona”, racconta. All’una e trenta di notte, sei distretti dopo, Christian ﬁnalmente si immette nella strada laterale che porta al sito di Gerbstedt. Dinanzi a lui, vede altri veicoli che trasportano le pale delle turbine. 10 VestasInside</description><a10:updated>2008-04-30T17:36:23+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/022008/?Page=11</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/022008/?Page=11</link><title>VestasInside Page 11</title><description>Prossima fermata: le vacanze pasquali Il giorno dopo, Christian pu&amp;#242; scaricare nel sito, ultimo della ﬁla. Mentre le pale degli altri veicoli vengono sollevate con la gru, Christian deve spostarsi dietro per preparare la navicella. Inﬁne riceve il via libera per andarsene, alle tre di gioved&amp;#236; pomeriggio. Da qui, partir&amp;#224; alla volta della Danimarca e andr&amp;#224; a casa. Ora non ci sono pi&amp;#249; problemi, dato che ha consegnato il carico. “Il viaggio ha richiesto pi&amp;#249; tempo del previsto ed &amp;#232; irritante dover aspettare prima di poter scaricare. Ma adesso me ne ritorno a casa per trascorrere la Pasqua in famiglia”, conclude Christian. VestasInside 11</description><a10:updated>2008-04-30T17:36:23+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/022008/?Page=12</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/022008/?Page=12</link><title>VestasInside Page 12</title><description>Di bene in meglio – con l’aiuto di tutti I dipendenti presso lo stabilimento di produzione pale di Nakskov in Danimarca, sono stati i primi a familiarizzare con i principi studiati per migliorare il ﬂusso e la produttivit&amp;#224; degli stabilimenti Vestas, uno sviluppo che richiede l’esperienza e la professionalit&amp;#224; di tutti. 12 VestasInside</description><a10:updated>2008-04-30T17:36:23+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/022008/?Page=13</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/022008/?Page=13</link><title>VestasInside Page 13</title><description>ins defacts Must-Win-Battle numero 4: Eccellenza nella produzione L’Eccellenza nella produzione riguarda tutti gli stabilimenti Vestas, tutte le PBU in tutte le nazioni. L’esperienza acquisita con Lean, Six Sigma e TPM nelle diversi parti dell’organizzazione Vestas sar&amp;#224; il background per le nuove iniziative condivise. L’obiettivo &amp;#232; migliorare il ﬂusso produttivo e dunque ridurre il run-through time (il cosiddetto “tempo di attraversamento” di un ordine), migliorare la capacit&amp;#224; degli stabilimenti e ridurre gli stock. &amp;#200; la prima volta che Vestas introduce in maniera sistematica una nuova cultura del lavoro in tutta l’organizzazione. “Inizialmente temevo che questa iniziativa fosse pensata per farci lavorare di pi&amp;#249; e pi&amp;#249; velocemente. E forse non sono l’unico ad averlo pensato. Ma ora so che mi ero sbagliato. Infatti, questo nuovo sistema &amp;#232; stato pensato per ottimizzare il nostro lavoro e per eliminare le cattive abitudini che attualmente non snelliscono i processi Must Win Battles produttivi”. Parla cos&amp;#236; Brian S&amp;#248;lberg, delegato del personale presso lo stabilimento di produzione pale di Nakskov, comunicando le sue prime impressioni sul nuovo processo che si diffonder&amp;#224; nei prossimi mesi in tutti gli stabilimenti Vestas. Il suddetto processo si svolger&amp;#224; sotto l’insegna dell’”Eccellenza nella produzione”, con riferimento all’iniziativa globale lanciata per i VestasInside 13</description><a10:updated>2008-04-30T17:36:23+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/022008/?Page=14</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/022008/?Page=14</link><title>VestasInside Page 14</title><description>ottimizzare la produzione delle PBU Vestas, e per garantire il miglior sfruttamento possibile delle risorse all’interno degli impianti. A marzo Brian S&amp;#248;lberg ha partecipato insieme ad un gruppo di colleghi di Nakskov al primo di una lunga serie di workshop che si terranno prossimamente in tutte le PBU. Scopo di questi workshop &amp;#232; di introdurre i partecipanti ai principi base dei miglioramenti e contribuire a troncare i problemi sul nascere. “Abbiamo discusso apertamente sulle ragioni di un cambiamento nel modo in cui svolgiamo il lavoro, perch&amp;#233; i requisiti nei confronti di Vestas stanno cambiando. Abbiamo anche parlato dei vantaggi che i dipendenti trarranno dal nuovo sistema”, dice Nina Skovby Lundkvist, Direttore del TPM &amp;amp; Lean Competence Centre. “Con il nuovo sistema andare a lavorare sar&amp;#224; pi&amp;#249; piacevole, perch&amp;#233; il ﬂusso di produttivit&amp;#224; migliorer&amp;#224; quotidianamente e, naturalmente, &amp;#232; sempre bello far parte di un team vincente”, commenta. “Eccellenza nella produzione” si fonda sull’esperienza che Vestas ha acquisito da sistemi come Lean e TPM. “In molti pensano che saranno messi sotto pressione per lavorare pi&amp;#249; in fretta, e tutti i giorni per aumentare le cifre di produzione. Invece la questione &amp;#232; quella di lavorare meglio, non di pi&amp;#249;”, spiega Jan Nielsen, Lean Manager, Continuous Improvement, che pone l’accento sull’importanza che queste proposte di miglioramento vengano dai lavoratori stessi, dal momento che sono loro ad avere esperienza diretta del processo lavorativo. I lavoratori dello stabilimento di Nakskov che hanno partecipato al workshop attendono con impazienza il prossimo passo. “&amp;#200; stato molto positivo. Non vedo l’ora che le cose siano pi&amp;#249; ordinate e chiare all’interno del dipartimento di produzione, perch&amp;#233; sar&amp;#224; pi&amp;#249; facile trovare quello che serve per lavorare”, dice Lars Holm, un addetto dello stabilimento. Lars ha notato con piacere che al workshop c’erano addetti alla produzione, dipendenti e dirigenti dello stabilimento, &amp;#233; infatti convinto che questa combinazione sia molto importante. “Il sostegno del management, cio&amp;#232; di coloro che praticamente si occupano di applicare i cambiamenti, &amp;#232; fondamentale per la riuscita di questo processo. Se, come dipendente, hai la sensazione di sbattere contro un muro quando proponi dei miglioramenti, l’intero processo rallenta”, dice. Dagmir Cerimagic, collega di Lars, &amp;#232; d’accordo. “Abbiamo intavolato discussioni molto costruttive con i dirigenti e abbiamo gi&amp;#224; attuato i primi miglioramenti. Se continuiamo cos&amp;#236;, sono convinto che potremo raggiungere eccellenti risultati”, aggiunge. E gli effetti si vedranno quando il ritmo dei miglioramenti aumenter&amp;#224;. “In Vestas abbiamo bisogno di maggiore standardizzazione nella produzione per poter davvero iniziare a sfruttare a nostro vantaggio il fatto di avere un’organizzazione enorme alle spalle e condividere le buone pratiche tra i nostri stabilimenti”, dice Jan Nielsen, Continuous Improvement. Il prossimo passo per i lavoratori di Nakskov &amp;#232; condividere le loro conoscenze