<?xml version="1.0" encoding="utf-16"?><rss xmlns:a10="http://www.w3.org/2005/Atom" version="2.0"><channel><title>Vestas</title><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/March2011/TheGridMarch2011IT/RSS.ashx</link><description>Vestas Pages</description><lastBuildDate>Fri, 18 Mar 2011 13:18:28 +0100</lastBuildDate><a10:id>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/March2011/TheGridMarch2011IT/</a10:id><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/March2011/TheGridMarch2011IT/?Page=1</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/March2011/TheGridMarch2011IT/?Page=1</link><title>Vestas Page 1</title><description>18 | Il vento vola alto anche alle basse temperature svedesi 26 | I combustibili fossili che creano distorsioni di mercato 32 | Il ministro sudamericano del vento The Grid Connecting you to Vestas Marzo | 2011 È verde il nuovo Oro? |6</description><a10:updated>2011-03-18T13:18:28+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/March2011/TheGridMarch2011IT/?Page=2</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/March2011/TheGridMarch2011IT/?Page=2</link><title>Vestas Page 2</title><description>Content The Grid Connecting you to Vestas Marzo 2011 Oro nero: l’industria petrolifera sostenuta dai finanziamenti | 28 theme Come migliorare le cifre della sostenibilità di Vestas Vestas punta a diventare quanto più verde possibile. L'impegno dei dipendenti e nuove politiche aziendali possono fare la differenza ma c'è ancora tanto da fare. | 8 6 10 12 14 | | | | Verde, ma non abbastanza Sostenibilità significa rispetto Ognuno di voi può fare la differenza I dipendenti lanciano iniziative verdi Un lavoro davvero cool La temperatura del parco eolico di Bliekevare può scendere fino a 40 gradi sotto zero. The Grid ha seguito due assemblatori di Service a bordo delle loro motoslitte nel nord della Svezia per documentare una normale giornata di lavoro. | 18 Energia su richiesta Cosa succede se il vento smette di soffiare? Uno sguardo approfondito sulle tecniche di stoccaggio dell’energia. | 16 teChnology: 2 The Grid Marzo 2011</description><a10:updated>2011-03-18T13:18:28+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/March2011/TheGridMarch2011IT/?Page=3</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/March2011/TheGridMarch2011IT/?Page=3</link><title>Vestas Page 3</title><description>The Grid è sempre più verde Per la prima volta in assoluto, Vestas pubblica, a corredo della Relazione sulla Gestione 2010, un rapporto di 50 pagine dedicato alla sostenibilità. Da oggi, quindi, gli obiettivi e le ambizioni di Vestas in questo settore saranno condivise da tutti – internamente al gruppo, e non solo. In questo numero, ci siamo addentrati nei dati del rapporto, con l’intento di capire qual è il livello di ecosostenibilità di Vestas. I numeri parlano chiaro: nonostante le numerose iniziative messe in campo, rimane ancora molto da fare. Per sfruttare appieno le fonti verdi è necessario disporre di tecnologie in grado di immagazzinare l'energia e conservarla per i momenti in cui il vento non soffia. In questo numero ci occupiamo anche di questo. Dalla verde Danimarca alla bianca Svezia: The Grid ci fa conoscere alcuni dei ragazzi che operano sulle nostre turbine nell’incantevole e algida Svezia. Per recarsi al lavoro hanno bisogno di mezzi di trasporto molto speciali: le motoslitte. E infine, ci trasferiamo in Sud America. Se avete idee o suggerimenti per i prossimi numeri di The Grid, non esitate a contattarci. E contribuite a rendere ancora più vostro questo magazine. 4 26 27 32 34 | | | | | Vestas World Tutti i numeri di Vestas Uno sguardo esterno Il mio posto di lavoro Il ministro del vento La redazione thegrid@vestas.com The Grid è una rivista internazionale che si rivolge ai dipendenti Vestas. La rivista viene pubblicata in lingua cinese, danese, inglese, tedesca, italiana e spagnola. Edizione chiusa il 1 marzo 2011. Editore: Vestas Wind Systems A/S, Alsvej 21, 8940 Randers SV, Denmark, Tel: + 45 9730 0000, Fax: + 45 9730 0001, www.vestas.com. Tiratura: 20.000 copie. Direzione e redazione: Peter Wenzel Kruse (caporedattore), Peter Gisselmann Rasmussen (editore), Frud Bezhan, Kenneth Ley Milling e Jens Velling. E-mail: thegrid@vestas.com. Grafica: Jannie Virklund, Nikolaj Hyldelund Busk. Revisione testi: Courtney LaManna, Yalei Zhang, Emilia Sedran, Velia Senatore e Julia Fuamba. Stampa: Datagraf. Marzo 2011 The Grid 3</description><a10:updated>2011-03-18T13:18:28+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/March2011/TheGridMarch2011IT/?Page=4</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/March2011/TheGridMarch2011IT/?Page=4</link><title>Vestas Page 4</title><description>view 4 5 1 2 3 Vestas World 6 1 | Stati Uniti 2 | Danimarca Premiato il programma di e-learning VestasWorld Nuove modalità per il calcolo del Bonus programme A seguito delle recenti modifiche introdotte nell’ambito del Bonus programme Vestas, i risultati ottenuti a livello locale d’ora in poi avranno un peso maggiore ai fini della determinazione del premio. Gli obiettivi stabiliti a livello di Business Unit e i target degli stabilimenti di produzione locali, compresi quelli a livello funzionale quali vendite, construction, assistenza e funzioni di supporto alle SBU, incideranno sul bonus per il 60%. Di conseguenza, i risultati aziendali complessivi – EBIT, free cash flow, rapporti con i committenti ed entrate – incidono ora sul bonus spettante alla maggior parte dei dipendenti solo per il 40%, e non più per il 70%. Se gli obiettivi stabiliti per il 2011 saranno raggiunti, il bonus verrà erogato ad aprile 2012. 3 | Danimarca Vestas si è aggiudicata il prestigioso riconoscimento “Learning Leader”, assegnato da Bersin &amp; Associates in California nel mese di febbraio, per il progetto formativo di e-learning VestasWorld, strutturato in mini moduli e pubblicamente disponibile per la consultazione sul sito vestas.com/vestasworld. Per Vestas si tratta in realtà del secondo riconoscimento, avendo ricevuto il premio già nel 2008, proprio per aver introdotto il programma di e-learning globale. Anche il pubblico ha mostrato notevole interesse per il progetto VestasWorld; i moduli sono stati infatti consultati da scuole, università e privati oltre 100.000 volte. Indagine sulla soddisfazione del personale Nel mese di gennaio il 92% dei dipendenti Vestas ha partecipato all’indagine sulla soddisfazione del personale. A Vestas Control Systems va il plauso per la partecipazione più numerosa, ben il 97%. I manager illustreranno i risultati ai dipendenti entro la fine di marzo e, alla luce delle discussioni condotte con lo staff, saranno elaborati nuovi piani d’azione. Your voice has been heard Employee Survey 2010 We have now finished collecting the responses of this year’s employee survey. Thank you for participating in making Vestas a better workplace. During the first months of 2010 the results from the employee survey will be used to plan improvement activities. The schedule below outlines the coming months’ activities. ▼ November-December 2010 Scanning of hard copy questionnaires ▼ December 2010 Analysis and production of reports ▼ January 2011 Distribution of results and reports ▼ January - March 2011 Planning focus areas and improvements 4 The Grid Marzo 2011</description><a10:updated>2011-03-18T13:18:28+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/March2011/TheGridMarch2011IT/?Page=5</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/March2011/TheGridMarch2011IT/?Page=5</link><title>Vestas Page 5</title><description>4 | Gran Bretagna Presto la presentazione della nuova turbina da 6 MW Come location per la presentazione della nuova turbina offshore da 6 MW, attualmente ancora in fase di sviluppo, la scelta è ricaduta su Londra. L’evento avrà luogo il 30 marzo. A fine 2010, la quota posseduta da Vestas sul mercato globale dell’eolico offshore era stimata attorno al 45%. La presentazione verrà trasmessa in diretta su The Hub. 6 | Australia Solidarietà A inizio anno lo stato australiano del Queensland è stato duramente colpito da catastrofiche alluvioni. La furia devastante dell’acqua ha distrutto case e attività commerciali, costringendo migliaia di persone all’evacuazione. I dipendenti Vestas dislocati presso il parco eolico Waterloo, nel sud dell’Australia, hanno unito le forze assieme al personale del dipartimento Key Account di Roaring 40s e a membri della comunità locale, per raccogliere beni di prima necessità, giocattoli e vestiario da destinare agli sfollati. Dopo aver riempito un’intera casetta per attrezzi da giardino, li hanno fatti recapitare a Grantham, nel sud del Queensland. “L’entità della devastazione provocata dalle piogge torrenziali ha profondamente colpito tutti noi di Vestas”, ha dichiarato Jorn Hammer, Senior Vice President e Managing Director di Vestas Australia. “Ci siamo subito mobilitati per aiutare la gente del Queensland a ricostruire le loro vite, le loro case e le loro attività.” 