<?xml version="1.0" encoding="utf-16"?><rss xmlns:a10="http://www.w3.org/2005/Atom" version="2.0"><channel><title>Vestas</title><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/June2011/TheGridJune2011IT/RSS.ashx</link><description>Vestas Pages</description><lastBuildDate>Wed, 15 Jun 2011 17:12:41 +0200</lastBuildDate><a10:id>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/June2011/TheGridJune2011IT/</a10:id><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/June2011/TheGridJune2011IT/?Page=1</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/June2011/TheGridJune2011IT/?Page=1</link><title>Vestas Page 1</title><description>16 | Come nasce una turbina da record: zoom sulla V164-7.0MW The Grid Connecting you to Vestas June | 2011 18 | Coordinare le attività di squadra: seguiamo un site manager durante una giornata tipo 26 | Porte aperte all’energia eolica: la Cina è la nuova superpotenza del vento È un mondo di uomini |6</description><a10:updated>2011-06-15T17:12:41+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/June2011/TheGridJune2011IT/?Page=2</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/June2011/TheGridJune2011IT/?Page=2</link><title>Vestas Page 2</title><description>Contenuti Una donna su Pueblo The Grid Connecting you to Vestas Al lavoro nessuno è più in alto di lei: focus su Toni Arellano, gruista presso lo stabilimento Vestas nel Colorado. | 32 June 2011 tema Uomini e basta? Per raggiungere un equilibrio ottimale tra il numero di uomini e donne nella dirigenza c’è ancora molto lavoro da fare. Ma per attirare i candidati più brillanti in tutto il mondo, Vestas deve diventare un’azienda in cui entrambi i sessi possano essere valorizzati. | 6 6 10 12 14 | | | | Adattarsi ad un futuro al femminile “Mi piace collaborare e creare” “La diversità è parte fondante del nostro business” Le donne leader fanno bene agli affari Stare al passo Ci vuole una mano ferma per destreggiarsi tra i mille compiti, dai briefing su logistica e sicurezza alle telefonate dei clienti – e fare i conti con il maltempo. Unisciti al Site Manager Dennis Dolan per un giorno. | 18 teCnologia: Il gigante del mare Ha pale lunghe come nove autobus ed è in grado di erogare un’energia due volte superiore alla più potente turbina Vestas oggi in funzione: la V164-7.0MW vi stupirà. Uno sguardo ravvicinato a un colosso del vento. | 16 2 The Grid June 2011</description><a10:updated>2011-06-15T17:12:41+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/June2011/TheGridJune2011IT/?Page=3</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/June2011/TheGridJune2011IT/?Page=3</link><title>Vestas Page 3</title><description>Un tocco femminile In Vestas solo un manager su cinque è donna e se si guarda ai gradini più alti dell’organigramma aziendale, dalla vicepresidenza in su, ci si accorge che gli uomini occupano ben il 94% delle posizioni di vertice. In questo numero di The Grid cercheremo di capire quali sono le cause di questa situazione e quali misure è possibile (e soprattutto necessario) adottare per stabilire un equilibrio tra i sessi. Dagli incontri avuti con esperti in materia, interni o esterni a Vestas, sono emersi nettamente due aspetti: l’aumento del numero di donne in posizioni di prestigio non è un risultato che si può ottenere dall’oggi al domani, tuttavia il cambiamento è necessario per permettere a Vestas di diventare un’azienda sempre più competitiva. E voi cosa ne pensate? Pagina 6. Per la rubrica “Questo è il mio posto di lavoro”, in questo numero vi presentiamo una donna che è riuscita ad arrivare veramente in alto: Toni Arellano, operatore gruista nel deserto del Colorado, ci racconterà il suo punto di vista. Avremo inoltre il piacere di presentarvi due gioielli della tecnica: il gigante dell’offshore, la turbina V164-7.0 MW, e Sailrocket 2, che forse non avrà le dimensioni imponenti del nuovo aerogeneratore, ma vanta eccezionali performance di navigazione. Vi auguriamo una piacevole lettura e saremo lieti di ricevere i vostri commenti all’indirizzo e-mail thegrid@vestas.com. 4 30 31 34 | | | | Uno sguardo sul mondo Tutti i numeri di Vestas Uno sguardo esterno Vestas Sailrocket 2: alla conquista di un nuovo record di velocità La redazione thegrid@vestas.com The Grid è una rivista internazionale che si rivolge ai dipendenti Vestas. La rivista viene pubblicata in lingua cinese, danese, inglese, tedesca, italiana e spagnola. Edizione chiusa il 1 giugno 2011. Editore: Vestas Wind Systems A/S, Alsvej 21, 8940 Randers SV, Denmark, Tel: + 45 9730 0000, Fax: + 45 9730 0001, www.vestas.com. Tiratura: 20.000 copie. Direzione e redazione: Peter Wenzel Kruse (caporedattore), Peter Gisselmann Rasmussen (editore), Frud Bezhan, Kenneth Ley Milling e Jens Velling. E-mail: thegrid@vestas.com. Grafica: Jannie Virklund, Nikolaj Hyldelund Busk. Revisione testi: Courtney LaManna, Yalei Zhang, Emilia Sedran, Velia Senatore e Julia Fuamba. Stampa: Datagraf. June 2011 The Grid 3</description><a10:updated>2011-06-15T17:12:41+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/June2011/TheGridJune2011IT/?Page=4</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/June2011/TheGridJune2011IT/?Page=4</link><title>Vestas Page 4</title><description>PanoramiCa 4 1 5 2 6 Vestas world 1 | Mondo 2 | Mondo 3 | Singapore 3 Nuovo Direttore Generale per WindMade Global Wind Energy Council (GWEC), il WWF e Vestas hanno ufficializzato la nomina di Henrik Carsten Kuffner a Direttore Esecutivo di WindMade. Sarà dunque Kuffner a guidare il marchio di eco-certificazione nel prossimo futuro. Kuffner – che da oltre 10 anni ricopre posizioni di Amministratore Delegato ed è Direttore Generale di IWTO, l’ONG che dirige dal suo ufficio presso l’azienda di famiglia a Bruxelles – vanta una vasta competenza in campo dirigenziale, un profilo di rilievo internazionale ed esperienze professionali in India, Pakistan, Argentina, Kenya, Colombia e Mongolia. Le passate collaborazioni con marchi quali Eco-Cotton, Buenos Aires Design e ANDEAN, unite a una solida esperienza, rappresentano senz’altro una garanzia di successo per WindMade. Vestas ancora leader di mercato Vestas archivia positivamente il 2010. In base ai dati relativi alla performance del 2010 diffusi da BTM, EER e MAKE, le tre società di consulenza esterna di riferimento per il settore eolico, Vestas si conferma leader a livello globale con una quota di mercato pari, rispettivamente, al 14,8%, 15% e 12%. Tuttavia, la concorrenza si fa sempre più agguerrita nel settore. La cinese Sinovel è riuscita a strappare il secondo posto a GE, ora terza azienda nella classifica mondiale di settore, seguita dall’altro grande produttore cinese Goldwind. Ciononostante, Vestas ha mantenuto la leadership di mercato e consolidato il proprio posizionamento anche nei mercati locali, assicurandosi il primato in Europa, il titolo di secondo produttore negli Stati Uniti e di primo produttore estero nel mercato cinese. Il Green Team di Vestas Singapore per “L’Ora della Terra” Lo scorso 23 marzo, il Green Team di Vestas Singapore ha spento le luci poco prima delle 20.30 per poi dirigersi verso il locale porto turistico, da dove si poteva assistere all’inusuale vista della città che progressivamente rimaneva al buio. Questo è stato dunque il modo in cui Vestas Singapore ha deciso di aderire all’iniziativa di sensibilizzazione ambientale “Earth Hour” promossa dal WWF in tutto il mondo. “È un impegno veramente importante. Se ogni giorno tutti i dipendenti di Vestas Singapore (circa 200) spegnessero lo schermo del PC durante la pausa pranzo, potremmo avere un risparmio di 50 kWh a settimana, l’equivalente dell’energia necessaria per far funzionare due ascensori da hotel da 20 kW per un'ora”, afferma Casey Cleary, Vestas Graduate nel dipartimento Sustainability. 4 The Grid June 2011</description><a10:updated>2011-06-15T17:12:41+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/June2011/TheGridJune2011IT/?Page=5</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/June2011/TheGridJune2011IT/?Page=5</link><title>Vestas Page 5</title><description>4 | Regno Unito 6 | Cina Vestas China: 25° anniversario di fondazione Lo scorso 20 maggio, oltre centro persone tra committenti, membri del governo e della dirigenza di Vestas China hanno partecipato alle celebrazioni per il 25° anniversario della fondazione. Sono infatti trascorsi 25 anni da quando, nel 1986, Vestas installò la prima turbina nel parco eolico di Malan, nella provincia cinese dello Shandong. La cerimonia si è tenuta presso lo stabilimento di Tianjin dove per l’occasione è stato allestito un schermo tridimensionale all’interno di un modello di navicella. Qui gli intervenuti hanno potuto assistere a una presentazione 3D della più recente innovazione tecnologica introdotta da Vestas China: la turbina V100, l’ultimo prodotto lanciato sul mercato cinese. Forse a Port of Sheerness lo stabilimento di produzione della V164 Vestas ha sottoscritto un option agreement per l’acquisto di un terreno di 700.000 m2 a Port of Sheerness, nella contea inglese del Kent, con l’obiettivo di costruirvi uno stabilimento totalmente integrato per la produzione della turbina eolica V164-7.0 MW offshore. La scelta del sito è stata effettuata sulla base di una congiuntura politica ed economica particolarmente favorevole. Attualmente il Regno Unito è infatti il mercato più promettente per l’eolico offshore, e ciò fa di Port of Sheerness una possibile ubicazione per il nuovo stabilimento. L’inizio della produzione in serie della turbina V164-7.0 MW è previsto per il 2015. 