con i colleghi del reparto produzione. “Sappiamo che incontreremo la resistenza di qualche collega, com’&amp;#232; naturale quando le cose cambiano. Ma quando accadr&amp;#224;, &amp;#232; nostro compito spiegare perch&amp;#233; questo cambiamento sar&amp;#224; in meglio”, dice Brian S&amp;#248;lberg, che &amp;#232; convinto che l’iniziativa produrr&amp;#224; effetti positivi e non “solo” una produzione pi&amp;#249; efﬁciente. “Penso che avr&amp;#224; un effetto positivo in termini di soddisfazione sul lavoro. &amp;#200; la naturale conseguenza se si consente alle persone di essere ascoltate e le si coinvolge nella creazione di un migliore posto di lavoro.” Outs defacts ins defacts Tutti i concorrenti di Vestas stanno accrescendo la loro capacit&amp;#224; produttiva. Suzlon prevede una capacit&amp;#224; di 5,700 MW entro la ﬁne del 2009, rispetto ai 2,700 MW nel 2007. Siemens conta di triplicare la sua produzione di turbine prima del 2011. Fonte: Press Release Suzlon 19 novembre 2007 - Siemens Renewable Energy , rivista di energia rinnovabile numero 6/07. 14 VestasInside i</description><a10:updated>2008-04-30T17:36:23+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/022008/?Page=15</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/022008/?Page=15</link><title>VestasInside Page 15</title><description>H2 H2 2 Vestas Nacelles fa il pieno di idrogeno Lo stabilimento Vestas Nacelles di Ringk&amp;#248;bing, in Danimarca, sta per ricevere in consegna il primo carrello elevatore alimentato da pila a combustibile. Il carrello elevatore e la stazione di rifornimento che fornir&amp;#224; di idrogeno la pila a combustibile saranno il primo risultato tangibile del progetto denominato “Hydrogen Link Vestjylland”, a cui Vestas partecipa insieme a diverse societ&amp;#224; tra le quali H2Logic. Oltre a questa, Vestas inaugurer&amp;#224; altre quattro stazioni di servizio ad idrogeno in Danimarca, che saranno impiegate per alimentare altri veicoli. Si tratta del pi&amp;#249; grande progetto di questo genere mai realizzato in Danimarca. Vestas ricopre un ruolo chiave nell’ambito del progetto: l’idrogeno utilizzato per alimentare i veicoli sar&amp;#224; prodotto con energia proveniente da fonti sostenibili, ovvero elettricit&amp;#224; generata da turbine eoliche. Vestas a Windsor Bill Ritter, Governatore del Colorado, e James P. Cain, l’ambasciatore americano in Danimarca, erano tra le personalit&amp;#224; presenti il 5 marzo 2008 all’inaugurazione ufﬁciale del nuovo stabilimento Vestas Blades a Windsor, Colorado. L’impianto &amp;#232; il primo di Vestas su suolo americano. “L’impiego di tecnologia danese per aiutare gli Stati Uniti a soddisfare i requisiti in termini di energia pulita &amp;#232; il miglior esempio di quella partnership di cui abbiamo bisogno se vogliamo andare verso la sicurezza degli approvvigionamenti e se vogliamo vincere le sﬁde ambientali”, ha dichiarato l’ambasciatore James P. Cain alla cerimonia inaugurale. La prima pala prodotta nello stabilimento &amp;#232; stata presentata durante l’apertura ufﬁciale. H2 H H2 H H 2 2 2H 2 H2 H2 H 2 H2 H2 H 2 VestasInside 15</description><a10:updated>2008-04-30T17:36:23+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/022008/?Page=16</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/022008/?Page=16</link><title>VestasInside Page 16</title><description>Missione MALM&amp;#214; Un aumento delle assunzioni ed un facile accesso ad un importante aeroporto internazionale sono stati solo due dei fattori considerati quando nel 2007 &amp;#232; stata presa la decisione di spostare il quartier generale di Vestas Northern Europe da Videb&amp;#230;k in Danimarca a Malm&amp;#246; in Svezia. Il personale &amp;#232; stato in parte ridimensionato, ma a molti dipendenti &amp;#232; stata offerta la possibilit&amp;#224; di trasferirsi in altri dipartimenti vicini al loro “vecchio” posto di lavoro o presso la nuova sede di Malm&amp;#246;. All’inizio del 2008, coloro che si erano trasferiti da Videb&amp;#230;k a Falkenberg in Svezia si sono spostati nei nuovi ufﬁci di Malm&amp;#246;. In attesa che l’ediﬁcio deputato ad ospitare la nuova sede generale sia pronto all’inizio del 2009, i dipendenti lavoreranno in locali in afﬁtto. 16 VestasInside</description><a10:updated>2008-04-30T17:36:23+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/022008/?Page=17</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/022008/?Page=17</link><title>VestasInside Page 17</title><description>VestasInside 17</description><a10:updated>2008-04-30T17:36:23+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/022008/?Page=18</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/022008/?Page=18</link><title>VestasInside Page 18</title><description>Un fulmine a ciel sereno Quando l’estate scorsa la direzione di Vestas Northern Europe comunic&amp;#242; la decisione di voler trasferire il quartier generale da Videb&amp;#230;k in Danimarca a Malm&amp;#246; in Svezia, la notizia arriv&amp;#242; come un fulmine a ciel sereno. Fu un duro colpo e l’atmosfera era carica di frustrazione e di preoccupazioni per il futuro. Lasse H&amp;#248;jgaard-Mouritsen e la sua famiglia si trovarono ad un bivio. “Quando appresi la notizia mi sembr&amp;#242; che la terra mi cedesse sotto i piedi”. Parla cos&amp;#236; Lasse H&amp;#248;jgaard-Mouritsen, Team Leader presso Service Controlling. Era il 26 giugno 2007. La direzione di Vestas Northern Europe aveva convocato tutto il personale per una riunione. Qui furono informati che a causa di seri problemi legati a proﬁtti, conservazione della quota di mercato e soddisfazione dei clienti, l’organizzazione doveva essere ristrutturata e la sede generale sarebbe stata trasferita da Videb&amp;#230;k, nello Jutland occidentale, alla parte svedese della regione dell’&amp;#216;resund . La decisione avrebbe comportato non solo una ricollocazione, ma anche un ridimensionamento del 20% della forza lavoro. “Fummo tutti molto frustrati di non sapere se saremmo rimasti o no”, dice Lasse, ricordando quel fatidico giorno. “Mi sentivo duramente colpito perch&amp;#233; all’epoca ero appena entrato in Vestas. Non puoi fare a meno di pensare alla regola ‘ultimo ad entrare, primo ad uscire’”. Lasse prosegue spiegando che questa incertezza fece dell’estate del 2007 un periodo difﬁcile da superare. Comun- que non pass&amp;#242; molto prima di rivedere la luce in fondo al tunnel: alla ﬁne dell’estate gli fu offerto un contratto di due anni a Malm&amp;#246;. “Ero molto felice della proposta, ma non ero sicuro che sarebbe stata una buona idea per me e per la mia famiglia ‘levare le tende’ e dire addio alla nostra rete di conoscenze”. Difficile per sua moglie Lasciare la rete di amicizie che avevano nella loro citt&amp;#224; era uno dei motivi di incertezza per la famiglia. A gennaio Lasse e la moglie erano diventati genitori di un maschietto, e senza appoggi pu&amp;#242; essere difﬁcile trovare qualcuno che badi al bambino. “Per me sarebbe