5 | Portogallo La WindFloat è in mare Nel corso dell’anno una turbina Vestas V80-2.0 MW verrà installata per la prima volta su una piattaforma al largo delle coste portoghesi. A febbraio Vestas ha annunciato la sigla dell’accordo con WindPlus per la creazione di una joint venture guidata dal gruppo EDP, key account customer di Vestas, che coinvolge, tra gli altri partner, aziende come Principle Power Inc. WindFloat è una struttura semi sommersa per turbine offshore, che consente di posizionare questa tipologia di aerogeneratori in punti in cui la profondità dell’acqua supera i 50 metri. Oltre a fornire la turbina, Vestas supporterà il processo di integrazione tra aerogeneratore e piattaforma WindFloat. Dopo l’installazione, la fase di test durerà oltre un anno. Marzo 2011 The Grid 5</description><a10:updated>2011-03-18T13:18:28+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/March2011/TheGridMarch2011IT/?Page=6</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/March2011/TheGridMarch2011IT/?Page=6</link><title>Vestas Page 6</title><description>Theme Verso il verde Un'azienda più attenta alle questioni ambientali ha un ritorno maggiore in termini di immagine, di relazioni con i clienti e di profitti. Per raggiungere grandi risultati ognuno deve pensare e agire ecologico. 6 The Grid Marzo 2011</description><a10:updated>2011-03-18T13:18:28+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/March2011/TheGridMarch2011IT/?Page=7</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/March2011/TheGridMarch2011IT/?Page=7</link><title>Vestas Page 7</title><description>Marzo 2011 The Grid 7</description><a10:updated>2011-03-18T13:18:28+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/March2011/TheGridMarch2011IT/?Page=8</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/March2011/TheGridMarch2011IT/?Page=8</link><title>Vestas Page 8</title><description>Theme Verde, ma non abbastanza Nel 2010, le cifre verdi di Vestas non sono state all’altezza delle aspettative. Nonostante una produzione piuttosto bassa, il consumo complessivo di energia è aumentato, causando una sensibile diminuzione della quota di energie rinnovabili. 8 The Grid Marzo 2011</description><a10:updated>2011-03-18T13:18:28+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/March2011/TheGridMarch2011IT/?Page=9</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/March2011/TheGridMarch2011IT/?Page=9</link><title>Vestas Page 9</title><description>Di Kenneth Ley Milling Standard verdi Per adeguarsi agli “standard verdi”, Vestas non manca di osservare le procedure dei clienti, come quelle di EDPR, BP e Shell, che hanno fissato una serie di buone pratiche. Diversamente, confrontare Vestas con i competitors è quasi impossibile, soprattutto se si vuole farlo a livelli molto approfonditi. Tra le aziende del comparto eolico, infatti, solo Gamesa e GE hanno pubblicato relazioni sulla Sostenibilità. Grazie ai cosiddetti modelli GRI (Global Reporting Initiative), gli esperti Vestas sono comunque riusciti ad avere una panoramica sull’intero business, e non soltanto sulla parte relativa all’energia eolica. Vestas punta a diminuire le emissioni di CO2 prodotte dal ciclo di vita di una turbina da 7 a 6 grammi per kWh entro il 2015, il che equivale a una riduzione del 15%. Per raggiungere questo risultato, sarà naturalmente indispensabile la collaborazione dei fornitori di Vestas. el 2010 il consumo energetico complessivo di Vestas è passato da 537.137 MW/h a 578.063 MW/h, un incremento considerevole in un anno in cui il Gruppo ha prodotto una quantità di turbine notevolmente inferiore rispetto all’anno precedente. Inoltre, nello stesso periodo, l’impiego di energie rinnovabili è sceso dal 49% al 42 % del consumo totale. Jakob Larsen, Senior Vice President for Sustainability, ha ammesso che le cifre ecosostenibili di Vestas non hanno effettivamente tenuto testa alle previsioni. “Dobbiamo necessariamente operare una svolta, anche perché la sostenibilità ambientale ci permette di portare avanti i nostri affari e permette a Vestas di risparmiare. Ma per essere davvero efficaci, dobbiamo prima analizzare attentamente le ragioni di questi risultati”, afferma. “La ragione principale dello sviluppo negativo è l’utilizzo relativamente basso di Vestas della capacità produttiva, durante parte del 2010. Soprattutto nel 1° trimestre, alcuni stabilimenti hanno prodotto molto poco o per nulla”, dichiara Larsen. “Uno stabilimento con poca capacità produttiva comporta gli stessi consumi in termini di riscaldamento e illuminazione. Per questo, a fronte di una ridotta produzione, le nostre cifre più significative hanno subito un ribasso. Inoltre, nel 2010, abbiamo cominciato ad utilizzare nuovi stabilimenti di produzione.” Secondo Larsen, la ragione principale della diminuzione della quota di rinnovabili del 2010 è da attribuirsi principalmente al trasferimento della produzione dagli USA alla Cina, in zone in cui, in alcuni casi, non è possibile acquistare energia rinnovabile. Anche se le cifre relative al consumo energetico potrebbero migliorare nel 2011, anno in cui la produzione è alta, Larsen tiene a ribadire che Vestas deve impegnarsi molto più strenuamente sul fronte ambientale. “Dobbiamo dimostrare al mondo che siamo decisi a mantenere alte le cifre ecosostenibili, anno dopo anno. E dobbiamo farlo in ogni nostra iniziativa. Ad esempio, abbiamo già fatto un ottimo lavoro per la sicurezza in Vestas, e lo stesso deve avvenire in ambito ambientale, affinché questo modus operandi diventi parte N del nostro DNA”, afferma Jakob Larsen, sottolineando come questa attitudine verde debba riflettersi anche nelle scelte individuali dei dipendenti. “Circa il 92% del carbon footprint di una turbina deriva dalla catena di fornitura – a cominciare dall’attività di estrazione e lavorazione dell’acciaio. Per questo diventa sempre più importante avere il sostegno dei nostri fornitori per raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati. Ma per fare in modo che questi risultati si trasformino in pratiche concrete, dobbiamo essere noi a fare da apripista”, sostiene Larsen. E il lavoro è già cominciato. Oggi, Vestas monitora il consumo di acqua ed energia, permettendo al dipartimanto Sustainability di controllare esattamente dove bisogna migliorare. Vestas è l’unica azienda nel comparto eolico a rendere pubbliche le più importanti cifre aziendali. Inoltre Vestas punta sull’edilizia ecosostenibile per garantire che t</description><a10:updated>2011-03-18T13:18:28+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/March2011/TheGridMarch2011IT/?Page=10</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/March2011/TheGridMarch2011IT/?Page=10</link><title>Vestas Page 10</title><description>Theme Una qualità più elevata rende Vestas più verde La recente Valutazione sul Ciclo di Vita dei prodotti (Life Cycle Assessment) svolta dipartimento per la Sostenibilità dimostra che la qualità di una turbina incide sulla sostenibilità dell'azienda: se tutta la componentistica di una turbina V112-3.0 MW è perfettamente funzionante, il periodo di operatività dell’areogeneratore si prolunga da 20 a 24 anni. I quattro anni in più di produzione energetica riducono il carbon footprint del 27 %. 10 The Grid Marzo 2011</description><a10:updated>2011-03-18T13:18:28+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/March2011/TheGridMarch2011IT/?Page=11</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/March2011/TheGridMarch2011IT/?Page=11</link><title>Vestas Page 11</title><description>Misurabile, quindi gestibile Gli impiegati rivestono un ruolo fondamentale per migliorare le cifre della sostenibilità: molte iniziative “verdi” partono proprio da loro. Le proposte dei dipendenti, raffrontate con i dati relativi al consumo energetico, alle quote di rinnovabili e alle emissioni di CO2 potrebbero apportare preziosissimi vantaggi all’azienda. Di Kenneth Ley Milling “ on riusciremo mai a raggiungere i nostri obiettivi in tema di sostenibilità, riduzione delle emissioni di CO2 e risparmio energetico se non vengono interpellati e coinvolti tutti i dipendenti del Gruppo”, dichiara Nancy Hitchins, Vice President for Health &amp; Safety and Environment (HSE) di Vestas, con in mano la relazione sulla Sostenibilità 2010 aperta alla pagina 13. Proprio qui, viene stabilito che uno degli obiettivi per il 2015 è ridurre del 15 % il carbon footprint dei prodotti, includendovi tutte le attività che aggiungono emissioni di gas serra al ciclo di vita di una turbina. Ridurre il carbon footprint del 15% potrebbe, a prima vista, sembrare un obiettivo modesto. Ma se si considera che la quantità di carbon footprint prodotta da Vestas è meno del 10%, si capisce subito come il traguardo sia in realtà molto ambizioso. Secondo Nancy Hitchins, il raggiun- N gimento di questo obiettivo dipenderà da due fattori importanti. “Prima di tutto, dobbiamo lavorare a stretto contatto con i nostri fornitori, offrendo loro la nostra disponibilità e aiutandoli a migliorare le modalità di estrazione del ferro e della lavorazione dell'acciaio. Circa il 90% del carbon footprint di una turbina proviene proprio dalla catena di fornitura”, spiega. In secondo luogo, abbiamo bisogno che tutti in Vestas facciano del loro meglio per contribuire all’ecosostenibilità dell’azienda, dai dirigenti agli operai. E questo aspetto è importante se vogliamo convincere i nostri fornitori ad adottare pratiche più verdi”. Quando poi le chiediamo se è veramente possibile che le sorti del pianeta possano cambiare con un impiegato che spenga le luci prima di andar via, usi carta riciclata, beva il caffè da una tazza riciclabile e vada al lavoro in bici, Nancy Hitchins risponde senza esitare: “Solo adottando un approccio sostenibile ogni giorno possiamo essere verdi in tutto quello che facciamo. Si tratta semplicemente di un cambiamento di abitudini e comportamenti. Poi, naturalmente, spegnere le luci