5 | Mondo Riorganizzazione della catena di fornitura Procede speditamente la conversione a livello globale al nuovo sistema Make-toOrder, che consentirà di ridurre i lead time e i tempi di inventario e creare una catena di fornitura maggiormente orientata al cliente. Nel primo trimestre di quest’anno le PBU hanno lavorato insieme alla definizione degli obiettivi da raggiungere entro il 2011 e sulle strategie necessarie alla loro implementazione. “Attualmente stiamo lavorando al riassetto della catena di fornitura, riorganizzandola in base alle specifiche esigenze del cliente. Saranno le commesse in arrivo a determinare le operazioni della filiera di prodotto”, spiega Jan Nielsen, Global Programme Manager. Un altro importante obiettivo è il miglioramento degli strumenti di previsione delle vendite. A partire da maggio saranno introdotte una serie di misure che consentiranno di apportare notevoli miglioramenti alle procedure di verifica dello stato di avanzamento e di esecuzione del progetto. Le nuove procedure dovrebbero essere operative in tutte le SBU già a partire dal 1° luglio. June 2011 The Grid 5</description><a10:updated>2011-06-15T17:12:41+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/June2011/TheGridJune2011IT/?Page=6</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/June2011/TheGridJune2011IT/?Page=6</link><title>Vestas Page 6</title><description>tema Un futuro in rosa Di Jens Velling Salendo la scala gerarchica di Vestas, si incontrano proporzionalmente sempre meno donne. Su 300 dirigenti, solo l’11% è di sesso femminile. Secondo People &amp; Culture, per aumentare la percentuale rosa, Vestas dovrebbe fare qualche sforzo in più per migliorare le condizioni di vita dei dipendenti e assecondarne i valori, oltre a premiare i risultati invece di puntare sulle ore di straordinario. U no degli obiettivi del piano Triplo15 è incoraggiare una pari rappresentanza dei sessi e aumentare la percentuale di manager donna entro il 2015. Eppure, la situazione non è cambiata di molto dall’inizio del 2010 – momento in cui è stato definito questo obiettivo. Nonostante gli sforzi profusi da una task-force specialmente dedicata, le donne continuano a rappresentare appena l’11% dei 300 top manager, mentre tra i dirigenti di medio livello la percentuale di donne è passata dal 20 al 19%. 6 The Grid June 2011</description><a10:updated>2011-06-15T17:12:41+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/June2011/TheGridJune2011IT/?Page=7</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/June2011/TheGridJune2011IT/?Page=7</link><title>Vestas Page 7</title><description>Birgitte Brix Andersen, Direttore del dipartimento Global Employer Branding, si dimostra preoccupata di questa tendenza: “Siamo convinti che la collaborazione fra dirigenti di entrambi i sessi contribuisce a creare un ambiente di lavoro migliore, più produttivo e dinamico. C’è da dire, inoltre, che le donne hanno generalmente un livello più elevato di istruzione. Se vogliamo davvero attrarre i migliori talenti, dobbiamo rendere più appetibili le condizioni di lavoro: questo ci permetterà di coinvolgere più donne”. Dire donna è dire guadagno Juan Araluce, Presidente di Vestas Mediterranean e membro della task-force che sta lavorando per attirare più donne in Vestas, è impaziente di vedere i primi risultati. “Ci stiamo impegnando molto, ma manca ancora qualcosa sul piano pratico. Già da quest’anno dobbiamo raddoppiare gli sforzi per accelerare l’inserimento delle donne ai vertici della dirigenza. Sarà una mossa cruciale per mantenere alta la competitività di Vestas a livello mondiale”. Non saprei dire se le donne sono meglio degli uomini – ma di sicuro non sono peggio.” Golda Meir (1898-1978), ex Primo Ministro di Israele. Hanno detto June 2011 The Grid 7</description><a10:updated>2011-06-15T17:12:41+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/June2011/TheGridJune2011IT/?Page=8</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/June2011/TheGridJune2011IT/?Page=8</link><title>Vestas Page 8</title><description>tema Secondo Araluce, le donne si distinguono dagli uomini non tanto per le competenze professionali, quanto per l’approccio al lavoro. La vera sfida sta nel cambiare la cultura aziendale, che tende inconsciamente a premiare i valori maschili. Qualità tipicamente femminili, come la propensione all’innovazione, all’empatia e l’abilità nel destreggiarsi tra le varie responsabilità sono una carta vincente per un’azienda come Vestas, che opera in un settore diversificato e multiculturale. Un nuovo modo di pensare riscontrate in autunno, con i tagli al bilancio e al personale, ne avevano temporaneamente sospeso l’implementazione. Nonostante la mancanza di fondi anche quest’anno, i membri della task-force organizzeranno una serie di riunioni con gli altri dirigenti per dare nuovo slancio al progetto. “Incoraggeremo tutte le BU ad attrarre e trattenere più donne. Entro l’anno verranno poi definiti obiettivi specifici con dei suggerimenti su come riuscire ad assegnare incarichi di prestigio alle donne” conclude Jakobsen. La vera sfida è cambiare la mentalità mente anche in termini di ore. Questo tipo di approccio può risultare un po’ troppo impegnativo per molte donne (e anche per qualche ragazzo più giovane), che desidererebbero raggiungere un maggiore equilibrio tra lavoro e vita privata”, spiega Nete Bechmann Gjørtz, Vice President di People &amp; Culture. Gli incarichi di responsabilità richiedono risolutezza Il Presidente di People &amp; Culture, Roald Steen Jakobsen, conferma che la parola chiave è integrazione. “È necessario incentivare una nuova mentalità che cambi il sistema Vestas dalle assunzioni fino alle promozioni. Dobbiamo dimostrare all’azienda che cambiando le cose è possibile riuscire a stimolare l’interesse delle donne nei confronti del Gruppo e a creare un ambiente in cui possano sentirsi a proprio agio”, afferma Jakobsen. Il lavoro organizzativo e di raccolta dati per far partire il progetto “rosa” è stato avviato già lo scorso anno, ma le difficoltà La strada verso una Vestas più rosa è piena di ostacoli. In base a una ricerca interna, le cause che spingono le donne a lasciare Vestas sono principalmente le difficoltà nel rapporto con i superiori, le scarse possibilità di carriera e il gravoso carico di lavoro. “Una leadership debole può essere dovuta a molte cose, in questo senso la nostra analisi non fornisce indicazioni precise. Sappiamo però che in Vestas possiamo contare su dipendenti che amano il loro lavoro e vi si dedicano completa- In qualità di membro della task-force speciale, Gjørtz sta lavorando per una maggiore integrazione delle donne nella dirigenza di Vestas. Sa bene, però, che un incarico di responsabilità richiede dei sacrifici: “Il classico orario d’ufficio 8.00-16.00 spesso non è sufficiente per riuscire a gestire tutte le necessità aziendali. È quindi necessario rendersi conto che accettare un incarico di responsabilità, tanto per gli uomini quanto per le donne, spesso significa togliere tempo alla vita privata”. Secondo Gjørtz la sfida più impegnativa sarà riuscire a modificare la mentalità della dirigenza e dell’azienda per fare in modo che tutti accettino positivamente le differenze di genere e valorizzino questa ricchezza. Ancora pochissime le donne ai vertici dell'azienda Donne Uomini Diversità tra i dipendenti con IPE superiore a 59 nelle diverse Business Unit Donne Uomini 100% 100% 75% 75% 50% 50% 25% 25% 0% IPE IPE IPE IPE IPE IPE 65 - 70 62 - 64 59 -61 57 - 58 54 - 56 50 - 53 *) L'IPE indica le posizioni manageriali più alte nell'azienda 0% Group Functions People &amp; Culture Central Europe Mediterranean Spare Parts Technology Asia Pacific Americas Northern Europe Controls Systems Offshore Nacelle 8 The Grid June 2011 Towers Blades China</description><a10:updated>2011-06-15T17:12:41+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/June2011/TheGridJune2011IT/?Page=9</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/June2011/TheGridJune2011IT/?Page=9</link><title>Vestas Page 9</title><description>“Le donne vogliono semplicemente essere se stesse, essere accettate per quello che sono: partono da premesse diverse da quelle degli uomini”. Flessibilità nel quotidiano Islanda al primo posto delle pari opportunità Secondo i dati del Forum Economico Mondiale (FEM), l’Islanda si piazza in vetta alla classifica in materia di parità fra i sessi. È il secondo anno consecutivo che questo Paese ottiene il primato nella graduatoria stilata dal FEM, uno studio che prende in considerazione diversi parametri legati alla partecipazione dei sessi in vari settori come la politica, l’istruzione, l’occupazione e la sanità. I paesi nordici occupano le prime posizioni in classifica, mentre gli Stati Uniti fanno un notevole balzo in avanti passando dalla 31esima alla 19esima posizione. “Offrire uguali opportunità ai sessi ha effetti positivi anche sulla competitività economica: un pari trattamento tra uomini e donne è un prerequisito indispensabile per la crescita economica e sociale di una nazione”, sostiene il fondatore del FEM Klaus Schwab. ECCO I PRIMI 10 PAESI IN TESTA ALLA CLASSIFICA DELLE PARI OPPORTUNITà FRA I SESSI: Il desiderio espresso da Nete Bechmann Gjørtz è che Vestas diventi un’azienda in grado di offrire condizioni di lavoro più flessibili per adattarsi meglio alle esigenze dei propri dipendenti, a prescindere dal sesso. “Per prima cosa, è necessario introdurre la flessibilità dell'orario di lavoro. Una possibile soluzione è ridurlo a 30 ore settimanali per chi ha figli con meno di due anni, o ancora istituire un permesso in caso di problemi familiari dovuti a gravi condizioni di salute di un membro della famiglia. Tutto sta nel creare un ambiente di lavoro sereno in cui tutti possano sentirsi a proprio agio e dare il massimo, dove si possa dare importanza ai risultati e non al numero di ore trascorse in ufficio”. Le quote rosa non sono la soluzione 1. Islanda 2. Norvegia 3. Finlandia 4. Svezia 5. Nuova Zelanda 6. Irlanda 7. Danimarca 8. Lesotho 9. Filippine 