stato pi&amp;#249; facile perch&amp;#233; attraverso il lavoro avrei potuto creare rapidamente una cerchia di amici e una giornata lavorativa che ingrana ﬁn da subito”, racconta Lasse. “Ma le cose sarebbero state diverse per mia moglie, costretta a trascorrere molto tempo da sola con nostro ﬁglio”. La svolta A dispetto di tutti i dubbi, la famiglia decise di fare il salto e a marzo si trasfer&amp;#236;. “Abbiamo pensato che fosse il momento giusto, anche perch&amp;#233; mia moglie doveva comunque lasciare il lavoro. Allo stesso tempo, sentivamo che per noi era una grande opportunit&amp;#224; poter partire e conoscere un’altra cultura. Inoltre avremmo avuto la possibilit&amp;#224; di stare insieme come famiglia in un modo completamente diverso”, racconta Lasse. Il lavoro in Svezia &amp;#232; molto interessante e Lasse non vedeva l’ora di iniziare a lavorare nel nuovo ufﬁcio. “L’idea di costruire qualcosa da zero mi attraeva moltissimo. I miei nuovi colleghi venivano da Svezia, Danimarca, Polonia e Gran Bretagna, l’atmosfera era davvero internazionale. Dedizione e felicit&amp;#224; sono gli stati d’animo prevalenti. In ufﬁcio puoi quasi avvertire la carica”, spiega Lasse, che aggiunge: “Per me questa &amp;#232; una conferma che abbiamo preso la decisione giusta”. E se sentisse nostalgia di casa? “Malm&amp;#246; &amp;#232; a soli 300 km dalla nostra vecchia casa, in 3 ore e mezzo siamo l&amp;#236;”, dice Lasse con un sorriso. 18 VestasInside</description><a10:updated>2008-04-30T17:36:23+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/022008/?Page=19</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/022008/?Page=19</link><title>VestasInside Page 19</title><description>Una nuova vita lavorativa Bengt Nilsson, Sales Manager, lavorava a Falkenberg per Vestas dal 2006. Da quando la sede ha chiuso, Bengt lavora a Malm&amp;#246;. Quando si &amp;#232; trasferito ha dovuto salutare molti colleghi. “Molti dei miei colleghi che non avevano la possibilit&amp;#224; di trasferirsi a Malm&amp;#246; hanno dato le dimissioni, 2-3 ore di viaggio per andare al lavoro non sono compatibili con la vita famigliare”, racconta. Per lui &amp;#232; stata dura perch&amp;#233; ha perso molti validi colleghi. “Molti di loro erano dei cari amici, ci vedevamo anche fuori dal lavoro”, racconta. Bengt vive con la famiglia a Halmstad e fa il pendolare quasi tutti i giorni. Gli ci vogliono circa due ore, quando prima per andare a Falkenberg impiegava mezz’ora. “Naturalmente dopo il trasferimento abbiamo dovuto essere molto ﬂessibili a casa. Al momento passo molto tempo a Malm&amp;#246; perch&amp;#233; siamo ancora nella fase iniziale”, dice. A dispetto del lungo viaggio per andare a lavoro e dell’atmosfera di incertezza che ancora aleggia tra i colleghi, Bengt Nilsson &amp;#232; molto ottimista per il futuro. “Sono contento che abbiano deciso di spostare la sede generale in Svezia. Mi dispiace aver perso alcuni validi colleghi, ma la vita continua”, dice. VestasInside 19</description><a10:updated>2008-04-30T17:36:23+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/022008/?Page=20</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/022008/?Page=20</link><title>VestasInside Page 20</title><description>Un difﬁcile addio Helena Vestergaard &amp;#232; visibilmente commossa quando ripensa ai tempi precedenti al trasferimento della sede a Malm&amp;#246;. Lei continua a lavorare a Videb&amp;#230;k in Systems Support, ma ha dovuto dire addio a molti dei suoi vecchi colleghi. “Eravamo un dipartimento valido, dinamico, ora molti di quelli che avevano grande esperienza sono partiti”, racconta. “Un mio collega, molto bravo e competente, ha trovato impiego presso la concorrenza. Credo sia stata una grave perdita, perch&amp;#233; era una di quelle persone con cui ti intendi subito. &amp;#200; molto dura dire addio a un collega dopo l’altro”, dice. “Per questa ragione abbiamo usato il nostro senso dell’umorismo per prendere le distanze dalla situazione. Ma dispiace tantissimo dover perdere tanti amici e colleghi”, racconta Helena. I colleghi che hanno lasciato il dipartimento sono stati sostituiti da volti nuovi, ed &amp;#232; un’impresa trovare le energie per affrontare questa fase”. “Ad ogni modo, i nuovi colleghi devono sentirsi i benvenuti, e noi dobbiamo metterli nelle condizioni di poter lavorare bene. Non ci si guadagna niente a farsi vedere avviliti”. Ma al di l&amp;#224; di tutti i cambiamenti, Helena Vestergaard non ha dubbi se le chiedi quanto conta Vestas per lei. “Sono incredibilmente felice di poter lavorare per Vestas. Quindi la sola cosa da fare &amp;#232; guardare al futuro ed essere positivi, riguardo a ci&amp;#242; che &amp;#232; stato e ci&amp;#242; che sar&amp;#224;”, conclude. 20 VestasInside</description><a10:updated>2008-04-30T17:36:23+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/022008/?Page=21</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/022008/?Page=21</link><title>VestasInside Page 21</title><description>Vinci un weekend per due VestasQuiz Seila Cabero Lobo dello stabilimento Vestas Nacelles di Le&amp;#243;n, in Spagna, &amp;#232; la fortunata vincitrice del premio messo in palio con il quiz dell’ultimo numero di VestasInside. Seila, Production Operational Assistant, ha indovinato – come molti altri – la risposta giusta: Vestas stima di accogliere oltre 2.500 nuovi colleghi nel corso del 2008. Questo signiﬁca che entro la ﬁne dell’anno Vestas dar&amp;#224; complessivamente lavoro a circa 18.000 persone e che Seila ha vinto due biglietti per un concerto a sua scelta. In questo numero avete la possibilit&amp;#224; di vincere un weekend per due se risponderete correttamente alla seguente domanda: Nell’ultima indagine svolta da Dialogo per lo Sviluppo, Vestas ha registrato un basso indice di fedelt&amp;#224; dei clienti pari a 46. Qual &amp;#232; l’obiettivo per il prossimo sondaggio? a) 47 b) 49 c) 60 Inviate le vostre risposte a vestasinside@vestas.com entro l’8 giugno. Il nome del vincitore sar&amp;#224; pubblicato nel prossimo numero di VestasInside. VestasInside 21</description><a10:updated>2008-04-30T17:36:23+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/022008/?Page=22</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/022008/?Page=22</link><title>VestasInside Page 22</title><description>Correndo Se nel trafﬁco di Portland doveste imbattervi in una piccola, silenziosa automobile, &amp;#232; molto probabile che al volante ci sia Chris Rogers di Vestas Americas. Chris, manager al dipartimento Service Business Development, fa il possibile per ridurre il proprio impatto ambientale, compreso acquistare elettricit&amp;#224; generata da energia eolica – e consumarla con moderazione. 