e ridurre il consumo di carta apporta vantaggi anche al budget. Ma quello su cui, invece, molti non riflettono è che anche un maggiore impegno in materia di sicurezza e qualità dei prodotti può incidere positivamente sulle cifre ecosostenibili”. Nancy Hitchins sostiene che temi come l’impatto ambientale, le pratiche di riciclaggio e di risparmio energetico hanno, in Una migliore gestione della sicurezza rende Vestas più verde Anche la sicurezza favorisce l’ecosostenibilità. Quando si verifica un incidente, la produzione si arresta o rallenta. Questo comporta un incremento nei costi nel bilancio di CO2, perché gli stabilimenti consumano grandi quantità di energia anche quando la produzione viene bloccata. passato, goduto di un’attenzione minore rispetto al tema della sicurezza. “È relativamente nuovo per Vestas chiedere esplicitamente ai dipendenti di fare qualcosa di ‘verde’: anche le BU sono state incaricate individualmente di procedere in questa direzione”, spiega Nancy. Adesso, però, il dipartimento per la Sostenibilità ha iniziato a tracciare una mappa delle diverse iniziative realizzate dagli impiegati e dalle BU nel mondo. “Le iniziative valide sono molte: a questo punto, bisogna semplicemente analizzarle nel dettaglio e, possibilmente, sceglierne qualcuna da introdurre a livello globale, sempre assicurandoci di informare tempestivamente i dirigenti. Uno dei nostri motti è proprio questo: se è misurabile, è anche gestibile”, afferma Nancy con un sorriso. “Le pratiche verdi hanno bisogno di essere gestite adeguatamente”. Per tutto il 2011, il dipartimento per la Sostenibilità di </description><a10:updated>2011-03-18T13:18:28+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/March2011/TheGridMarch2011IT/?Page=12</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/March2011/TheGridMarch2011IT/?Page=12</link><title>Vestas Page 12</title><description>Theme Il Cliente EDPR e l’impegno per una sostenibilità totale Come Vestas è attenta alla carbon footprint dei propri fornitori, anche clienti come EDPR valutano l’impatto ambientale delle attività di Vestas. Di Kenneth Ley Milling “ N on si può realizzare un parco eolico senza considerare come vengono prodotte le parti che lo compongono.” João Paolo Mateus è il Direttore di Corporate Development &amp; Sustainability per EDPR, key account customer di Vestas. Tra i suoi compiti rientra l’analisi della catena di fornitura dell’azienda. “La nostra è un’azienda che opera in un settore eco-sostenibile e la valutazione dell’impatto ambientale delle turbine eoliche, non solo durante la loro operatività ma anche durante la fase di installazione e fabbricazione, è fondamentale per noi”. Nell’ottica di rendere EDPR ancora più sostenibile partendo proprio dal suo interno, João e il suo dipartimento hanno iniziato ad analizzare i dati sulla sostenibilità dei propri fornitori, inclusa Vestas. Il fine ultimo non è solamente guadagnarsi una buona reputazione. “Per noi utili e sostenibilità sono parametri di uguale peso e importanza. Oramai non è più possibile attirare professionisti qualificati né ottenere il supporto delle comunità locali se non si è in grado di dimostrare la completa sostenibilità di un’azienda. E qui arriviamo al punto che più mi sta a cuore: non possiamo vantare una completa sostenibilità se non coinvolgiamo in questo processo di tutela dell’ambiente e di attenzione alla sicurezza anche i nostri appaltatori e fornitori”, spiega João. Come Vestas anche EDPR è nata dalla fusione, in anni recenti, di più aziende e – altra similitudine con la nostra realtà – molte delle iniziative a carattere ecologico sono state finora realizzate solamente a livello locale. Ora l’impegno di João ha un respiro decisamente globale. L’obiettivo è infatti quello di mettere a punto idee e iniziative e implementarle su scala molto più vasta. “EDPR nasce dalla fusione di diverse realtà, e ora ci stiamo impegnando nella creazione di un’unica identità aziendale. L’impegno di tutti nei confronti della sostenibilità è un primo passo verso il diven- tare un’unica entità ben coesa. Partendo dall’importanza che hanno, sotto gli occhi di tutti, piccoli gesti quali spegnere la luce, ridurre il consumo di carta, praticare la raccolta differenziata, limitare l’uso delle automobili prendendo l’autobus o ricorrendo al carpooling, abbiamo deciso di dotare tutti gli edifici della nostra azienda di appositi contenitori per la raccolta differenziata della carta e delle batterie esauste, in modo da incoraggiare ulteriormente questi comportamenti virtuosi”. Il responsabile per la sostenibilità vuole che queste buone pratiche vengano applicate anche al di fuori dell’azienda. “Disponiamo di un codice etico aziendale al quale tutti i nuovi assunti devono attenersi. Tra le linee comportamentali da osservare vi sono anche regole di carattere ecologico e sostenibile. In futuro chiederemo anche ai fornitori di aderire al nostro codice etico, e questo si tradurrà in una maggiore attenzione e scrupolosità nella scelta dei prodotti che decideremo di acquistare”. 12 The Grid Marzo 2011</description><a10:updated>2011-03-18T13:18:28+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/March2011/TheGridMarch2011IT/?Page=13</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/March2011/TheGridMarch2011IT/?Page=13</link><title>Vestas Page 13</title><description>il progetto brasiliano Prima della realizzazione di un progetto eolico in Brasile, EDPR ha incaricato un’organizzazione ambientale di realizzare una mappatura completa di tutte le specie floro-faunistiche presenti nell’area. Per essere certi che, a progetto ultimato, ci sarebbe stato ancora spazio per tutti. EDPR • EDPR è la terza maggiore società nell'ambito delle energie rinnovabili con 6.7 GW di installato a livello globale • Soltanto nel 2010 ha installato 1.1 GW • La produzione di energia rinnovabile nel 2010 è stata di 14.4 TWh. • A oggi, conta 12.173 dipendenti - principalmente in Portogallo, Spagna, USA, Brasile, Francia, Belgio, Polonia e Romania La sostenibilità non è soltanto una strategia per la sopravvivenza. E’ un atteggiamento necessario per creare nuovi valori e non distruggere quelli che già sussistono.” Citazione: João Paulo Mateus, Director of Corporate Development &amp; Sustainability, EDPR Sostenibilità: la chiave del successo futuro Gestire un’azienda in un’ottica sostenibile è un fattore chiave per il successo. Lo rivela l’indagine condotta da United Nations Global Compact nel 2010 e secondo la quale il 93% dei 766 top manager interpellati ritiene che la sostenibilità avrà un’importanza decisiva per il futuro successo delle loro aziende. Dallo stesso rapporto emerge inoltre che, per il 96% dei top manager – una percentuale in aumento rispetto al 72% del 2007 –, le questioni legate alla sostenibilità dovranno essere completamente integrate nelle strategie aziendali e nelle procedure operative della società. Fonte: ”A New Era of Sustainability”, UN Global Compact-Accenture CEO Study 2010 Marzo 2011 The Grid 13</description><a10:updated>2011-03-18T13:18:28+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/March2011/TheGridMarch2011IT/?Page=14</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/March2011/TheGridMarch2011IT/?Page=14</link><title>Vestas Page 14</title><description>Theme Via col verde Lo smaltimento dei rifiuti: un problema risolto Tre anni fa il Team Leader Niels Albert Hansen divenne il responsabile della gestione dei rifiuti presso lo stabilimento Control Systems di Hammel, in Danimarca. Allora quasi tutta la gestione dei rifiuti veniva affidata a una ditta esterna, il che comportava una spesa non indifferente, anche se in realtà i rifiuti venivano solamente raccolti e ammucchiati in enormi container. “Presto, mi sono reso conto che non era molto conveniente pagare un’altra azienda solo perché questa raccogliesse i rifiuti e li trasportasse in grandi container, spesso semivuoti, all’inceneritore di turno”, spiega Niels. “Così, abbiamo iniziato a dividere l'alluminio dal rame e dal ferro: accumulare grandi tonnellate di rame permette di rivenderle alle società che si occupano del riciclo. Lo stesso vale anche per carta e cartone”. La sola sede Vestas di Hammel spendeva circa 55.000 dollari l’anno per la gestione dei rifiuti. Oggi la spesa è quasi pari a zero, e il contratto con la compagnia di gestione è stato disdetto. “Il mio obiettivo è stato raggiunto, ma c’è ancora molto da fare” afferma Niels. Per esempio possiamo fare di più per riutilizzare il riscaldamento in eccesso che proviene dalle nostre celle frigorifere. Inoltre abbiamo trovato una società interessata a comprare e riciclare i gettoni che riceviamo a seguito di ogni operazione di trasporto”. 