10. Svizzera Fonte: WEF Global Gender Gap Report 2010 L’introduzione delle quote rosa nella compagine dirigenziale non sembra essere la soluzione migliore del problema, poiché i dipendenti dovrebbero essere valutati sulla base delle loro capacità e non in base al sesso, afferma Gjørtz. “Dobbiamo essere in grado di attrarre e trattenere tutti i talenti che saranno impor- tanti nel futuro di Vestas. La situazione non si può di certo risolvere immediatamente, ma è necessario intraprendere una strada che porterà gradualmente al cambiamento, pro- prio com’è stato fatto in materia di sicurezza. È un passo imprescindibile da compiere. Attirare più donne in Vestas è un atto di buon senso e di gestione aziendale ragionata”. Motivi di dimissioni in Vestas Le donne lasciano Vestas per mancanza di leadership, opportunità di carriera e carico di lavoro. Gli uomini si dimettono per mancanza di cooperazione tra i dipartimenti. Donne: Leadership insufficiente Scarse opportunità di carriera Carico di lavoro eccessivo Ore di lavoro eccessive Condizioni salariali non soddisfacenti 40% 33% 25% 22% 22% uomini: Mancanza di cooperazione con gli altri dipartimenti Scarse opportunità di carriera Leadership insufficiente Mancanza di influenza nel proprio lavoro Mancato riconoscimento per il lavoro svolto 26% 23% 22% 22% 19% Se vuoi che qualcosa sia detta, dillo ad un uomo – se vuoi che una cosa sia fatta, dillo ad una donna.” Margaret Thatcher, prima donna Primo Ministro nel Regno Unito (1979-1990). Hanno detto June 2011 The Grid 9</description><a10:updated>2011-06-15T17:12:41+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/June2011/TheGridJune2011IT/?Page=10</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/June2011/TheGridJune2011IT/?Page=10</link><title>Vestas Page 10</title><description>tema 10 The Grid June 2011</description><a10:updated>2011-06-15T17:12:41+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/June2011/TheGridJune2011IT/?Page=11</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/June2011/TheGridJune2011IT/?Page=11</link><title>Vestas Page 11</title><description>“Adoro la collabora‑ zione e la creatività” I manager donna aggiungono un pizzico di varietà alla rosa delle competenze e delle modalità di gestione, afferma Pratima Rangarajan, la nuova Senior Vice President del dipartimento Global Research &amp; Innovation. By Jens Velling vendo ricoperto in passato cariche di prestigio in aziende come Exxon o GE, Pratima Rangarajan, che è entrata a far parte di Vestas nei primi mesi di quest’anno, sa bene cosa significa lavorare in un ambiente tradizionalmente maschile. “Le grandi aziende hanno bisogno delle abilità femminili per risolvere i problemi in maniera rapida e tempestiva: le donne sanno dare risposte chiare e veloci. Personalmente, trovo molto interessante l’aspetto collaborativo e mi piace mettere a frutto la mia creatività trovando sempre nuove soluzioni”, afferma. La differenza tra i sessi diventa evidente soprattutto nell’aspetto comunicativo, osserva Rangarajan. “Le donne tendono a esprimersi con frasi più lunghe e sanno fare buon uso di tutta una serie di sfumature. Nelle grandi aziende, se da un lato questo atteggiamento può sembrare reticente o essere interpretato come una mancanza di polso, d’altra parte, consente di riportare la discussione su toni più moderati. Spesso le donne rivestono ruoli importanti nei settori Risorse Umane o Comunicazione proprio grazie alla loro diplomazia. “La vera sfida è adesso riuscire a far crescere il numero di donne che ottengono ruoli tipicamente maschili, ad esempio in settori come il Business Management, o il dipartimento Finance o Technology”, continua Pratima Rangarajan. In Vestas, Pratima spera di contribuire alla creazione di una cultura aziendale in A Pratima Rangarajan • Nata in India, trasferita negli USA all’età di 19 anni. • Laurea in Ingegneria chimica al MIT. • Dottorato di ricerca in Ingegneria chimica a Princeton. • Esperienze pregresse: Dirigente in Exxon e General Electric. • Sposata con due bambini di 8 e 4 anni. “Against-gender” fact: Tra una giornata di shopping e una da idraulico fai-da-te, sceglie la seconda. cui entrambi i sessi possano crescere e svilupparsi alla pari. “I manager donna sono un asset davvero positivo per l’azienda grazie al loro approccio diplomatico e collaborativo; per di più, sanno gestire i rapporti umani in maniera esemplare, non temono di mostrare il loro lato più emotivo. L’aumento del numero dei manager donna servirà a creare un mix vincente di stili e competenze e farà di Vestas un’azienda ancora più eccezionale”. Le donne che non aiutano le altre donne hanno un posto riservato all’inferno.” Madeleine K. Albright, prima donna Segretario di Stato in USA (dal 1997 al 2001). Hanno detto June 2011 The Grid 11</description><a10:updated>2011-06-15T17:12:41+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/June2011/TheGridJune2011IT/?Page=12</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/June2011/TheGridJune2011IT/?Page=12</link><title>Vestas Page 12</title><description>tema “La diversità è un aspetto fondamentale del nostro lavoro.” Martha Wyrsch, presidente di Vestas Americas, è fortemente convinta che Vestas abbia la responsabilità di promuovere la diversità dei sessi all’interno dell’azienda. By Aili Jokela “ estas può vantare un’enorme ricchezza di talenti che arrivano da tutto il mondo – una squadra attenta e appassionata di uomini e donne che amano il proprio lavoro e credono in ciò che fanno”, afferma Wyrsch. “Queste persone sono fortemente motivate e non vedono l’ora di valorizzare il proprio talento, vogliono avere prospettive in un’azienda che offra loro possibilità di lavorare sodo e raggiungere posizioni di prestigio.” Wyrsch ritiene che la dirigenza di Vestas abbia il dovere di fornire ai suoi V Martha Wyrsch • Statunitense. Lavora in Vestas dal 2009 • Istruzione: Laurea in Legge alla George Washington University, Laurea alla University of Wyoming, Diploma della Harvard Business School in Advanced Management Program. • Esperienze pregresse: CEO presso Spectra Energy Transmission e CEO presso Duke Energy Gas Transmission • Sposata con due figli. “Against-gender” fact: Gioca a golf abbastanza bene da partecipare ai tornei aziendali. dipendenti possibilità di crescita professionale a tutti i livelli. “La diversità è un aspetto fondamentale del nostro lavoro: siamo sempre stati attenti nei confronti delle differenze e questo ci rende un’azienda migliore, più forte. Poi, non bisogna dimenticare che Vestas è una multinazionale che opera nel settore dell’industria pesante, che per tradizione è un’attività prevalentemente maschile”. Quando le viene chiesto se Vestas potrebbe trarre vantaggio dalla presenza di più donne nella dirigenza, Wyrsch risponde di sì, convinta. Le aziende in cui le donne occupano posizioni di prestigio sono generalmente più virtuose ed equilibrate rispetto alle aziende in cui queste sono la minoranza. “Il nostro impegno a rispettare la diversità deve partire dall’alto”, continua Wyrsch. “La priorità dovrebbe essere l’assunzione di donne capaci e di successo, che possano contribuire attivamente alle decisioni aziendali e prendere parte al Consiglio di Amministrazione. La rosa dei candidati ammessi al Graduate Programme dovrebbe contemplare un numero equo di uomini e donne e anche le assunzioni di tecnici e ingegneri dovrebbero essere maggiormente aperte alle donne. Il mondo è pieno di talenti, il nostro compito sta nel riuscire ad attirarli”. 12 The Grid June 2011</description><a10:updated>2011-06-15T17:12:41+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/June2011/TheGridJune2011IT/?Page=13</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/June2011/TheGridJune2011IT/?Page=13</link><title>Vestas Page 13</title><description>Bente Josefsen • Danese. Lavora in Vestas dal 2008. • Istruzione: MBA in Tecniche Casearie • Esperienze pregresse: Dirigente in Tholstrup Cheese e Arla Foods. • Sposata senza figli. “Against-gender” fact: Bente lascia fare volentieri i lavori di casa ad altri, anche a suo marito. “Mai stata discriminata” Le donne in carriera si ritrovano spesso di fronte a decisioni difficili. Secondo Bente Josefsen, Senior Vice President di Vestas Generators, devono imparare a prendere esempio dagli uomini. By Jens Velling erchiamo di essere onesti. Quella eolica è un’industria pesante e complessa nella quale difficilmente si riuscirà a raggiungere una pari rappresentanza dei sessi. Per molte donne Vestas non è affatto una scelta scontata” Bente Josefsen parla con cognizione di causa. Negli ultimi tre anni ha ricoperto la carica di Senior Vice President di Vestas Generators, un’unità produttiva tradizionalmente maschile. In questo dipartimento, le donne candidate a posizioni di rilievo sono davvero delle mosche bianche. “La mia esperienza personale è molto positiva: sono stata accolta con cordialità e non ho mai subito discriminazioni di alcun genere. Credo però che Vestas debba valorizzare i propri talenti femminili, incoraggiandoli a puntare in alto”. Josefsen sostiene inoltre che l'azienda lancerà un segnale importante conce“ C dendo la retribuzione integrale durante il congedo di maternità, ma che anche le donne, dal canto loro, dovranno dimostrarsi collaborative: “Per fare carriera e raggiungere posizioni di prestigio, le donne si trovano spesso a dover prendere decisioni difficili. Per essere una manager di successo bisogna rinunciare all’immagine della mogliettina perfetta che prepara le torte in casa e stira gli abiti con cura. Gli uomini, invece, riescono ad accettare con più facilità il fatto di non riuscire a tener testa a tutti gli impegni, e l’approccio maschile mi è stato decisamente di lezione”, afferma Josefsen. La sua esperienza insegna che una più ampia partecipazione