22 VestasInside</description><a10:updated>2008-04-30T17:36:23+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/022008/?Page=23</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/022008/?Page=23</link><title>VestasInside Page 23</title><description>nel vento “Sono le piccole cose a fare la differenza. Preferisco spegnere gli apparecchi elettrici – e porli in modalit&amp;#224; stand-by - per non consumare corrente . Inoltre cerco di limitare il pi&amp;#249; possibile gli spostamenti, anche se pu&amp;#242; essere difﬁcile quando lavori al dipartimento vendite”, spiega. Cos&amp;#236; quando Chris si mise in cerca di un mezzo di trasporto per andare a lavorare seppe che quello che cercava era un’auto elettrica. Alla ﬁne opt&amp;#242; per un modello prodotto dalla Zenn. Chris spiega che questa macchina &amp;#232; perfetta per brevi spostamenti, come recarsi al lavoro. “Per caricare le batterie ci vogliono circa quattro ore, dopodich&amp;#232; posso percorrere circa 60 km. Questo tipo di veicolo continua ad essere potenziato: tra non molto sar&amp;#224; possibile fare 160 km con solo 30 minuti di ricarica. E naturalmente il carburante costa molto meno della benzina”, spiega un soddisfatto Chris. Portland &amp;#232; una citt&amp;#224; “verde” e l’iniziativa di Chris non &amp;#232; passata inosservata. Sono in molti a chiedere informazioni sul veicolo, e Chris &amp;#232; felice di descriverne le eccellenti caratteristiche. “Sto cercando di dare il buon esempio e di convincere altre persone dei vantaggi dei veicoli elettrici, che hanno conosciuto uno sviluppo notevole negli ultimi anni. Molti le associano a fragili golf-car, ma non sono davvero paragonabili. Le macchine elettriche devono superare gli stessi test dei normali veicoli, sono quindi molto sicure”, spiega. L’iniziativa di Chris ha spinto Vestas Americas ad offrirsi come sponsor per quattro posti auto su veicoli elettrici, completi di prese standard per ricaricarle. Chris crede per&amp;#242; che ci siano altre persone pi&amp;#249; meritevoli di attenzione e lodi. “Molti miei colleghi vanno a lavorare in bici. Io la uso in estate, ma altri colleghi lo fanno tutto l’anno – e alcuni abitano molto lontano. Sono loro a fare la vera differenza”, conclude Chris. ins defacts Portland – la citt&amp;#224; verde Nel febbraio 2008 Portland &amp;#232; stata eletta “citt&amp;#224; pi&amp;#249; ecologica degli Stati Uniti” dalla rivista Popular Science. La citt&amp;#224; &amp;#232; stata scelta perch&amp;#233; un quarto dei lavoratori utilizza la bicicletta, i trasporti pubblici o i servizi di car pool per recarsi sul posto di lavoro. Contemporaneamente le fonti sostenibili forniscono il 50% dell’energia consumata. Portland ha una popolazione di circa 500.000 persone, di cui circa 500 sono dipendenti Vestas. i VestasInside 23</description><a10:updated>2008-04-30T17:36:23+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/022008/?Page=24</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/022008/?Page=24</link><title>VestasInside Page 24</title><description>Un piano per un’assistenza eccellente Migliore comunicazione e pianiﬁcazione, oltre ad un team di gestione pronto a prendere le redini del processo di cambiamento: sono queste alcune delle misure applicate per migliorare i risultati di Vestas nel settore dell’assistenza. L’attivit&amp;#224; di assistenza di Vestas deve essere ottimizzata e uno degli strumenti impiegati a tal ﬁne &amp;#232; la “Service Excellence” (Eccellenza nell’Assistenza). Si tratta di uno degli obiettivi di Vestas oltre che un ambito dove la pianiﬁcazione costituisce un elemento essenziale. Ad esempio, &amp;#232; la pianiﬁcazione che consente di ridurre il numero di ispezioni sulle singole turbine, spiega John Nielsen, Vice Presidente e responsabile del raggiungimento degli obiettivi. Must Win Battles e l’utilizzo di nuovi strumenti, creati allo scopo di garantire un impiego pi&amp;#249; efﬁciente del tempo da parte delle risorse nei reparti assistenza. “Grazie ad idonei strumenti di pianiﬁcazione, possiamo raggruppare gli interventi che devono essere eseguiti sulle singole turbine. Possiamo accertarci che il team inviato ad intervenire sulla turbina disponga delle giuste competenze, dei ricambi, degli attrezzi adatti e della documentazione necessaria ad eseguire gli interventi richiesti”, spiega. John Nielsen sottolinea inoltre che con l’implementazione del sistema IT SAP anche nelle restanti unit&amp;#224; aziendali di Vestas - attraverso il progetto Mayﬂower – sicuramente si presenteranno nuove opportunit&amp;#224; di coordinamento tra i vari reparti. Si tratta dell’ennesimo esempio del legame che unisce i distinti obiettivi. Come con molti degli altri obiettivi, anche l’Eccellenza nell’Assistenza richieder&amp;#224; un nuovo contributo da parte dei singoli dipendenti. “Questo non vuol dire, naturalmente, che sinora i dipendenti non abbiano fatto un buon lavoro; tuttavia, le esigen- ze cambiano, quindi anche Vestas deve cambiare”, sottolinea John Nielsen. Thomas Osbar, Vice Presidente Senior, Service, Northern Europe, ribadisce il messaggio sul cambiamento. Nel suo reparto, come nella maggior parte delle altre unit&amp;#224; aziendali, l’ultimo sondaggio sulla fedelt&amp;#224; dei clienti ha confermato che Vestas non sta ottenendo risultati soddisfacenti nell’ambito dell’assistenza. “Dobbiamo cambiare forma mentis e ricordare sempre che sono i clienti a pagare le nostre fatture”, afferma Thomas Osbar. Aggiunge poi che in Vestas Northern Europe sono gi&amp;#224; stati compiuti i primi passi nel cammino che conduce al cambiamento. Per esempio, singoli team sono stati assegnati alle turbine di speciﬁche aree geograﬁche. “Ora lavoriamo sulla base dell’ubicazione. In questo modo, riusciamo a creare un senso di responsabilit&amp;#224; pi&amp;#249; immediato verso le singole turbine”, aggiunge Thomas Osbar. Allo stesso tempo, sono state deﬁnite nuove mansioni, con il risultato che i compiti dei singoli gruppi di installatori sono coordinati da un supervisore . “Per i clienti, &amp;#232; indubbiamente un vantaggio che le loro turbine restino ferme il minor numero di volte possibile nel corso dell’anno, poich&amp;#233; ogni arresto porta all’interruzione della produzione di energia. Allo stesso tempo, Vestas ha la possibilit&amp;#224; di ottimizzare l’utilizzo delle risorse “, aggiunge. Mentre un altro degli obiettivi da raggiungere (“Ottimizzare gli interventi di assistenza sulle turbine per incrementarne l’afﬁdabilit&amp;#224;”) riguarda principalmente i miglioramenti tecnologici, le ﬁnalit&amp;#224; del programma Eccellenza nell’Assistenza riguardano la diffusione 24 VestasInside</description><a10:updated>2008-04-30T17:36:23+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/022008/?Page=25</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/022008/?Page=25</link><title>VestasInside Page 25</title><description>ins defacts Must-Win-Battle numero 8 – Eccellenza nell’assistenza “Eccellenza nell’assistenza” intende migliorare le operazioni di assistenza in quattro aree principali: i Service Offerings, che standardizzano i contratti di assistenza Vestas, gli strumenti di calcolo, i documenti contrattuali e il materiale di marketing; Vestas