14 The Grid Marzo 2011</description><a10:updated>2011-03-18T13:18:28+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/March2011/TheGridMarch2011IT/?Page=15</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/March2011/TheGridMarch2011IT/?Page=15</link><title>Vestas Page 15</title><description>Avanti tutta con le iniziative verdi in India In India le turbine eoliche non servono solo a garantire un approvvigionamento energetico più pulito. Anche le aree nelle immediate vicinanze dei parchi eolici Vestas vengono ripensate in un’ottica verde, mentre il Gruppo collabora con le comunità locali per proteggere e salvaguardare l’ambiente. Il progetto Go Green mira a piantare nuovi alberi negli stati di Tamil Nadu, Kerala, Karnataka, Maharashtra e Gujarat. In tutte le aree in cui Vestas prevede di installare nuove turbine, i dipendenti organizzano campagne per piantare nuovi alberi in stretta collaborazione con gli studenti, le comunità locali e i partner governativi. “Il nostro scopo è incrementare gli spazi verdi in modo da limitare l'erosione dei terreni in pendenza. Questi alberi saranno inoltre l’ecosistema ideale per gli uccelli, che troveranno uno spazio per nidificare e per gli studenti delle scuole vicine, che potranno venire a riposarsi in questa zona ombreggiata”, afferma Aswin Kumar David, Assistant Manager presso il Dipartimento di Corporate Social Responsibility di Vestas Asia Pacific. “Questo progetto è perfettamente in linea con i nostri principi aziendali: siamo fieri di lasciare un’impronta verde in tutte le nostre attività”, conclude. A oggi, sono già stati piantati 15.000 alberi grazie a questa iniziativa. Guidare un’auto ibrida è di buon esempio per tutti Lo scorso anno, nell’estremo nord-ovest americano, Lawrence Stephenson, Larry per gli amici, di professione Area Service Director, decide che è arrivato il momento di rottamare la sua vecchia Chevrolet Sierra V8 e di passare a una Ford Escape Hybrid nuova di zecca. La svolta si fa subito sentire: mentre prima 5 litri di carburante gli permettevano di percorrere 15 miglia, adesso la nuova auto riesce a viaggiare, con la stessa quantità di benzina, per ben 27 miglia. E i vantaggi non sono visibili solo sul piano del carburante: la macchina è anche molto più economica da mantenere e offre persino un ottimo argomento di conversazione con i clienti. “È stata subito notata da un ragazzo dell’Horizon Wind, uno dei nostri maggiori clienti, con cui ho intrattenuto una lunga e piacevole conversazione. Lo stesso mi è successo con alcuni dipendenti della Puget Sound Energy, dove molti dei manager possiedono già auto ibride. Si sono dimostrati più che altro interes- sati a parlarne sotto il profilo tecnico” afferma Larry, ribadendo che la nuova automobile implica una scelta precisa in tema ambientale. “Lavorando nel campo delle energie pulite, sarebbe strano se nella mia vita privata facessi scelte che vanno contro i principi dell’azienda. Mi sbaglio?”. Larry afferma inoltre che, secondo lui, circolano molte idee sbagliate sulle auto ibride, spesso erroneamente reputate scomode, costose, prive di coppia motrice o addirittura poco sicure. Larry ci tiene a precisare che si tratta di affermazioni false: “La Ford che ho adesso è molto più sicura del mio vecchio Suv. È una 4x4 a trazione integrale permanente su tutte e quattro le ruote, che mi permette di guidare in tutta tranquillità su strade accidentate o percorsi poco tranquilli come quello di oggi, quando mi sono ritrovato nel bel mezzo di una bufera di neve. Sento moltissimo la differenza con l’automobile che avevo prima. Poi, per quanto riguarda il comfort, non posso proprio lamentarmi: anche se sono alto quasi due metri, in questa macchina c’è tutto lo spazio e la comodità di cui ho bisogno”. Nuove sedi centrali Sono attualmente in costruzione due nuove sedi per i dipendenti Vestas di due continenti, entrambi progettati per soddisfare i più elevati standard ambientali. A Portland, in Oregon, lo storico deposito Meier &amp; Frank diventerà nel 2012 la nuova sede centrale di Vestas Americas. Nel frattempo, l'edificio sarà sottoposto a una totale ristrutturazione, al termine della quale ci si aspetta che la struttura ottenga la certificazione LEED Platinum che attesta l'elevato standard ambientale degli edifici. In Oreg</description><a10:updated>2011-03-18T13:18:28+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/March2011/TheGridMarch2011IT/?Page=16</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/March2011/TheGridMarch2011IT/?Page=16</link><title>Vestas Page 16</title><description>Technology Continuità energetica – come tenere accesa la scintilla? Di Jens Velling Il vento può rifornire la rete di molta energia, il che è sicuramente positivo per l’ambiente. Ma quando non soffia, potrebbe essere difficile garantire un approvvigionamento costante. Per ovviare a questo problema, una soluzione potrebbe essere lo stoccaggio di energia per i giorni senza vento. ↓ S e il vento non soffia, rischiamo di rimanere al buio? È una domanda che ci fanno in molti e le risposte possono essere diverse. Attualmente, in tutto il mondo, sono in via di sperimentazione nuove strategie per l’immagazzinamento di varie quantità di elettricità, per un’autonomia di qualche secondo fino a settimane o mesi. Le tecnologie messe a punto finora sono molto diverse tra loro e possono andare da piccole batterie a condensatore, a enormi centrali idroelettriche. Il problema dello stoccaggio di energia va naturalmente oltre la capacità di “tenere accesa la scintilla” nei giorni a vento zero. Spesso, infatti, le centrali eoliche si trovano ad affrontare problemi di instabilità della rete elettrica, che vengono corretti dal processo di regolazione di frequenza. Nella maggior parte dei casi, oerò, sono sufficienti correzioni minime, poiché è quasi sempre possibile generare energia attingendo alla rete. Sarebbe infatti improbabile che in tutta l’Europa, nello stesso momento, non spirasse neanche un alito di vento. ▪ Veicoli elettrici Superconduttori → In un superconduttore l’energia è conservata in una speciale batteria a temperature estremamente basse. L’energia è contenuta in un campo magnetico creato dal flusso di elettricità che passa nella batteria. Finché la temperatura operativa si mantiene bassa, l’energia può essere immagazzinata senza alcuna dispersione. Le reti “intelligenti” controllate a distanza da un computer sono in grado di caricare i veicoli elettrici quando il costo dell’energia elettrica è basso, restituendo nel contempo l’energia delle batterie alla rete quando il vento non soffia o durante le ore di punta. La batteria di un veicolo elettrico fornisce 50 MWH, una quantità che corrisponde al consumo medio di una famiglia per 5 giorni. L’unico punto debole di questo sistema, però, sta nella continua necessità di ricarica, che a lungo andare consuma queste costose batterie. ← Batterie Per quanto riguarda le centrali eoliche, le batterie possono essere usate per un livellamento a breve termine della produzione di energia elettrica, in particolare per periodi inferiori a 30 minuti. L’energia che viene dispersa in questo procedimento si aggira sul 10% ma le batterie possono essere molto costose e durare solamente per un numero limitato di cicli di ricarica. 16 The Grid Marzo 2011</description><a10:updated>2011-03-18T13:18:28+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/March2011/TheGridMarch2011IT/?Page=17</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/March2011/TheGridMarch2011IT/?Page=17</link><title>Vestas Page 17</title><description>Stoccaggio a breve o a lungo termine Per i produttori di turbine come Vestas è sicuramente importante investire nello stoccaggio di energia a breve termine, capace di ottimizzare la produzione delle turbine e assicurare un rifornimento energetico stabile. Alle grandi utility, invece, si richiedono garanzie per un approvvigionamento costante e durevole e per questo si dimostrano interessate allo stoccaggio di energia a breve e a lungo termine. Dal momento che aumenta anche la quota delle rinnovabili, riuscire a conservare l’energia e fornirla quando viene richiesta diventa sempre più una necessità. ← Aria compressa Un altro metodo abbastanza economico per accumulare energia è immagazzinarla sotto forma di aria compressa, conservata in appositi serbatoi o nel sottosuolo. Quest’aria viene poi rilasciata, scaldata e indirizzata alle turbine che, così alimentate, produrranno elettricità. L’energia dispersa si aggira intorno al 40 % ma l’aria compressa rimane un metodo economico per lo stoccaggio. ↓ Energia immagazzinata con il sistema di pompaggio ↓ Condensatori I più famosi esemplari di questa “specie” sono gli amplificatori e gli autoparlanti. I condensatori possono immagazzinare e rilasciare relativamente grandi quantità di corrente in un periodo di tempo brevissimo, solitamente pochi secondi. Essi rappresentano inoltre un'eccellente soluzione per ottimizzare la frequenza delle turbine eoliche essendo convenienti, affidabili ed efficienti. Il surplus di energia prodotta dalle turbine eoliche può essere usato, ad esempio, per pompare l’acqua in un serbatoio idraulico posto a una grande altitudine. L’acqua pompata fluisce poi in un bacino situato più a valle attraversando una serie di turbine che producono energia elettrica nei giorni di “bonaccia”. Questo sistema permette di generare una notevole quantità di energia con un modesto tasso di dispersione che può variare dal 20 al 30 per cento. Tuttavia, i costi di costruzione degli impianti idroelettrici rimangono notevoli. ← Supervolano ← Idrogeno L’idrogeno estratto dall’acqua o da gas naturali può essere immagazzinato sia sotto forma compressa che allo stato liquido, per essere poi convertito in energia elettrica. Si tratta di un processo molto lungo e impegnativo durante il quale si disperde quasi metà dell'energia. Ciononostante, molti si dicono pronti a investire sul futuro dell’idrogeno, soprattutto come combustibile per i veicoli. L’elettricità può anche essere immagazzinata sotto forma di energia cinetica in pesanti volani che ruotano attorno al proprio asse. I cuscinetti magnetici e l’incapsulamento ermetico ne aumentano l’efficienza, rendendo i volani idonei alla conservazione e al rilascio dell’energia in modo abbastanza rapido. Tuttavia questo sistema viene soprattutto impiegato per i processi di regolazione di frequenza. Marzo 2011 The Grid 17</description><a10:updated>2011-03-18T13:18:28+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/March2011/TheGridMarch2011IT/?Page=18</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/March2011/TheGridMarch2011IT/?Page=18</link><title>Vestas Page 18</title><description>Peak Zero Il parco eolico di Bliekevare si trova nel nord del paese, fra le nevi del selvaggio entroterra svedese. The Grid ha seguito sul luogo due assemblatori del service, documentando le estreme condizioni climatiche che si trovano ad affrontare nel corso del loro lavoro. 