delle donne nelle compagini dirigenziali crea una maggiore sinergia, oltre che una certa dinamicità e flessibilità nella gestione dei diversi compiti e delle risorse umane. La collabo- razione tra i sessi, inoltre, rende più piacevole l’atmosfera sul luogo di lavoro. “Per essere un bravo manager è necessario saper comprendere e rispettare tutti gli aspetti di Vestas, non ultimi i dipendenti e le loro diverse caratteristiche. Credo che la flessibilità sia una qualità tipicamente femminile: a noi donne riesce naturale. È per questo che i team vincenti sono sempre composti da entrambi i sessi, uomini e donne si completano e si bilanciano a vicenda”. Quello che le donne non hanno ancora impara‑ to è che nessuno ti dà potere. Te lo prendi e basta.” Roseanne Barr, attrice e comica. Hanno detto June 2011 The Grid 13</description><a10:updated>2011-06-15T17:12:41+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/June2011/TheGridJune2011IT/?Page=14</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/June2011/TheGridJune2011IT/?Page=14</link><title>Vestas Page 14</title><description>tema Sarà un mondo di donne Le donne conseguono titoli di studio più elevati rispetto agli uomini e da dirigenti si dimostrano più aperte all’innovazione e all’integrazione. L’opinione delle esperte interpellate da “The Grid” è chiara: è necessario adeguarsi. Per accelerare questa tendenza verso un cambiamento ormai indiscusso, Vestas potrebbe considerare l’introduzione delle quote rosa tra i ranghi della dirigenza. Di Jens Velling D ei 300 top manager di Vestas, le dirigenti donna sono appena l’11%, un dato che farebbe pensare come al momento non vi sia una gran richiesta di dirigenti di sesso femminile. Le cifre, però, non devono ingannare: sono in arrivo grandi cambiamenti che, secondo l’autorevole opinione di due dei maggiori esperti in Comportamento Organizzativo e Leadership, saranno inarrestabili ed epocali. “Siamo giunti a un momento cruciale, la diversità tra i sessi è diventata un business case. Le grandi aziende hanno compreso che è un grave errore escludere dall’assunzione metà della popolazione in un momento in cui c’è penuria di talenti, e soprattutto ora che le donne possono vantare un curriculum accademico più ricco rispetto ai colleghi uomini”, afferma Ginka Toegel, docente presso l’International Institute for Management Development (IMD). La collega Martha Maznevski conferma: “I dipartimenti Risorse Umane in tutto il mondo sono alla ricerca di dirigenti di sesso femminile”. La ragione è semplice: in un mondo globalizzato, la diversità, anche quella fra uomo e donna, è considerata un prerequisito essenziale per riuscire meglio nell’innovazione, nell’integrazione e nel networking, oltre ad essere indice di una mentalità più aperta. “Le cose sarebbero forse più facili se fossimo tutti uguali, ma questa è un’arma a doppio taglio: a lungo andare la propensione all’innovazione si azzererebbe. Le aziende devono riflettere i cambiamenti della società e comprendere i reali bisogni dei loro clienti”, afferma l’esperta. Uomini e donne? La pensano allo stesso modo Le donne sono le principali acquirenti e, con un potere d'acquisto in costante crescita, in tutto il mondo incidono sulle decisioni d’acquisto per l'85%. È interessante notare come le nuove generazioni maschili condividano molti valori ed esigenze con le donne, contribuendo ad appianare più rapidamente la disparità tra i sessi. “I giovani uomini ricercano un'occupazione che permetta loro un migliore equilibrio tra lavoro e vita privata, vogliono essere dei padri migliori. Da una prospettiva occupazionale e assuntiva, sarà una rivoluzione epocale. E inarrestabile: le aziende dovranno adattarsi alle esigenze dei lavoratori se vorranno attrarre i talenti migliori e fare a gara per assecondare le necessità dei due sessi. Alla fine, ci troveremo a constatare che, in realtà, le esigenze delle donne sono le stesse degli uomini”, afferma Toegel. Attenzione agli annunci di lavoro Ginka Toegel e Martha Maznevski Toegel e Maznevski sono esperte di Comportamento Organizzativo e Management Internazionale, nonché docenti presso il celebre International Institute for Management Development di Ginevra, Svizzera. www.imd.org Per attuare un vero cambiamento, le aziende a forte predominanza maschile dovranno avviare una seria riflessione e chiedersi se non vi sia un altro modo di condurre l’azienda. “Prendiamo ad esempio gli annunci di ricerca personale: sono spesso redatti facendo ricorso a un linguaggio “macho” e sono infarciti di cifre, tutte caratteristiche che attraggono principalmente gli uomini. Anche se il proprio profilo professionale corrisponde solo per il 60% alla posizione descritta, un uomo invierà comunque la sua candidatura. Una donna, al contrario, si candiderà solo se il suo profilo soddisfa almeno l’80% dei requisiti previsti, preoccupandosi per il restante 20%. Per attirare l’attenzione delle donne, basta inserire meno cifre impersonali e puntare sull’influenza strategica, sull’opportunità di diventare un valore aggiunto per l’azienda e di crescere a livello u</description><a10:updated>2011-06-15T17:12:41+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/June2011/TheGridJune2011IT/?Page=15</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/June2011/TheGridJune2011IT/?Page=15</link><title>Vestas Page 15</title><description>Rispondere a domande difficili Le società come Vestas dovrebbero fare un esame introspettivo e rispondere a domande difficili, ad esempio: quali messaggi trasmettiamo all’esterno? È davvero indispensabile tenere riunioni dopo le 18? Siamo consapevoli di vivere in una società fortemente maschilista? Nella dirigenza, qual è il rapporto tra dirigenti uomini e dirigenti donne? E nel Consiglio di Amministrazione? “I dati dimostrano che, se da una parte gli uomini sono orientati agli obiettivi e ai risultati, le donne hanno maggiore attenzione verso aspetti come l’integrazione e la collaborazione. I manager veramente in gamba hanno tutte queste caratteristiche, a prescindere dal sesso, ma uomini e donne partono da premesse diverse e lavorano ed operano in maniera diversa. La soluzione ideale è la creazione di team dirigenziali composti da rappresentanti di entrambi i sessi", sostiene Maznevski . La Norvegia dà il buon esempio Donne alla base del successo di BMW Cosa c’è di più virile di una spider sportiva con sei cilindri e 300 cavalli, che può sfrecciare fino a 250 Km/h? Sembra difficile crederlo, ma c’è lo zampino di due donne dietro la progettazione della BMW Z4: una novità, in realtà, anche per BMW. Al momento di lanciare una nuova vettura, l’azienda è solita indire un concorso interno in cui tutti designer sono chiamati a presentare un progetto in forma anonima. Nel caso della Z4, tra i 25 modelli proposti, i dirigenti ne hanno scelto uno dalle caratteristiche particolarmente virili, creato in realtà, come si è saputo solo dopo, da due menti femminili: Juliane Blasi e Nadya Arnout. A questo punto, la sfida è capire come raggiungere questo risultato. Maznevski opta per un approccio “soft” ed esorta le aziende a fornire formazione, tutoraggio e networking, e consiglia di inserire esponenti del gentil sesso nei comitati di valutazione dei candidati a una posizione in azienda. Toegel invece suggerisce un approccio più energico, portando ad esempio il caso della Norvegia, dove, dal 2009 è stato imposto l’obbligo alle aziende di riservare almeno il 40% dei posti nel consiglio di amministrazione a membri donna. “Dopo alcune iniziali rimostranze, nessuno ha più avuto nulla da ridire, mentre la percentuale di partecipazione femminile nei consigli di amministrazione è salita al 44%. C’è bisogno di un’iniziativa risoluta, altrimenti ci vorrà troppo tempo". Una percentuale che cambierà tutto per sempre “Non credo che il mio essere donna influisca sui miei disegni. La Z4 è un’auto sportiva e deve avere un appeal tutto maschile: proprio quello che ho cercato di imprimere al mio progetto”, afferma Blasi, spiegando inoltre come lei e Arnout siano state ispirate dalle forme del corpo umano – anche da quello femminile – nell’ideazione dell'auto. In particolare, hanno tratto ispirazione dalle linee dei muscoli, allo stesso tempo morbide e dai contorni ben definiti. Un elemento di dinamicità imprescindibile, che le disegnatrici hanno cercato di infondere a ogni dettaglio della Z4. E tra gli appassionati delle quattroruote, la Z4 è considerata una delle auto più virili mai prodotte dalla BMW. Shell piace alle donne Shell, il colosso energetico, sta raccogliendo i primi frutti dell’impegno profuso a favore di una maggiore integrazione delle donne ai vertici dell’azienda. Mentre i dipendenti vengono coinvolti in iniziative di formazione mirate all’abbattimento degli stereotipi, la retribuzione viene costantemente monitorata per assicurarsi che non vi siano disparità di trattamento tra i sessi. Inoltre, Shell garantisce che almeno un quinto delle candidature prese in considerazione provenga da donne. I risultati di queste iniziative “rosa” non tardano ad arrivare: se nel 2000 Shell contava solo il 7,2% di dirigenti donna, nel 2010 la cifra è raddoppiata, passando al 15%. Ma non basta. L’azienda punta a un risultato ancora più ambizioso: un manager donna su cinque. Secondo la professoressa Toegel, prima che le donne vengano considerate innanzitutto co</description><a10:updated>2011-06-15T17:12:41+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/June2011/TheGridJune2011IT/?Page=16</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/June2011/TheGridJune2011IT/?Page=16</link><title>Vestas Page 16</title><description>teCnologia Diametro del piede della pala: 4,6 metri, potrebbe accogliere un double decker londinese. Altezza: la punta della pala della V164 raggiunge i 187 metri di altezza, superando