Spare Parts, che coinvolge lo sviluppo di ﬁliere produttive singole, globali e integrate con i relativi stabilimenti di riparazione a sostegno dei servizi d’assistenza stabiliti; Vestas Site Management Model, che comprende la stesura di un modello di progettazione che render&amp;#224; possibile svolgere compiti d’assistenza a prezzi competitivi portando a una maggiore efﬁcienza delle turbine; e inﬁne il Vestas Performance Management, che ha il compito di garantire trasparenza e dunque le condizioni per prendere le decisioni giuste in tempi stretti. “In questo modo abbiamo ridotto la distanza tra l’ufﬁcio e il luogo dell’intervento”, spiega Thomas Osbar, il quale &amp;#232; per&amp;#242; ben consapevole del fatto che &amp;#232; altamente improbabile che i cambiamenti diano i loro frutti da un giorno all’altro. “Abbiamo apportato cambiamenti di cui non tutti i dipendenti sono soddisfatti, ma che a lungo termine riusciranno a creare condizioni migliori di quelle preesistenti”, dichiara. “L’Eccellenza nell’Assistenza contribuir&amp;#224; a deﬁnire un quadro di riferimento esterno che ci aiuter&amp;#224;, nel lungo periodo, a diventare un’organizzazione di assistenza pi&amp;#249; efﬁciente. Quindi, anche se per un certo periodo ha regnato un certo malessere, ora fortunatamente sta tornando il sereno, perch&amp;#233; le persone sono pi&amp;#249; consapevoli della meta che intendiamo raggiungere”, conclude. In Vestas Central Europe, Hendrik van Ritter, Vice Presidente, non esita ad ammettere che occorre cambiare in meglio e che, in questo contesto, l’Eccellenza nell’Assistenza svolge un ruolo essenziale. “Dobbiamo migliorare la pianiﬁcazione. Dobbiamo cambiare e non solo nell’interesse del cambiamento in quanto tale. Cambiare il modo in cui lavoriamo &amp;#232; essenziale nell’ottica della nostra attivit&amp;#224;”, spiega. Aggiunge poi che non esistono scorciatoie per raggiungere i buoni risultati. Il management - a tutti i livelli - svolge quindi un ruolo essenziale nel favorire il cambiamento. “Se si vogliono apportare dei cambiamenti, bisogna stimolare l’avanzamento del processo e mostrare un atteggiamento di leadership”, sostiene. “In questo momento abbiamo carenze nel supportare i nostri clienti, che non sentono di essere trattati come tali. Ecco perch&amp;#233;, secondo me, tutti i manager dovrebbero acquisire maggiore familiarit&amp;#224; con il lavoro che i nostri dipendenti svolgono ogni giorno, in modo da capire a fondo le difﬁcolt&amp;#224; che devono affrontare”, aggiunge. “Il miglioramento rappresenta una sﬁda globale per Vestas e gli obiettivi da raggiungere devono permetterci di imparare quanto pi&amp;#249; possibile dalle esperienze reciproche, anche superando i conﬁni delle varie unit&amp;#224; aziendali”, afferma. Hendrik van Ritter apprezza il fatto che l’Eccellenza nell’Assistenza stia gettando le basi per il necessario miglioramento; ora la sﬁda consiste nell’iniziare a utilizzare gli strumenti in tutti i settori dell’organizzazione. “In poche parole, dobbiamo pianiﬁcare tutto il possibile e attenerci ai piani”, conclude Hendrik van Ritter. ins defacts Must-Win-Battle numero 9 – Ottimizzazione delle ispezioni alle turbine per una maggiore affidabilit&amp;#224; Scopo di questa iniziativa &amp;#232; aumentare il numero di giorni compresi tra due ispezioni, un parametro noto come MTBI. L’iniziativa si fonda sull’analisi dei dati di numerose turbine eoliche che Vestas monitorizza in tutto il mondo. Questi dati servono per pianiﬁcare le ispezioni alle singole turbine. i i VestasInside 25</description><a10:updated>2008-04-30T17:36:23+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/022008/?Page=26</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/022008/?Page=26</link><title>VestasInside Page 26</title><description>Venticinque anni… e gi&amp;#224; da dieci in Vestas 26 VestasInside</description><a10:updated>2008-04-30T17:36:23+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/022008/?Page=27</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/022008/?Page=27</link><title>VestasInside Page 27</title><description>Trine Hauritz Madsen &amp;#232; ancora una delle dipendenti pi&amp;#249; giovani di Vestas – ma sono in pochi a vantare la sua “anzianit&amp;#224; di servizio”. Quando era una studentessa di soli tredici anni, Trine Hauritz Madsen cercava un lavoretto da fare nel tempo libero, come tutti i suoi compagni. E c’era un posto di lavoro che difﬁcilmente poteva ignorare, essendo cresciuta a Lem, in Danimarca, la citt&amp;#224; dove Vestas &amp;#232; nata. “Lem era una piccola citt&amp;#224; e Vestas una grande azienda. Tutti la conoscevano. Infatti entrambi i miei genitori ci hanno lavorato” dice. Oggi, a 12 anni di distanza, Trine &amp;#232; ancora sul libro paga di Vestas, ma ora in qualit&amp;#224; di apprendista presso il Group Treasury di Randers, in Danimarca. Trine ha iniziato allo stabilimento meccanico ed in seguito &amp;#232; passata alla fabbrica di controllo, dove ha svolto una serie di incarichi pratici, come fare fotocopie e archiviare documenti. Ora lavora vicino alle stanze dove vengono prese le grandi decisioni. Un’energia trascinante Quando Trine comp&amp;#236; 18 anni, non pot&amp;#233; pi&amp;#249; continuare a svolgere per Vestas i lavoretti che aveva fatto ﬁno ad allora. Ma ritorn&amp;#242; presto, questa volta come fattorino nel dipartimento Finance presso la sede principale, che all’epoca si trovava a Ringk&amp;#248;bing. Qui l’atmosfera che percepiva la convinse a rimanere. “Ero trascinata dall’energia che regnava al dipartimento. Non riuscirei mai a lavorare in un luogo dove le persone non sanno essere serie o farsi una risata assieme, e Vestas in questo senso era perfetta per me. Quando in seguito mi fu offerta una posizione da apprendista come account assistant, colsi l’occasione al volo”, ricorda. Una decisione che non ha mai rimpianto, anche se in questi dieci anni con Vestas non &amp;#232; stato sempre tutto rose e ﬁori. “Finch&amp;#233; continuer&amp;#242; a crescere sia sul piano personale che su quello professionale, potrei rimanere in Vestas per altri dieci anni”. “Solo tre mesi dopo aver iniziato, in dipartimento fu appesa una lista di nomi. Erano le persone che sarebbero state licenziate. Questo avveniva nel 2002. Mi ricordo che pensai di dovermi cercare un nuovo lavoro – e avevo appena lasciato casa”, racconta. Trine ha comunque superato i periodi difﬁcili di Vestas e ora la societ&amp;#224; di cui fa parte &amp;#232; molto diversa da quella dove inizi&amp;#242; dieci anni fa. Da locale a globale “In quegli anni ci si conosceva tutti. Non era difﬁcile in un posto come Lem, e le persone che lavoravano l&amp;#236; vivevano in zona. Oggi Vestas &amp;#232; molto diversa, lavoro con persone di diverse nazionalit&amp;#224;”, dice Trine, che, oltre a lavorare a tempo pieno, sta studiando in una scuola serale per conseguire il diploma. “I miei amici e la mia famiglia ripetono: non lascer&amp;#224; mai