18 The Grid Marzo 2011</description><a10:updated>2011-03-18T13:18:28+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/March2011/TheGridMarch2011IT/?Page=19</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/March2011/TheGridMarch2011IT/?Page=19</link><title>Vestas Page 19</title><description>Marzo 2011 The Grid 19</description><a10:updated>2011-03-18T13:18:28+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/March2011/TheGridMarch2011IT/?Page=20</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/March2011/TheGridMarch2011IT/?Page=20</link><title>Vestas Page 20</title><description>Di Frud Bezhan Foto Carsten Ingemann ’auto si ferma di fronte all’hotel. Mentre ci avviciniamo nell'oscurità, la luce del lampione illumina il volto dello sconosciuto. “Io sono Johan" dice sorridendo. Sistemiamo l’attrezzatura nel portabagagli e saliamo in auto. “È troppo presto”, dice Johan Gabrielsson, addetto alla manutenzione per Vestas a Ostersund. Annuiamo entrambi, ma sappiamo che ci aspetta una lunga strada. Oggi siamo partiti da Ostersund, cittadina in cui si trova il nostro hotel, per raggiungere il parco eolico di Bliekevare, a più di 300 km di distanza. Quando partiamo l’orologio segna le 7:36, il termometro -17°. L “Sono abituato ai lunghi tragitti", afferma Johan, che lavora per Vestas da tre anni. Solo per lavoro, infatti, percorre circa 40 000 km l’anno. "Ci sono turbine sparse ovunque in questa parte del Paese, quindi siamo sempre in viaggio”. In genere, se la turbina da riparare si trova a più di 200 km di distanza, Johan pernotta in un hotel . “Dobbiamo andare ovunque ci sia una turbina da riparare e lavoriamo fino a quando non abbiamo finito, non importa per quanto tempo”, racconta. “Ciononostante, rimane un lavoro molto divertente”, dice Johan. “Capita qualcosa di nuovo ogni giorno, quindi non sai mai cosa ti aspetta”. 20 The Grid Marzo 2011</description><a10:updated>2011-03-18T13:18:28+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/March2011/TheGridMarch2011IT/?Page=21</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/March2011/TheGridMarch2011IT/?Page=21</link><title>Vestas Page 21</title><description>L’autostrada su cui viaggiamo è costeggiata su entrambi i lati da un muro di alberi. Le strade, spesso innevate, sono coperte da strisce di asfalto rosso che permette ai veicoli maggiore aderenza. I piccoli centri abitati, con i loro caratteristici cottage, si susseguono a pochi chilometri gli uni dagli altri, mentre sulla superficie dei molti laghi ghiacciati si riconoscono le scie delle motoslitte. Mentre il sole fa capolino tra gli alberi, indico un segnale stradale sul quale è rappresentato un alce. “Qui quasi tutti vanno a caccia”, dice Johan. “La gente va a pesca o a caccia perché non c'è molto altro da fare". Dopo un po’ incrociamo un'altra cittadina e ci fermiamo alla stazione di rifornimento locale per le scorte di cibo. “È meglio se compriamo qualcosa per il pranzo qui perché non possiamo fermarci in nessun altro posto lungo la strada”, ci comunica Johan. Prima di andare via, corro di nuovo dentro al negozio. La signora al bancone mi sorride. “Scommetto che cerca questi", dice indicando un paio di grossi guanti e un berretto. Un'ora dopo notiamo che le strade diventano più strette e ripide. “Ci siamo quasi”, dice Johan. Da lontano, possiamo scorgere una turbina eolica che domina la foresta circostante. ▪ Marzo 2011 The Grid 21</description><a10:updated>2011-03-18T13:18:28+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/March2011/TheGridMarch2011IT/?Page=22</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/March2011/TheGridMarch2011IT/?Page=22</link><title>Vestas Page 22</title><description>↑ Lennart e Jorgen indossano uniformi Vestas prodotte in loco e adatte alle condizioni di lavoro estreme che devono affrontare. Usano pantaloni e giacche a doppio strato e resistenti al ghiaccio, oltre agli immancabili elmetti per proteggersi dalla neve e dal ghiaccio che cadono dalle turbine. → La sicurezza sul sito è di fondamentale importanza perché l’ospedale più vicino dista 230 km. “Qui, se qualcuno si fa male, dobbiamo chiamare l’elicottero” dice Jorgen. Per prevenire gli incidenti, le turbine vengono sempre fermate prima che Lennart e Jorgen vi si avvicinino. “La caduta di neve e ghiaccio è un vero rischio, qui", dice Jorgen. 22 The Grid Marzo 2011</description><a10:updated>2011-03-18T13:18:28+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/March2011/TheGridMarch2011IT/?Page=23</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/March2011/TheGridMarch2011IT/?Page=23</link><title>Vestas Page 23</title><description>→ Bliekevare ospita 18 turbine Vestas V902.0 MW, installate nel 2008. Il sito, che prende il nome da una parola degli indigeni Sami che significa “la cima”, si trova a oltre 700 m sul livello del mare. I forti venti e le temperature glaciali (raggiungono i -40°) fanno di Bliekevare uno dei siti Vestas dalle condizioni più estreme. → Dal momento che esiste una sola strada asfaltata, le motoslitte sono il veicolo più utilizzato vicino al sito. “In inverno sono l'unico mezzo con cui è possibile raggiungere le turbine", afferma Lennart. “Ma a volte neanche le motoslitte sono sufficienti, e siamo costretti a trasportare l’attrezzatura a piedi, con la neve alta fino alla vita." → Lennart Johansson, 40 anni, e Jorgen Martensson, 35, sono i due tecnici permanenti di stanza a Bliekevare. Entrambi lavorano per Vestas da due anni. “È un luogo unico, con condizioni e responsabilità del tutto particolari”, afferma Lennart. “Qui non esiste la monotonia". Marzo 2011 The Grid 23</description><a10:updated>2011-03-18T13:18:28+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/March2011/TheGridMarch2011IT/?Page=24</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/March2011/TheGridMarch2011IT/?Page=24</link><title>Vestas Page 24</title><description>↑ La manutenzione delle turbine viene effettuata ogni sei mesi, specialmente in estate. La checklist completa della procedura richiede a Lennart e Jorgen circa due giorni per completare la manutenzione. → L’equipaggiamento necessario alle riparazioni e alla manutenzione delle turbine deve essere sollevato da terra e viene fatto passare attraverso una botola nella navicella. → “In caso di emergenza, quando non possiamo tornare a casa per il maltempo, dobbiamo rimanere sul posto" dice Lennart. “Per questo abbiamo una scorta di cibo, pezzi di ricambio e perfino un letto a castello, non si sa mai”. 24 The Grid Marzo 2011</description><a10:updated>2011-03-18T13:18:28+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/March2011/TheGridMarch2011IT/?Page=25</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/March2011/TheGridMarch2011IT/?Page=25</link><title>Vestas Page 25</title><description>↑ Con temperature che raggiungono i -40°, le turbine di Bliekevare sono tutte turbine a bassa temperatura con caratteristiche speciali adeguate alle condizioni del sito. Lennart si trova in cima alla turbina per controllare il radiatore incorporato (che rende le turbine efficienti durante il freddo inverno), gli anemometri, le luci di segnalazione aerea e i sistemi di rilevamento del ghiaccio e di sbrinamento. → Salutiamo Bliekevare con la luce rosa del sole che tramonta alle nostre spalle. “Vi è piaciuto?” chiede Johan. Sorridiamo entrambi appoggiandoci stancamente ai sedili. “Io domani ricomincio tutto daccapo!” dice. Marzo 2011 The Grid 25</description><a10:updated>2011-03-18T13:18:28+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/March2011/TheGridMarch2011IT/?Page=26</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/March2011/TheGridMarch2011IT/?Page=26</link><title>Vestas Page 26</title><description>5.842 Tutti i numeri di Vestas 64 49 La capacità totale (MW) delle turbine eoliche Vestas consegnate ai clienti nel 2010. Secondo i dati del Global Wind Energy Council (GWEC), nel 2010 la quota di mercato globale di Vestas ha raggiunto il 16,3%, in crescita rispetto al 12,3% del 2009. L’indice di fedeltà dei clienti Vestas che emerge dall’ultima indagine del 2010 – sei punti in meno rispetto all’obiettivo prefissato di 70. Per il 2011 si prevede un indice di fedeltà pari a 72, ma per raggiungerlo sarà necessario apportare importanti miglioramenti. 100.000 La percentuale di dirigenti Vestas di nazionalità non danese alla fine del 2010, in crescita rispetto al 46% dell’anno precedente. Il numero di volte in cui i moduli e-learning sull’energia eolica sono stati cliccati da utenti esterni a Vestas su vestas. com/vestasworld. Lo scorso febbraio, la società Bersin &amp; Associates ha insignito Vestas del prestigioso riconoscimento “Learning Leader” all’interno della sezione e-learning per questo programma formativo. La percentuale della navicella di una V1123.0 MW che può essere riciclata. Con un peso di 118 tonnellate, la navicella rappresenta il 32% del peso totale di una turbina. 