il monumento a George Washington a Washington DC, Stati Uniti (169 metri). del mare I Di Kenneth Ley Milling Il gigante Più grande del London Eye, pesante come due airbus A380 e in grado di fornire energia a 6.500 famiglie europee: la V164-7.0, la turbina più potente prodotta da Vestas, batte ogni record. Pala: 80 m di lunghezza, il componente più voluminoso mai prodotto da Vestas, più lungo di nove double decker londinesi in fila indiana. l piano del Regno Unito che prevede l’installazione di turbine eoliche offshore per complessivi 32 GW – l’energia necessaria a coprire un terzo del fabbisogno energetico nazionale – ha spinto Vestas a sviluppare una nuova turbina in grado di rispondere alle mutate esigenze energetiche. Sebbene l’idea sia estremamente ambiziosa, è probabile che molti altri paesi seguano l’esempio del Regno Unito per soddisfare in maniera più sostenibile il fabbisogno energetico nazionale. Uno scenario di questo tipo incrementerà la richiesta di grandi turbine eoliche offshore in grado di abbattere i costi di produzione dell’energia. Vestas ha risposto a questa esigenza con la V164-7.0 MW, un aerogeneratore con un output energetico raddoppiato rispetto alla V112-3.0 MW. Il processo di produzione della nuova turbina richiederà l’implementazione di nuove metodologie, procedure e capacità di collaborazione. Il solo test della pala da 80 m richiederà la realizzazione di un’apposita struttura di collaudo, mentre per la produzione sarà necessario un intero nuovo stabilimento. ▪ 16 The Grid June 2011</description><a10:updated>2011-06-15T17:12:41+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/June2011/TheGridJune2011IT/?Page=17</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/June2011/TheGridJune2011IT/?Page=17</link><title>Vestas Page 17</title><description>Rotore: ha un diametro di 164 m per un’area spazzata di 21.124 m2, circa tre volte il campo da gioco di Wembley. Punta della pala: può raggiungere una velocità massima di 375 Km/h, come un bolide di Formula 1. Erogazione di potenza: 7.0 MW; una sola turbina V164 è in grado di fornire energia pulita a 6.500 famiglie nel Nord Europa. Navicella: con 24 metri di lunghezza (compreso il mozzo) per 7,5 metri di altezza, la navicella è talmente grande da poter ospitare al suo interno due TIR. Un po’ di storia: la prima turbina Vestas, la V10-30kW, fu costruita nel 1979. La V164-7.0MW sarà 750 volte più potente. June 2011 The Grid 17</description><a10:updated>2011-06-15T17:12:41+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/June2011/TheGridJune2011IT/?Page=18</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/June2011/TheGridJune2011IT/?Page=18</link><title>Vestas Page 18</title><description>18 The Grid June 2011</description><a10:updated>2011-06-15T17:12:41+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/June2011/TheGridJune2011IT/?Page=19</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/June2011/TheGridJune2011IT/?Page=19</link><title>Vestas Page 19</title><description>‘Il successo è un risultato di squadra’ Dennis Dolan è il site manager di Fullabrook, il parco eolico onshore più grande di tutta l’Inghilterra. Dividendosi tra il lavoro d’ufficio e le telefonate, Dennis supervisiona i progressi dell’impianto eolico. June 2011 The Grid 19</description><a10:updated>2011-06-15T17:12:41+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/June2011/TheGridJune2011IT/?Page=20</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/June2011/TheGridJune2011IT/?Page=20</link><title>Vestas Page 20</title><description>Di Frud Bezhan ’auto percorre la stretta stradina che serpeggia tra verdi colline e piccoli cottage, passando accanto agli alti recinti in pietra ricoperti di arbusti che fiancheggiano il percorso. “Benvenuti nella campagna inglese” sono le parole di benvenuto di Dennis, che ci guida verso il parco eolico di Fullabrook a Barnstaple, sulla costa sud orientale dell’Inghilterra. “Le strade principali sono state chiuse per un carico di pale che è in consegna oggi” ci racconta Dennis, che lavora in Vestas da tre anni. “Quindi l’unico percorso di accesso al sito sono queste stradine secondarie”. Cresciuto nella vicina Exter, Dennis ha lavorato per 15 anni come ingegnere civile in un’azienda di telecomunicazioni prima di entrare a far parte di Vestas. “Con la mia formazione ingegneristica, ho sempre subito il fascino delle turbine, così quando mi si è presentata l’opportunità di lavorare in un’azienda del settore eolico non me la sono lasciata sfuggire”, afferma. Dennis lavora in diversi parchi eolici nel Regno Unito e in Irlanda, dove ora vivono la moglie e le tre figlie. “Non è una zona bellissima?”, ci chiede Dennis indicando le cime degli alberi sferzate dal vento che si affacciano sulla strada. Noi annuiamo entrambi mentre ammiriamo lo splendido sole mattutino che inonda il paesaggio. Dopo un breve tragitto arriviamo all’ingresso del sito, dove procediamo alla registrazione. Proseguendo in auto lungo la strada sterrata, avvistiamo le numerose turbine Vestas che si stagliano all’orizzonte. ▪ L Le strade principali sono state chiuse per un carico di pale che è in consegna oggi” ci racconta Dennis, che lavora in Vestas da tre anni. “Quindi l’unico percorso di accesso al sito sono queste stradine secondarie.” 20 The Grid June 2011</description><a10:updated>2011-06-15T17:12:41+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/June2011/TheGridJune2011IT/?Page=21</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/June2011/TheGridJune2011IT/?Page=21</link><title>Vestas Page 21</title><description>→ Quando il progetto sarà completato (entro la fine dell’anno), il parco eolico di Fullabrook ospiterà 22 turbine V903.0MW. Una volta entrati in funzionamento a pieno regime, gli aerogeneratori produrranno energia elettrica per 30.000 case, con un risparmio annuo di 65.000 tonnellate nelle emissioni di CO2. “È molto stimolante lavorare a un progetto di portata così rilevante per importanza e dimensioni”, afferma Dennis, che da aprile dirige il sito. June 2011 The Grid 21</description><a10:updated>2011-06-15T17:12:41+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/June2011/TheGridJune2011IT/?Page=22</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/June2011/TheGridJune2011IT/?Page=22</link><title>Vestas Page 22</title><description>→ “Passo la maggior parte del tempo a supervisionare le operazioni condotte in sito, facendo in modo che tutto fili liscio. I supervisori si occupano degli aspetti tecnici, mentre io monitoro il risultato generale”, afferma Dennis, che gestisce anche i contatti con i clienti, rispondendo ai loro dubbi e tenendoli aggiornati sui progressi quotidiani. → Ogni giornata lavorativa inizia con una riunione di sicurezza della durata di 15 minuti che si svolge alla presenza dell’Installation Supervisor, del Service Supervisor e di tutti i fornitori. Dennis coordina le attività della giornata e gli assemblatori del Service hanno la possibilità di fare domande o esprimere i loro dubbi prima di mettersi al lavoro. “Il tema principale degli incontri mattutini è la sicurezza”, racconta Dennis. ← Manning (sopra) è un fornitore Vestas ed è originario del Portogallo. Dennis ci spiega che il team di Fullabrook è composto da membri di diversa nazionalità. “Abbiamo ragazzi sudafricani, portoghesi, tedeschi e danesi”, afferma. “Come Site Manager, posso affermare senza esitare che si lavora bene solo se la squadra fa un buon lavoro. E il team di Fullabrook è tra i migliori che io abbia mai guidato”. 22 The Grid June 2011</description><a10:updated>2011-06-15T17:12:41+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/June2011/TheGridJune2011IT/?Page=23</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/June2011/TheGridJune2011IT/?Page=23</link><title>Vestas Page 23</title><description>→ Nel parco eolico di Fullabrook, fino ad adesso, sono state installate quattro turbine. Le condizioni meteo poco favorevoli, con raffiche di vento record da 21m al secondo, hanno reso vani gli sforzi per installare la quinta turbina. “Per motivi di sicurezza ci è possibile lavorare solo quando la ventosità raggiunge una velocità massima di 10m/s. La forza del vento può rendere instabili le gru mentre spostano parti di turbine a mezz’aria”, aggiunge. June 2011 The Grid 23</description><a10:updated>2011-06-15T17:12:41+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/June2011/TheGridJune2011IT/?Page=24</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/June2011/TheGridJune2011IT/?Page=24</link><title>Vestas Page 24</title><description>↑ L’operatore della gru (nella foto) dà indicazioni ai gruisti mentre sollevano le pale. “Dobbiamo preparare il piede della pala prima di procedere all’installazione”, dice Dennis. → Dopo aver portato a termine il lavoro della giornata, Dennis fa ritorno a casa, a Barnstaple. “In questo lavoro si impara ogni giorno qualcosa”, dice Dennis. “Domani sarà un giorno nuovo, con nuove sfide ed esperienze.” 24 The Grid June 2011</description><a10:updated>2011-06-15T17:12:41+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/June2011/TheGridJune2011IT/?Page=25</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/June2011/TheGridJune2011IT/?Page=25</link><title>Vestas Page 25</title><description>↑ Sul sito arrivano tre camion che trasportano una pala ciascuno. Dennis dà istruzioni all’autista su come prendere una curva. “A volte è necessario effettuare degli interventi di ampliamento delle strade, come in questo caso, per permettere ai veicoli di passare in sicurezza”, afferma. → Dopo l’installazione della prima pala, si procede all’installazione della seconda e della terza. Due assemblatori di servizio (a destra) forniscono supporto al gruista che sta sollevando una pala verso la navicella. “Siamo stati fermi per due giorni a causa delle cattive condizioni meteo, quindi ora il sito è in fermento”, dice Jean Farup, Site Supervisor. June 2011 The Grid 25</description><a10:updated>2011-06-15T17:12:41+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/June2011/TheGridJune2011IT/?Page=26</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/June2011/TheGridJune2011IT/?Page=26</link><title>Vestas Page 26</title><description>BaCkgrounD Cina, la superpotenza del vento In solo una manciata di anni, il mercato eolico cinese è cresciuto a ritmi vertiginosi, diventando il primo al mondo. L’obiettivo ora è raggiungere i 115.000 MW di capacità installata entro il 2015. Una crescita così esplosiva rappresenta per Vestas una sfida avvincente e una grande opportunità. 