Vestas. Ma davanti a me ho ancora una lunga vita lavorativa, quindi chi pu&amp;#242; dirlo? Detto questo, ﬁnch&amp;#233; il mio lavoro sar&amp;#224; sempre stimolante come &amp;#232; adesso, e ﬁnch&amp;#233; continuer&amp;#242; a crescere sia sul piano personale che su quello professionale, potrei rimanerci per altri dieci anni. Ho la profonda convinzione che Vestas sia la migliore societ&amp;#224; al mondo e che sar&amp;#224; sempre la Numero 1”. ins defacts Informazioni: Group Treasury Il Group Treasury &amp;#232; la banca interna di Vestas ed &amp;#232; responsabile del ﬁnanziamento dell’intero Gruppo e della gestione del capitale netto circolante. Trine e i suoi colleghi hanno anche il compito di garantire che le ﬂuttuazioni dei tassi di cambio, dei tassi d’interesse e dell’aumento dei prezzi delle materie prime incidano il meno possibile sugli affari di Vestas. Inoltre il reparto &amp;#232; responsabile dell’analisi dei ﬂussi di mercato dei clienti e delle istituzioni ﬁnanziarie. i VestasInside 27</description><a10:updated>2008-04-30T17:36:23+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/022008/?Page=28</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/022008/?Page=28</link><title>VestasInside Page 28</title><description>Addio alle vecchie abitudini Dipartimento dopo dipartimento, i dipendenti Vestas di tutto il mondo sono testimoni della grande rivoluzione che nasce dall’implementazione del sistema SAP IT. L’ultima a dire addio ai vecchi sistemi &amp;#232; stata Vestas Americas, dove l’apparente frustrazione iniziale ha poi lasciato il posto alla soddisfazione. 28 VestasInside</description><a10:updated>2008-04-30T17:36:23+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/022008/?Page=29</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/022008/?Page=29</link><title>VestasInside Page 29</title><description>“&amp;#200; stata una vera rivoluzione, improvvisamente siamo tornati tutti dei novellini”, racconta Betty Hermsmeyer, Site Manager presso i siti Vestas Americas di Ventura e Joice, in Iowa. Insieme ai suoi colleghi ha conosciuto da vicino i radicali cambiamenti che il sistema SAP IT porta nella routine quotidiana via via che si diffonde, SBU dopo SBU. Must Win Battles Poi &amp;#232; venuto il momento della verit&amp;#224;, quando a marzo il sistema &amp;#232; stato messo online e alcuni problemi tecnici hanno inizialmente scoraggiato il personale. “Durante la prima settimana accedere al sistema era molto difﬁcoltoso. Cos&amp;#236; se qualcuno accett&amp;#242; subito il nuovo programma, altri erano delusi dalle difﬁcolt&amp;#224; tecniche”, ricorda Betty Hermsmeyer. D’altra parte Betty, &amp;#232; rimasta colpita dal supporto tecnico fornito, grazie al quale la fase di transizione &amp;#232; avvenuta il pi&amp;#249; serenamente possibile. “Sono state istituite delle linee dirette che potevano essere contattate 24 ore su 24 in caso di difﬁcolt&amp;#224; nell’accesso al sistema. All’inizio c’erano parecchi problemi da affrontare, e le linee sono state le nostre ancore di salvataggio”, sottolinea Betty Hermsmeyer. Betty afferma che la possibilit&amp;#224; di confrontarsi con i colleghi in merito ai problemi ha giocato un ruolo chiave nell’integrazione del nuovo sistema. “Abbiamo fatto s&amp;#236; che nella fase iniziale ci fossero numerose occasioni di confronto, per dare ai dipendenti la possibilit&amp;#224; di esprimere le proprie perplessit&amp;#224; sul sistema e di lavorare alle soluzioni”, racconta. Dopo un periodo iniziale caratterizzato da dubbi e incertezze, ora il sistema ha iniziato a mostrare le sue vere capacit&amp;#224;. “C’&amp;#232; molta pi&amp;#249; coesione tra i singoli processi. Ad esempio, se modiﬁchiamo i dati da una parte, le necessarie modiﬁche vengono automaticamente apportare anche in altri contesti, facilitando notevolmente il lavoro rispetto al sistema precedente”, spiega Betty, che cita l’esempio dei pezzi di ricambio delle turbine. “Prima dovevamo preparare una lunga serie di documenti per l’ordine, il trasporto e quant’altro. Questi documenti dovevano poi essere inoltrati a diversi dipartimenti, che li elaboravano e li rimandavano indietro. Invece con questo nuovo sistema si saltano i passaggi intermedi”. Betty e i suoi colleghi vedono gi&amp;#224; concretizzarsi i primi risultati. “Risparmiamo molto tempo, ed &amp;#232; un grande passo in avanti. E d’altronde si tratta di un passaggio obbligato se vogliamo essere i numeri 1”. “Quello che conta &amp;#232; non sottovalutare il fatto che i dipendenti hanno bisogno di tempo per abituarsi al nuovo sistema. Dopo tutto, abbiamo imparato a lavorare con soluzioni molto ﬂessibili, e conoscevamo il vecchio sistema alla perfezione. Per questo penso sia ovvio che qualche impiegato sia un po’ scettico all’inizio”, commenta Betty Hermsmeyer. Una delle prime iniziative &amp;#232; stato l’incontro con il programma di formazione associato al progetto Mayﬂower che migliaia di dipendenti Vestas frequenteranno. Presso il sito in cui lavora Betty, 70 dipendenti hanno imparato tutto da zero. Must-Win-Battle numero 12 – Mayflower Mayﬂower &amp;#232; il nome dato all’adattamento e alla stesura di SAP, il nuovo sistema ERP per le SBU. Si intende creare una piattaforma omogenea per i processi, la qualit&amp;#224; dei dati e la reportistica cos&amp;#236; da garantire lo sviluppo delle vendite, dell’assistenza e del project business di Vestas. Il risultato sar&amp;#224; una maggiore trasparenza e basi migliori per prendere le decisioni pi&amp;#249; giuste basandosi sui dati delle SBU. i E per Betty Hermsmeyer, chi pensa che Mayﬂower sia “solo” il passaggio ad un nuovo sistema informatico dovr&amp;#224; ricredersi, perch&amp;#233; Mayﬂower signiﬁca anche rompere con le vecchie abitudini. Bench&amp;#233; la maggior parte dei suoi colleghi concordi sul fatto che le soluzioni precedenti - i database ad hoc, i fogli di calcolo e i database dedicati per la gestione clienti - erano ben lungi dall’essere perfette, &amp;#232; ancora difﬁcile farne a meno. ins defacts VestasInside 29</description><a10:updated>2008-04-30T17:36:23+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/022008/?Page=30</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/022008/?Page=30</link><title>VestasInside Page 30</title><description>Nessuna eccezione 30 VestasInside</description><a10:updated>2008-04-30T17:36:23+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/022008/?Page=31</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/022008/?Page=31</link><title>VestasInside Page 31</title><description>Non ci sono scuse valide per non mettere la sicurezza al primo posto. Questo &amp;#232; il credo di Cosimo Cannella, che sa bene quali conseguenze a lungo termine pu&amp;#242; avere un incidente sul lavoro. “Un collega con cui lavoravo a stretto contatto – aveva la scrivania di fronte alla mia – si &amp;#232; gravemente infortunato mentre si occupava di un progetto edile. Oggi non