87 50.000 23.252 Il numero di dipendenti Vestas al 31 dicembre 2010. Il numero totale di megawatt che Vestas si è prefissata di installare entro la fine del 2011. Dal 1979 a oggi Vestas ha fornito complessivamente 44.144 MW. Nel 2011 si prevede una consegna di 6.000 MW: questo potrebbe essere un anno di svolta per Vestas. 26 The Grid Marzo 2011</description><a10:updated>2011-03-18T13:18:28+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/March2011/TheGridMarch2011IT/?Page=27</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/March2011/TheGridMarch2011IT/?Page=27</link><title>Vestas Page 27</title><description>Il mercato è diventato irrazionale? Di Martin Prozesky, Sanford C. Bernstein el 2010 Vestas ha raggiunto cifre record in termini di riserva di ordini, ordini acquisiti, progetti consegnati e vendite, incrementando così, per la prima volta dopo tanti anni, la quota di mercato globale. Di contro, nello stesso anno, il valore delle azioni Vestas si è deprezzato di oltre il 40%, e di più del 50% rispetto al mercato europeo che, durante il periodo, ha invece registrato una crescita del 10%. C’è qualcosa quindi che non torna. Ma come è possibile? È il mercato, e quindi l’investitore medio, a non capire il valore intrinseco e le prospettive di sviluppo di Vestas, o c’è dell’altro? Per trovare una spiegazione a quello che sembra un vero e proprio paradosso bisogna innanzitutto capire come funziona concretamente il mercato. In poche parole, gli azionisti investendo nella società forniscono un capitale a Vestas e si aspettano, a fronte del rischio che questa operazione comporta di per sé, un rendimento adeguato. I profitti, N UNO SGUARDO ESTERNO Per mettere in dubbio la percezione che abbiamo di Vestas e riflettere su tematiche nuove e interessanti, The Grid dà spazio a un "esterno" che dirà la sua su energia, eolico o Vestas in ogni uscita. Lasciati provocare! e l'incremento degli stessi, generati dalla società costituiscono la base per il calcolo degli utili che verranno distribuiti agli azionisti. Il parametro che più interessa agli investitori è il flusso di cassa libero, o free cash flow per dirla all’anglosassone, ovvero la disponibilità di denaro che rimane dopo aver coperto le spese di gestione e aver investito nella crescita. Gli investitori si assumono dunque un rischio: più il futuro dei loro investimenti appare incerto, più le azioni si deprezzano. In altre parole, a un’incertezza delle previsioni sugli utili futuri e la disponibilità di denaro deve corrispondere una diminuzione del prezzo delle azioni affinché queste siano appetibili agli occhi dei potenziali investitori. A questo punto bisogna chiedersi quali sono le ragioni della titubanza degli investitori rispetto alle prospettive future per Vestas. A mio avviso, le ragioni sono principalmente quattro. In primissimo luogo il mutato contesto competitivo. Nel 2010 la Cina ha effettuato il sorpasso su Germania e Stati Uniti, ed è ora il primo produttore mondiale di energia eolica. Questa sorprendente crescita si deve principalmente a società locali, come Goldwind, Sinovel, Dongfang, MingYang, solo per citarne alcune. Gli investitori temono che questo nuovo assetto comporti un cambiamento irreversibile nel mercato globale che eserciterà una continua pressione non solo sulla quota di mercato detenuta da Vestas, ma anche sui prezzi dei prodotti e sulla redditività. In secondo luogo, vanno considerate le prospettive incerte di crescita dei mercati chiave di Vestas, Europa e Stati Uniti in testa. I mercati europei sono saturi, i sussidi in calo e il mercato offshore registra il tasso di crescita maggiore, mentre negli Stati Uniti le proposte di legge sul cambiamento climatico a livello federale sono ferme da almeno due anni. Le previsioni di crescita di questi due mercati andranno pertanto riconsiderate. In terza battuta vanno menzionate le preoccupazioni riguardo la redditività di Vestas. Negli ultimi due anni la società ha investito molto in termini di capacità produttiva e personale R&amp;D. Il timore degli investitori è che questo fattore, unito a un calo della domanda, inciderà negativamente sui profitti per un certo numero di trimestri. Infine, pesa l’insicurezza interpretativa sul nuovo bilancio Vestas. Gli investitori non amano questo clima di incertezza e ci vorrà un po', prima che prendano confidenza con i nuovi numeri. Il management e tutta Vestas possono intervenire per sbloccare questa situazione? Sì e no. I primi due fattori elencati sono di natura strutturale e perciò indipendenti dalla volontà di Vestas. In questo nuovo contesto competitivo e di rallentamento della </description><a10:updated>2011-03-18T13:18:28+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/March2011/TheGridMarch2011IT/?Page=28</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/March2011/TheGridMarch2011IT/?Page=28</link><title>Vestas Page 28</title><description>BAckground I sussidi mondiali accordati in favore dei combustibili fossili sono stati concepiti per proteggere le imprese nazionali e garantire il rifornimento energetico anche alle nazioni meno abbienti. Ma di fatto causano significative distorsioni nel mercato dell’energia. I finanziamenti internazionali sostengono il comparto petrolifero e del gas 28 The Grid Marzo 2011</description><a10:updated>2011-03-18T13:18:28+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/March2011/TheGridMarch2011IT/?Page=29</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/March2011/TheGridMarch2011IT/?Page=29</link><title>Vestas Page 29</title><description>Di Frud Bezhan detrattori delle energie verdi sostengono che le fonti rinnovabili siano totalmente dipendenti dai finanziamenti pubblici quando, in realtà, la parte più cospicua degli incentivi a livello mondiale è destinata ai combustibili fossili. Secondo le stime dell’International Energy Agency, nel 2009 sono stati stanziati 312 miliardi di dollari in tutto il mondo in favore dei combustibili fossili, mentre le energie rinnovabili hanno potuto contare, sempre nello stesso anno, su un sostegno totale di appena 55 miliardi di dollari. “Questi incentivi non fanno altro che alimentare gli sprechi energetici, scoraggiando il passaggio a tecnologie efficienti e pulite. I sussidi, inoltre, impediscono alle rinnovabili di competere con petrolio, gas e carbone per la produzione di energia”, afferma Mark Helle, Direttore e portavoce I europeo per The International Institute for Sustainable Development’s Global Subsidies Initiative. “Si tratta di un enorme spreco di denaro a carico dei contribuenti, che peraltro potrebbe essere impiegato diversamente, per finanziare settori come la sanità, le pensioni, le infrastrutture o le energie rinnovabili”, continua Halle. Sono necessari cambiamenti “Sarebbe auspicabile che questi incentivi venissero aboliti, se non interamente, almeno in parte”, afferma Halle. La rimozione di pericolose distorsioni di mercato come queste sarebbe utile per creare una situazione di parità nel settore energetico, permettendo al mercato delle rinnovabili di competere alla pari con le tecnologie tradizionali. Gli incentivi Per sussidio ai combustibili fossili si intende qualsiasi azione governativa atta a mantenere bassi i costi della produzione di energia da combustibili fossili, aumentare il prezzo dell’energia incassato dai produttori e diminuire quello pagato dai consumatori. I sussidi al consumo dei combustibili fossili comportano una diminuzione dei prezzi dell’energia per gli utenti; essi sono utilizzati soprattutto nei paesi in via di sviluppo per promuovere lo sviluppo economico. Essi vengono dispensati sotto forma di controllo dei prezzi, erogazione di denaro e riduzione delle imposte. I sussidi alla produzione sono volti a consolidare o promuovere l’offerta nazionale. Nei paesi in via di sviluppo sono utilizzati per sostenere i produttori di combustibili fossili. I governi supportanto la produzione di questi ultimi con denaro, riduzione fiscale o attraverso l’assunzione di parte dei rischi. Marzo 2011 The Grid 29</description><a10:updated>2011-03-18T13:18:28+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/March2011/TheGridMarch2011IT/?Page=30</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/March2011/TheGridMarch2011IT/?Page=30</link><title>Vestas Page 30</title><description>BAckground Gli ostacoli alle riforme “I governi che cercano di abolire o modificare queste sovvenzioni devono fronteggiare notevoli ostacoli sia sociali sia politici. I finanziamenti vengono generalmente accordati in risposta a una crisi o per il perseguimento di un vantaggio politico. Una volta introdotti, diventano praticamente diritti ufficiali” dichiara Halle. “Quindi, quando qualcuno propone di rimuovere queste agevolazioni, sembra sempre che si voglia colpire coloro che ne beneficiano, che per tutta risposta si organizzano politicamente per bloccare le riforme”, sostiene Halle. Secondo Angelika Pullen, Communications Director presso il Global Wind Energy Council, l’abolizione degli incentivi, se non operata adeguatamente, potrebbe comportare l’aumento dei prezzi dell’energia e il peggioramento delle condizioni di vita a breve termine. “Oltretutto, i politici temono di prendere decisioni impopolari che possano provocare disordini sociali e