26 The Grid June 2011</description><a10:updated>2011-06-15T17:12:41+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/June2011/TheGridJune2011IT/?Page=27</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/June2011/TheGridJune2011IT/?Page=27</link><title>Vestas Page 27</title><description>Di Peter Gisselmann Rasmussen “ a Cina ha le potenzialità per divenire il più grande mercato eolico mondiale entro il 2020”, così titolava un comunicato del Global Wind Energy Council del 2005, che all’epoca suscitò più di qualche perplessità. Solo sei anni fa, infatti, il mercato cinese era molto più arretrato rispetto al mercato europeo o statunitense. Dire che le previsioni si sono rivelate esatte è riduttivo. Oggi la Cina è una superpotenza eolica, ha scalzato il primato degli Stati Uniti ed è prima al mondo per capacità installata. Non a caso, nel 2010 la metà di tutti i nuovi parchi eolici del mondo era cinese. La Cina è cresciuta anche come paese produttore: nella classifica relativa al 2010 tra i 10 maggiori produttori troviamo ben quattro aziende cinesi, rispettivamente in seconda (Sinovel) e quarta posizione (Goldwind). Solo due anni fa nella classifica non compariva alcuna azienda cinese. Ma come ha fatto la Cina a sbaragliare in così breve tempo tutti gli altri paesi e a conquistare la leadership globale? L però le uniche priorità che hanno portato alla decisione di investire nell’eolico. “Il governo cinese ha scelto di puntare su una fonte energetica alternativa e meno inquinante, ma allo stesso tempo ha certamente intuito le potenzialità insite nel creare un settore in grado di generare posti di lavoro e sostenere la continua crescita economica”, afferma Tom Pellman, Policy Advisor in Government Relations, Vestas China. Oltre i 115 GW Mercati eolici mondiali maggiori 2005 Coerenza politica Secondo Justin Wu, responsabile del dipartimento di ricerca sull’eolico presso Bloomberg New Energy Finance, la risposta è chiara. “Ed è il costante sostegno politico”, afferma. Wu sostiene che mentre la maggior parte dei paesi offre piani di incentivi e di sostegno su base annuale, il governo cinese ha varato un piano quinquennale che prevede un supporto a lungo termine alle rinnovabili, creando le condizioni ottimali per una crescita esponenziale del settore. “Il sostegno politico ha incoraggiato un flusso costante di commesse che ha favorito l’incremento della capacità di generazione” prosegue Wu. In confronto alle centrali termoelettriche a carbone, lo sfruttamento delle ricche risorse eoliche permette alla Cina di produrre energia limitando notevolmente le emissioni di CO2 . Il contenimento delle emissioni inquinanti e l’attenzione verso le problematiche ambientali non sono state Con migliaia di posti di lavoro creati nel settore e la disponibilità di sub-fornitori, l’obiettivo è stato pienamente raggiunto e la crescita non conosce soste. Nei primi mesi di quest’anno, il governo cinese ha varato il dodicesimo piano quinquennale, che traccia le linee di sviluppo sociale ed economico per il periodo compreso tra il 2011 e il 2015. Il piano definisce nuovi obiettivi anche per quanto riguarda l’eolico, con 70 GW di nuova capacità entro il 2015, portando così la capacità complessiva a 115 GW. A titolo comparativo, alla fine del 2010 i gigawatt installati in tutto il mondo erano 194. Nonostante il progetto cinese possa sembrare straordinariamente ambizioso, le stime degli analisti ci dicono che l’obiettivo potrebbe essere raggiunto, se non addirittura superato. “Gli obiettivi definiti dai piani quinquennali sono stati sempre piuttosto conservativi. Tuttavia questa volta ci sono tutte le premesse affinché l’obiettivo di 115 GW entro il 2015 possa essere facilmente scavalcato, dato l’elevato numero di progetti in attesa di realizzazione”, afferma Wu. Gli analisti di settore di Azure International prevedono il raggiungimento di una capacità di 150 GW entro il 2015 e di 250 GW entro il 2020. Potenziare la rete 2010 USA Germania Spagna India Portogallo Cina Italia Regno Unito Francia Australia Resto del mondo Svezia Canada Il percorso che porta a questo obiettivo, non è del tutto privo di ostacoli. La rete elettrica cinese ha dimostrato di non essere sufficientemente potente e flessibile da sostenere una crescita così rapida. Secondo </description><a10:updated>2011-06-15T17:12:41+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/June2011/TheGridJune2011IT/?Page=28</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/June2011/TheGridJune2011IT/?Page=28</link><title>Vestas Page 28</title><description>BaCkgrounD “Dal piano quinquennale recentemente varato si deduce che il governo cinese ha compreso la rilevanza del problema e lo considera di importanza primaria”, afferma Tom Pellman, Government Relations. Il piano prevede un rafforzamento della rete elettrica cinese nei prossimi anni, con interventi quali l’installazione di 200.000 Km di linee elettriche ad alto voltaggio, destinate soprattutto a collegare le regioni settentrionali e orientali della Cina, particolarmente ventose, con le regioni orientali che registrano un elevatissimo consumo energetico. La qualità costa cara Sempre secondo Justin Wu, un altro freno al raggiungimento degli obiettivi potrebbe essere costituito dalle problematiche legate alla qualità. “Negli ultimi due anni in Cina è stato installato un numero considerevole di aerogeneratori, molti dei quali prodotti da aziende appena entrate nel settore. Alla luce dell’esperienza riscontrata in altri mercati emergenti, è questa la fase in cui generalmente si presentano intoppi legati alla qualità”, soggiunge. “Anche l’Europa si è trovata ad affrontare queste difficoltà, ma a differenza della Cina ha avuto un periodo di tempo più lungo per superarle, prevedo quindi che queste problematiche rallenteranno la crescita”. Secondo Troels Persson, responsabile di Marketing&amp;Customer Insight in Vestas China, la qualità sarà la carta vincente di Vestas sul mercato cinese. “Il rapporto qualità-prezzo è senz’altro un fattore che i clienti cinesi continuano a considerare con attenzione, ma sono anche sempre più sensibili e attenti alle performance dei loro investimenti sul lungo periodo. Avanzano maggiori pretese nei confronti dei fornitori, sia per quanto riguarda la qualità e la certezza del busi- ness case, che per i servizi di supporto forniti alla committenza nel corso della realizzazione del parco eolico”, spiega. Secondo le sue previsioni, nonostante queste possibili difficoltà, il mercato cinese rimarrà altamente competitivo e Vestas dovrà lottare per riuscire a conservare il proprio posizionamento di mercato e far valere al massimo la propria esperienza mano a mano che il mercato matura: “Siamo presenti sul mercato cinese da molto più tempo rispetto agli altri competitor, abbiamo maturato grande esperienza e competenza e ci avvaliamo della collaborazione di collaboratori altamente specializzati”. In base ai dati forniti dalla Chinese Wind Energy Association, nel 2010 Vestas, con una quota di mercato pari al 5%, era il primo produttore estero sul mercato cinese. “I nostri clienti affermano di scegliere Vestas perché forniamo turbine di qualità. Naturalmente è necessario mantenere alto il livello di competitività in termini di prezzo, condizioni e performance, pur senza intaccare la qualità”, sottolinea Troels Persson. ▪ Una riconferma per le prime 10 aziende al mondo Dal 2005 al 2008, le dieci maggiori aziende produttrici di turbine eoliche hanno assistito alla costante erosione delle proprie quote di mercato a seguito dell’ingresso nel settore di nuovi produttori, in particolar modo cinesi. Tuttavia, dal 2008, questa tendenza ha conosciuto una battuta d’arresto e, nel 2010, otto turbine su dieci vendute nel mondo sono prodotte dalle aziende della top ten. Fonte: BTM. Vestas in Cina Vestas è stata la prima azienda produttrice di turbine a entrare nel mercato cinese nel 1986 – lo scorso maggio si sono tenute le celebrazioni per il 25esimo anniversario della presenza in Cina. Attualmente le turbine Vestas installate nelle tredici province della Repubblica Popolare producono circa 3.000 MW di energia pulita. Oltre alla sede centrale di Vestas China a Pechino e l’ufficio di fornitura globale di Shangai, il Gruppo può contare su stabilimenti produttivi a Hohhot, nella Mongolia Centrale, Tianjin e Xuzhou. In base ai dati forniti dalla Chinese Wind Energy Association, con una quota di mercato pari al 5%, nel 2010 Vestas si è conquistata la posizione di primo produttore estero sul mercato cinese. Maggiori produttori mondi</description><a10:updated>2011-06-15T17:12:41+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/June2011/TheGridJune2011IT/?Page=29</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/June2011/TheGridJune2011IT/?Page=29</link><title>Vestas Page 29</title><description>Avvio lento per le esportazioni e 71 turbine in fase di installazione nell’impianto di Shady Oaks nell’Illinois, Stati Uniti, sono degli aerogeneratori speciali, che aprono un nuovo capitolo nella storia dell’eolico