pu&amp;#242; pi&amp;#249; lavorare a causa delle lesioni subite. Aver assistito all’incidente &amp;#232; stato uno shock e, naturalmente, mi ha molto toccato vedere il modo in cui l’episodio ha cambiato la vita del mio collega e della sua famiglia”, dice Cosimo. Per questo motivo &amp;#232; consapevole del proprio ruolo nell’ambito della sicurezza in Vestas. In qualit&amp;#224; di Project Manager Cosimo &amp;#232; responsabile dell’esecuzione di un progetto dal momento della ﬁrma del contratto ﬁno alla consegna delle turbine al cliente. Anche se non riesce Nome: Cosimo Cannella Et&amp;#224;: 31 Ruolo: Project Manager Sede di lavoro: Vestas Mediterranean - Taranto, Italia. Lavora per Vestas dal 2004. perch&amp;#233; le persone fanno quello che il capo fa e non quello che il capo dice. Se non lavori quotidianamente per sensibilizzare le persone sul tema della sicurezza e se non dai tu stesso l’esempio, non farai mai la differenza. Ecco perch&amp;#233; considero prioritario dare ai miei colleghi un riscontro positivo, ma li informo anche di quello che potrebbe accadere - nel peggiore dei casi - se non stanno attenti a se stessi e agli altri”, spiega. i “Il rischio &amp;#232; parte del nostro mestiere. Ma non voglio dover comunicare alla moglie di uno dei miei collaboratori che il marito si &amp;#232; infortunato perch&amp;#233; abbiamo forzato l’avanzamento di un progetto”, dice Cosimo Cannella con fermezza. Questo Project Manager di trentun’anni che lavora in Vestas Mediterranean, &amp;#232; irremovibile quando si parla di sicurezza. &amp;#200; un atteggiamento che si &amp;#232; radicato in Cosimo quando, nel precedente luogo di lavoro, ha visto con i propri occhi le conseguenze di un incidente di lavoro. ad essere tutti i giorni presente in cantiere, ci tiene ad essere un “ambasciatore di sicurezza”. “In qualit&amp;#224; di responsabile di progetto, devo fare da guida ed assumermi seriamente le mie responsabilit&amp;#224;, Cosimo &amp;#232; nato e cresciuto a Taranto, ma in seguito si &amp;#232; trasferito al nord dove, nel 2002, si &amp;#232; laureato in ingegneria elettronica. Dopo dieci anni trascorsi a Torino si &amp;#232; improvvisamente aperta la possibilit&amp;#224; di tornare nella sua terra natale, perch&amp;#233; Vestas cercava un Project Manager a Taranto. “All’epoca non ne sapevo molto sull’energia eolica o su Vestas, e fui sorpreso dalla dimensione del settore e del Gruppo”, ricorda. Entrando in Vestas ha trovato non solo il lavoro ma anche l’amore, ora infatti &amp;#232; ﬁdanzato con una collega di un altro dipartimento. Il tempo &amp;#232; denaro Come Project Manager, Cosimo conosce bene lo stress che pu&amp;#242; accumularsi nel corso di un progetto. “Certo, si incontrano ostacoli e difﬁcolt&amp;#224;. Ci sono ad esempio dei limiti di costi e di tempi, quando si lavora su progetti di questo tipo. Ma questo non pu&amp;#242; assolutamente compromettere la sicurezza”, dice. “Rimandare il lavoro di un giorno o due non fa molta differenza se &amp;#232; per una misura di sicurezza. Sono ormai ins defacts VestasInside 31</description><a10:updated>2008-04-30T17:36:23+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/022008/?Page=32</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/022008/?Page=32</link><title>VestasInside Page 32</title><description>quattro anni che faccio questo lavoro e non ho mai visto un intero progetto slittare per questioni di sicurezza”, sottolinea. “Al contrario, se un collaboratore si fa male perdi molto tempo. Punto primo perch&amp;#233; devi trovare qualcuno con le stesse capacit&amp;#224; che lo sostituisca, e punto secondo perch&amp;#233; devi fermare i lavori per valutare cosa non ha funzionato – e questo processo richiede molto pi&amp;#249; di un giorno o due”, spiega. La cultura della sicurezza &amp;#232; la via maestra Cosimo ha una spiegazione molto chiara per il suo essere cos&amp;#236; intransigente in materia di sicurezza. “So con certezza di avere l’appoggio di tutta la dirigenza, e quando diciamo che “la sicurezza viene prima di tutto” non &amp;#232; solo uno slogan. Sapere di poter contare su questo appoggio sempliﬁca il mio lavoro e cerco di trasmettere questa consapevolezza anche agli altri. Cosimo ricorda un episodio in particolare, avvenuto durante l’installazione di aerogeneratori V90-3MW per un progetto del 2006. “Dovemmo fare fronte ad alcuni problemi mentre sollevavamo i cavi dell’al- ta tensione ﬁno alla navicella. Decisi di rimandare l’attivit&amp;#224; in attesa di avere, con la collaborazione del dipartimento HS&amp;amp;S e del reparto installazione, una chiara procedura di sicurezza e gli strumenti adatti, in modo tale che le persone in cantiere potessero svolgere il loro lavoro in totale sicurezza”, dice Cosimo. “Nonostante questa decisione implicasse un grosso impatto sul ﬂusso di cassa del progetto, nessuno si oppose”, racconta. “Ricevo lo stesso sostegno dalla grande maggioranza dei nostri clienti. Riconoscono il valore della sicurezza esattamente come gli altri valori del progetto, e apprezzano il fatto che seguiamo un severo regolamento”. Ma se ci sono sostegno e procedimenti, perch&amp;#233; ogni anno Vestas registra ancora cos&amp;#236; tanti incidenti sul lavoro? “&amp;#200; impensabile passare da 10 infortuni a zero in poco tempo. &amp;#200; un processo che richiede un cambio di atteggiamento, e abbiamo ancora dei lavoratori che “preferiscono le scorciatoie”. Solitamente sono dipendenti con poca esperienza o persone che lavorano in subappalto”. “Per questa ragione &amp;#232; fondamentale coinvolgere tutti e dimostrare che la sicurezza genera valore per Vestas e per i clienti, che sono poi gli utenti ﬁnali del prodotto che vendiamo. &amp;#200; importante encomiare le persone per il lavoro che svolgono e spiegare loro in che modo potrebbero svolgerlo meglio”, conclude Cosimo. ins defacts Nel 2007 l’incidenza degli infortuni sul lavoro (cio&amp;#232; il numero di infortuni per milione di ore lavorate) dell’intera organizzazione Vestas era di 31,6 . L’incidenza era di 29,3 nelle unit&amp;#224; di produzione e di 36,4 nelle unit&amp;#224; di vendita e assistenza. L’obiettivo per il 2008 &amp;#232; ridurre l’incidenza degli infortuni sul lavoro a 15, oltre la met&amp;#224;. Il numero di infortuni &amp;#232; uno dei parametri di valutazione che determina il pagamento, previsto nella primavera 2009, del nuovo premio globale istituito da Vestas. 