minacciare la loro popolarità”, afferma Pullen. Tentativi di riforma prezzi dei combustibili fossili, che si avvicinano così al prezzo reale di mercato. Ad esempio, l’India ha recentemente abolito il controllo sul prezzo della benzina, la Russia prevede la liberalizzazione del mercato dell’energia elettrica e l’Egitto eliminerà tutte le sovvenzioni energetiche alle industrie entro la fine dell'anno. Secondo Angelika Pullen, l’abolizione dei sussidi ai combustibili fossili comporterà significativi benefici ambientali e climatici. “Gli studi dimostrano che queste riforme sono in grado di ridurre le emissioni di gas serra fino al 10% entro il 2050, e potrebbero inoltre incidere positivamente sul riscaldamento globale, impedendo che la temperatura aumenti di due gradi prima del 2050”, afferma. “Le riforme in questo senso aiuterebbero inoltre a rimuovere l'attuale ostacolo allo sviluppo delle fonti di energia rinnovabile, permettendone una maggiore espansione”. Energia per tutti “Offrirebbe, inoltre, un punto di vista neutrale per la riflessione su eventuali provvedimenti aggiuntivi come il prezzo sulle emissioni di carbonio o le ‘tasse verdi’ per permettere il passaggio a un’economia a basse emissioni di carbonio”, afferma. Ciò è stato ribadito anche dal CEO di Vestas, Ditlev Engel, che ha presieduto il gruppo di lavoro Green Jobs in occasione del G20 tenutosi a Seul lo scorso novembre. Tra i suggerimenti avanzati dal Gruppo, è emersa la proposta di eliminare i sussidi ai combustibili fossili entro cinque anni. Nonostante gli ostacoli, si sente parlare già da qualche tempo di una riforma dei sussidi accordati ai combustibili fossili. Nel settembre del 2009, in occasione del summit del G20, i leader dei 20 Paesi si sono impegnati a ridurre ed eliminare progressivamente questi incentivi, che non fanno altro che incoraggiare sprechi energetici e consumi poco oculati. Le principali nazioni che beneficiano dei sussidi ai combustibili fossili sono i Paesi in via di sviluppo, attualmente impegnati in riforme. I programmi di riforma consistono, nella maggior parte dei casi, nell’abolizione del controllo statale sui Michael Zarin, direttore di Group Government Ralations in Vestas, ritiene che i programmi di riforma degli incentivi dovrebbero essere progettati attentamente e implementati in modo da garantire i servizi energetici essenziali alle famiglie in condizioni di reddito medio-basso. “Potrebbero inoltre essere adottati altri provvedimenti, come l’erogazione di un assegno alle famiglie più bisognose o altri tipi di strumenti di protezione sociale, che evidenzierebbero un uso più equo ed efficiente del denaro pubblico”, afferma. “Provvedimenti necessari, peraltro, per proteggere la parte più povera e vulnerabile della popolazione dalle ripercussioni dirette e indirette dell'aumento dei prezzi dell’energia”, spiega Zarin. ▪ 30 The Grid Marzo 2011</description><a10:updated>2011-03-18T13:18:28+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/March2011/TheGridMarch2011IT/?Page=31</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/March2011/TheGridMarch2011IT/?Page=31</link><title>Vestas Page 31</title><description>RifoRme in Cina Anche la Cina, terza nazione al mondo per l’ammontare di finanziamenti emessi, ha attuato importanti riforme per portare i prezzi dell’energia nazionale più vicini a quelli del mercato internazionale, abolendo gli interventi per il controllo dei prezzi di carbone e petrolio e introducendo una determinazione del prezzo basata sulle stime di mercato. Oggi i costi di questi prodotti rispecchiano quelli internazionali, e tra il 2005 e il 2009 le sovvenzioni ai combustibili fossili sono scese da 26 a 18 miliardi di dollari. Attualmente, in Cina, viene finanziato il 4% circa del prezzo dei combustibili fossili, il che significa che i consumatori pagano circa il 96% del prezzo di mercato. L’indonesia – un modeLLo di effiCienza Nel 2005 l’Indonesia ha implementato un modo molto efficace per compensare i rincari dei prezzi dell’energia e aiutare le famiglie più povere: il programma messo a punto dal governo indonesiano prevede l’erogazione di un assegno trimestrale, da assegnare per un anno, del valore di circa 30 dollari alle famiglie più povere, che costituiscono il 28% della popolazione totale. Il risparmio così ottenuto ha permesso al governo indonesiano di investire in altri programmi relativi all’istruzione, alla sanità, alle infrastrutture per agevolare le famiglie con un reddito medio-basso. Le RaCComandazioni di Vestas aL G20 Spesa per i sussidi al consumo di combustibili fossili nel 2010 (per tipo di combustibile) • Fissare un prezzo per il carbone - relativamente alto e stabile – permetterebbe di far emergere i veri costi dell’inquinamento, in termini di salute dell’ambiente e dei cittadini. • Consentire il libero scambio di beni e servizi “verdi”, anche grazie all’imposizione di barriere commerciali tariffarie e non tariffarie – per incrementare il prezzo dei beni e servizi “puliti” e ridurne la competitività. • Fissare degli obiettivi nazionali in materia di rinnovabili – per consolidare la certezza degli investimenti, soprattutto se vengono prefissati obiettivi ambiziosi e a lungo termine. Petrolio Gas naturale Carbone Elettricità da fonte rinnovabile Biocombustibili Altro Fonte: IEA, World Energy Outlook, 2010 Marzo 2011 The Grid 31</description><a10:updated>2011-03-18T13:18:28+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/March2011/TheGridMarch2011IT/?Page=32</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/March2011/TheGridMarch2011IT/?Page=32</link><title>Vestas Page 32</title><description>SEM “Il microscopio elettronico a scansione, detto anche SEM, esamina un campione attraverso un fascio di elettroni. Gli elettroni inviati interagiscono con gli atomi contenuti nel campione, permettendoci così di ottenere informazioni sulla topografia della superficie e composizione del nostro oggetto di analisi. Quando si è così appassionati di tecnologia come lo sono io, è davvero stimolante lavorare con degli equipaggiamenti al top – e quelli di Vestas lo sono”. Questo è il mio posto di lavoro Il rilevatore a raggi X “Grazie al rilevatore a raggi X che si trova all’interno del microscopio, possiamo analizzare la composizione chimica di un dettaglio del campione, ottenendone una sorta di impronta digitale. Sul monitor di destra possiamo osservare la concentrazione di un determinato numero di elementi. Siamo anche in grado di identificare le impurità in un pezzo di metallo che potrebbe aver subito dei processi che lo hanno indebolito”. Il tavolino traslatore “Il tavolino traslatore è il luogo in cui viene posizionato il campione. Uno dei possibili oggetti di analisi potrebbe essere, ad esempio, il componente di un prototipo testato nei nostri centri di collaudo. Inoltre, siamo in grado di analizzare tutti i tipi di materiali: metallo, fibra di vetro o fibra di carbonio. Oltre a collaborare regolarmente con i nostri ingegneri, invitiamo spesso anche i fornitori e i clienti per scambiare idee e discutere delle aree da migliorare”. Floppy “Floppy è un orsetto di peluche che fa il giro del mondo da quando una classe di una scuola olandese lo ha mandato in viaggio – è così che è arrivato fino a me. Ovunque vada, la gente gli fa una foto e la rispedisce ai bambini, mentre Floppy passa poi a trovare qualcun altro. Io l’ho ricevuto da uno dei nostri fornitori. Di solito non si siede qui, ma ho pensato che per la foto avrebbe dovuto esserci anche lui”. 32 The Grid Marzo 2011</description><a10:updated>2011-03-18T13:18:28+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/March2011/TheGridMarch2011IT/?Page=33</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/March2011/TheGridMarch2011IT/?Page=33</link><title>Vestas Page 33</title><description>I controlli “Qui analizziamo il campione a fondo, modifichiamo la messa a fuoco e, ovviamente, controlliamo l'ingrandimento. Uno dei vantaggi del microscopio elettronico a scansione sta nella potenza, molto superiore rispetto a quella di un microscopio tradizionale. In questo modo riusciamo a ottenere immagini ad altissima risoluzione, osservando dettagli di porzioni grandi anche solo un nanometro. Il che è assolutamente sorprendente, se si pensa che un capello misura circa 100.000 nanometri”. QUESTO è IL MIO POSTO DI LAVORO Questo è il mio posto di lavoro è uno spazio che ricorrerà nel corso dei prossimi numeri di The Grid – un’istantanea del luogo di lavoro di un collega. Se hai qualche idea, suggerisci tu il prossimo posto di cui parlare. Scrivi a thegrid@vestas.com. Corina Münch Specialist, Material Science Material Lab Technology R&amp;D, Aarhus, Danimarca By Peter Gisselmann Rasmussen “ ono sempre stata una perfezionista e sarà per questo che mi piace molto il mio ruolo di ‘detective’: mi diverto a scoprire tutto quello che può essere migliorato o fatto diversamente, in modo più efficiente”. “Non c’è limite al meglio”: questo il motto di Corina Münch, che lavora nel Material Lab presso il Dipartimento Technology R&amp;D. Corina e i suoi colleghi si occupano di esaminare i componenti delle turbine Vestas, sottoponendole ai test e analizzando i pezzi difettosi, che provengono per la maggior parte dai laboratori di collaudo, dove i prototipi vengono verificati e testati – spesso anche al di sopra delle loro possibilità. Corina ha trascorso la sua infanzia in Germania, dove, nel laboratorio del padre, ha sviluppato una vera e propria