statunitense. Il parco da 106,5 MW sarà infatti il primo su larga scala degli Stati Uniti a essere costituito da turbine fabbricate in Cina dalla cinese Goldwind. Secondo alcune correnti di pensiero, questo non è che l’inizio di una massiccia invasione di turbine cinesi, in quanto la sovrapproduzione asiatica spesso si traduce in un riversamento dei prodotti in eccesso nel mercato europeo o in altri mercati maturi. Justin Wu, responsabile del dipartimento di ricerca sull’eolico presso Bloomberg New Energy Finance, pensa che questa previsione non debba necessariamente avverarsi. Penetrare mercati maturi non è mai facile, anche se le turbine hanno prezzi più vantaggiosi. L “Stiamo assistendo a una piccola infiltrazione, non a un’invasione. Non credo affatto che la produzione in eccesso sarà destinata all’export”, afferma. “Le turbine prodotte dalle aziende cinesi sono costruite per il mercato cinese. Ciò significa che ci sono tutta una serie di barriere legate alle autorizzazioni che impediscono alle aziende produttrici di vendere all’estero. Non da ultimo, bisogna tenere in considerazione che non è facile muoversi in un mercato che non si conosce, e l’esperienza la si costruisce con anni di attività”, spiega Wu. Troels Persson, responsabile di Marketing&amp;Customer Insight in Vestas China, concorda: “Non basta portare una turbina su un nuovo mercato. Serve una conoscenza approfondita del quadro normativo e una track record per assicurarsi il sostegno finanziario da parte degli istituti di credito – solo per citare due tra i fattori più importanti”. Sebbene le esportazioni cinesi siano partite in sordina rispetto alle previsioni, gli obiettivi rimangono ambiziosi. Una possibile strategia di penetrazione dei mercati americano ed europeo potrebbe essere quella di allearsi con committenti cinesi desiderosi di internazionalizzare i propri affari, come Longyuan, il terzo produttore di energia eolica al mondo, che punta alla leadership mondiale. Gli analisti prevedono che queste potenti partnership permetteranno ai produttori cinesi di conquistare grosse fette di mercato al di fuori della Cina. Per vincere questa scommessa, le aziende che già operano su scala mondiale dovranno sfruttare al massimo la loro presenza sui mercati internazionali, sostiene Troels Persson: “Negli ultimi 25 anni abbiamo creato partnership molto forti in Cina, che se sommate alla nostra esperienza globale nel settore ci permetteranno di rimanere i fornitori privilegiati per i nostri clienti cinesi, in qualsiasi mercato essi operino”. Maggiori produttori mondiali di turbine, 2010 (Nome) Vestas Sinovel GE Goldwind BTM 14.8% 11.1% 9.6% 9.5% EER 15% 11% 10% 9% MAKE 12% 11% 10% 10% Fonte: BTM Consulting, Emerging Energy Research, Make Consulting. June 2011 The Grid 29</description><a10:updated>2011-06-15T17:12:41+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/June2011/TheGridJune2011IT/?Page=30</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/June2011/TheGridJune2011IT/?Page=30</link><title>Vestas Page 30</title><description>Le tonnellate di emissioni di CO2 risparmiate ogni anno grazie alle oltre 40.000 turbine Vestas installate in tutto il mondo. 40.000.000 1.573 Tutti i numeri di Vestas I chilogrammi di emissioni CO2 risparmiati dai dipendenti dell’ufficio di fornitura di Vestas China a Shangai nel 2010. L’ufficio è il più ecosostenibile dell’intero gruppo Vestas grazie alla riduzione dei consumi di energia elettrica e all’aumento delle pratiche di riciclaggio. 171.024 La percentuale di riduzione dell’inventario nello stabilimento di produzione di navicelle di Tianjin in Cina. Grazie alla creazione di un Finished Goods Supermarket, in cui vengono sostituiti solo i prodotti utilizzati, lo stabilimento è riuscito ad abbattere i tempi di risposta del 40%. Le tonnellate di acciaio utilizzate da Vestas nel 2010 nei suoi stabilimenti produttivi. Con la stessa mole di acciaio si potrebbero costruire 23 Torri Eiffel o due Golden Gate Bridge. 52 4.335 Il numero di donne che lavorano in Vestas al 1 gennaio 2011. Gli uomini sono invece 18.917. 45 Il numero degli anni di lavoro di Laila Ramberg, la dipendente di Vestas con più anni di servizio alle spalle. La 64enne Ramberg ha cominciato la sua carriera nel Windcast Group A/S, acquisito da Vestas nel 2003. Ora Laila lavora in Vestas Sweden come responsabile degli acquisti strategici nel reparto Finance, Administration e IT. 30 The Grid June 2011</description><a10:updated>2011-06-15T17:12:41+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/June2011/TheGridJune2011IT/?Page=31</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/June2011/TheGridJune2011IT/?Page=31</link><title>Vestas Page 31</title><description>Il futuro dell’energia nucleare nel dopo Fukushima ’incidente nucleare di Fukushima non si sarebbe potuto verificare in un momento meno opportuno per il settore nucleare, e cioè proprio quando, a 25 anni dalle catastrofi di Chernobyl e Three Mile Island, il settore sembrava essere in fase di deciso rilancio. I piani energetici nucleari, per lungo tempo accantonati in soffitta, erano appena stati rispolverati e le economie emergenti stavano sgomitando per accaparrarsi un posto al sole nella corsa all’approvvigionamento nucleare. Influenti sostenitori dell’atomo, tra cui persino ex ambientalisti, plaudevano al ruolo dell’energia nucleare nella lotta al cambiamento climatico. L’incidente ha mandato improvvisante all’aria tutti i piani. Per alcuni paesi, tra cui la Germania, Fukushima è stata la prova inconfutabile che l’energia nucleare non potrà mai essere una scelta priva di rischi. Il previsto prolungamento della vita dei reattori nucleari tedeschi, per non parlare della costruzione di nuove centrali, sono divenute opzioni politicamente improponibili. Se la Germania dice addio al nucleare, paesi in rapido sviluppo come la Cina, l’India, il Sudafrica e il Brasile hanno invece annunciato l’intenzione di non rinunciare all’atomo. Le istanze nucleari di altri paesi emergenti trovano un’accoglienza gelida, sebbene ciò abbia a che vedere tanto con la primavera araba, quanto con l’incidente di Fukushima. La maggioranza dei paesi si colloca tuttavia a metà strada tra questi due estremi. In molte nazioni i progetti di rinascita nucleare sono stati temporaneamente sospesi, ma non definitivamente abbandonati, e quantomeno verranno elaborate nuove normative in materia, i cicli di pianificazione saranno molto rallentati e tutto ciò comporterà un ulteriore deterioramento del settore. A trarre vantaggio dalla situazione difficile del nucleare saranno L le energie rinnovabili, le tecniche di efficienza energetica, i progetti di cattura e sequestro del carbonio e le smart grid, ovvero le tecnologie di rete intelligente. A subire l’impatto più devastante dell’incidente di Fukushima è stato, naturalmente, il Giappone stesso. A seguito del blocco di molte centrali nucleari, oltre a quella di Fukushima, la nazione ha perso in un solo colpo il 20% del proprio approvvigionamento energetico, e molti di questi impianti non rientreranno mai più in funzione. Per dare una risposta concreta al fabbisogno energetico nazionale, il Giappone dovrà necessariamente guardare alle energie rinnovabili, compreso l’eolico onshore e, dove le condizioni meteo lo consentono, all’eolico marino. L’energia geotermica, settore in cui il Giappone dispone di enormi risorse, dovrebbe essere la fonte energetica privilegiata, ma le norme che disciplinano questa materia sono estremamente complesse. La sfida è considerevole. La terza economia mondiale non dovrà solo preoccuparsi di “tappare" un ammanco del 20% nella capacità di generazione. I grandi sforzi compiuti dal Giappone per ridurre le emissioni di carbonio si basavano in larga misura sulla realizzazione di nuovi reattori nucleari; in maggio, tuttavia, il premier Kan ha annunciato il blocco del programma nucleare giapponese. Il piano energetico nazionale dovrà essere interamente rivisto fin dalle sue fondamenta. Il mio personale auspicio è che il Giappone sappia ancora una volta rialzare la testa, come ha già dimostrato in molte occasioni nel passato, e dare avvio a un nuovo inizio. Sarebbe bello, tra dieci anni, poter affermare che il 2011 è stato l’anno in cui il maremoto Michael Liebreich Chief Executive Bloomberg New Energy Finance Uno sguardo esterno ha scosso il Paese del Sol Levante, risvegliandolo da un lungo torpore che durava da due decenni, facendolo diventare il paese che ha guidato la transizione globale verso un’energia più sicura, intelligente, pulita, accessibile e decentralizzata. Sarebbe senz’altro un bel modo per rendere omaggio alle vittime dello tsunami. ▪ June 2011 The Grid 31</description><a10:updated>2011-06-15T17:12:41+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/June2011/TheGridJune2011IT/?Page=32</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/June2011/TheGridJune2011IT/?Page=32</link><title>Vestas Page 32</title><description>Lo schermo “Sullo schermo è indicato il peso che viene sollevato in un determinato momento. Si possono sollevare fino a 20 tonnellate, anche se in genere i carichi variano dalle 12 a 14 tonnellate. Se il carico è troppo pesante scatta un allarme.” I comandi di sinistra ““La leva di comando sinistra serve invece per controllare tutti i movimenti orizzontali. I tasti servono a sganciare il carico della gru, ad esempio dopo aver posizionato le lamiere di acciaio sui rulli di trasporto che le conducono all'interno dello stabilimento.” Il mio posto di lavoro La radio “Utilizzo la radio per comunicare con i colleghi a terra. Nella cabina il mio microfono è posizionato sulla finestra, ma posso anche appuntarlo sulla giacca per averlo subito a portata di mano.” I comandi di destra “Con la leva di comando destra controllo le manovre di sollevamento e posa, ma anche il tasto di accensione e spegnimento. Ci vuole un po’ di esperienza per manovrare la gru con la dovuta precisione”. 