32 VestasInside i</description><a10:updated>2008-04-30T17:36:23+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/022008/?Page=33</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/022008/?Page=33</link><title>VestasInside Page 33</title><description>ins defacts Le unit&amp;#224; che gi&amp;#224; implementano il sistema CD, possono accedervi attraverso il portale/VSP. Per saperne di pi&amp;#249; sul progetto CD consultare la pagina dedicata al PDD, sulla pagina intranet People &amp;amp; Culture, e sulla pagina dedicata al progetto PCI. Un veriﬁca della competenza Quali competenze speciﬁche servono per svolgere il mio lavoro, ora e in futuro? Come posso crescere, e quali opportunit&amp;#224; di corsi e formazione offre Vestas? Queste sono alcune delle domande a cui risponder&amp;#224; il nuovo sistema Vestas di sviluppo delle competenze. Il sistema &amp;#232; meglio conosciuto come “Competence Development” (o semplicemente “CD”) ed &amp;#232; gi&amp;#224; attivo e funzionante presso Vestas Blades, Vestas Technology R&amp;amp;D e Vestas Asia Paciﬁc. Entro la ﬁne dell’anno sar&amp;#224; introdotto in tutta l’organizzazione Vestas. CD &amp;#232; strettamente legato alle interviste del Performance Development Dialogue (PDD) realizzate per la prima volta all’inizio del 2008. Il sistema sostiene lo sviluppo professionale dei singoli dipendenti, come spiega Lars Vestergaard Pedersen, Project Manager presso Vestas People &amp;amp; Culture. “Durante le interviste del PDD, dipendenti e dirigenti discutono in quale direzione gli impiegati vorrebbero sviluppare le loro competenze nei prossimi anni, e gli aspetti del loro lavoro che richiedono di essere approfonditi. Lo sviluppo pu&amp;#242; riguardare ad esempio l’approfondimento delle lingue straniere oppure un training sulla sicurezza. Il sistema CD &amp;#232; il database centrale che raccoglie le informazioni sulle competenze attuali, fornisce accesso diretto ad informazioni sui corsi frequentati, e consente di iscriversi a nuovi programmi formativi”, dice. Quest’ultima caratteristica &amp;#232; gestita dal sistema di amministrazione dei corsi, LSM, che fornisce anche accesso ai corsi offerti da Vestas in modalit&amp;#224; e-learning. Tutte le competenze sono riunite in un grande archivio conosciuto come il “catalogo delle competenze”, che attualmente contiene circa 400 competenze diverse. In questo modo Vestas riesce ad avere una visione d’insieme delle competenze esistenti all’interno dell’organizzazione e pu&amp;#242; valutare se corrispondono alle richieste che le vengono rivolte. In caso contrario viene lanciato un programma di training per porre rimedio alla situazione. “Inﬁne i dipendenti possono accedere al proprio proﬁlo di competenze o “Vestas CV” che possono sfruttare come strumento di crescita professionale”, spiega Lars Vestergaard Pedersen. i VestasInside 33</description><a10:updated>2008-04-30T17:36:23+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/022008/?Page=34</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/022008/?Page=34</link><title>VestasInside Page 34</title><description>P OP VOX PDD – dialogo aperto o aria fritta? Dal 2008 tutti i dipendenti Vestas sono chiamati, almeno una volta all’anno, a discutere sulla performance, lo sviluppo e i piani per il futuro insieme ai loro dirigenti nell’ambito dell’iniziativa Performance e Dialogo sullo Sviluppo (PDD). Abbiamo chiesto ad alcuni colleghi le loro prime impressioni sul PDD. “&amp;#200; stato positivo poter parlare con il mio superiore della mia crescita professionale nei prossimi anni. Il PDD ti d&amp;#224; la possibilit&amp;#224; di approfondire qualcosa di pi&amp;#249; delle sole questioni relative alla produzione. Comunque ci sono alcuni problemi: ad esempio credo che People &amp;amp; Culture avrebbe dovuto chiarire meglio lo spirito dell’iniziativa. E credo anche che si dovrebbero sanzionare i dirigenti che disattendono quello che viene concordato durante gli incontri”. Jesper K. Hansen, Welder, Vestas Towers, Danimarca “Questo incontro &amp;#232; una bella opportunit&amp;#224; per prendere visione dei punti di forza e dei punti deboli di ciascuno per poter crescere professionalmente. &amp;#200; importante avere un dialogo aperto e onesto con il proprio superiore sulle prestazioni e le motivazioni quotidiane. Credo che il dialogo sia essenziale in un grande Gruppo come Vestas, perch&amp;#233; ti aiuta a capire i motivi alla base della sua continua evoluzione”. Nat&amp;#224;lia Bistuer, Administrative Assistant, Vestas Mediterranean, Barcellona “Mi &amp;#232; stata data l’opportunit&amp;#224; di parlare onestamente e apertamente con il mio capo degli incarichi che mi piacciono e di quello che a volte mi impedisce di lavorare con efﬁcienza. Lavorare in Vestas &amp;#232; impegnativo, per questo credo sia importante fare un passo indietro ogni tanto, per rendersi conto di ci&amp;#242; che &amp;#232; stato fatto e focalizzarsi su atteggiamenti e aspettative per il futuro. Mark Ursell-Smith, CIM Key Account Manager, Vestas Technology R&amp;amp;D, Danimarca 34 VestasInside</description><a10:updated>2008-04-30T17:36:23+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/022008/?Page=35</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/022008/?Page=35</link><title>VestasInside Page 35</title><description>my Vestas le migliori fotograﬁe degli impiegati Vestas questa volta vengono dall’Australia, Danimarca e Regno Unito Jonathan Carboon &amp;#232; Project Support Team Leader di Vestas Asia Paciﬁc in Australia, oltre che padre orgoglioso di queste due fan di Vestas. Notate in particolare lo stendardo Vestas sullo sfondo, oltre alle turbine sui loro vestiti. Le due gemelle hanno un ottimo motivo per sorridere, dato che hanno appena assicurato un premio a Jonathan. I denigratori delle turbine eoliche a volte tirano fuori le unghie, ma attacchi simili sono rari. Scout &amp;#232; il gatto di Gon&amp;#231;alo Pereira Pedro di Wind &amp;amp; Site, Vestas Asia Paciﬁc, e quando Gon&amp;#231;alo ha assemblato il suo modello di turbina, Scout ha fatto capire cosa ne pensava. Quando, all’inizio del 2008, la nave BBC Elba &amp;#232; salpata da Southampton con un carico di 96 pale V82 uscite dallo stabilimento Vestas Blades dell’isola di Wight, &amp;#232; stato stabilito un record: la maggiore quantit&amp;#224; di pale partite da un porto inglese a bordo di un solo cargo. Michael Rose, Shipping Manager, ha ﬁlmato le prime miglia di navigazione atlantica alla volta degli Stati Uniti. VestasInside 35</description><a10:updated>2008-04-30T17:36:23+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/022008/?Page=36</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/VestasInside/IT/022008/?Page=36</link><title>VestasInside Page 36</title><description>Redazione Peter Wenzel Kruse (responsabile), Kristan Fredslund Andersen, Maja Kirchhoff Hestehave, Peter Gisselmann Rasmussen. VestasInside &amp;#232; una rivista internazionale che si rivolge ai dipendenti Vestas. La rivista viene pubblicata in lingua inglese, danese, tedesca, italiana, spagnola e cinese. Edizione chiusa il 10 Aprile 2008. Tiratura: 17.000 copie. Testi: Lisbeth Christensen, Kristian Fredslund Andersen, Kristian Foss Brandt, Cath Mersh, Hanne Poder S&amp;#248;rensen, Peter Gisselmann Rasmussen. VestasInside viene pubblicata da: Vestas Wind Systems A/S, Alsvej 21, DK-8900 Randers Tel.: +45 97 30 00 00 – Fax: +45 97 30 00 01 www.vestas.com IT</description><a10:updated>2008-04-30T17:36:23+02:00</a10:updated></item></channel></rss>