passione S per i metalli e le loro proprietà. Poi si è trasferita per cinque anni in Liberia con la famiglia: lì ha approfondito le sue conoscenze nel campo nell’industria mineraria, in cui lavorava il padre. Una volta tornata in Germania, non ha fatto altro che trasformare la sua passione in una professione, con uan formazione in Scienze dei materiali. In seguito, ha lavorato in Germania fino a quando, tre anni fa, non le è stata offerta una posizione in Vestas. Da allora, si occupa del controllo e del miglioramento degli ‘anelli deboli’ delle turbine Vestas. Secondo Corina, infatti: “Non è detto che i difetti siano per forza negativi. Al contrario, se emergono tempestivamente, possono essere un buon punto di partenza per imparare e migliorare ancora”. ▪ Marzo 2011 The Grid 33</description><a10:updated>2011-03-18T13:18:28+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/March2011/TheGridMarch2011IT/?Page=34</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/March2011/TheGridMarch2011IT/?Page=34</link><title>Vestas Page 34</title><description>Un Ministro dell’Energia per sviluppare l’eolico in Sud America. Durante la crisi degli approvvigionamenti di gas dall’Argentina, un ministro cileno decide di reagire puntando sull’eolico. Da allora il vento acquisisce un’importanza sempre maggiore nel sistema energetico cileno. “ P Di Kenneth Ley Milling iccolo cambiamento di programma. Dobbiamo cambiare location per l’inaugurazione, il vento ha divelto il tendone.” Marcelo Tokman Ramos ricorda ancora benissimo questa conversazione avvenuta poco prima dell’inaugurazione del parco eolico di Punta Arenas, in Cile, il più a sud del mondo. Per il quarantatreenne Vice Presidente di Group Government Relations e Vice President per il Sud America, lavorare nel settore eolico implica da sempre risolvere i problemi in brevissimo tempo. Tokman Ramos segue lo sviluppo dell’eolico in Cile fin dagli esordi, inizialmente in qualità di funzionario del Ministero delle Finanze e, successivamente, come Ministro dell’Energia. Quando, durante il biennio 2004 e il 2005, l’Argentina applicò delle restrizioni alla fornitura di gas al Cile, fu necessario agire in fretta per scongiurare un imminente deficit energetico. “La situazione era critica. L’Argentina, colpita da una grave crisi, decise di dare un giro di vite alle esportazioni, incluso alle forniture di gas su cui si basava l’approvvigionamento energetico cileno”, spiega Marcelo Tokman Ramos. “Eravamo davvero messi alle strette, e la situazione non faceva che peggiorare. Questa crisi coincise inoltre con un’ondata di siccità che colpì duramente le nostre risorse idroelettriche. Era necessario intervenire in tempi rapidi.” E una decisione fu infatti presa. Oggi il lungo paese, stretto tra le Ande e l'oceano Pacifico, ha un potenziale di energia eolica installata pari a 200 MW. Tokman Ramos è stato uno degli attori principali in questo processo di lancio dell’eolico. Nel marzo 2010, terminato l'incarico ministeriale, Vestas ha voluto che entrasse a far parte della squadra. “La proposta di Vestas mi ha subito entusiasmato. Sono orgoglioso dei progressi che il Cile ha compiuto in campo eolico, e questa nuova strada professionale con Vestas è un’opportunità per continuare il mio impegno nello sviluppo dell'energia eolica”, dichiara Marcelo Tokman Ramos. Le cose stanno cambiando molto velocemente – e non solo per l'ex ministro.“Quando ho iniziato a lavorare con Vestas, nell’agosto 2010, questo enorme ufficio di Santiago contava solamente un paio di dipendenti. 34 The Grid Marzo 2011</description><a10:updated>2011-03-18T13:18:28+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/March2011/TheGridMarch2011IT/?Page=35</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/March2011/TheGridMarch2011IT/?Page=35</link><title>Vestas Page 35</title><description>Cile • IlCilesidichiaròindipen- dentedallaSpagnanel1818, mal’indipendenzavennerico- nosciutaufficialmentesolamente nel1844. • Lapopolazionecilenaconta17milioni diabitanti. • Nellacapitale,SantiagodelCile, vivono5,2milionidipersone. • L'originedelnomeCileèancoramolto controversa,alcunisostengonoche derividaltermineMapuche"Chili"che significa"dovelaterrafinisce". Lo sapevi? • L’ufficiodiSantiagoèlasedeoperativadiVestasperilSudAmericae,con lasolaeccezionedelBrasilechefa capoaunapropriasede. • Secondounostudiocondottoda EER(EmergingEnergyResearch),si prevedechenel2010SudAmericae Americalatinaraggiungerannoi46 gigawattdienergiaeolicainstallata. • IlCilehasottoscrittol’impegnodi generaredafontirinnovabiliil20% dell’elettricitàentroil2020. • Ilparcoeolicopiùasuddelmondo, situatoaPuntaArenas,inCile,èstato inauguratonel2010. • LeturbineV52-850kWdiPunta Arenasoperanoincondizioniclimatiche chesonotralepiùestremedelpianeta. Oggi siamo in 20 e presto arriverà ancora qualcun altro. Entro la fine dell’anno gli uffici di Cile, Argentina e Uruguay conteranno un totale di 55 dipendenti.” Tokman Ramos è convinto che presto la maggior parte dei paesi del Sud America imboccherà la strada dell'energia eolica, anche se con tempistiche diverse. “Sono ancora in molti a essere scettici riguardo l’impiego dell’energia eolica – c’è chi la ritiene inaffidabile e chi avanza dubbi in merito alla compatibilità con la rete elettrica. É per questo che ci impe-gniamo nel dare una corretta informazio-ne e assistenza agli operatori delle reti elettriche. Inoltre, collaboriamo con i go-verni e le associazioni eoliche locali, e aiutiamo gli sviluppatori a portare avanti i loro progetti in Sud America.” “Le crescenti preoccupazioni per i cambiamenti climatici hanno notevolmente accresciuto l’interesse per l’energia eolica, e se a questo aggiungiamo la sensibile riduzione dei prezzi dell’eolico, è comprensibile che molti paesi inizino a interessarsi a questa energia rinnovabile”, spiega Marcelo. Lo sviluppo dell'eolico – dal Messico all’estremo sud del Cile – è ancora in piena fase di espansione. Le possibilità che Marcelo Tokman Ramos e l’ufficio di Santiago si ritrovino a corto di lavoro sembrano al momento decisamente remote. E come è andata a finire con il tendone di Punta Arenas? “Non l’abbiamo mai più recuperato. Ma le turbine stanno lavorando alla grande, generando più energia di quanto avessimo preventivato”. ▪ Marzo 2011 The Grid 35</description><a10:updated>2011-03-18T13:18:28+01:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/March2011/TheGridMarch2011IT/?Page=36</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/March2011/TheGridMarch2011IT/?Page=36</link><title>Vestas Page 36</title><description>Vestas Wind Systems A/S, Alsvej 21, 8940 Randers SV Vestas e l’ecosostenibilità – Le eco-opinioni dei nostri colleghi Nome: Frank Hoelgaard Hahn Posizione: Senior Specialist Design &amp; Development Dipartimento: Blades R&amp;D; Vestas Technology R&amp;D “Penso che Vestas possa impegnarsi ancora più a fondo a favore della sostenibilità, anche se – va detto – sono le numerose le valide iniziative già messe in atto. Vestas dà il buon esempio incoraggiando il riciclaggio dei rifiuti e cercando di ricorrere il più possibile all’energia verde, e in particolare all’elettricità pulita. Ritengo, tuttavia, che si possa intervenire in modo ancora più incisivo sui comportamenti dei singoli. Per fare un esempio, spegnere le luci quando non servono è un piccolo gesto di grande importanza per l'ambiente. Penso inoltre che sarebbe molto utile compilare un data base obbligatorio dei percorsi casa-lavoro. Oggigiorno quasi tutti ci spostiamo con l’auto. Ci riversiamo sulle strade e, uno dietro l’altro, ci dirigiamo verso lo stesso posto di lavoro. Realizziamo prodotti che rispettano l'ambiente, ma il nostro comportamento individuale dice il contrario”. Nome: Alan Stokholm Jørgensen Posizione: Test Engineer Dipartimento: Test Centre Engineering , Technology R&amp;D Nome: Michael Faune Mondragon Posizione: Systems Engineer Dipartimento: Infrastructure App., Group IT “I prodotti Vestas generano energia pulita, ed è logico che Vestas in primis si impegni per essere un’azienda ecosostenibile. Quando ho iniziato a lavorare con Vestas nel 1998 non si parlava molto di sostenibilità, al contrario di oggi. Qui al Test Centre di Aarhus la maggior parte dei nostri macchinari di collaudo riutilizza l’elettricità e attualmente stiamo collaborando con la società elettrica locale per riutilizzare tutta l’energia. Eppure si potrebbe fare ancora di più. Al Test Centre i veicoli aziendali dovrebbero utilizzare la tecnologia ibrida. Dovremmo impiegare esclusivamente muletti elettrici, ottimizzare – dove possibile – i trasporti pubblici e sfruttare la prossimità del mare utilizzando l’acqua marina per i sistemi di raffreddamento”. “Mi piacerebbe poter rispondere con un sì, senza alcuna esitazione. In realtà penso che Vestas possa fare molto di più per offrire alla società e all’ambiente ciò che si aspettano e che meritano. Il primo passo da fare è responsabilizzare i dipendenti ad agire in modo sostenibile a livello personale. Nel mio settore di Group IT abbiamo deciso, ad esempio, di spegnere l'aria condizionata e il sistema di aerazione a partire dalle 19, risparmiando così 150.000 litri di acqua all'anno, e pratichiamo la raccolta differenziata separando i rifiuti biodegradabili. Inoltre stiamo lavorando alla semplificazione dei processi, per minimizzare sprechi e consumi energetici”. ▪ The Grid Marzo 2011</description><a10:updated>2011-03-18T13:18:28+01:00</a10:updated></item></channel></rss>