32 The Grid June 2011</description><a10:updated>2011-06-15T17:12:41+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/June2011/TheGridJune2011IT/?Page=33</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/June2011/TheGridJune2011IT/?Page=33</link><title>Vestas Page 33</title><description>Panorami “La vista è mozzafiato. Sulle montagne, verso ovest, ogni tanto riesco a vedere cervi, antilopi e volpi. Dall’altro lato, invece, si scorge nettamente l’autostrada e tutte le auto che transitano, mentre se guardo in basso posso tenere d’occhio i miei colleghi che lavorano a terra.” Toni Arellano Operatore Gruista, Movimentazione acciaio Vestas Towers Pueblo, Colorado, USA Di Jens Velling oni Arellano occupa letteralmente la posizione più alta dell’azienda: non perché ha un incarico ai vertici della dirigenza, ma perché ogni giorno presidia dall’alto lo stabilimento di produzione delle torri a Pueblo, Colorado. In qualità di operatrice gruista svolge le sue mansioni da una postazione a oltre nove metri di altezza, a due passi dalle Rocky Mountains. “Da qui posso ammirare un panorama fantastico. Poi, trovo più comodo lavorare quassù piuttosto che a terra”, afferma Toni parlando del suo lavoro ai vertici. Toni è stata una delle prime dipendenti a essere assunta nello stabilimento Vestas nel 2009. Prima di allora ha lavorato come tecnico meccanico in un altro stabilimento di Pueblo in cui venivano prodotti sistemi per il condizionamento dell’aria. Oggi Toni è una dei tre operatori gruisti che riforniscono lo stabilimento di lamiere d’acciaio, dopo che queste vengono trasportate in loco tramite treno o camion. Due volte a settimana, le lamiere lasciano T lo stabilimento come pezzi finiti pronti per essere assemblati sulle torri eoliche. “È un lavoro divertente. Bisogna avere un’ottima percezione delle dimensioni e della profondità per manovrare le lamiere d’acciaio e posarle nel punto giusto”, spiega Toni. Tuttavia, i momenti di tranquillità non mancano. Lavorando a nove metri di altezza, Toni non è costretta a scendere a terra e nei momenti liberi si diletta con i cruciverba, che porta ogni giorno con sé sulla gru. Dopotutto, a un operatore gruista non mancano i lati positivi! ▪ QUESTO È IL MIO POSTO DI LAVORO Questo è il mio posto di lavoro è uno spazio che ricorrerà nel corso dei prossimi numeri di The Grid – un’istantanea del luogo di lavoro di un collega. Se hai qualche idea, suggerisci tu il prossimo posto di cui parlare. Scrivi a thegrid@vestas.com. June 2011 The Grid 33</description><a10:updated>2011-06-15T17:12:41+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/June2011/TheGridJune2011IT/?Page=34</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/June2011/TheGridJune2011IT/?Page=34</link><title>Vestas Page 34</title><description>Vestas Sailrocket 2 all’assalto del nuovo record Dopo il successo dei primi test condotti al largo della costa della Namibia, l’imbarcazione di seconda generazione si prepara a battere il record assoluto di velocità a vela. Di Frud Bezhan on ho mai pilotato imbarcazioni con una simile potenza di accelerazione. Sono i bolidi del mare”, afferma Paul Larsen, pilota e project leader di Vestas Sailrocket 2 (VSR2). VSR2, che ha fatto il suo debutto lo scorso marzo, è stato progettato e costruito dal team Sailrocket nel centro di ricerca e sviluppo di Vestas sull’isola di Wight. Il team si trova attualmente a Walvis Bay, in Namibia, dove VSR2 si sta preparando alla sfida. La squadra ha ancora a disposizione quattro settimane per perfezionare gli ultimi dettagli dell’imbarcazione con la quale tra qualche mese cercherà di battere il record. “Tutti i membri del team sono elettrizzati per la grande sfida che ci attende”, afferma Larsen, che segue il progetto Sailrocket sin dal 2001. “Sappiamo che segnare un nuovo record non sarà una passeggiata, ma dalla nostra abbiamo una grande passione, e ce la metteremo tutta". “ N Malcom Barnsley, ingegnere di Vestas specializzato in pale eoliche e membro del team di progettazione di Sailrocket, afferma che Sailrocket 2 presenta soluzioni tecnologiche notevolmente evolute rispetto alla prima versione dell’imbarcazione, pesantemente danneggiata nel 2008 in seguito a uno spettacolare incidente avvenuto durante un tentativo di stabilire il record di velocità. “La nuova barca è stata sviluppata sulla base di un concetto che non prevede forze di ribaltamento. Le forze contrarie del vento e dell’acqua risultano infatti bilanciate”, afferma Barnsley, che aggiunge: “È come se si cercasse di far cadere una persona spingendola dai piedi. Si riuscirà a farla spostare, ma non cadere. Questo nuovo assetto consente di gestire una potenza di gran lunga maggiore evitando il ribaltamento, cosa che invece accade a molte imbarcazioni”. 34 The Grid June 2011</description><a10:updated>2011-06-15T17:12:41+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/June2011/TheGridJune2011IT/?Page=35</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/June2011/TheGridJune2011IT/?Page=35</link><title>Vestas Page 35</title><description>LO SAPEVATE CHE? Vestas Sailrocket 1 ha stabilito il record di velocità a vela nel 2008 raggiungendo una velocità di 47,4 nodi su base misurata di 500 metri. L’imbarcazione è però letteralmente decollata per poi schiantarsi sull’acqua, riportando notevoli danni; una volta riparata, è stata rimessa in acqua a due settimane dall’incidente. L’attuale record assoluto di velocità a vela è di 17,50 secondi su base misurata di 500 metri. Nel 2010, l’americano Rob Douglas ha toccato una velocità di punta di 55,65 nodi, pari a 64 mi/h o 103 km/h. Il progetto di Sailrocket si ispira alle teorie avanguardistiche di Bernard Smith, ingegnere aerospaziale scomparso nel febbraio 2010, a un passo dal traguardo dei 100 anni. Sailrocket è la prima imbarcazione realizzata sulla base dei progetti di Smith ad aver superato la velocità di 40 nodi. Spingere il limite Il Presidente di Vestas Technology R&amp;D, Finn Strøm Madsen, si è unito come Main Sponsor al team Sailrocket nel 2007. Da allora il dipartimento di ricerca e sviluppo contribuisce al progetto apportando il proprio know-how tecnologico nel campo delle pale e dei materiali. Madsen elogia l’impegno del team di Sailrocket nel cercare di integrare tutte le conoscenze relative a vento, design e vela per battere l’attuale record mondiale. “Vestas crede molto nel progetto di Sailrocket. Le più recenti innovazioni e gli ultimi sviluppi tecnologici ci consentono di sfruttare la forza del vento con sempre maggiore efficienza. Sono impaziente di vedere Vestas Sailrocket 2 spingere al massimo le prestazioni fino a raggiungere velocità record”, afferma Madsen. ▪ June 2011 The Grid 35</description><a10:updated>2011-06-15T17:12:41+02:00</a10:updated></item><item><guid isPermaLink="true">http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/June2011/TheGridJune2011IT/?Page=36</guid><link>http://nozebra.ipapercms.dk/Vestas/Communication/TheGrid/June2011/TheGridJune2011IT/?Page=36</link><title>Vestas Page 36</title><description>Vestas Wind Systems A/S, Alsvej 21, 8940 Randers SV Vestas è un’azienda dominata dagli uomini? Nome: Krithika Leelaraman Posizione: Sr. Technical Writer Dipartimento: Documentation, Vestas Technology R&amp;D “Sì, è vero, in Vestas ci sono più uomini al comando, ma sono convinta che il sesso di una persona non incida per nulla sulle decisioni dell’azienda riguardo a un’assunzione o al rigetto di una candidatura. Molte di noi si trovano a proprio agio anche nei dipartimenti come Finance, Administration, Human Resources, Project Management e Documentation. Spesso le donne prediligono occupazioni più flessibili che permettano loro di poter seguire maggiormente la famiglia e i figli. È per questo motivo che raggiungono raramente i vertici aziendali. Se ci riescono, i casi sono due: o sono persone indipendenti e libere da vincoli oppure hanno una famiglia molto comprensiva che le sostiene e le aiuta ad affrontare lo stress che deriva da una posizione di responsabilità.” The Grid June 2011 Nome: Paul Rotmans Posizione: Graduate Dipartimento: Logistics, Vestas Americas “Durante il Vestas Graduate Programme ho avuto modo di lavorare in diversi dipartimenti e in diverse sedi. La mia opinione è che in Vestas non sono sempre e solo gli uomini a ricoprire le posizioni di prestigio, anche se c’è una tendenza marcata in quella direzione. Prendiamo ad esempio il trasporto, tradizionalmente considerato un reparto maschile. Quando ho iniziato a lavorare in quel dipartimento nel marzo 2010, la gestione del reparto era affidata a 12 responsabili, tra cui cinque donne. Questa proporzione mi sembra accettabile. Ora, per rotazione, sono stato trasferito in un reparto dove tutti i responsabili sono uomini. Anche qui, però, le decisioni non sono prese esclusivamente da loro; nella BU lavorano anche molte donne con incarichi di responsabilità.” Nome: Marie-Louise Bornemann Posizione: Vice President Dipartimento: People &amp; Culture, Vestas Central Europe “Le cifre parlano da sé. Oggi in Vestas c’è un gap enorme tra il numero di dipendenti uomini e di dipendenti donne e questa situazione richiede un’urgente riflessione. In genere i cambiamenti non avvengono mai da soli: per agire bisogna ricevere uno stimolo, e quasi certamente in Vestas la spinta non arriverà dai colleghi uomini. Devono essere le donne a prendere in mano la situazione, aiutate dai colleghi che desiderano creare un ambiente di lavoro più equilibrato. Cari colleghi, uomini e donne, cerchiamo di dare una svolta concreta alla situazione invece di continuare ad accampare scuse.” ▪</description><a10:updated>2011-06-15T17:12:41+02:00</a10:updated></item></channel></rss>